lunedì 11 ottobre 2021

"Lentamente il futuro", Educazione in natura a Botti






Ho rubato al cielo le nuvole e la stellata, 

ho rubato ai prati il profumo di limone della melissa e quello di noce, 

ho rubato alla terra lo sguardo sui licheni frondosi caduti, 

ho rubato alle piante dettagli minuscoli e qualche faccia, 

ho rubato al vento quella frescura che entra nelle ossa e ti rimane dentro.

...


Non dimenticherò facilmente la mantide religiosa appostata alla finestra mentre facevamo biodanza...



Le nuvole rosa che coloravano il cielo quasi ormai scuro, rendendolo pieno di possibilità.




Porterò con me a lungo colori e contrasti delle stagioni,  tra piante estive e tonalità autunnali...

Sento ancora addosso gli abbracci e i sorrisi, i gesti lievi e delicati.

Sento nella pelle le danze e il silenzio profondo. 

Negli orecchi le grida gioiose dei bambini...


... e il raglio delle asine, tutte con la P (io ho conosciuto solo Pilar e Pimpinella)



E ancora... I ritrovi con le amiche

gli incontri inattesi con nuove persone da conoscere. E che spero di conoscere meglio.

Il vino buono e i pasti deliziosi.

I discorsi sull'educare e sullo stare in natura.

Il confronto con tante persone che provengono da realtà diverse e da tutta l'Italia!



Piccoli gesti per essere più consapevoli di noi stessi, il profumo della brace, il fuoco e i canti intorno.



Sono stati due giorni intensi!! Ci sarà da riflettere molto dopo il 12° Raduno nazionale a Botti (Panzano del Chianti, FI), del Comitato Promotore per l’Educazione in Natura del 9 e 10 ottobre scorsi (qui il link).

Sarò sempre grata a Eliana Rocchetti (che fa parte del direttivo, in alto a sinistra vicino a Paolo Mai, Vittoria Brioschi, Benedetta Cuccuini), mia mentore, aperta sempre al mondo e alle persone (in particolare per la fiducia che ha riposto in me senza se e senza ma), per aver portato tutto lo staff che collabora con lei all'Asilo nel bosco di Milano (qui) a questo incontro. 
Avrei perso molto, lo so.

Grata.

sabato 25 settembre 2021

Via dalla pazza folla





Via dalla pazza folla. 

Stasera ci siamo incamminate nelle strade degli aperitivi, con la gente fuori a festeggiare. 

Noi abbiamo festeggiato al parco, mentre l'odore della cannabis entrava senza desiderarlo tra le narici ci siamo addentrate nei viali. Le sagome veloci dei pipistrelli sulla via, i suoni della città gaudente presenti e tu ad annusare e correre felice. 



Abbiamo salutato anche la quercia dedicata a Montale, la quercia rossa che tanto mi incantava da piccola e che alla fine non ha resistito. Ora è diventata un monumento. Stasera ho scoperto che è piena di vita. 
Un arboricoltore mi ha detto che si tratta di Laetiporus sulphureus un agente di carie abbastanza aggressivo. Io vedo la vita che continua intorno a te. Del resto anche i saprofili devono pur mangiare e il ciclo della vita è questo.


Ora di nuovo quel bagno di folla, odore di pesce fritto e lucine ovunque nei locali che sono già addobbati a festa. Tantissimi stranieri, urla di bambini, profumo di vino. La vita ha ripreso il suo corso e tanti sono in giro anche solo per una passeggiata. Le coppie mano nella mano, le ragazze e le donne agghindate sfoggiano gambe e vestiti, i loro profumi attraversano l'aria al passaggio... 
siamo quasi a casa per cenare con i boys. 

Buon sabato a tutti. Io ho già ricevuto una buona dose di felicità

giovedì 23 settembre 2021

Dolci di Luna...




La lavatrice in sottofondo, il blaterare di Andrea, dopo che ha giocato come un matto con Sally. I rumori della casa e nessuno fuori. Ci sono? Chissà, non li sento.
Oggi giornata densa, come del resto tutte quelle di settembre. Giornata soddisfacente. Sto riuscendo a piccoli passi a creare un gruppo. Quanto ci vorrà non lo so. Ma penso che anche una piccola goccia possa servire.

