lunedì 5 aprile 2021

Riflessioni sulla gioia, sulla felicità e sul benessere



Istruzioni per l’uso della gioia 

La gioia non è un risultato,
un fatto, una cosa, un luogo.
La gioia crea spazio, scioglie,
fa il vuoto.
Per conservare la gioia non serve
un barattolo, ma un patto,
devi decidere che la gioia
è la strada della tua vita.
Dunque non cercare la gioia
successiva, sappi che te ne basta una,
una qualsiasi. Ecco, tienila, considera
che è la tua casa.
Il dolore arriverà, ma intanto sappi
che la gioia scioglie nodi
e questo non potrà farlo
l’uragano del dolore, il dolore
ti schiaccia, ti zavorra,
ti fa un mendicante di pesi,
mentre la gioia conosce solo l’alfabeto
della leggerezza.
Non pensarla la gioia, sentila,
è una fioritura nella carne,
è il maggio delle ossa,
l’aprile degli occhi

Franco Arminio

Il paesologo Franco Arminio (qui) ci ha donato una poesia di rara bellezza e intensità. Spesse volte mi sono chiesta cosa sia la gioia e come "tenerla".

Già oggi questa parola era arrivata a me attraverso un dialogo con Andrea, che mi ha chiesto cosa avessi provato dopo avere fatto il grounding. Questa tecnica, che ho iniziato a praticare grazie a Christian Mancini, che ne ha parlato nel gruppo facebook Outdoor Education Italia - Educazione e scuola all'aperto (quida lui creato, è "un insieme di pratiche per radicarsi e connettersi alla natura. Per recuperare la #biofilia da adulto è necessario affidarsi ad esperienze di chi lavora da anni nel selvatico" (facendo riferimento a questo articolo qui che parla dei benefici provato dal contatto dei piedi nudi con la terra). 

Tornando al dialogo con Andrea, il mio saggio decenne mi ha detto "L'ultima volta che l'ho praticato avevo i piedi felici". Dunque non gioia ma felicità: la prima nel dizionario viene definita come "Stato o motivo di viva, completa, incontenibile soddisfazione", la seconda come un suo sinonimo. Anche se per Spinoza “La gioia segna il passaggio da un momento felice a una perfezione o realtà superiore”. ... La gioia è contagiosa mentre la felicità è un sentimento personale; quando ci rivolgiamo con atteggiamento gioioso verso il prossimo, si viene ripagati perché la vera felicità è donare gioia agli altri". In effetti la felicità è uno stato d'animo (sentimento) positivo "di chi ritiene soddisfatti i propri desideri". L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice", la cui radice "fe-" significa abbondanza, ricchezza, prosperità.
L'etimologia di gioia deriva invece dal francese joie, che viene dal latino gaudia, plurale di gaudium 'gioia, godimento', a sua volta da gaudère 'godere.




Posso dunque dire che in questi giorni di connessione con la Natura in maniera profonda e continuativa il mio stato di benessere è sicuramente aumentato. Non so se riuscirò ad arrivare alla gioia, ma posso sempre cercare di ricercare questo stato, nonostante, appunto, il dolore e le preoccupazioni quotidiane.

So di certo che immergermi nei boschi, veder apparire ieri all'improvviso un capriolo, scoprire le fioriture, toccare i petali, annusare le erbe selvatiche, arrampicarmi sui tronchi di alberi morti mi fa raccogliere una serie di scorte per il futuro. 



Del resto anche la parola benessere è per l'OMS è associata a salute ovvero è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute", definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. Insomma uno stato legato alla qualità della vita.



Posso dire che per me queste parole sono collegate anche alla sensazione di leggerezza che provo quando mi immergo nel verde, quando sto nel qui e ora, godendomi l'attimo, il famoso "carpe diem" di Orazio, a me sempre caro. Osservare la vita scorrere e immaginare, come in questa foto, gli alberi danzare con me.

domenica 4 aprile 2021

I nostri "compiti" per le vacanze pasquali





Sono sempre più sostenitrice dei diritti di Gianfranco Zavalloni, espressi nel suo libro "La Pedagogia della lumaca" e penso sempre più che ogni adulto dovrebbe averli in mente: il diritto all'ozio, ovvero a un tempo non programmato dagli adulti, il diritto a sporcarsi, il diritto agli odori, il diritto al dialogo, il diritto all'uso delle mani, il diritto a un buon inizio, il diritto alla strada, il diritto al selvaggio, il diritto al silenzio, il diritto alle sfumature...



