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lunedì 24 marzo 2025

Rane, rospi e tritoni, Federico Gemma, Topipittori

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 "Rane, rospi e tritoni - gli anfibi e l'arte della trasformazione" di Federico Gemma, edito da Topipittori (qui) vi farà amare queste creature e incuriosirvi se ancora non ne siete appassionati.

Nel risguardo in doppia pagina l'autore e illustratore naturalistico ci presenta con la sua formidabile pennellata ad acquarello i possibili ambienti dove incontrare queste creature dalla doppia vita (ἀμϕίβιος «dalla doppia vita», comp. di ἀμϕι- «anfi-» e βίος «vita»).

Con l'arrivo della primavera c'è l'occasione di incontrarli fortuitamente, di notte, ascoltando il gracidio incessante e di poter osservare le loro ovature.

La premessa di Gemma è quella di liberarci dai pregiudizi su queste creature (sentinelle ambientali, perché spariscono subito quando c'è un forte inquinamento) riferendosi in particolare alle leggende che si raccontano sulla salamandra pezzata un anfibio urodelo (dotato di coda) che è sempre più raro.

Per iniziare ad approcciare questi vertebrati ci viene presentata l'anatomia di un anuro, ovvero di un anfibio che da adulto non ha la coda, e ci porta a sfatare un altro luogo comune: la rana non è certo la femmina del rospo ma si tratta di due specie diverse con caratteristiche molto diverse già dalla morfologia (ovvero dall'aspetto) e dall'etologia (comportamento).

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Dopodiché con tavole a matita ecco gli urodeli (gli anfibi dotati di coda) con alcune distinzioni tra salamandre e tritoni (e in particolare le differenti più sottili al primo acchito, tra le loro larve acquatiche dotate di vistose branchie esterne.

Le strategie di seduzione ci raccontano come avviene l'accoppiamento (la femmina è sempre più grande) per scoprire anche chi danza (per questo vi lascio al libro)

Il passaggio successivo è quello delle uova, tutte deposte in acqua, salvo nel caso della salamandra nera (una specie che vive in montagna e che per proteggere dal freddo i nascituri li ospita sin all'ultima metamorfosi).

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Dalle chiare immagini si riescono a scoprire a colpo d'occhio le ovature di rospi (a catenelle) e rana (in gruppetti). I girini e le loro trasformazioni prima di diventare adulti è uno dei fenomeni più affascinanti e in queste pagine potrete scoprire non poche curiosità e informazioni per riconoscere i più.

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Dopo le strategie di caccia e quelle per evitare di essere cacciati, l'autore ci dona alcune pagine interessantissime per imparare a disegnare, dal primo schizzo al disegno completo, una rana (ad acquarello) e un tritone (a matite colorate).

Infine, da buon naturalista che tiene alla fauna che disegna Federico Gemma conclude il libro presentandoci tutti i rischi per queste fragili creature.

Il libro pur mantenendo un approccio scientifico e dettagliato, riesce a portarci nel mondo di queste creature misteriose rese affascinanti dagli schizzi e dalle illustrazioni del suo autore, che ci fanno immergere nel loro mondo.


Se volete conoscere l'autore qui e qui potete trovare i suoi schizzi e qui sopra la puntata dove è stato ospitato da Emanuele Biggi a Geo. Qui sul blog dei Topipittori, la presentazione dello stesso autore (da cui ho ripreso le foto per una migliore resa iconografica).
PS non vedo l'ora di incontrarlo nuovamente per un autografo!

domenica 23 marzo 2025

Rimanere sul sentiero, di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic, Topipittori


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Premessa....
Come ho già raccontato più volte, quando tengo a una recensione o desidero parlare di un libro cerco di farlo in modo approfondito e medito a lungo, così tanto che il tempo passa...

Nonostante sia una giornalista non sono presa dal fuoco di dare per prima la notizia, non qui almeno. Sarà forse che credo che i libri abbiano vita lunga, specie quelli belli. Inoltre se le case editrici sono indipendenti è raro - per fortuna - che spariscano dal mercato

Se cercate una recensione fatta bene inoltre ci sono persone che hanno fatto di questo un vero e proprio mestiere, sono diventate famose e hanno scritto anche libri sui libri. Io non sono fra queste. Mi ritaglio un mio angolo in cui cerco di parlarne quando ho elaborato il mio pensiero. E ringrazio chi mi segue e mi legge.