Intanto il rituale del cerchio è diventato un'abitudine apprezzata al mattino. C'era chi si sentiva ranocchia, chi onda, chi un farfalla glitterata, chi un glitter, chi un pastore, chi una chitarra suonata, chi un abito strizzato e asciugato in asciugatrice e pronto all'uso. La fantasia cavalca.



Poi, tutti in placido ascolto, a scoprire i Dolci della Luna. Abbiamo deciso che questa tradizione cinese potrebbe essere ricreata anche qui, perché è una festa di relazione e di amicizie. La storia, che proviene da una fiaba antica è stupenda, l'albo di Babalibri contiene illustrazioni semplicemente fantastiche.
Io ho stampati negli occhi gli sguardi dei bambini che seguivano in silenzio la storia.

Al mattino sono tanti, eppure, tranne qualche eccezione e qualche ritardatario, arrivato a metà racconto, regnava l'ascolto.

Il viaggio è stato bellissimo. Kelly è stata trasformata dai bambini in una sorta di divinità della Natura, riempita di fiori e spighe.
Sono piccoli racconti che trasformano le emozioni che si palpavano in quel viaggio. Un viaggio al nostro loft, la tana della nostra scuolina. Un posto che so già diventerà magico.

Nel pomeriggio cambio di vestito. Redattrice e giornalista. Un tempo forse non sarei riuscita. Ma cambio luoghi e atmosfere.
Mi diverto in entrambi i casi, assaporo le piccole soddisfazioni.
Intanto Sally se la gode anche se non vede "la sua televisione".

Il piccolo/grande amore in quarantena non sembra soffrire più di tanto la DAD anche se la situazione continua ad avere dell'assurdo, dato che la quarantena è partita da venerdì. E i bambini sono andati a scuola martedì... cmq ormai è quasi fatta, sperando che nessuno si ammali, altrimenti diventerà una lenta litania.
Il grande dal canto suo è felice. Muto con noi, chiacchierino con i nonni. Del resto, si sa anche dai libri che i nonni sono grandi ascoltatori. Quando vorrà sarò pronta a sentire della scuola, di cosa prova... intanto mi godo i nostri piccoli viaggi fino al suo istituto la mattina. Mi fa tanta allegria accompagnarlo.
Domani si dovrà destreggiare da solo all'andata. Piccoli grandi passi di autonomia.

E poi non vedo l'ora che sia sabato, di tornare alla Libreria dei Ragazzi e ritrovare tante belle persone. E prendere alcuni albi che mi sono rimasti dentro da quando Ale mi ha raccontato la mostra e me li ha fatti sfogliare.

Sono molto fortunata e lo so.
Buona notte ai sognatori.
Domattina sveglia presto.

lunedì 20 settembre 2021

Sguardi al confine: mostra alla Libreria dei Ragazzi di Milano



Vorrei essere lì a osservare il sindaco Giuseppe Sala e l'assessore all'edilizia scolastica, nonché il Maestro, Paolo Limonta, e vedere il loro sguardo quando potranno visitare domani alle 16.30 in anteprima la mostra "Sguardi al confine", presso la La Libreria dei Ragazzi, in via Tadino 53. Chissà quali libri o albi sceglieranno di sfogliare, chissà quali frasi rimarranno loro impresse... Lo scopriranno i bambini e le bambine che avranno il piacere di essere con loro,  e potranno parlare e confrontarsi sia sui temi della mostra sia sui desideri per una Milano che sia a loro misura. 



Questa è una mostra davvero speciale, un percorso tra veri e proprie opere d'arte, scelte con amore e cura dai librai, capitanati dalla meravigliosa Alessandra Starace, che ha riportato in libreria lo spirito dei suoi fondatori Roberto Denti e Gianna Vitali che, lo so, sorrideranno ovunque siano.

Impossibile scegliere il preferito tra i 130 capolavori in mostra, ma possibile aggiungere i "desiderata", gli albi o i libri del cuore, quelli che uno vorrebbe aggiungere per affinità al tema. Insomma, per creare una "sezione fuori mostra".


Le sezioni della mostra

Ma quali sono questi "confini"? 
Alessandra ci racconta che "La mostra è divisa in sei sezioni, tra loro comunicanti, perché tutti i libri permettono di esplorare i confini - non di superarli - ma libri che pongono alcune domande e fanno interrogare." Lasciano insomma spazio al pensiero e alla riflessione, senza spiegare nulla. 