Da quando siamo qui in campagna, i "compiti" che abbiamo fatto sono stati:
  • camminare nel bosco, 
  • provare a sederci ad ascoltare i suoni, 
  • fare meditazione nell'erba,
  • osservare le tracce di animali (penne o fatte), 
  • provare a camminare in silenzio, 
  • sdraiarsi nel prato, 
  • parlare con gli alberi o accarezzarne le ferite, 
  • osservare i fiori, 
  • disegnare dal vivo i fiori, 
  • ascoltare poesie.



E per concludere la giornata in bellezza abbiamo fatto una passeggiata notturna senza cane al seguito, a sentire il fragore dei rami secchi mossi dal vento, a percepire il silenzio e la quiete, poi alcuni rumori strani, forse di un capriolo e forse il latrato strano della volpe, il raglio dell'asino... e ancora il profumo della stalla che mi ha fatto ricordare il periodo del tirocinio con Saino sulle rondini, quando andavamo a inanellare di notte nei dintorni di Milano

Un misto di emozioni forti, la mano di Andrea stretta nella mia.
Gli arresti improvvisi ad ascoltare.
Il suono del ruscello nella notte.
Il cielo stellato velato di nuvole.
Il rumore dei nostri passi sulle foglie secche.
Il sibilo del vento e poi nessun rumore.
I cani al nostro passaggio.
Un cerchio magico.

Finché staremo qui ci rotoleremo nei prati, ascolteremo i canti degli uccelli, proveremo ad annusare quali fiori profumano, per riempirci di bellezza prima di rientrare.

sabato 3 aprile 2021

"Casa toracica" di Cristina Bellemo, Edizioni Anima Mundi

Sono lisca
che s'incarna
di parole
impastate a sudore e foglie
pazienze di sale
Sono scheletro 
che si rimpolpa
di facce
vicoli bui
trasparenze
di vetri e assenze
Sono intelaiatura
a fili
di memorie e santini
e musi di cani
e mani
callose
Sono cartilagine
che s'innerva
di sassi
risposte
cercate tazze
di colazioni e calzini
Sono schema di ossa
che si fa
vene di fiumi
e organi
di pane raffermo
inzuppato nelle stagioni
[Io sono 
minuscolo
magneticoniente
che s'ispessisce
di strati di storie]



Senza esserne consapevole ho conosciuto Cristina Bellemo anni fa, quando ho preso l'albo "La leggerezza perduta" edito da Topipittori e illustrato da Alicia Baladan (qui). Senza rendermene conto ero affascinata da quelle parole che raccontavano tanto, senza dire tutto, e lasciavano spazio all'immaginazione.



Ma il colpo di fulmine è arrivato a ciel sereno grazie a un incontro realizzato da Sara Costanzo con il supporto di Alberto Ardizzone nel ciclo degli incontri "Abitare poeticamente il mondo", una sera di gennaio. Sulla pagina facebook di "Fare anima in educazione" (qui) potete ritrovare la registrazione della serata, a cui ha partecipato anche la poetessa Silvia Vecchini, che seguo da ormai un decennio.

In questa serata, a dir poco emozionante, ho scoperto come Cristina abbia scelto di diventare poetessa, sin da piccola. E come il dolore a volte può trasformarsi in parole che curano e confortano.

Le poesie di Cristina Bellemo sono così, come quella che inizia con questi versi:

"Scegli per me
parole
silenziose nel chiasso
che ferisce le orecchie
..."

Una poesia che mi accompagna in questi tempi in cui tutto è sospeso, in cui "siamo / così esposti così / pelle / di carta velina". Tempi in cui valgono carezze più di tanti altri gesti.

Una lettura intensa e profonda, che cura le ferite di questo periodo. Parole che accudiscono il cuore. Parole che fanno riflettere a lungo.

Per finire, se non vi avessi ancora convinti, il libro fa parte della "collana piccole gigantesche cose". Per me questo è già sufficiente per renderla speciale.

L'editore è Anima Mundi, di Otranto (qui).