Mi perdonerete se quindi parlerò tardivamente di questo libro (e - spero in futuro - di altri "passati" della Collana Pino dei Topipittori) perché di fatto da amante della Natura quale sono ho bisogno dei miei tempi.

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"Rimanere sul sentiero - note naturalistiche per escursionisti felici" di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic, Topipittori (qui) mi ha riportato ai tempi in cui leggevo Airone e mi perdevo tra le tavole di Massimo Demma. 


Del resto, avendo il piacere di ascoltare dal vivo Elisabetta Mitrovic (al convegno di Bambini e Natura - Ben qui e qui), ho scoperto che si è nutrita delle stesse letture. Appena si apre il libro, sin dai risguardi, si può notare la mano di chi è allenato a disegnare spesso e dal vivo. 

Questo mi riporta anche ai bellissimi quaderni piccoli e gialli sempre di Airone dove si trovavano gli schizzi di Felix Rodriguez De La Fuente (chi ha la mia età ricorderà anche i suoi documentari presentati a Quark quando andava in onda nel primo pomeriggio - erano gli Anni Ottanta), ora ormai introvabili.

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Tornando al libro edito dai Topipittori, che hanno avuto la lungimiranza di credere in una collana dedicata ai Piccoli Naturalisti Osservatori sono sicura che vi perderete subito nelle sue pagine, entrerete in una sorta di incontro con la natura mediato dal racconto e dalle immagini. Vi sentirete immersi nelle escursioni, alle prese con il monitoraggio di mammiferi e uccelli, vi immedesimerete nelle naturaliste che vanno in giro con binocoli o cannocchiali e uno sketchbook, per fare schizzi degli animali avvistati.

In prima battuta incontrerete Elisabetta, zoologa, che per lavoro studia gli animali di montagna (orsi, lupi e camosci) con tecniche moderne poco invasive che le permettono di capire dove si trovano (tramite radiocollari e fototrappole) e osservarli da lontano con il cannocchiale. Inoltre li scova dalle tracce (escrementi o impronte). In seconda battuta incontrerete un'altra Elisabetta, che gli animali li disegna, e quindi ci aiuta a osservare le caratteristiche peculiari per provare a riportare su carta uno schizzo (per individuarne i particolari degni di nota per riconoscerle)

Oltre a questo le due naturaliste forniscono alcuni consigli per imparare a stare in natura senza disturbare e acuire tutti i sensi per trovare le forme animali e vegetali (e non solo) che li abitano. 


Si apre, dunque, una finestra sulla montagna (e sulla collina): uno spaccato di quello che, con un po' di fortuna e abitudine, si può imparare a cercare e, forse, trovare.

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Non è neanche iniziato il libro (o meglio inizia dai risguardi che si aprono con una doppia pagina cartonata) e possiamo avere a colpo d'occhio gli uccelli più comuni e probabili da osservare o sentire lungo i sentieri e dall'altro lato quali sono gli strumenti e l'abbigliamento/dotazione da avere con sé per compiere un'escursione piacevole senza avere problemi di caldo/freddo, fame o sete...

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L'impatto è subito di quelli potenti: l'incontro con l'orso e una breve narrazione di come si svolge il suo ritmo annuale e gli avvenimenti più importanti. Un animale protetto che va conosciuto per poterlo rispettare e non averne paura.

Il viaggio ci porta dalle praterie di valle fino alla cima, per poter notare i cambiamenti di vegetazione e di fauna dalle basse alle alte quote. Le indicazioni fornite in stampato maiuscolo possono essere sia note naturalistiche sia note di comportamento (es. non toccare mai i cuccioli di mammiferi appena nati perché potrebbero spaventarsi o la mamma potrebbe abbandonarli). Nelle praterie le orchidee, con la loro vita particolare, e le farfalle la fanno da padrone.

Proviamo a disegnarle o dar loro una forma con qualche schema geometrico?

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Nella guida ci sono animali che potremmo incontrare o meno (es. il riccio è notturno quindi ci viene spiegato di cosa si nutre). Mentre scopriamo il formicaio, l'orso ci fa da guida e scopriamo qualche curiosità in più su questo grande plantigrado (animale che si appoggia su tutta la pianta del piede, proprio come noi). E scopriamo moltissimo sui picchi, a partire dal picchio verde, ghiotto di formiche.

