venerdì 24 aprile 2026

STORIE DI NADO opere di un artista tra incanto e tormento - Casa della Memoria



Lo scorso 22 aprile alle 18 si è tenuta l'inaugurazione, presso la Casa della Memoria della mostra "Storie di Nado. Opere di un artista tra incanto e tormento" (qui), dedicata a Nado Canuti



L'artista Nado Canuti, quasi 97 anni (e non sentirli)

L’esposizione è organizzata dal Comitato provinciale ANPI di Milano e dal suo gruppo di lavoro Artisti e Resistenze, ed è a cura del critico d'arte Giorgio Seveso (qui) e Francesca Pensastorica dell'arte, specializzata in arte contemporanea e ricerca storica.


Questo vuol essere un racconto di una vita lunga e intensa, sospesa tra bellezza e ferite profonde. L’esposizione ripercorre, con uno sguardo essenziale , il lungo cammino umano e artistico di Nado Canuti. Nato a Bettolle di Siena, 
in Toscana nel 1929, vive da giovanissimo gli anni della Guerra, riportandone ferite fisiche (la perdita di una mano e due dita dell'altra, ne ho scritto quima riuscendo anche a distinguersi nella Resistenza con atti coraggiosi. Da quell’esperienza prende forma una ricerca artistica profonda e personale.

Nel Dopoguerra si dedica alla scultura e, negli anni Sessanta, realizza opere "segnate da una forte tensione emotiva": corpi feriti, materie lacerate, memorie ancora vive del conflitto.
Con il passare del tempo, il suo linguaggio si trasforma. Tra gli anni Settanta e Ottanta emerge una maggiore armonia, con forme geometriche e lavori pensati anche per l’interazione con chi li osserva.

Negli anni Duemila, infine, la sua produzione si fa più leggera e quasi sospesa: strutture mobili, sostenute da fili invisibili, capaci di muoversi nello spazio ed evocare atmosfere poetiche, tra gioco e immaginazione. Accanto alle sculture, la mostra presenta anche dipinti e collage, segno di una ricerca continua.

Un percorso che restituisce il ritratto di un artista capace di attraversare la storia e trasformarla in forma, materia e racconto.

Qui alcune foto e un video dell'inaugurazione...


Uno dei due curatori della mostra, l critico d'arte Giorgio Seveso, con Massimo Canuti, scrittore e figlio dell'artista.

Alessandra Redaelli, giornalista, critica d'arte e curatrice di eventi, che compare nel documentario "Nado" girato da Daniele Farina.  
Alessandra Redaelli, giornalista, critica d'arte e curatrice di eventi, che compare nel documentario "Nado" girato da Daniele Farina.

Alla Casa della Memoria è possibile vedere la presentazione del documentario di Daniele Farina
dedicato a Nado Canuti (info qui)






Saluti delle autorità e presentazione dell'opera poetica
di Nado Canuti


Da sinistra, Alice Arienta, Presidente della Commissione Servizi Civici, Rapporti con i Municipi, Digitalizzazione, Primo Minelli, Presidente ANPI Provinciale di Milano e Nado Canuti

Primo Minelli, Presidente ANPI Provinciale di Milano,
Nado Canuti e Francesca Pensa, curatrice della mostra e storica dell'arte
e
Da sinistra, Giorgio Seveso, curatore della mostra e critico d'arte, Alice Arienta, Presidente della Commissione Servizi Civici, Rapporti con i Municipi, Digitalizzazione, Primo Minelli, Presidente ANPI Provinciale di Milano e Francesca Pensa, curatrice della mostra e storica dell'arte

La mostra alla Casa della Memoria  (introdotta da Laura Denaro, Responsabile Casa della Memoria, Alice Arienta, Presidente della Commissione Servizi Civici, Rapporti con i Municipi, Digitalizzazione e Primo Minelli, Presidente ANPI Provinciale di Milanoha preso forma anche attraverso le parole di chi l’ha pensata e di chi ne è protagonista.