Disegno dal vivo e i libri di Edith Holden






Alzi la mano chi tra gli amanti della natura e dell'illustrazione naturalistica, specie della mia generazione, non è cresciuto con i libri di Edith Holden.

Io ho passato la mia infanzia e giovinezza immersa nei boschi di Miasino, un luogo in collina in provincia di Novara. Grazie ai miei genitori sono cresciuta libera di esplorarli, di conoscere piante e uccelli, di provare a disegnarli e creare i miei primi erbari.

Ritornare qui oggi, durante la pandemia, ha un significato profondo e, per la prima volta, mi è sembrato di passare davvero il testimone a qualcuno. Andrea è sempre cresciuto con un profondo amore per la natura: senza che lo invitassi, parlava già da piccolo con alberi, fiori e animali. Io, questa dimensione forse dimenticata, l'ho scoperta (o riscoperta?) durante il corso di Christian Mancini e Raffaella Cataldo (H3 educamp, ne ho parlato qui) e devo dire che la prima volta che ho parlato a un fiore, nel 2019, ero in estremo imbarazzo. Poi, di colpo, ho sentito un dialogo molto forte. Ora quando vado in giro mi fermo ad abbracciare gli alberi, a osservare le loro ferite. A osservare cosa succede intorno.





Il primo incontro è stato quello da sola, mediato dalla mia passione per il disegno. Dopo tantissimi tentativi di disegno dal vivo e dopo avere iniziato a 11 anni un corso di disegno sulla porcellana (e non solo) dalla Meris, che è stata non solo la mia Maestra, ma anche la mia mentore, oltre che zia e un riferimento ancora presente nel cuore, ho scoperto i libri di Edith Holden. 



Edith Holden era una bravissima disegnatrice dal vivo, che usava gli acquarelli in modo fenomenale. Autrice di due diari, che ha tenuto nel 1905 e nel 1906, è morta troppo presto (affogata nelle acque del Tamigi a 49 anni, mentre raccoglieva fiori per il suo erbario).



"Il diario di una signora di campagna del primo del Novecento" è il più noto, e uscito prima, anche se risale al 1906. Qui, si trovano appunti naturalistici legati ai mesi dell'anno, con annotazioni che si intrecciano alle poesie che amava.
"Appunti sulla natura di una signora inglese del primo Novecento" è stato pubblicato in Italia da Mondadori dopo il successo del primo e riprende la stessa struttura.




Da quando siamo arrivati a Miasino, abbiamo iniziato a osservare i fiori spontanei nei prati, che grazie al sole caldo, si stanno tinteggiando di colori ogni giorno di più. Mentre i denti di cane sono quasi spariti e sono solo presenti ancora nei boschi (anche se molto secchi), i prati sono pieni di primule, anemoni dei boschi, alcuni crochi (di solito fioriscono presto),  violette, pervinche minori (quelle maggiori le ho viste in Toscana, proprio negli stessi mesi), i favagelli, e infine, anche le delicatissime acetoselle (dalle foglie triangolari, simili a quelle dei trifogli).



Oggi abbiamo deciso di prendere in mano i libri di Edith Holden e Andrea ha voluto che gli spiegassi come disegnare un fiore. Siamo partiti con la struttura del fiore (petali, pistillo e antere), a osservare la disposizione dei petali e la forma e poi via... ho lasciato che guardasse dal vivo i fiori e provasse a disegnarli mentre anche io mi cimentavo in questa arte che ho quasi del tutto abbandonato e in cui sono un po' arrugginita. 







venerdì 2 aprile 2021

Seduta accanto all'Ontano



Caro Ontano

Questa è la mia prima seduta qui.
Sono emozionata.
Sono attorniata dai canti degli uccelli: fringuelli, merli, cinciallegre, cornacchie. È un continuo vociare nel silenzio.

Tu ti stagli solitario nel prato con il tronco ammantato di licheni. 




Mostri gli abbozzi di nuova vita. E qualche pignetta secca dello scorso anno.
I miei pensieri sono travolti dai canti degli uccelli, qui veri protagonisti.
In lontananza ho appena sentito un fagiano. E un gallo.