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Al limite dei boschi, in alcuni momenti della giornata o dell'anno in particolare, si possono incontrare i maestosi cervi, grandi ungulati (animali che si appoggiano sulle unghie o zoccoli, proprio come i cavalli o le vacche). Il racconto è ricco di spunti dei naturalisti che operano sul campo e che spero non vi lascerete sfuggire.

Mentre Elisabetta osserva o ritrova l'orso con il collare, scopriamo gli animali che banchettano su una carcassa di cervo... ne vedrete delle belle.

Proseguendo, andremo a visitare le acque, approfondiremo resti di ossa o tracce o escrementi (a chi appartiene cosa) e i segreti delle foreste che, prima di salire alle alte quote hanno come protagonista assoluto il faggio. Una specie bellissima, che crea boschi con luci spettacolari e che nasconde molti segreti.

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Le due naturaliste ci portano sempre più addentro al mondo vegetale (vivo o morto) degli alberi e a individuare tutti gli abitanti (che siano "invertebrati" o "vertebrati") che vi trovano alloggio. Le tavole di Elisabetta M sono spettacolari (un misto tra foto e suoi disegni che ci fanno essere proprio lì con lei) mentre il racconto della sua omonima è accattivante e non si indugia ma viene subito voglia di scoprire la pagina successiva.

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E così, dopo un "affondo" sul mondo degli uccelli si arriva alle alte quote (sopra i 2.000 metri) dove la regina è la marmotta un roditore facile da osservare, gregario (che vive in gruppo), che sparisce solo quando sente il pericolo di un possibile predatore (a distanza e immobili ve le potrete godere).

Ancora più su è il regno di camosci (abili arrampicatori delle montagne), corvidi (gracchi alpini e corallini) e dei rapaci.

Il libro finisce con pagine innevate e il letargo.

Il racconto è sicuramente molto avvincente: l'orso che ci accompagna lungo il libro è un filo conduttore che ci insegna l'importanza di questo grande mammifero nell'equilibrio dell'ecosistema montano. Le curiosità, le illustrazioni ci portano a compiere insieme alle due naturaliste un viaggio che dal vivo sarà sicuramente un po' più faticoso ma - ogni volta che andrete - ricordatevi di mettere nel vostro zaino anche questa bellissima guida.

L'ultimo risguardo è dedicato a uno sguardo più ampio, a specie che le due Elisabette hanno incontrato o incontrano più negli ambienti del centro Italia ma che non per questo non sono meno affascinanti. Chissà che non sia un preludio a qualcosa d'altro che "bolle in pentola"?

Qui potrete trovare nel blog dei Topipittori le informazioni su come è nato il libro e qui la presentazione e le immagini che ho ripreso senza per una volta fotografare il libro da casa (è mattina presto e le foto non renderebbero).

sabato 22 marzo 2025

Il libro al centro: le cartoline di Giovanna Zoboli/Giulia Sagramola, Topipittori, e le carte di Irene Greco/Arianna Papini, Il Leone Verde Piccoli

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Era il 2012 (13 anni orsono) quando i Topipittori fecero un bellissimo regalo di Natale ai lettori del loro blog, un regalo che poi diventò in seguito, grazie all'entusiasmo di tutti noi, una serie di 20 cartoline

"20 buone ragioni per regalare un libro a un bambino" di Giovanna Zoboli, illustrazioni di Giulia Sagramola

che potete trovare per esempio allo Spazio Bk (ora Volume BK qui).

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Queste cartoline sono appese da tanto tempo nel mio studio e mi ricordano, specie in questi tempi bui, perché un libro e la cultura possano aiutarci a ricordare la bellezza e la magia delle parole e delle illustrazioni.

Ecco una serie di link (qui, qui e qui) dell'archivio (mitico) dei Topipittori, con cui da decenni fanno educazione culturale in senso transdiciplinare con al centro la Letteratura per l'Infanzia.