"Per questo la mostra è interattiva" continua Alessandra mostrandomi le diverse sezioni: "Dall'altra parte del muro" racconta cosa c'è dall'altra parte del muro "non solo un muro fisico ma anche una soglia di un mondo fantastico, un mondo che magari uno non aveva contemplato". 

Qui si trovano libri che parlano di muri e mondi, come "L'ospite inatteso" di Antje Damm, Terre di Mezzo edizioni (qui la scheda), dove un bambino arriva in casa di una signora che ha paura di tutto, scompaginandole la vita, facendola diventare colorata. A questo primo step si trova una bellissima attività, divertente e coinvolgente (ma non ve la svelo...). L'idea è comunque di riempire la mostra di messaggi e segnali che saranno a loro volta coinvolgenti per chi arriverà dopo (il consiglio è dunque di visitarla, a mio parere, più volte, se vi incanterà come è successo alla sottoscritta).

Nella seconda sezione troviamo libri che parlano di "incontri" a diverso titolo:  di storie in cui diverse persone si incontrano. Aperto troviamo "Tre in tutto" di Davide Calì, illustrazioni di Isabella Labate  (Orecchio Acerbo, qui la scheda)  che racconta dei bambini del Sud che venivano ospitati durante la guerra, da famiglie del Nord e si ritrovavano con due mamme. E non solo (una storia meravigliosa, ma vorrei che a raccontarvela fossero i librai).  

Una sezione di libri che narrano di incontri possibili, che ti cambiano la visione del mondo. Tra i miei prediletti "Una ricetta miracolosa" d Gaetan Doremus, Terre di Mezzo (scheda qui, io ho fatto una serie di meravigliosi laboratori alla primaria, che trovate ad esempio qui).  Julian è una sirena è un must, ne ho parlato qui.


Dopo esservi letteralmente persi tra i libri (chissà quanto tempo ci vorrebbe, a meno di conoscerne un po', io ho parlato per esempio di alcuni qui, qui e qui), Alessandra mi racconta la splendida attività proposta per "tessere intrecci" proprio come "il ragno tesse la ragnatela anche per far viaggiare la prole e farla andare da un'altra parte, dunque per esplorare...".



La terza sezione è dedicata ai "Muri interiori" perché - spiega Alessandra - "I limiti più forti sono dentro di noi, le nostre paure e le nostre fragilità", per questo appaiono velati. Ascoltare Alessandra è come aprire una sorta di matriosche e staresti ad ascoltarla per ore (non a caso sono tornata a casa con un bottino meraviglioso, selezionato perché li avrei naturalmente presi tutti, tutti quelli che ancora non ho letto).  
Tra gli irrinunciabili "che ti permettono di esplorarti ed esplorare l'altro" c'è anche il capolavoro di Shaun Tan "L'albero rosso", Tunué, da brividi (qui scheda).

Anche l'attività collegata è molto introspettiva e vi invito a farla con curiosità, come se fosse per voi la prima volta. 

"I muri della cultura" sono i confini culturali, religiosi, che ti consentono di conoscere anche da lontano altre realtà e altri mondi. Abbinati ai libri strumenti musicali provenienti da varie parti del mondo, da sperimentare e per poi provare a suonare con il proprio corpo...

"La ricetta della felicità" parla di questa ragazzina italiana di origini egiziane che vuole fare una gara di cucina e trova i pregiudizi sia di compagni sia di adulti. 

La mostra è pensata non solo per una visita in loco, ma anche per andare in giro nelle scuole, quindi è composta da libri trasversali e varie tipologie, che vanno da albi senza età, a romanzi, a fumetti o poesie. Ogni classe che la vorrà avrà i suoi libri di riferimento. Preparatevi a una "degustazione olfattiva".

Troviamo anche una bellissima porta che arriva dal Kazakistan, procurata da Fausto Boccati, che attraversata porta fortuna e quindi è benaugurale. Non ve la mostro per non svelare troppo


"Muro di generazioni" ospita una serie di libri che mette a confronto nuove generazioni. Uno fra tutti "Titu", di Claudine Galea con le illustrazioni di Goele Dewanckel, appena edito da Orecchio Acerbo (qui la scheda),  che parla di incomunicabilità tra adulti e bambini e come i primi possano interferire sulla creatività dei più piccoli. Un albo da brivido. Titu quando non ci sono gli adulti che lo opprimono fiorisce. Un albo che è un alternanza di colori e bianco e nero...