Giorgio Seveso, curatore della mostra e critico d’arte, racconta Nado Canuti come “un poeta della forma”. Nelle sue parole emerge un artista che non rappresenta la realtà in modo diretto, ma la trasforma in metafora, visione, racconto. Le prime sculture – dure, taglienti – portano ancora il segno del rifiuto della guerra, vissuta davvero sulla propria pelle. Poi, nel tempo, quella tensione si scioglie: arrivano equilibri più sereni, meccanismi astratti e infine strutture leggere e mobili, “come ali di farfalla”, capaci di evocare una dimensione quasi infantile, tenera, fatta di stupore e immaginazione.

Francesca Pensa, storica dell’arte e co-curatrice, accompagna invece il visitatore dentro il percorso espositivo, chiarendo le tappe. Le opere degli anni Sessanta raccontano un clima ancora segnato dal dopoguerra, tra sofferenza e inquietudine esistenziale. Negli anni Settanta emerge una nuova ricerca, più geometrica e interattiva: sono “opere aperte”, che invitano chi guarda a intervenire, a spostare elementi, a partecipare. Nell’ultima fase, le strutture si fanno mobili, sospese, in continuo mutamento: il movimento diventa centrale e segna l’ingresso pieno nella contemporaneità. E sotto la leggerezza, sottolinea Pensa, resta un tema forte: la libertà, evocata da elementi ricorrenti come uccelli e figure in trasformazione.

Infine, c’è la voce dello stesso Nado Canuti, artista e partigiano. La mostra, racconta, è per lui “uno spazio nella memoria”: lo riporta agli anni della guerra, vissuti in prima persona combattendo nazismo e fascismo. Le opere diventano così una sorta di autobiografia, il modo per rielaborare una sofferenza profonda e trasformarla nel tempo. Guardandole oggi, dice, si ritrova tutto il suo percorso: la storia personale intrecciata a quella collettiva, fino a una forma di liberazione che passa anche attraverso gli affetti e la vita.



L'inaugurazione è stata possibile grazie a un grande lavoro di squadra. 

La curatela è di Giorgio Seveso e Francesca Pensa


L'Allestimento dell'architetto Jacopo Muzio (nella foto con Nado Canuti)
L'Assistenza organizzativa, espositiva e artistica è di  Renato Galbusera


La Comunicazione è di Silvia Gandolfi (in foto con Nado Canuti e Giorgio Seveso)
Col supporto del Comitato Artisti e Resistenze

Informazioni utili

📍 Sede CASA DELLA MEMORIA 


Via Federico Confalonieri 14, 20124 Milano 

(M5 Isola - M2 Gioia / Garibaldi) 

Orario di apertura: da martedì a domenica, dalle 10:30 alle 18 (ingresso fino a 20 minuti prima della chiusura)
Telefono: +39 02 884 44102 - Sito web: www.casadellamemoria.it 

📅 Periodo: fino al 24 maggio 2026

🎟️ Ingresso: gratuito

🕒 Visite guidate:

  • martedì 28 aprile, ore 11.30 con Giorgio Seveso
  • sabato 9 maggio, ore 11.00 con Francesca Pensa

 Catalogo: edito da Poliartes


Ecco qui qualche immagini della rassegna stampa
Corriere della Sera - 22 aprile 2026






Vivimilano -22 aprile 2026

prosegue...


domenica 8 marzo 2026

Segnali di primavera






Ogni anno è così: dopo i primi piccoli segnali nei prati di colpo ti trovi i pruni fioriti da un giorno all'altro e le magnolie che danno spettacolo. Per non parlare del cotugno del Giappone che ho sempre amato e che per fortuna fa più fioriture dal rosso acceso al rosa e si interfaccia con il giallo ora della forsizia.



falsa ortica purpurea

veronica persica

veronica persica e geranio volgare (o geranio selvatico)

violetta e favagello


E poi i prati che prima sono solo pieni di tarassachi e pratoline e che di colpo si riempiono di labiate, favagelli, violette, veronica persica e tantissimi altri fiori e infiorescenze.


