Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post

giovedì 29 dicembre 2022

Buonanotte bosco, di Karen Jameson e Marc Boutavant, Terre di Mezzo Editore

Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Buonanotte bosco, di Karen Jameson e Marc Boutavant, Terre di Mezzo Editore (qui) porta la traduzione italiana di Chiara Carminati è un albo in rima che mi ha conquistata subito, complice la presenza con me in libreria della cara amica bibliotecaria Susi Soncin, con cui abbiamo fatto a gara negli acquisti di bellezza...

Mi ha conquistata a partire dalla sua forma quadrata e dalla copertina con l'immagine dello scoiattolo raggomitolato che racchiude all'interno, come in una sorta di piccolo cammeo, la protagonista con il suo accompagnatore a quattro zampe.

L'albo racconta di una passeggiata sul far della sera, tra i boschi di conifere e latifoglie, in un improbabile paesaggio della taiga nordica, di una bambina e del suo cane nero.

Ogni strofa inizia sempre nello stesso modo con un invito: "torna a casa", esortando a scoprire insieme di quale animale si tratta, guardando l'illustrazione e leggendo il testo.


Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Ogni doppia pagina si trasforma così in una serie di piccoli racconti, a volte naturalisticamente improbabili, ma comunque magici. 
Perché improbabili? 
Perché è davvero difficile trovare una cerbiatta con il suo piccolo in periodo autunnale o una testuggine (tartaruga di terra) in movimento quando il bosco è innevato o addirittura un colibrì in un bosco di conifere (e non tropicale!).

Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Perché mi ha convinta, nonostante tutto?

Accordando queste licenze poetiche, di cui i grandi dovrebbero essere a conoscenza, questa ninna nanna è un stimolo ad ascoltare il ritmo delle piccole storie, a osservare i dettagli delle illustrazioni, ad andare in giro con occhi curiosi come la piccola esploratrice dotata di un taccuino che riempie di schizzi che si vedono nella terza di copertina (prima della chiusura definitiva del libro).

Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Le illustrazioni poetiche e ricche di dettagli, da vedere e rivedere, invogliano a essere gustate un poco alla volta... Immagini in cui è possibile distinguere le peculiarità delle diverse specie botaniche.
Gli animali, pur stilizzati, sono "fotografati" in pose realistiche nei movimenti, che rendono movimentate le pagine piene, e resi più "morbidi" nelle immagini ravvicinate in cui compaiono addormentati.

Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Il testo è costruito con un verso a sé stante che introduce all'animale, fornendogli una sorta di soprannome che aiuta nel riconoscimento, seguito da due strofe di quattro versi in rima baciata che delineano qualche caratteristica in più.

Buonanotte bosco,Terre di Mezzo Editore,filastrocca,albo illustrato,animali,rime,racconti naturali,buonanotte, sonno,Karen Jameson,Marc Boutavant, recensione, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni, di Cesare della Pietà e Franco Testa, Edizioni L'Erta

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com


Ci sono delle persone che hanno accompagnato e attraversato la mia preadolescenza fino all'età adulta, a cui sono eterna debitrice, e per cui ho un certo timor sacro, un ché di reverenziale e un certo pudore nel parlarne... Dunque, è solo per questo motivo, che ho aspettato le parole e il momento giusto per fare la recensione di "Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni", scritto da Cesare della Pietà, con le illustrazioni di Franco Testa, pubblicato da Edizioni L'E
rta (qui).


Ho sempre ammirato Eliana Ferioli da quando era direttrice di Gardenia, apprezzo ora il suo impegno e quello di sua figlia Silvia Pecora nell'aver creato una preziosa casa editrice (di cui sono rispettivamente direttore editoriale e art director) che recupera alcune chicche per i naturalisti. Recupera, perché le tavole sono di Franco Testa, uno degli illustratori naturalistici che ha accompagnato chi, come la sottoscritta, è nato negli anni 70, famoso per la collaborazione con L'Erbolario di Lodi, di cui ha disegnato per anni i calendari e maestro di Massimo Demma (illustratore che ha firmato non solo le copertine di Gardenia nei tempi d'oro, ma anche le più belle illustrazioni di quando Airone era l'unica rivista di natura sulla piazza). 