Tanti motivi li ho ritrovati ancora una volta in questi ultimi anni in cui sono diventata zia e, in particolare, "la zia che regala i libri " (belli). In questo modo, dopo aver cresciuto i miei due figli a pane e albi illustrati (il secondo anche a pane e poesia), posso finalmente sbizzarrirmi ancora - grazie a una meravigliosa cognata che me lo concede - a far crescere una piccola biblioteca per me di libri preziosi per la sua crescita.

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Nel 2024 alla Fiera del Libro di Bologna (Bologna Children's Book Fair 2024) mi sono regalata un'altra serie di carte.

L'idea è di Irene Greco che ha realizzato "A cosa serve un libro?" con le illustrazioni di Arianna Papini per il Leone Verde Piccoli (qui).

Questo cofanetto è costituito da "26 carte illustrate per giocare con i libri e la lettura!" come si legge sul piccolo dizionario/libretto scritto da Irene Greco per chi non sappia cosa fare con le carte. 

 (e qui non posso non ripensare con nostalgia al mitico bugiardino dei libri creato da Orecchio Acerbo editore, impagabile e originalissima idea: ne trovate un assaggio qui)

A ogni lettera collegata a una carta è associata davanti una parola principale e, dietro, una serie di altre parole che l'autrice ha scelto tra le tante.

Nel libretto ci sono indicazioni per un adulto che voglia portare delle domande ai bambini e alle bambine, spunti per l'impiego di queste carte. Naturalmente una volta che uno prova a impiegarlo saranno i bambini e le bambine a guidare il gioco... come sempre sono loro che sanno sempre sorprenderci.

Per esempio per B Irene scrive: "Hai mai baciato qualcuno, o sei mai stato baciato, durante una lettura? Da chi? Come è stato?"

(mi immagino anche le neomamme, che imparano a volte, se fortunate nei consultori a scoprire gli albi illustrati o in altri luoghi, partecipando con i loro bambini e le loro bambine quanti baci avranno dato ai loro cuccioli... io tantissimi mentre leggevo loro). 

Questo a mio avviso sarebbe un regalo perfetto 
per loro o per una mamma in dolce attesa...

A mio avviso è un regalo meraviglioso da fare a qualcuno, di qualsiasi età (e perché no da usare anche con le persone che hanno problemi di memoria o per tener compagnia comunque) e una bellissima indicazione per le/gli insegnanti che siano alle prese con l'alfabeto 

per collegarlo non solo alle classiche parole ma ai verbi (le azioni sono a mio avviso preziose) e quindi, trasversalmente e potenzialmente ha una serie di sviluppi anche legati non solo al gioco in sé e per sé ma anche alla grammatica, allo studio dei verbi...

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Insomma, un dono che è ingigantito dalle immagini a mio avviso splendide (ma sono di parte perché io sono una fan sfegatata di Arianna Papini) che arricchiscono il valore della parola, oltre a far sognare, riflettere, discutere, emozionarsi con tutto quello che di evocativo può tirar fuori una delle sue illustrazioni.

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PS Alcune parole  del retro delle carte sono scritte in grassetto perché sono approfondite nel libretto/fascicolo. Usando il QR code presente è possibile ampliare ulteriormente le scoperte con bibliografie, video e altri.

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In questo senso, anche se non le avete in mano, vi rimando a questo video di Irene Greco qui in cui questa giovane meravigliosa ex libraia e ora formatrice e conduttrice di laboratori, nonché autrice di libri, presenta direttamente il suo lavoro. Le due immagini sono due screenshot ripresi dal video.

domenica 7 luglio 2024

Fratellanza e ziitudine



Anche se ha piovuto per quasi tutto il tempo, è stato bellissimo stare insieme a te, caro "fratellone". Ti sto vedendo diventare un papà sempre più premuroso e orgoglioso di esserlo. Attento senza essere pressante con tuo figlio, che lasci libero di esplorare il mondo, che osservi con una presenza costante e non invadente. Quello che serve a un bambino, specialmente oggi, per crescere sano e completo.

Ci hai deliziati con la tua cucina che sa di amore e cura, hai interessato anche Marco con i tuoi manicaretti. Non ci fai mai mancare nulla. E' bellissimo tornare a passare del tempo insieme, di qualità, e avvicinarci di nuovo, anche senza parlare, so-stare insieme. Riaffiorano anche tutti gli anni passati a giocare qui a Miasino, complici di giochi semplici e inventati.