Il sole caldo mi scalda il viso e un venticello lieve alla mia destra porta sollievo.
Sento il ronzare di api e mosconi.
Il prato è ricoperto da anemoni, primule tarassachi, violette e qualche croco.
Quanti anni hai? So di avertelo già chiesto ma forse non ho sentito la risposta.
Chi viene a trovarti? I picchi? E hanno dato dei buchi in alto?
Chi ha lasciato nel terreno quelle specie di grufolata? Sono davvero curiosa e non ho ancora risolto il mistero.
Nel prato accanto alle anemoni ricche di polline vedo anche le tue pignette e gli amenti penduli. Sono quelli dei noccioli?
Il tuo tronco è molto secco. Cosa posso dare per te? So che vivi in terreni che amano l'acqua.
Quanti anni hanno i licheni che abitano il tuo tronco? Alcuni sono tondi e piccoli, altri giganteschi e i loro confini si confondono in mezzo ad altri licheni.
Ci sono altri ontani vicino alla siepe. Le vostre radici sono connesse? Cosa vi dite? Sarei curiosa di saperlo.
Ma tu ti ricordi del grande noce che c'era nel nostro prato? Era abbastanza vicino a te. È stato fulminato e ora non c'è più. Era altissimo. Ora guardo l'altro noce vicino alla casa e direi che si è fatto grande e bello. Sovrasta la casa rosa di un bel po'. Ha più di 40 anni.
Verrò a trovarti anche più tardi o stasera.
Sono curiosa di sentire e vedere le differenze.
Buona giornata


domenica 14 marzo 2021

Un anno dopo: lettera al Covid




Caro Covid, 

spero che presto tu prenda la via di un'altra galassia. 

In fondo hai tanti luoghi da esplorare. Non solo la Terra

Sappi che, nonostante saremo sempre in allerta in questo lockdown, non ci rovinerai la vita. 

Vogliamo ridere e scherzare, cercare la bellezza delle piccole cose, tenere alto l'umore dei nostri figli e dei nostri cari perché ora sappi che non ci sei solo solo tu.
 
Gli ossiuri sono venuti a farci visita. Quindi forse lavare le mani dovrebbe essere un promemoria prezioso!
E anche il raffreddore stagionale.

Per cui, nonostante tutto il rispetto per quello che provochi, e non lo sottovalutiamo, ora sappi che non sei al centro del nostro universo, ma ne fai parte.

Perché non iniziamo a convivere e vedere come te la cavi con chi si è vaccinato?
Ti diverti ancora così tanto come prima? Io penso di no.

Sappi anche che ho scoperto grande a una preziosa ricercatrice Sara Gandini che oggi seguirò in diretta, che tu non riesci a far del male ai bambini. Quindi siamo solo noi adulti a dover essere responsabili e penso che ci stia.

Con questo la ramanzina non finisce qui.

Sappi che mio figlio Andrea ha creato una canzoncina dedicata a te. La vuoi ascoltare? Fammelo sapere, nel caso la carico. Sai è un poì timido,

Inoltre da ieri, grazie a Giuliana D'Alessandro, ho una certezza in più. Oltre ad aver conosciuto una delle 100 ricercatrici più apprezzate in Italia (viva le donne posso dirlo??), ho anche le prove che ai bambini non fai così tanta paura come certe persone (non io biologa e giornalista da straopazzo) hanno pensato e giornalisti calcato la mano.

Per chi vuole dar ascolto alle persone belle e che sanno di quello che parlano, l'appuntamento è oggi alle 19 sulla bellissima pagina di Pillole di Ottimismo
Ascolteremo di nuovo (qui la diretta di ieri di cui sono grata!) Sara Gandini. 

Comunque sappi che la bellezza, la poesia, l'ottimismo e la natura saprranno aiutarci a superare anche questo periodo.

PS oggi il vento sì che mandava anche lui segnali. Forse sarà geloso?? Del resto si dice che marzo è pazzerello.

sabato 13 marzo 2021

Lettere da una zia



Caro Leonida

mi hai conquistata anche se hai sempre tenuto gli occhi chiusi. Incredibile come tu sia così piccolo e così perfetto. Quel nasino che ancora non capisco che faccia ti darà, quella bocca deliziosa che, aperta all'improvviso, mostrava l'impronta dei denti che a suo tempo verranno.
E quel pianto che ti ha reso completamente rosso in viso come accade a tutti i neonati.
E quelle tue manine ancora grinzose, per tutta l'acqua in cui hai vissuto, ma così minuziose e perfette.
Posso solo immaginare quanto tu possa essere morbido e profumato.
Mi raccomando cerca di mangiare tanto di giorno e fai dormire la tua mamma che è stata così forte e coraggiosa a metterti al mondo in questo periodo.