Cesare della Pietà del resto è stato uno dei primi giornalisti scientifici a scrivere di natura, un nome molto noto in ambito naturalstico.

Tradizione e innovazione caratterizzano questa giovane ma salda casa editrice. Ed è questo uno dei valori da considerare quando si prende in mano il volume.

Mettete insieme già tutte queste informazioni e capirete la mia reticenza. Reticenza per dare il giusto valore a un'opera che per fortuna potrà accompagnare chi la natura la esplora da tempo - come la sottoscritta, ma è sempre in cerca di comprendere nuove cose - e chi la vuole scoprire ex novoPer esempio, tantissimi educatori e insegnanti e persone che ho conosciuto in questi anni, che si stanno riavvicinando alla natura e vogliono ri-scoprirla insieme ai bambini o ai ragazzi.

Ecco, quindi, il valore di questo testo: un libro introduttivo per i neofiti e una buona guida per chi ne sa già qualcosa (ma è rimasto curioso e vuole saperne di più).

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Come sa bene chi cammina in natura è molto raro poterne scovare gli abitanti, a meno di non dedicarsi a muschi, felci, fiori, licheni e piante arbustive e arboree. Non solo per il rumore e il disturbo che si provoca anche involontariamente (non a caso i fotografi naturalistici o altri esperti fanno appostamenti di ore e ore in capanni e sono disposti a muoversi in orari anche particolari) ma anche per le abitudini elusive e spesso notturne di molti abitanti.

Occorre quindi diventare esperti di sguardo, e come detective sempre più allenati, riuscire a rinvenire le tracce del passaggio o della presenza degli animali.

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Il volume è suddiviso in una serie di capitoli che offrono un panorama variegato. Il primo è dedicato alle tracce: dove e cosa osservare, quando è preferibile trovarle, dopodiché un approfondimento è riservato agli animali selvatici che camminano sulle unghie (es. cervo, capriolo, daino), sulle dita (es. volpe o lupo) o sulle piante dei piedi (es. orso, tasso, ermellino, nutria, riccio, scoiattolo, talpa). Di essi non solo vengono presentate le impronte ma anche la storia biologica e alcuni particolari, come i palchi (per cervi, daini e caprioli) o gli aculei (per gli istrici). A un occhio allenato non sfuggiranno prima o poi e trovarli in terra sarà un'emozione unica e a volte, irripetibile.

Non solo i mammiferi lasciano le loro impronte e si potrà imparare come distinguere quelle di alcuni tra gli uccelli più comuni o dalle impronte più particolari, e ancora quelle degli anfibi e dei rettili. Una sorta di vocabolario iconografico per poter dare un nome se non proprio a una specie precisa a una famiglia o un gruppo con determinate caratteristiche comuni.

La parte più interessante per gli anfibi è imparare a riconoscere le ovature che si raggruppano in lunghissimi nastri o in tondi accumuli gelatinosi. 

Un altro spazio voluminoso è dedicato agli avanzi: i resti di cibo e segni di alimentazione possono raccontare tantissimo: qui si parla di uova o conchiglie rotte, di gusci spezzati e funghi mangiucchiati... senza dimenticare i segni di caccia e gli avanzi della predazione.

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Con un po' di allenamento e anche molta fortuna, potrete incontrare le vostre prime spiumate, ovvero i resti di un pasto di un uccello predato. Quando vi capiterà scoprirete come allargare il campo per trovare da una prima penna quasi un cadavere intero. Pian piano potrete anche ritrovare in un bosco o in un campo, all'apparenza omogenei, piccole penne colorate e potrete cercare di risalire al proprietario.

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

L'osservazione potrà estendersi alle cortecce degli alberi - e alle parti sottostanti - e alle foglie trovando una serie di indizi interessanti (che continueranno anche nella sezione dedicata agli "Insoliti nidi di insetti & Co). Rimarrete stupefatti dalle "sculture" o architetture create, come quelle degli scolitidi, piccoli coleotteri che incidono il legno in modo così artistico da lasciare a bocca aperta (almeno la sottoscritta). 

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Per non parlare poi delle galle, proliferazioni cellulari che si riscontrano più facilmente nelle querce e che sono prodotte da una femmina di insetto Cinipide per creare un rifugio adeguato alle sue larve. 