Leonida cresce felice e sereno, con quella risata squillante e pura, di chi è "senza filtri" come dice Marco. Un bambino curioso, vivace e chiacchierone: mi piace ascoltare i suoi ragionamenti in cui "ieri" è tutto quello che è avvenuto prima di ora, che sia veramente un giorno fa o un mese fa. Ci siamo divertiti a sdraiarci nel fieno che "ho lubato" come ha detto  L, (in realtà lasciato nel prato da chi aveva fatto le balle di fieno). Abbiamo saltato dentro a piedi nudi finché non ha iniziato a piovigginare.

Allora Leonida hai trovato tante altre cose da fare. Ti piace leggere: la tua mamma ti sta abituando bene e già scegli con determinazione i libri da portare dietro. Questa volta avevi con te "A letto piccolo mostro" (qui), Caccapupù(qui) di Babalibri.

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Proprio quando hai smesso di giocare, ieri ti ho proposto di metterci sul divano e guardare un po' degli albi e dei libri che mi ero portata da guardare e recensire.
Ti ho letto per la prima volta "Gaetano e Zolletta" (che ti aspetta a Milano nella versione autografata a Bologna da Sualzo e Silvia Vecchini di Gallucci Balloon): questa storia tenerissima di papà Gaetano e suo figlio Zolletta, ancora più bella perché i protagonisti sono due asini dagli occhi vivaci e dolci al tempo stesso: hai riso insieme a me, hai fatto tutti i versi, aspettavi con occhi curiosi che voltassi pagina per sapere cosa sarebbe successo. 

Il tuo primo fumetto, e che fumetto! Confermo che l'età può essere segnalata già dai 3 anni in sù, se uno ha l'abitudine alla lettura come te.



Poi abbiamo anche letto "Io e Pepper": seguire la storia della crosticina raccontata sempre con grande abilità e magia da Beatrice Alemagna (edizioni Topipittori, qui) ti ha affascinato, tanto che prima di partire mi hai chiesto "Mi leggi quetto tia?", portandomi stamattina alle 7.30  il libro. Questa storia universale, che parla dei graffi e delle croste che si fanno i bambini e le bambine che giocano in libertà, come fai tu, senza timore da parte dei genitori, ti è rimasta addosso, ti ha colpito. Alla fine ieri ti ho proposto di chiamare uno dei tuoi graffi con un nome e forse è stato quello a colpirti? Non so, ma rimane una storia bellissima, perché dà importanza alle piccole cose, che poi tanto piccole non sono per i bambini, Anzi. Una crosta è una storia: la storia di una caduta, del sangue che fa paura, della cura, dell'attesa, l'attesa di un tempo ancora sospeso, che qualcosa cambi e si trasformi, una storia che parla del tempo che passa - passa secondo il senso dei bambini - di qualcosa che da brutto può diventare addirittura una compagnia, una compagna di avventura, che viene sempre con te.
So quindi cosa sarà il prossimo libro da regalarti (per ora questo era per me).

Ora che chiacchieri molto mi piace provare a capire i tuoi ragionamenti e il modo in cui parli, come tutti i bambini, coniugando i verbi senza le eccezioni che ci sono in italiano per cui "facendo" diventa "cosa stai fando?", "brocchili",  "la Gala ha ttato giù la ciotola",  (buttato), 

Stamattina quando pioveva  hai notato che: "c'è uno lago nel baccone" nel (baccone) e hai esclamato con la tua vocina squillante e gli occhi corrucciati: "mamma mia, la pioggia ha fatto uno lago"... dal lago di pioggia al bere è stato un breve passaggio a un altro ricordo: "Prima io pima aveva sete, io pima dommiva, poi sono azzato, papà dommiva, io sono azzato, poi io ho fatto tac -e hai fatto il gesto di bere - e poi sono andato nanna"

Grata di questi due giorni a scoprirvi e a stare insieme. 

lunedì 20 novembre 2023

Celebrare la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia con un albo di Beatrice Alemagna, Topipittori

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Lo scorso sabato - con due giorni di anticipo - abbiamo festeggiato la "Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" (Convention on the Rights of the Child - CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176. Lo abbiamo fatto grazie ad Acli Pavia presso la sede La Torretta leggendo l'albo "Che cos'è un bambino?" di Beatrice Alemagna di Topipittori (qui) e realizzando un laboratorio a tema. Se per chi si occupa di albi illustrati questo è ormai un classico e oserei dire un must (I have), i nuovi genitori non sempre conoscono questo libro (tradotto in moltissime lingue) e quindi è sempre bene proporlo e riproporlo. Come in questa occasione... 