Sappi che hai dei genitori straordinari e una fida compagna di avventure che ti proteggerà sempre.
Inizio solo ora a rendermi conto di quanta bellezza stai seminando in questo mondo strano e so che pian piano questa gioia esploderà sempre più.
Ti voglio bene.

La tua zia pazzererella

domenica 7 marzo 2021

La giornata perfetta


Esistono le giornate perfette. Quelle che vuoi fissare nella memoria perché sono preziose.

La mia giornata è iniziata con un messaggio di mio fratello che mi annunciava che alle "23.54" del 6 marzo ero diventata zia. Un'emozione indescrivibile, che sto ancora assaporando. Ho sognato e provato a immaginare il mio nipotino, ma non avendolo ancora visto, posso solo avere una vaga idea di chi sia e sapere che, comunque, è bellissimo. 
Naturalmente dopo una notizia del genere è difficile riprendere sonno, ma è bella la condivisione con le persone più care. Genitori in primis (agitati più di me anche se nonni per la terza volta).



Questa mattina, alcune ore dopo, ero dunque carica e piena di energia da vendere nonostante avessi dormito poco. Senza neanche troppa fatica ho studiato bene con mio figlio, anche lui in vena, e poi ho iniziato a trasformarmi in dogsister. Avete mai provato? Trovo sia bellissimo: prendete una sorella e un fratello (e una dolce cognata) e due sorelle. Queste ultime, appartenenti alla specie Canis lupus familiaris
Ecco poi, quando occorre, mescolate le carte. Io mi sono chiamata naturalmente dogsister. Ebbene oggi ho preso Gala e, dalle 10 del mattino, lei e Sally non hanno smesso di giocare (con intervallo per il cibo). Solo ora posso dire che sono stremate accanto, sul tappeto. 

Non vi dico l'emozione di uscire, modi sherpa, con entrambe tenute a un braccio e avventurarsi tra il profumo dei pruni in fiore.





Poi, la visita in studio da mio suocero Nado. Mio suocero Nado Canuti (qui) è un artista. Tanti lo chiamano "Maestro" e forse questo è il modo più corretto, perché è talmente poliedrico che chiamarlo scultore è riduttivo. Vederlo all'opera è fantastico. Vederlo ancora alle prese con le sue opere a quasi 92 anni fantastico. Oggi l'ho aiutato a sistemare una bellissima installazione con tantissime creature volatili. Con il tempo la gioia e i colori hanno invaso le sue opere, insieme alla natura rivisitata e sarà forse per questi due motivi che le amo tantissimo.
Dunque mi sono divertita ad arrampicarmi con la mia mascherina sulla scala a montare le sue opere, scoprendo upupe, pettirossi e una sorta di formichiere volante. Che divertimento. Il tempo è passato senza che me ne rendessi conto.

Poi ascoltare e vedere il mio piccolo insettajones felice in campagna con il suo babbo raccontarmi delle passeggiate e sentire la sua voce pimpante, come non era da tanto tempo. Sentirmi dire come sia bravo a orientarsi nel bosco, ormai sua seconda casa, mi ha riempito il cuore di gioia immensa e gratitudine. Gratitudine in un tempo così difficile, di aver potuto farlo andare via, perché non avrebbe mai retto un secondo lockdown... (risuona nelle orecchie ancora la sua frase "Mamma ma tu ti ricordi la tua vita prima del Covid?").

E dunque, cosa chiedere di più da questa giornata di sole, piena di profumi e di emozioni grandi che ancora devo metabolizzare e godere?
Mi avvio verso il letto con il cuore colmo di gratitudine e gioia. Sapendo che una nuova vita può cambiare la vita di molti.

Caro Leonida, benarrivato su questa Terra. La tua zia non vede l'ora di conoscerti e salutare la tua coraggiosa mamma. Grazie Tomaso e Tamara per questo dono immenso.

sabato 20 febbraio 2021

Lessico "naturale"




Se esordissi dicendo che "Sempre caro mi fu quest’ermo colle" è stato scritto da Manzoni o che "L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior" è di Montale, tutti inorridirebbero per la mia ignoranza (e avrebbero ragione). Lo stesso se usassi il condizionale al posto del congiuntivo.