Una parte è dedicata alle fatte o escrementi dei mammiferi erbivori e carnivori e ai rigurgiti o borre dei rapaci notturni (es. civette, allocchi) o diurni (es. poiana o gheppio) e non solo.

Naturalmente un capitolo è riservato alle abitazioni: dalle tane dei mammiferi o degli invertebrati ai nidi di insetti o uccelli alle gallerie scavate da alcuni abili "architetti". Non vengono neanche tralasciati i buchi prodotti dai picchi o dai gruccioni.

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Infine, a conclusione del volume, un "assaggio" dei maestri tessitori, i ragni, con le loro meravigliose e intriganti ragnatele. 

Tracce - riconoscere gli animali dai loro segni,Cesare della Pietà,Franco Testa,Eliana Ferioli,Silvia Pecora,Edizioni L'Erta,natura,scoperta,animali,resti di cibo,spiumate,cortecce,scolitidi,galle,uccelli,insetti, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Una volta terminata la lettura del libro sono sicura che la vostra curiosità non sarà esaurita ma sarete ancora pieni di domande. Del resto non è questo uno degli scopi più autentici di un libro di questo tipo? 

mercoledì 2 giugno 2021

Avrò cura di te


In questo periodo così delicato, l'albo "Avrò cura di te",  di Maria Loretta Giraldo e Nicoletta Bertelle, edito da Camelozampa (qui il link), è una carezza per il cuore.  Il formato grande, i colori accesi, le illustrazioni gioiose e le parole scelte con attenzione trasportano i lettori e gli ascoltatori (nel caso dei più piccoli) in un crescendo che porta benefici e gratitudine.

Il nostro sguardo si svolge con curiosità verso la goccia nera che occupa la doppia pagina iniziale: che cosa sarà? Scopriamo che si tratta di un piccolo seme di melo, che si sente sperduto nel mondo. 



A dargli coraggio e aiuto saranno la Terra e alcuni suoi elementi più preziosi, proposti come veri e propri personaggi e protagonisti della storia: l'Acqua e il Cielo. Grazie alle parole delicate "Avrò cura di te" e all'azione che ne seguirà, il seme potrà trasformarsi prima in un germoglio, poi in un alberello e infine in un grande albero. Un albero riconoscente, che accoglierà tra i suoi rami una piccola capinera e i suoi piccoli.


Ogni gesto di gratitudine ci avvolge in una spirale di bellezza e riconoscenza: l'albero che ha saputo donare riceverà ancora aiuto da parte della piccola capinera.

Non vi sto a svelare la storia, ma vi invito a gustarvela, magari con una lettura ad alta voce. Io l'ho letta e riletta a tanti bambini, e in presenza di adulti, e vi posso svelare che siamo rimasti tutti a bocca aperta e un piccolo brivido di emozione è comparso sulle mie braccia. Calma, serenità ci hanno accompagnati alla fine del racconto. Riconoscenza forse è la parola che rimane, da custodire con cura.

Un albo da sfogliare e risfogliare insieme, per godere dei colori e della pace donati dalle illustrazioni e dalle parole.

martedì 26 marzo 2019

"Una gallina nello zaino" di Guia Risari e AnnaLaura Cantone, Terre di Mezzo Editore



Se inizierete a leggere "Una gallina nello zaino" di Guia Risari e AnnaLaura Cantone, Terre di Mezzo Editore (qui la scheda) penso che vi capiterà come alla sottoscritta: ovvero, non lascerete questo libro per nessun motivo al mondo finché non lo avrete finito. Alla fine ne avrete solo guadagnato in salute, visto che è dimostrato che ridere fa bene e questo libro, ve lo assicuro, vi metterà di buonumore.


La storia non voglio/posso troppo raccontarla, altrimenti rischio di rovinarvi la sorpresa e il piacere di gustarvela fino in fondo con i vostri figli. Posso solo dirvi che alla fine non guarderete più una gallina come prima ma come capita a Orazio, il protagonista della nostra storia - insieme naturalmente a Carmen (il volatile in questione) - che prima la considera solo un pollo, poi la "promuove" a gallina e in seguito la considera decisamente una bella gallina.