"Il muro della lingua" non è dedicato solo a chi ha una lingua diversa o difficoltà di lettura ma parla anche di chi non riesce a esprimere quello che ha dentro ed è dedicato a chi si sente a disagio. Telefono senza fili edito da Gallucci l'ho scoperto la prima volta qui


Tra i capolavori "Telefonata con il pesce" di Silvia Vecchini e Sualzo (Topipittori, qui),  "Le parole possono tutto" sempre degli stessi autori (Il Castoro),  e "Generazione Rap", di Amir Issaa un rapper che va in giro nelle scuole e nelle prigioni ad aiutare i ragazzi ad esprimere il loro disagio.  Anche qui una bellissima idea mutuata dall'esperienza di Silvia Vecchini (chi la segue, ritroverà il suo stile).

Infine, un muro dedicato a chi ha visitato la mostra e vuole lasciare una sua traccia, che siano disegni, pensieri, parole... I bambini saranno invitati a esplorare i loro muri, quelle barriere degli adulti che non amano, per instaurare un vero e proprio dialogo insieme.

Ho ritrovato con grande piacere nomi che adoro come Ulf Stark (edito da Iperborea), di cui la sottoscritta e Andrea sono innamorati di "Sai fischiare Johanna" e "Tuono", Marie Aude Murail con una serie di titoli imperdibili (Cécile è stata la mia prima recensione per la rivista Bambini, diretta da Monica Guerra).



La cura si vede nella "catalogazione" dei libri, scelti non solo per la storia ma anche per la qualità artistica: a questi manca il 130simo che è in stampa e arriverà giovedì... a voi scoprire qual è.



Il Vernissage o inaugurazione vera e propria sarà questo sabato 25 settembre, alle ore 16.30. Protagonista e ospite d'onore l'autore Francesco D'Adamo, fra i più noti e amati scrittori italiani per ragazzi, autore di numerose storie che provano a spiegare il mondo e a portare il lettore oltre il confine che ci separa dall’altro, come  La traversata (Il Castoro). A Francesco D’Adamo il compito di togliere la prima pietra dal muro all’ingresso della mostra, per smantellare simbolicamente i confini che ci separano. Seguirà la visita guidata ad opera dei librai, con laboratorio creativo per i bambini.
Ci sarà una bellissima sopresa...

L'ingresso gratuito, ma la prenotazione è d'obbligo: info@lalibreriadeiragazzi.it / tel. 02 29533555

Per chi
La mostra si rivolge ai bambini e alle bambine a partire dai 6 anni, agli adulti che desidereranno accompagnarli in questo percorso, ma anche agli adulti che vorranno intraprenderlo autonomamente.
L'iniziativa nasce con il desiderio che la mostra possa viaggiare nelle scuole: questo percorso esperienziale è infatti pensato anche per essere una mostra itinerante che le scuole potranno ospitare nei loro spazi.
Per il pubblico di bambini, ragazzi e adulti, la mostra sarà invece visitabile alla Libreria dei Ragazzi di Milano fino al 4 dicembre.


Io personalmente trovo che bambini e bambine con buona abitudine alle domande potrebbero visitarla anche dai quattro anni, se curiosi, magari sarebbe una bella occasione per andare in libreria con i nonni o altri adulti di riferimento. Questo consiglio, naturalmente, è personale. Inoltre, trovate una selezione dei libri in mostra. Preparatevi un trolley...

Info utili
La mostra sarà visitabile: dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 13.15 e dalle 15.00 alle 19.00
e il sabato dalle 10.30 alle 13.15
Ingresso: 3€ a persona (bambino+accompagnatore biglietto unico)
Prenotazione obbligatoria.
Visite guidate: mercoledì pomeriggio e sabato mattina.
Dal 15 gennaio al 30 aprile la mostra sarà visitabile per il pubblico alla Libreria dei Ragazzi di Brescia.

Scuole: è possibile prenotare una visita per la classe o ricevere informazioni per ospitare la mostra a scuola.