Non si sa come mai, invece, se su fior di albi illustrati (di case editrici che peraltro adoro, ma dico il peccato, non il peccatore) o sui sussidiari, o sui giornali si scambiano "lumache" con "chiocciole", non solo nessuno se ne accorge, ma se lo fai notare qualcuno si picca anche.
Già dall'età di tre anni Andrea sapeva che le lumache o "limacce" sono prive di guscio, mentre le chiocciole lo hanno.
Bene, andate a ricontrollare sui libri...




Penne o piume?
Lo stesso, sembra che penne e piume siano sinonimi: chiedete a un uccello (se ci riuscite!) se preferirebbe volare con ali costituite da penne solide e robuste o cercare di sostenersi con soffici piume. Eppure, anche qui, quanta confusione! Basterebbe capire che esiste un lessico del mondo della natura creato per non dover spiegare ogni volta che: "la penna è costituita da una parte dura, detta rachide che alla base è vuota - detta calamo - e dal vessillo in cui le barbe sono attaccate da sorte di uncini, gli amuli".  Anche sul vocabolario Treccani purtroppo si dice che spesso si confondevano piume con penne. Ma le piume sono morbide (tanto da costituire il piumino) e prive di amuli e servono per tenere caldo il corpo (ossia per la termoregolazione dell'animale, proprio come accade per il pelo dei mammiferi). Guardate bene i libri e andate a caccia di errori...



Scaglie o squame?
Vogliamo poi parlare di scaglie e squame? Per tanti sono la stessa cosa, in alcuni sussidiari invece, si scrive addirittura l'opposto. Per fare chiarezza, le scaglie sono il tegumento dei pesci, le squame, che hanno un'origine diversa, ricoprono il corpo dei rettili e le zampe degli uccelli.
Come si legge anche su wikipedia "Le squame, a differenza delle scaglie dei pesci (di origine dermica e ossificate) sono di origine epidermica: lo strato esterno della cute si ipercheratinizza formando una zona molto resistente agli agenti esterni. "  

Polipo vs polpo
Quanti di voi pensano che il polipo sia la piovra?

Vi lascio pensare.

Il polipo è in realtà la forma "sessile" ovvero fissa, di una medusa: di fatto un esempio sono le attinie e i coralli. Il nome proviene dal greco πολύς, polýs, “molto” e πούς, poùs, “piede”, quindi “dai molti piedi”. I polipi sono animali fissi, sessili e bentonici (dal greco βένθος "abisso", cioè vivono sui fondali o sulle rocce). Si tratta creature antiche molto semplici.
Il polpo, quello dagli otto tentacoli, appartiene invece al "gruppo" dei molluschi cefalopodi ed è uno degli invertebrati più intelligenti. Si tratta di un animale che si muove, si riproduce, capace di mimetizzarsi e predare. C'è un bel po' di differenza, non trovate?

Pesci o mammiferi?
Non parliamo poi delle povere balene e dei delfini, mammiferi che si sono adattati secondariamente alla vita del mare e che per alcuni sono pesci. Tra l'altro si parla spesso di balene anche per quanto riguarda i delfini, ma mentre le prime hanno i "fanoni", una sorta di lamelle con cui filtrano il plancton (e appartengono al gruppo dei "misticeti"), i delfini come le orche hanno i denti e sono chiamati "odontoceti", ovvero cetacei con i denti.
Potete capire comunque se si tratta di pesci o mammiferi marini guardando la pinna caudale (quella della coda): nei pesci è verticale, nei mammiferi è disposta orizzontale e si muove dal basso verso l'alto. Non so, magari questo può aiutare...