Se Orazio all'inizio del racconto sembra solo un bambino considerato piccolo da tutti e continuamente preso in giro dal fratello più grande Francesco, si rivelerà invece pieno di risorse e l'unico in grado di comprendere, come dice sua mammam "il gallinese".

Così dopo una gita iniziata malvolentieri una domenica mattina in cascina, con la pancia semivuota, Orazio si troverà a ritornare a casa con una gallina nello zaino. Una gallina speciale, in grado di essere, allo stesso tempo, esilarante nei dialoghi e saggia, facendogli apprezzare di più la scuola (chissà cosa accadrebbe se ne portassi io una in casa? Ne avrei proprio bisogno!!).


Il testo scorre piacevolmente accompagnato dalle ormai riconoscibili e sempre belle illustrazioni in bianco e nero di AnnaLaura Cantone. Un libro che accompagna l'ironia alla saggezza, scritto in un italiano che arricchisce l'immaginario dei bambini con le sue descrizioni poetiche.
Insomma, io spero proprio che ci sia un seguito, visto che in copertina c'è un bollino in alto che dice "Un'avventura di Carmen e Orazio".

sabato 5 gennaio 2019

Iniziare il nuovo anno all'insegna di Bambini e Natura

Se non conoscete ancora l'associazione Bambini e Natura e siete convinti dell'importanza dello stare fuori e di stare connessi con il mondo naturale che ci circonda, quest'anno occorre rimediare.
Qui potete trovare le spiegazioni del perché riassunte in questo bellissimo elenco.


Ho provato sulla mia stessa "pelle" quello che significa, perché in realtà queste semplici indicazioni servono anche per noi adulti, abituati a stare tutto il tempo alla scrivania, specie se abitiamo in città.

In questi giorni di calma e pace, facendo passeggiate nei boschi, pedalate ed esplorazioni con i miei bambini sono rinata. Sento la mente rigenerarsi, sono più carica e desiderosa di completare progetti. Avevo bisogno di fare scorta di Natura, come il topolino Federico nel bellissimo albo di Leo Lionni edito da Babalibri (qui la scheda).

Inoltre, è incredibile quello che si può scoprire stando #fuori. Anche lo sguardo può poggiarsi, specie in inverno, sui piccoli dettagli, osservando bellezze inaspettate, sconosciute e talvolta sorprendenti.


Abbiamo scoperto che quando fa freddo la brina ricopre le foglie con una patina bianca che sembra neve

 il rumore delle foglie accumulate nelle strade e le loro strane forme arrotolate...


muschi e funghi dalle forme e dai colori strani


le ombre che il sole può lasciare sui tronchi tagliati e gli anelli di accrescimento, che aiutano a sapere quanti anni aveva quella pianta, se è cresciuta in modo più o meno regolare.


quanto può essere rilassante perdersi nei propri pensieri ascoltando il suono dell'acqua di un torrente


o avventuroso provare a salire su un albero, anche se non si riesce ad andare proprio in alto


scoprire nuovi sentieri e strade in bicicletta, mettendosi alla prova con salite e lasciando andare i freni durante le discese


osservare le piante spontanee crescere ovunque, specie sui muretti a secco


divertirsi a costruire capanne nei boschi, meglio se in compagnia di altri bambini, e imparare la cooperazione, per trasportare tronchi pesanti


avere la possibilità di coccolare gli asini, scoprire il raglio (magari spaventandosi anche un po')... e aggiungo provare la meraviglia di infilare la mano nella bocca di un tenero vitello appena nato sentendo il calore del suo alito e, la delicatezza della sua lingua, non ancora ruvida, e percependo i denti che devono ancora spuntare che fanno quasi il solletico.


scoprire con meraviglia che anche le foglie posate sul ghiaccio, sollevate dolcemente, lasciano la traccia


godersi tramonti rosa dopo una giornata di pieno sole.

E voi, avete fatto pieno di cieli rosati, neve, ghiaccio, mare, canti di uccelli, silenzi, freddo, calore e bellezza?
Vi invito anche a scoprire le bellissime indicazioni di Sara Vincetti (qui) matita di Bambini e Natura e della rivista Bambini, che sta avviando un progetto interessantissimo per invitare a prendere tempo per migliorare la qualità della vita.