Oggi ho osservato i gufi dormienti, trovato tracce di aironi nascosti in alto nei loro nidi, sentito cantare dai fringuelli alle cince, dalle cornacchie fino al tamburellare deciso di un picchio rosso. Insomma la vita è ripresa alla grande e sta allargandosi ovunque a vista d'occhio nei parchi e ovunque possano crescere piante e piantine tra le buche e gli spiragli di muri e asfalto.









E io sono grata di tutto questo, del sole, dei miei bellissimi ellebori sul ballatoio e dei papaveri in casa.










E grata perché sto per iniziare una serie di laboratori che so già mi emozioneranno tantissimo e mi riempiranno di curiosità come sempre.

E voi, cosa mi raccontate di bello?

venerdì 6 marzo 2026

Orgoglio materno




Domani sono solo due mesi che sei passato al Liceo Classico, lasciando la tua comfort zone per uno studio massiccio: non solo due materie ex novo iniziate a novembre grazie all'aiuto di M. ma anche tutte le altre materie fatte in un modo diverso o molto più approfondito.

Appena entrato nella tua classe hai detto di sentirti a casa. In effetti hai compagne e compagni che ti hanno messo a tuo agio e insegnanti che comprendono i tuoi sforzi, ti supportano, ti vengono incontro e ammirano la tua determinazione.
Hai la fortuna di stare insieme al tuo migliore amico e vi supportate a vicenda, studiando insieme e compensandovi.
Ancora adesso mentre noi abbiamo finito di mangiare tu hai finito una versione di greco a tuo dire gigantesca e tutte le richieste relative (analisi di vario tipo, conversioni ecc.) e ti stai dedicando a ripassare inglese per la verifica e mate per l'interrogazione (probabile). Nonostante la stanchezza non demordi.

A volte ti lamenti ma basta un attimo per riprendere il ritmo.

Ti ammiro tantissimo e spero che i tuoi sforzi vengano ripagati dalla tua gioia. La stima dei tuoi professori te la sei già guadagnata.

Se ripenso alla fatica che facevi a studiare alla primaria mi sembra passato un secolo, hai cambiato ritmo, hai avuto maestre pazienti e poi alle medie hai fatto un salto di qualità.
Forza, per me sei già un mito

venerdì 13 febbraio 2026

Quindici anni: che la tenacia e la determinazione restino con te, insieme ai sogni da realizzare



Quel tuo sorriso aperto, i capelli che sistemi davanti allo specchio, il fisico scolpito con una costanza che ammiro ogni giorno. Un sorriso che avvicina, che mette a proprio agio, che ti rende naturalmente empatico anche con chi non conosci.

Quindici anni di tenacia e volontà. Quindici anni nei quali ti abbiamo visto trasformarti: da bambino dolce e sorridente, in cerca di conferme, ad adolescente determinato, capace di misurare le parole e le scelte. Di recente un tuo professore, salutandoti, ti ha definito “umile”, augurandoti di rimanerlo sempre. Un augurio che faccio anche mio.

Ti ammiro.

La passione per il tennis, la corsa, gli allenamenti spinti quasi oltre il limite. Il recente passaggio (l'8 gennaio 2026) al Liceo Classico e la sfida affrontata con tre mesi e mezzo di scarto rispetto ai compagni: stai dimostrando, con impegno e motivazione, che hai carattere.

Hai un talento naturale per la scrittura - persino nelle email riesci a essere chiaro, rispettoso, efficace. Mi sorprende la facilità con cui dialoghi con adulti e bambini, trovando sempre il modo di metterli a loro agio. È una qualità che ti accompagna da sempre: eri tu che mi facevi conoscere le persone della via, entrando nei negozi con quella curiosità autentica che ti spingeva a fare domande e, soprattutto, ad ascoltare.