Un albo che apre grandi domande, che pesa ogni parola, cercando di definire chi è una persona piccola rispetto a una persona grande. E non solo, un albo che vuole dare voce e spazio a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo, con quelle - che a volte per i grandi  - possono sembrare "imperfezioni" ("capricci" o "difetti") ma che in realtà sono un modo che hanno i più piccoli per esprimere se stessi, per chiedere di essere ascoltati e amati. Tantissimi ritratti e istantanee di scene che un genitore ha vissuto almeno una volta (come vedere un bambino che si mette le dita nel naso o una bambina - triste o stanca? - di fronte a un piatto di verdure...).

Insomma, sembra di essere a una mostra di quadri, quadri di bambini da osservare: ognuno che, con il testo accanto, ci fa riflettere, sorridere, ci aiuta a fare e farsi domande.

Un albo perfettamente in tema: abbiamo esplorato soffermandoci sulle pagine chi tra i presenti amasse fare o non fare qualcosa. Abbiamo anche cercato di scoprire cosa sia un diritto di un bambino, e indagare qualcuno di quelli più noti (diritto al gioco, alla casa, ad essere curati e amati dai propri genitori, ad avere una casa, a stare bene, a potersi esprimere...)

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Passando al laboratorio, ho chiesto di farsi un "autoritratto" per come si sentivano non solo fuori ma anche dentro, cercando di esplorare i materiali a disposizione sfruttandoli con tutta la fantasia possibile e, in seguito, di immaginare uno dei diritti a cui si sentivano più legati. Naturalmente, essendo la maggior parte ancora piccoli (5 anni, tranne uno di 7 e una di 9 anni), ognuno ha interpretato le riflessioni a modo suo. Un diritto da inserire all'interno della pagina e da custodire come un dono prezioso.


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Se avete voglia di guardare ecco il video con tutti i lavori e alcuni momenti creativi del laboratorio:

Si ringraziano tutte le bambine e i bambini e i genitori che hanno partecipato con grande entusiasmo. Ringrazio anche Alice e Riccardo per l'accoglienza e per tutto.

Laboratorio realizzato nell'ambito del progetto Centri per la Famiglia, promosso da Consorzio Sociale Pavese e Bambinfestival Pavia (tutto l'anno). Acli Pavia - Sezione Provinciale

giovedì 9 dicembre 2021

La prima neve di Elham Asadi e Sylvie Bello, Topipittori




La copertina del libro come appare sul Sito dei Topipittori (qui)


La prima neve di Elham Asadi e Sylvie Bello, edito dai Topipittori, è un albo grande che contiene un grande tesoro. Una fiaba che sa incantare. L'ho scoperta alla Libreria dei Ragazzi di Milano (qui).

Oggi l'ho portato ai bambini perché volevo che ricevessero una bella suggestione su "una prima volta", dopo la straordinaria (stra-ordinaria, fuori dall'ordinario, come questo albo) nevicata di ieri. 

Così ci siamo ritrovati in cerchio a osservare e leggere una bellissima leggenda persiana che racconta una storia sul perché nevica e grandina. Non so se si tratti di una fiaba antica o di una leggenda, fatto sta che mentre leggevo ci siamo immersi nella storia, e si è creato lo stesso silenzio che accade quando fiocca. Un silenzio magico.

Una delle pagine interne dell'albo riprese dal sito della casa editrice qui

La protagonista femminile, Neneh Sarma, è una ragazza dai capelli lunghissimi, tanto da arrivare fino a terra, con una collana di perle verdi. Il protagonista maschile Nurooz è una presenza irraggiungibile, qualcosa di etereo, che passa attraverso le cose, ma le penetra e le trasforma.

Un amore che si rincorre nello scorrere delle stagioni.

Un lungo inverno, che porta a neve, quando la bella protagonista si prepara all'arrivo dell'amato, pulendo la casa e "creando" una tale polvere fredda da far nevicare e grandine, quando perde una collana di perle che rotolano lungo le scale...