Un esempio? Questa bellissima mappa che ha realizzato tra le tante cose che ha fatto ultimamente, che invita a sognare e scrivere parole belle.

Copyright: Sara Vincetti e Monica Guerra, Bambini e Natura.

Insomma, se non l'avete ancora capito, vi consiglio di andare a curiosare sul sito o sulla pagina facebook di Bambini e Natura, dove troverete un sacco di indicazioni utili e partecipare se volete alle iniziative...
Buon Anno!


giovedì 25 ottobre 2018

"Per un pugno di ghiande" di Papik Genovesi e Sandro Natalini, Editoriale Scienza


I mari, i boschi, i prati e moltissimi altri ecosistemi di tutto il mondo sono invasi ormai dagli alieni. Non si tratta, come si potrebbe pensare di creature strane che vengono dallo spazio, bensì di specie esotiche, ossia specie che l'uomo ha introdotto, quasi sempre volontariamente, in ambienti diversi da quelli di provenienza, provocando danni irreparabili sia alla biodiversità sia alle economie dei Paesi ospiti (si stima che i costi in Europa superino i 12 miliardi di euro all'anno).

Il fenomeno è molto complesso e con la globalizzazione è diventato sempre più imponente, imprevedibile e veloce. Non tutti si rendono conto dei rischi reali di questa "catastrofe" che ci sta pian piano travolgendo, passando inosservata sotto i nostri occhi. Ecco perché un libro come "Per un pugno di ghiande", scritto da Papik (Piero) Genovesi, zoologo dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e illustrato da Sandro Natalini per Editoriale Scienza (qui la scheda) si rivela particolarmente prezioso. Un libro che, con un linguaggio giocoso, per nulla difficile (anzi accattivante) ci porta a scoprirne l'origine e fornisce utili indicazioni per poter diventare paladini della grande ricchezza che abbiamo in eredità, un patrimonio animale e vegetale da salvaguardare "con le unghie e con i denti".

Il volume fornisce un quadro generale e globale: sono state scelte venti vicende (sia quelle più famose, dove ci sono dati storici più corposi, sia quelle poco conosciute) ambientate in diverse parti del mondo che parlano di animali e piante molto differenti. Questi esseri viventi sono ricercati - proprio come accadeva nei film western - e nelle schede, ricche di storia e informazioni curiose e interessanti, sono trattati come veri e propri "criminali" con diverso grado di pericolosità.


Esempi di specie esotiche invasive
Per esempio, chi avrebbe mai pensato che il castoro americano, considerato da tutti l'architetto dei boschi, potesse diventare nocivo se trasportato in America meridionale (Argentina e Cile), per la sua pregiata pelliccia (si trattava del resto di una ventina di esemplari)? Qui, infatti, grazie al clima caldo è riuscito a proliferare a più non posso e a "scombussolare" gli alberi, che rimangono con le radici sommerse dagli stagni creati dal roditore, si degradano, con il risultato che milioni di ettari di bosco sono ormai distrutti.

Un suo parente è la nutria, conosciuta come castorino: importata in Italia per il commercio della pelliccia, scappata o rilasciata intenzionalmente, è riuscita a combinare un sacco di guai. Abile nuotatrice, si riproduce a dismisura (la madre riesce ad allattare i piccoli mentre nuota !), causando danni non solo alla vegetazione (mangia a più non posso) ma anche agli argini dei canali e dei fiumi che rende più fragili e vulnerabili, per esempio durante le inondazioni.

Inoltre sarà capitato anche a voi, a Roma o Milano, di sentire strani stridii chiassosi: si tratta delle grosse colonie del parrocchetto monaco, un pappagallo di orgine sudamericana dal piumaggio verde acceso (che in Toscana riesce "a dar fastidio" a un piccolo rapace notturno, l'assiolo).


L'ignoranza, ovvero la mancata consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, sta spesso alla base delle invasioni. Basti pensare alle testuggini dalle guance rosse: acquistate in grandi quantità in passato al mercato o nei negozi di animali, una volta nutrite (troppo) dai proprietari, sono diventate presto ingombranti e scomode. Il risultato è stato quello di "sbarazzarsene" (si sa le testuggini hanno anche una vita lunga!). Ora fiumi e stagni sono pieni di queste creature che minacciano in Italia la testuggine palustre europea.