Per finire, sappiate che muschi e licheni non sono la stessa cosa, anche se spesso si trovano negli stessi posti. I licheni sono creati da un'associazione mutualistica (cioè di mutuo aiuto, anche se in discussione) tra un'alga e un fungo: l'alga produce la fotosintesi clorofilliana nutrendo il fungo che in cambio la protegge. Questo spiegando il fenomeno "in soldoni". I licheni sono tantissimi e super interessanti, sappiate che vengono usati come "indicatori ambientali". Se ci sono, la qualità dell'aria è migliore. Guardate qui, ad esempio.


sabato 13 febbraio 2021

I tuoi primi 10 anni



Ehi tu,
che sussurri al cane le storie della buonanotte
che ami recitare le poesie di Pascoli anche al ritmo di rap
che sei dolce e affettuoso
che hai un sorriso dilagante e contagioso
che sei naturalmente biofilo
che sei creativo e simpatico
che disegni con amore
che hai battuto la tua maestra a scacchi
che cerchi l'amore di tuo fratello, incondizionatamente,
che non ricordi più com'era la tua vita prima del Covid
ma ami ancora rotolarti nei prati e salire sul ficotana
e accarezzi e parli agli alberi
che hai cantato sotto la pioggia
e camminato nell'acqua a piedi scalzi

Lunga vita a te dolce amore mio
Sei arrivato veloce come un razzo
alle 10.11 del mattino di 10 anni fa
mi hai reso una mamma doppiamente felice
auguri,
a te che oggi entri nella tua prima decina

domenica 17 gennaio 2021

Alla ricerca della bellezza


In questo periodo delicatissimo della nostra vita, ho scoperto che c'è una serie di iniziative e incontri che possono aiutare a tornare alla bellezza. Poiché questo blog è nato proprio su consiglio di diverse persone che mi dicevano che mi veniva naturale fare rete, vorrei condividere con voi le mie scoperte, per gustare in tutta Italia, e oltre, queste preziose boccate di ossigeno per il nostro cuore e per il nostro cervello.





Iniziamo da domani 18 gennaio: vi consiglio di sintonizzarvi alle 18 sulla pagina facebook della rivista Bambini (qui) l'incontro con Monica Guerra e Fabrizio Bertolino sul libro a più voci “Contesti intelligenti”.



Approfittando, se ve lo siete perso, vi consiglio di andare nella sezione video e guardare "Educare all’aperto: possibilità o necessità?" il dialogo a due voci tra Monica Guerra e Michela Schenetti (qui).




Alla sera alle 21, il primo dei tre appuntamenti dedicati ai genitori, sul canale Youtube della CP San Paolo VI (qui) con Alberto Pellai,. La settimana incontro dopo con l'amico scrittore e psicanalista Luigi Ballerini (da non perdere!). Infine, incontro con lo scrittore Marco Erba.




Martedì 19 gennaio, ore 21
Imperdibile, invece,  Abitare poeticamente il mondo curata da Sara Costanzo 


(scoperto grazie alla mia amica Alice Rampa): se si vuole seguire la diretta occorre iscriversi inviando una mail a: duse913@gmail.com.



Anche qui, vi consiglio di seguire la pagina fb di Fare anima in educazione e ripercorrere a ritroso i post per rivedere alcune vecchie "puntate". Io la settimana scorsa ho seguito questo incontro meraviglioso, davvero emozionante, che vi consiglio e che trovate qui.  

Naturalmente dopo aver seguito la diretta ho cercato subito il libro di poesie di Cristina Bellemo "Casa Toracica", (perché quelli di Silvia Vecchini li ho già tutti (di uno ne ho parlato nel blog qui). Ma spero di parlarne presto dopo essermele gustate un po'.

E questo è solo l'inizio... ripercorrete a ritroso la pagina e scoverete incontri meravigliosi (es. con Antonio Catalano, ma non solo).





Mercoledì 20 gennaio, ore 17.30
Per caso ho incrociato Alessandra Falconi e da allora ho seguito tutti i suoi interventi. Ho così scoperto che, con il Centro Zaffiria (che dirige insieme al Centro Alberto Manzi), che ha contribuito a realizzare una serie di formazioni gratuite visibili sul canale youtube del centro (qui). Il primo appuntamento c'è stato settimana scorsa con lei (eravamo iscritti così tanti che sono passati su youtube direttamente) e potete rivederlo qui.