Un albo che parla di un'attesa infinita. Di un incontro impossibile che avviene quando i tempi non coincidono. Ma di un incontro trasformativo. Non so perché mi ha ricordato in parte la Bella Addormentata, solo che questa protagonista è ancora più interessante perché è la rappresentazione dell'inverno, del freddo, del torpore e dell'attesa che serve per la rinascita. Lui è invece il simbolo della primavera, di solito nella visione occidentale greca rappresentata da una presenza femminile.

Dunque è interessante questo scambio. Un'attesa che è generativa, perché dura nove mesi come l'attesa di una madre per un figlio che nasce, come la Terra che attende che le condizioni siano tali per ritornare piena di fiori e colori.

Un albo davvero incredibile, che cattura sia per la storia sia per i dettagli delle illustrazioni che lasciano immaginare. Un'immaginazione di cui c'è sempre più bisogno in questi tempi frettolosi, dove non si sa cosa sia attendere, desiderare, agognare.

Queste le mie impressioni... ovvio che poi mi sono documentata (potete leggere  come è nata la storia dal racconto dell'autrice qui, sul sito dei Topipittori), ma penso che le recensioni più belle siano quelle spontanee).


PS Con "La prima neve" Sylvie Bello ha vinto la Golden Apple alla Biennale di Bratislava 2021.
Alla BIB 2021 hanno partecipato 380 illustratori da 42 Paesi, 2700 illustrazioni e 500 libri. Sono stati assegnati un Grand Prix a Elena Odriozola, 5 Golden Apples, 5 Plaques e 3 Honorable Mentions a editori. Uno dei tre editori a cui è stata assegnata la Menzione Onorevole della BIB 2021 è Topipittori.
Qui il link per vedere tutti i vincitori: https://www.bibiana.sk/.../biennia.../bib2021/program/result

Dopo aver guardato le illustrazioni, che ci hanno ammaliati come la storia, abbiamo parlato - con chi voleva - del primo ricordo della neve (ma questo rimane tra noi!). Vi lascio con questi disegni di Aleph, Natan Luca, e Iuri... grata.



 

lunedì 20 settembre 2021

Sguardi al confine: mostra alla Libreria dei Ragazzi di Milano



Vorrei essere lì a osservare il sindaco Giuseppe Sala e l'assessore all'edilizia scolastica, nonché il Maestro, Paolo Limonta, e vedere il loro sguardo quando potranno visitare domani alle 16.30 in anteprima la mostra "Sguardi al confine", presso la La Libreria dei Ragazzi, in via Tadino 53. Chissà quali libri o albi sceglieranno di sfogliare, chissà quali frasi rimarranno loro impresse... Lo scopriranno i bambini e le bambine che avranno il piacere di essere con loro,  e potranno parlare e confrontarsi sia sui temi della mostra sia sui desideri per una Milano che sia a loro misura. 



Questa è una mostra davvero speciale, un percorso tra veri e proprie opere d'arte, scelte con amore e cura dai librai, capitanati dalla meravigliosa Alessandra Starace, che ha riportato in libreria lo spirito dei suoi fondatori Roberto Denti e Gianna Vitali che, lo so, sorrideranno ovunque siano.

Impossibile scegliere il preferito tra i 130 capolavori in mostra, ma possibile aggiungere i "desiderata", gli albi o i libri del cuore, quelli che uno vorrebbe aggiungere per affinità al tema. Insomma, per creare una "sezione fuori mostra".


Le sezioni della mostra

Ma quali sono questi "confini"? 
Alessandra ci racconta che "La mostra è divisa in sei sezioni, tra loro comunicanti, perché tutti i libri permettono di esplorare i confini - non di superarli - ma libri che pongono alcune domande e fanno interrogare." Lasciano insomma spazio al pensiero e alla riflessione, senza spiegare nulla. 


"Per questo la mostra è interattiva" continua Alessandra mostrandomi le diverse sezioni: "Dall'altra parte del muro" racconta cosa c'è dall'altra parte del muro "non solo un muro fisico ma anche una soglia di un mondo fantastico, un mondo che magari uno non aveva contemplato". 