E che dire dello scoiattolo grigio americano? Così carino e accattivante, è riuscito per anni a "depistare" tutti i tentativi di contenimento da parte degli esperti, proprio perché tante persone "amanti della natura" si sono ribellate a qualsiasi opera di controllo. Il risultato è che ora sta pian piano invadendo il nostro territorio.... Cugino del nostrano scoiattolo rosso (famoso per i suoi ciuffetti auricolari), è tre volte più grosso, terricolo, non ha paura quasi di nulla (vi sarà capitato di vederlo anche da vicino nei parchi londinesi... a proposito, in Inghilterra ha determinato praticamente l'estinzione del rosso) e causa non solo un danno diretto al rosso - privandolo delle risorse alimentari - ma anche per esempio alle colture (si ciba anche di gemme e cortecce).


Si potrebbe andare avanti a lungo, ma è più utile leggersi il libro. Nella parte finale, grazie a infografiche molto chiare, si possono scoprire, per esempio, in quanti modi questi alieni possono arrivare anche "incidentalmente" da noi, anche se noi uomini restiamo sempre la causa primaria (pensate che il calabrone asiatico - che ora minaccia le nostre api da miele - è arrivato in Francia insieme a un carico di ceramiche, che i semi di piante invasive si possono attaccare alle suole delle scarpe... e così via). Potrete anche trovare una mappa con la distribuzione dei venti alieni e un poster con le 100 specie più pericolose al mondo (tanto per saperlo!).

Qualche informazione dall'autore: breve intervista a Papik Genovesi
Non contenta di essermi letta il libro ho chiesto qualche piccola informazione in più a Papik Genovesi che mi ha spiegato che "I dati che abbiamo sulle specie aliene e quelle invasive - cioè quelle realmente dannose - indicano che di fatto solo circa il 10% delle specie aliene presenti nei diversi Paesi del mondo sono classificabili come invasive. Questo è il caso dell'Europa, dove sono sono presenti 12mila specie aliene di cui solo il 15% pericolose. In Italia sono presenti 3000 specie esotiche introdotte e di queste più di 400 causano impatti sulla biodiversità o sulla vita dell'uomo." (ps: nel libro sono stati inseriti anche gli "alieni" buoni come le fragole o il pomodoro...).

"Uno dei messaggi che abbiamo cercato di fornire con questo libro" ha aggiunto "è che nessuna specie è "cattiva" di per sé, soprattutto ogni specie è un tassello importante nell'ecosistema in cui si è evoluta. Per questo abbiamo voluto raccontare storie come quella dell'ermellino, che da noi è una specie importantissima, minacciata, un predatore efficace ed efficiente negli ecosistemi di montagna. Ma anche questa specie quando è stata introdotta in Nuova Zelanda ha causato una vera e propria catastrofe ecologica. Il messaggio di fondo è, quindi, questo: anche la specie più bella, che nel suo territorio di origine è rara e protetta, se introdotta al di fuori può diventare una minaccia."

Quindi ognuno, nel suo piccolo, può fare la differenza. A volte, pensando di fare la cosa migliore per la "povera bestiola" creiamo solo danni. Mai liberare, dunque, un animale preso in cattività.

Infine, se non vi siete ancora stancati, potete vedere e ascoltare Papik Genovesi, intervistato a Geo da Emanuele Biggi, ecco il link alla puntata andata in onda a settembre qui. Forse dal vivo vi convincerà ancora di più.

Il progetto Life Asap: ora tocca a noi!
Se dopo avere letto il libro vi siete appassionati alla vicenda, come la sottoscritta, non potrete non consultare il sito di Life Asap (www.lifeasap.eu), un progetto europeo che coinvolge diversi enti italiani, con Ispra in prima linea, per cercare di arginare il fenomeno con il coinvolgimento attivo della popolazione (L'acronimo indica sia "Life Alien Species Awareness Program" sia "As soon as possibile"). Ora, per esempio, sono in cerca di "Alien ranger". Volete far parte della squadra anche voi? Basta scaricare l'app gratuita Life Asap, disponibile sia per dispositivi IOS che Android, "che consente di raccogliere le segnalazioni di specie aliene invasive e inserirle, previa validazione degli esperti, in database nazionali e internazionali che forniranno informazioni preziose agli istituti scientifici interessati."
Dimenticavo, oggi al Salone Blu dell'Acquario di Genova, in occasione del Festival della Scienza, sarà allestita una mostra sulle specie aliene invasive.