Per info e prenotazioni:
info@lalibreriadeiragazzi.it / tel. 02 29533555

domenica 19 settembre 2021

Riordinare... casa e pensieri






Finito poco fa. Gli occhi tendono a chiudersi già. Sento un tram passare lieve e tranquillo e il vociare dei vicini. Oggi mi sono persa Orticola ma avevo bisogno di stare un giorno in casa, anche se non avrei pensato di stare dalle 10 del mattino in una sola stanza (che non ho terminato!). Comunque c'era bisogno di fare spazio e ordine.



Mentre ero lì, ascoltando la musica, sentivo anche Andrea con i suoi amici del cuore a studiare. 
Come sempre un velo di tristezza mi assale, pensando quanto si potrebbe fare di diverso per geografia. Loro, poverini, tentavano di associare il Tamigi a Londra e la Senna a Parigi, ma sono solo semplici nomi. Nomi!!!
Eppure sono stati fatti passi da gigante per rendere questa materia affascinante attraente per ogni età. Io ho avuto la stessa repulsione ai miei tempi e l'ho scoperta solo all'università grazie alla biogeografia. E con i viaggi.
Non c'è nulla pari all'esperienza, ma quando si è piccoli anche quella non basta. Del resto ognuno fa quel che può e pazienza se A scoprirà tardi la sua bellezza e anche M. Comunque questo dimostra che i voti contano poco per quel che mi riguarda.

Ora sono solo felice che A si sia comunque divertito e abbia provato a ripetere. Io non avevo tempo per stargli dietro. Del resto vuole sperimentare lo studio in autonomia, ovvero "auto-nomos". Auto regolazione. Siamo solo all'inizio e sono ottimista.
Prendiamo quel che di buono arriva e andiamo avanti.
Buona notte e buon riposo

sabato 18 settembre 2021

Laboratorio con Tico e le ali d'oro



La scelta dei materiali per un laboratorio è un po' come quella delle stoffe per un sarto o di pennelli e colori per un artista. Sembra banale ma non lo è ed è una sorta di rito come ricordava una volta la mia amica e arteterapista (e non solo) Tiziana Luciani. Non importa se oggi fossero le 5.30 del mattino ma dovevo prendermi il tempo per preparare un laboratorio per me magico dedicato alla lettura di un albo che mi fa venire i brividi. Sto parlando di "Tico e le ali d'oro" di Leo Lionni, Babalibri.


La cosa sorprendente è che con l'esperienza capisci che non ci sono materiali che rimarranno uguali ma cambieranno in base alle stagioni, alla tua attitudine, a quello che pensi possa essere utile per i bambini e le bambine. Naturalmente la matita non c'è, perché viene usata anche troppo e c'è bisogno che le mani e gli occhi esplorino al tatto e alla vista i materiali. Che ognuno scelga in base alle emozioni, all'ispirazione legata sia alla lettura e a quello che ci ha lasciato, sia ai materiali che ci attraggono.






Oggi mi sono lasciata sorprendere dalle mani sapienti delle bambine e dei bambini che dallo stesso materiale hanno scelto quello preferito creando opere interessantissime piene di poesia, gusto e senso dello spazio.


Grata per questa occasione

venerdì 10 settembre 2021

Campus residenziale a Mirabello (Ameno, NO)



Difficile descrivere le emozioni che mi accompagnano nella settimana di campus, e quelle che restano a posteriori, come nutrimento per progetti futuri. Quelle che respiro ora, che sono a Milano, immersa in altro, ma con un pezzetto di cuore nella terra dove sento di avere parte delle mie radici.


Sono ormai diversi anni che con Paola Giroldini, e da alcuni anni attraverso l'associazione Dragolago, che abbiamo fondato con amiche e amici (voluta fortemente dal nostro attuale presidente Marco Peduzzi), realizziamo campus residenziali per bambine, bambini, ragazzi e ragazze. Ogni anno è cambiato qualcosa e siamo cresciute insieme a queste persone che ritornano e ci accompagnano, grazie ai genitori che ogni volta ripongono fiducia in noi, sempre e comunque, quando ancora le date non sono pronte!


Questa volta ad accoglierci è stato Mirabello, un luogo davvero magico, pieno di energie, non solo grazie alla casa, al cerchio del fuoco, allo spazio di bosco e di verde presenti, ma anche per le persone che lo hanno custodito e preparato per noi e con noi. Sono certa che non sarebbe accaduto tutto quello che di magico è avvenuto senza i nostri compagni e la nostra compagna di avventura: Antonella Cirigliano, Angelo Hamayl, Pietro e Paolo.