Per l'incontro ecco le indicazioni trovate sulla pagina fb di E se diventi farfalla
"
Vi aspettiamo il prossimo martedì alle 17.30 con Luca Gabrielli (La Collina Cooperativa Sociale)
Iscriviti al modulo per ricevere il link dello streaming: https://docs.google.com/.../1FAIpQLSdRadWkatNJHX.../viewform

Per saperne di più di tutto il ciclo vi rimando a un post che avevo trovato:

"Tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 18.30 i partner del progetto E se diventi farfalla racconteranno le proprie idee e le proprie strategie per contrastare la povertà educativa, a partire dal lavoro con bambini e bambine sulla creatività, l’arte e la bellezza.

Il corso è gratuito, ma l’iscrizione è obbligatoria! I posti sono limitati a 250 per incontro.

Il programma di formazione dettagliato e il modulo di iscrizione sono disponibili a questo link: https://www.zaffiria.it/per-bellezza-e-meraviglia/
"


Se qualcuno "si innamorasse" come la sottoscritta di quello che dice Alessandra Falconi, consiglio di vedere la serie in cui racconta alcuni approfondimenti per la scuola primaria "Primaria Live" a cura di Rizzoli Education, come questo qui (tanto per iniziare). 

Andando sulla pagina fb di Rizzoli Education (qui) potete trovare un mare di informazioni e anche gli incontri sulla poesia di Bruno Tognolini (qui, qui e qui), appuntamenti coordinati da Mauro Traversa.


Sempre in tema poesia, Il Giardino Incantato, la libreria curata da Barbara Ferraro (che non ho avuto ancora il piacere di visitare dal vivo), ha organizzato l'incontro "Poesia che mi guardi"  direi emozionante e strepitoso con il poeta Bernard Friot, Patrizia Zerbi (editore di Carthusia) e l'illustratrice premio Andersen Sonia Maria Luce Possentini che trovate qui, tutto da gustare.

Barbara ha anche incontrato l'editor di LupoGuido Virginia Portioli per parlare di uno degli ultimi albi usciti
: titolo dell'incontro, Un pomeriggio con Jip e Janneke qui). 



Per continuare con chi continua a promuovere cultura e bellezza, proseguo con Piero Guglielmino che cura la rubrica radiofonica "Dorothy e Alice" (qui la pagina fb). Giusto per segnalare due appuntamenti, tra i tantissimi, vi segnalo "Speciale Lapis, Silvia Vecchini", qui,  l'incontro con Lodovica Cima per Pelledoca (qui) e il dialogo con l'istrionica Marina Petruzio (che ha aperto il suo bellissimo sito qui e ha un profilo fb molto interessante che cura con dovizia, sollecitandoci ogni giorno con immagini preziose) e la pedagogista Francesca Romana Grasso, autrice del libro "Primi libri per leggere il mondo", Editrice Bibliografica (qui la scheda).

Sempre Francesca Romana Grasso, che cura l'interessante sito Edufrog (qui), ha aperto da poco un canale youtube (qui) dove potete trovare tutte le recenti interviste e i dialoghi sulla pedagogia e gli albi illustrati. Una vera immersione nella bellezza. Con tante persone preziose (almeno per la sottoscritta!).


Per finire, almeno per questa prima tornata, perché sono sicura di essermi persa qualcosa per strada... ecco il film "Volare sulle Foglie - Un viaggio sull'educazione in Natura" (qui), che ho amato tantissimo e che riassume quello che è uno dei miei nuovi amori, oltre agli albi illustrati... sto parlando del mondo dell'outdoor education e dei luoghi dove si consente ai bambini di vivere in modo libero in mezzo alla natura. Qui ho ritrovato tanti amici, come Christian Mancini (biofilo e formatore, con cui ho seguito il corso H3Educamp, trovate info sul suo sito qui), la pedagogista Eliana Rocchetti (fondatrice, tra le altre cose, de L'Asilo del Bosco di Milano, con cui ora felicemente collaboro... qui la pagina fb), Paolo Mai (fondatore de L'Asilo nel bosco di Ostia), Barbara Avola e Vincenzo Spadaro de Piccoli Passi (Noto), Stefania Ferrara de A casa di Momo (Sicilia).




PS dimenticavo questo bellissimo spettacolo tratto dall'albo illustrato “Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin”, con testo e musiche di Elisabetta Garilli, le immagini dal vivo di Emanuela Bussolati, la voce narrante di Enrica Compri e le esecuzioni musicali del Garilli Sound Project. Carthusia editore. Visibile qui grazie a BPER Banca Forum Guido Monzani.