Editoriale Scienza in festa
PS dimenticavo: in occasione dei 25 anni di Editoriale Scienza (un bellissimo traguardo, non trovate?) sul sito trovate i libri con lo sconto del 25%. Vi consiglio di approfittarne. 

giovedì 3 agosto 2017

Attività naturalistiche con i bambini

Stare in campagna offre un'opportunità unica per portare i bambini alla scoperta del mondo che li circonda. L'ideale è fare passeggiate al mattino presto o al tardo pomeriggio, quando il sole non è troppo caldo e gli animali sono già in piena attività. Lungo le stradine di campagna si possono osservare i nidi delle formiche indaffarate a trasportare le provviste all'interno.


Con grande stupore abbiamo visto non solo le operaie ma anche le formiche soldato. Non sono sicura ma forse potrebbe trattarsi di un nido di formicaleone (ma chiedo conferma agli amici entomologi).


In mezzo alle stoppie del grano mietuto si possono incontrare tantissimi insetti ortotteri della famiglia degli Acrididi, talmente mimetici da essere assolutamente invisibili.

Il mio piccolo #insettajones è abilissimo sia a individuarli sia a catturarli a mano libera.

Al Muse abbiamo comperato uno strumento per osservarli da vicino con le lenti. Come sempre il patto è che li prendiamo, li osserviamo, li teniamo per un po' e poi li liberiamo.

Ogni giorno la campagna riserva delle sorprese.

Stamattina al risveglio, sul terrazzo, Andrea ha trovato un bruco enorme: è molto colorato e ha una sorta di “pungiglione” , sull'undicesimo segmento presentano un cornetto arcuato e in molti casi si atteggiano a “Sfinge” da qui il nome della famiglia degli Sfingidi. (fonte: Gabriele Pozzi “Insetti d'Italia e d'Europa”, Editoriale Giorgio Mondadori). Non abbiamo ancora individuato a quale specie appartiene per capire di quali foglie si nutre.

La voglia di toccarlo, manipolarlo è grande: ma forse è anche il modo in cui la curiosità viene soddisfatta e forse da alcune domande ne nascono altre...


Uno degli scorsi pomeriggi è venuto invece a trovarci in giardino un riccio: è davvero strano incontrarlo di giorno e come potete immaginare ha destato l'entusiasmo dei bambini che hanno voluto prenderlo in mano e si sono accorti di quanto punge. 
 I bambini hanno osservato anche come si appallottola sparendo quasi tutto quando cerca di difendersi.

La mia amica Paola mi ha suggerito questo link (qui) per sapere cosa fare quando lo si incontra e se ha bisogno di aiuto (c'è il riferimento anche a un libro e a una pagina facebook).


In giro poi si trovano piccoli gechi, appena schiusi dall'uovo...


borre e penne di civette che hanno i loro posatoi nella carraia.


Lungo il sentiero terroso è bellissimo scoprire ogni giorno le impronte lasciate dagli uccelli. Di chi saranno? Un altro mistero da risolvere.

Se al mattino presto si sente il garrulo chiacchiericcio delle rondini che volano a pelo dell'erba pronte a catturare gli insetti, appena il sole si fa alto il frinire delle cicale è incessante, ogni tanto con l'intercalare del suono monotono delle tortore dal collare orientale. La sera invece, oltre a sentire ogni tanto il canto della civetta, abbiamo iniziato a sentire quello molto più strano e misterioso dell'assiolo (ho dovuto chiedere ai miei amici ornitologi per scoprire a chi appartenesse).

Quando la canicola incombe e non c'è un alito di vento, si può stare rintanati a disegnare insetti e osservare libri per scoprire qualcosa in più sul meraviglioso mondo naturale.


Anche voi siete curiosi e andate in giro con i vostri bambini o le vostre bambine? Quali esperienze avete da raccontare?