A loro ci siamo affidati per il cibo - con un salto di qualità notevole, di cui parlerò a parte - e una cura dell'anima e del corpo che è stata davvero preziosa.

 

Diversi sono i nostri punti fermi: innanzitutto l'assenza di tecnologia che ormai pensiamo sia indispensabile, soprattutto dopo questo bombardamento che i ragazzi hanno subito in questi ultimi due anni. In secondo luogo la natura, natura sovrana, natura maestra. 


Natura come spazi e luoghi diversi che si fanno conoscere e di cui i nostri bambini/e e ragazze/i fanno esperienza direttamente, entrandoci e "appropriandosene". 


Un altro "must" è un rapporto intenso con i genitori, prima e dopo il campo e durante perché allo stesso tempo siano presenti nella distanza e partecipino con noi, condividendo le gioie e i meravigliosi paesaggi di cui godiamo o le atmosfere di comunità. Per l'incontro iniziale scegliamo sempre un momento condiviso in cui raccontarci e presentarci, per dedicare del tempo all'ascolto di una storia... 


Questa volta ho scelto "Le mani di Anna" di Sara Zambello e Daniela Iride Murgia (per cui, non lo nascondo, provo un affetto, una adorazione e uno stupore per la bellezza illustrazioni a livelli elevati da tempi non sospetti), edito da Bacchilega junior (qui). Dopo la lettura è stato bello vedere mani intrecciarsi e lavorare i materiali naturali, scelti in loco dai partecipanti, per creare qualcosa di bello e unico per i figli o fratelli/sorelle. Un'autentica gioia e una sapienza (ho fornito solo loro due forbici e dello spago...). Sono venuti fuori capolavori con ricchezza di parole di cura ed entusiasmo. Qualcosa di cui sentivamo tutti forse il bisogno.

La cura è un altro aspetto irrinunciabile...Non a caso abbiamo scelto un numero ridotto di partecipanti, per aver la dovuta cura nei confronti di ognuno, se la necessitasse, e allo stesso tempo lasciare la libertà di esplorare, in un luogo comunque "protetto", dove gli adulti ci sono sempre per ogni evenienza.



Le esplorazioni
Grazie a Paola e Angelo, che hanno aperto un sentiero, abbiamo potuto spostarci sempre a piedi, arrivando non solo nella Valle dell'Agogna, nella zona più prossima al Comune di Ameno (NO), ma anche fino al lago d'Orta. Camminate con tempi diversi a seconda dei luoghi, accomunati dall'immersione in spazi naturali, attraverso sentieri più o meno tracciati, dove oltre a noi c'erano solo animali e piante.


Camminate per scoprire i luoghi, camminate per arrivare alla meta. Abbiamo visitato il VOG, dove è stata da poco inaugurata l'area didattica del castagno (ne ho parlato qui) e i ragazzi si sono cimentati a esplorare l'acqua gelida o a esplorare parte del corso del torrente Agogna.

Siamo passati per il sentiero di Verde Vivente, realizzato insieme all'associazione Mastronauta (ne ho parlato qui), prima di proseguire al lago d'Orta.


Insomma, pensiamo che stare fuori voglia dire camminare, respirare, parlare, ascoltarsi a vicenda e farsi incuriosire dai luoghi. Ho avuto modo di ascoltare e parlare con diversi preadolescenti e adolescenti, raccontarmi tanti pezzetti di loro e ne sono grata, perché penso che questo non sia così scontato.
Forse complici sono stati quei sentieri dove gli unici esseri viventi erano gli alberi che ci davano riparo con la loro ombra. 
Naturalmente la mia Sally è stata una fedele mascotte tutto il tempo, anche se voleva sempre passare avanti quando c'erano le strettoie...


Non è mancata neanche la gita all'Adventure Park le Pigne


La vita comunitaria
Il bello del residenziale è quello che c'è oltre la giornata classica. Il risveglio godendosi il silenzio mentre tutti sono addormentati. In questo caso vedere il sole sorgere tra i monti mentre apparecchiavamo fuori. Il rientro, la sera. La notte... 