Il rapporto con i nonni è qualcosa di prezioso. Al più grande, novantasei anni e mezzo, hai dedicato la tesina di terza media; agli altri regali tempo e conversazioni. Per tuo cugino sei già un punto di riferimento (potresti fargli da babysitter senza esitazione). Del resto, lo facevi già da piccolo: ricordo come intrattenevi i bambini dell’Asilo nel Bosco quando venivi con me da Eliana.

La passione per la natura, per gli insetti e per gli alberi oggi forse è più silenziosa, ma spero continui ad abitare i tuoi desideri. Come il continuare a frequentare i luoghi che sono parte delle tue radici.

Ami Sally, "anche quando discutete un po’," e poi la riempi di coccole. 

Hai pochi amici veri, fratelli scelti, e altre persone per cui sai esserci quando serve. 

Con tuo fratello condividi un mondo fatto di personaggi e musica che spesso non conosco, ma è bellissimo vedervi ridere insieme. Il vostro legame è speciale e unico, sin da piccoli, ma è cresciuto nel tempo.

Ti auguro di restare limpido come sei, con quel cuore generoso e la voglia di faticare per capire il mondo attraverso lo studio e lo sport. Di inseguire i tuoi sogni con motivazione e realismo, qualità rare alla tua età.

Sono una mamma fortunata, e me lo ricordo ogni giorno. Nonostante le nostre piccole (o grandi?) bagarre, siamo legati da un filo sottile e resistente. Il mio desiderio è che quel filo ti sostenga finché sarà necessario, per poi lasciarti volare alto, libero, capace di farcela da solo.
Buon compleanno amore mio.

lunedì 2 febbraio 2026

Un anno insieme a "La lepre e il rosso", di Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, TS Edizioni


Dopo averlo fatto sostare a lungo nella mia libreria, finalmente riesco a parlare de “La lepre e il rosso”, un libro scritto da Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, edito da TS Edizioni (Fondazione Terra Santa, qui).

Protagonista è una giovane lepre, alla sua prima stagione solitaria, che va alla ricerca di un particolare sapore e gusto: si ricorda da piccola di aver assaggiato con la mamma qualcosa di rosso e vuole ritrovarlo, perché era davvero gustoso. Così, accompagnati dalla lepre, scopriamo le stagioni in un bosco (in particolare quello dell’Appennino Tosco Emiliano ben conosciuto dalle autrici), i suoi piccoli abitanti e alcune piante con qualcosa di “rosso”.

Le illustrazioni evocative accompagnano il testo che riesce a essere allo stesso tempo semplice, poetico e descrittivo.




I personaggi che compaiono sono quelli che si possono trovare nelle stagioni: per esempio, lo scoiattolo e una ghiandaia in autunno (la famosa sentinella del bosco), e mentre le foglie degli aceri tingono di giallo foreste e montagne, nelle radure si scovano già i frutti come il biancospino o una rosa canina.



E così passiamo da una stagione alla successiva, vivendola dalla prospettiva di una lepre, in allerta ma curiosa, che si immerge nella neve, danzando insieme a un pettirosso o nascondendosi nell’erba alta in primavera quando avvista da lontano una volpe. In estate conosciamo un batuffolino, qual è il moscardino, infilato nel suo nido e altre specie.

Un’immersione nella Natura nei suoi silenzi e scoprendo la vita che spesso a noi è nascosta ma che a uno sguardo attento si mostra in tutto il suo splendore.



Un libro con font ad alta leggibilità e una presentazione naturalistica delle specie più interessanti.

Una storia da leggere con curiosità e da provare a cercare (almeno alcune) quando camminiamo nel bosco, affinando la nostra capacità di guardare sagome e tracce, ascoltare i vari suoni, annusare l’aria per individuare attraverso il profumo alcuni aspetti della natura.



Se volete seguire Francesca, potete cercarla sul suo sito: https://lacasadifra.wordpress.com/