Abbiamo condiviso colazioni, pranzo e cena, lasciato spazi non strutturati a bambine, bambini, ragazze e ragazzi da 7 a 14 anni, 15 residenziali (altri 4 erano non residenziali). Ci siamo abbracciati profondamente al mattino, godendoci il sole che sorgeva, per darci la carica. Ci siamo goduti le notti stellate che arrivavano e le grida festose dei ragazzi, che non infastidivano nessuno. Abbiamo chiesto a tutti di dare una mano, dal pulire i piatti all'aiutare in cucina, fino a preparare cocktail prelibati (ma questo è un dono che ha fatto Pietro ad alcuni ragazzi, che spero ne facciano tesoro: virgin pina colada o virgin mojto).


Ho assaggiato la carbonara vegetariana e un pesto impreziosito con la menta, ma di questo voglio parlarne poi.






Gli incontri con il corpo e con il bosco

Angelo e Antonella ci hanno donato del tempo per scoprire la parte selvatica in noi 

e Pietro quella spirituale (per conoscere il Lama Michel, che abbiamo incontrato dal vivo venerdì, seguirà post), incominciando da un bellissimo fuoco acceso la prima sera dove i ragazzi hanno buttato i biglietti dove avevano scritto quello che non piaceva di loro e quello che desideravano diventare). 



Angelo ci ha fatto scoprire come esprimere la consapevolezza del nostro stare nel qui e ora attraverso la frase "come sto", declinandola in pensieri o immagini. Ne sono sorte di bellissime e questo è diventato un rituale molto coinvolgente (che ora ho iniziato a praticare anche all'asilo del Bosco di Milano dove collaboro da un anno). C'è chi si sentiva un "deserto di ghiaccio" e chi un "sole all'alba che aspetta un nuovo giorno", chi "una foglia con la rugiada", "una nuvola che si dissolve", "come un peluche", "un coniglio che salta", "una capra senza pelo", "una quercia millenaria", "un cielo parzialmente soleggiato", "un pesce blu", "terra bagnata con funghi e piccoli germogli", "una gallina che riceve una sculacciata dal padrone" "acqua limpida" "un fiore dopo che ha piovuto", "una goccia di pioggia che si dissolve nell'oceano", "il bambin Gesù".


Nel bosco Angelo ci ha invitato a respirare profondamente, chiudere gli occhi e trovare un luogo che sentissimo casa, una tana dove trovare rifugio. Sono usciti dei progetti bellissimi, sviluppati nel corso della settimana, arricchiti con entusiasmo e cura. Piccoli capolavori che restano ancora a Mirabello.




Antonella ci ha portato a riflettere sulla religione e sull'apertura che dona quella buddista anche a chi non crede e invitati a risvegliare il corpo e portare attenzione sui gesti e sulla nostra presenza. Ci ha invitato a dipingere lo spazio con il corpo, a curare la postura, a esplorare lo spazio intorno a noi e in relazione agli altri, Siamo diventati alberi, abbiamo scritto il nostro nome con il corpo nei modi più disparati. Ci siamo nutriti di bellezza e io ho goduto di questi tempi in cui ho fatto esperienza insieme agli altri membri del gruppo.

Ogni giorno ci siamo avvicinati a uno dei pilastri del buddismo grazie a Pietro...

Sono stati giorni intensi, molto gratificanti e pieni di sorprese. Con compleanni festeggiati e feste a sorpresa.

Non potevamo chiedere di meglio per questo gruppo di giovani persone speciali che i genitori ci hanno affidato e ci continuano ad affidare ogni anno e a cui siamo grati.
Una bellissima esperienza che speriamo possa proseguire il prossimo anno e che verrò estesa anche ai ragazzi più grandi, finché lo vorranno e ci vorranno.
 
Insomma siamo aperti ai curiosi, esploratori che vogliono vivere tempi e spazi diversi, in comunità, sempre fuori e senza tecnologia. Scoprendo la bellezza dei giochi insieme e la lettura condivisa.

PS un grazie di cuore a chi è stato accanto a noi ma dietro le quinte, facendo funzionare tutto a meraviglia, dunque alla nostra amministratrice Paola a Micol e Silvia, che hanno curato la comunicazione.
Insomma, Dragolago è fatta da tante persone che mettono il cuore nei progetti e solo così riusciamo a realizzarli. Last but not least grazie al nostro presidente Marco Peduzzi.

PS Sally ringrazia per le passeggiate e per le coccole ricevute.