Qui si trovano libri che parlano di muri e mondi, come "L'ospite inatteso" di Antje Damm, Terre di Mezzo edizioni (qui la scheda), dove un bambino arriva in casa di una signora che ha paura di tutto, scompaginandole la vita, facendola diventare colorata. A questo primo step si trova una bellissima attività, divertente e coinvolgente (ma non ve la svelo...). L'idea è comunque di riempire la mostra di messaggi e segnali che saranno a loro volta coinvolgenti per chi arriverà dopo (il consiglio è dunque di visitarla, a mio parere, più volte, se vi incanterà come è successo alla sottoscritta).

Nella seconda sezione troviamo libri che parlano di "incontri" a diverso titolo:  di storie in cui diverse persone si incontrano. Aperto troviamo "Tre in tutto" di Davide Calì, illustrazioni di Isabella Labate  (Orecchio Acerbo, qui la scheda)  che racconta dei bambini del Sud che venivano ospitati durante la guerra, da famiglie del Nord e si ritrovavano con due mamme. E non solo (una storia meravigliosa, ma vorrei che a raccontarvela fossero i librai).  

Una sezione di libri che narrano di incontri possibili, che ti cambiano la visione del mondo. Tra i miei prediletti "Una ricetta miracolosa" d Gaetan Doremus, Terre di Mezzo (scheda qui, io ho fatto una serie di meravigliosi laboratori alla primaria, che trovate ad esempio qui).  Julian è una sirena è un must, ne ho parlato qui.


Dopo esservi letteralmente persi tra i libri (chissà quanto tempo ci vorrebbe, a meno di conoscerne un po', io ho parlato per esempio di alcuni qui, qui e qui), Alessandra mi racconta la splendida attività proposta per "tessere intrecci" proprio come "il ragno tesse la ragnatela anche per far viaggiare la prole e farla andare da un'altra parte, dunque per esplorare...".



La terza sezione è dedicata ai "Muri interiori" perché - spiega Alessandra - "I limiti più forti sono dentro di noi, le nostre paure e le nostre fragilità", per questo appaiono velati. Ascoltare Alessandra è come aprire una sorta di matriosche e staresti ad ascoltarla per ore (non a caso sono tornata a casa con un bottino meraviglioso, selezionato perché li avrei naturalmente presi tutti, tutti quelli che ancora non ho letto).  
Tra gli irrinunciabili "che ti permettono di esplorarti ed esplorare l'altro" c'è anche il capolavoro di Shaun Tan "L'albero rosso", Tunué, da brividi (qui scheda).

Anche l'attività collegata è molto introspettiva e vi invito a farla con curiosità, come se fosse per voi la prima volta. 

"I muri della cultura" sono i confini culturali, religiosi, che ti consentono di conoscere anche da lontano altre realtà e altri mondi. Abbinati ai libri strumenti musicali provenienti da varie parti del mondo, da sperimentare e per poi provare a suonare con il proprio corpo...

"La ricetta della felicità" parla di questa ragazzina italiana di origini egiziane che vuole fare una gara di cucina e trova i pregiudizi sia di compagni sia di adulti. 

La mostra è pensata non solo per una visita in loco, ma anche per andare in giro nelle scuole, quindi è composta da libri trasversali e varie tipologie, che vanno da albi senza età, a romanzi, a fumetti o poesie. Ogni classe che la vorrà avrà i suoi libri di riferimento. Preparatevi a una "degustazione olfattiva".

Troviamo anche una bellissima porta che arriva dal Kazakistan, procurata da Fausto Boccati, che attraversata porta fortuna e quindi è benaugurale. Non ve la mostro per non svelare troppo


"Muro di generazioni" ospita una serie di libri che mette a confronto nuove generazioni. Uno fra tutti "Titu", di Claudine Galea con le illustrazioni di Goele Dewanckel, appena edito da Orecchio Acerbo (qui la scheda),  che parla di incomunicabilità tra adulti e bambini e come i primi possano interferire sulla creatività dei più piccoli. Un albo da brivido. Titu quando non ci sono gli adulti che lo opprimono fiorisce. Un albo che è un alternanza di colori e bianco e nero...


"Il muro della lingua" non è dedicato solo a chi ha una lingua diversa o difficoltà di lettura ma parla anche di chi non riesce a esprimere quello che ha dentro ed è dedicato a chi si sente a disagio. Telefono senza fili edito da Gallucci l'ho scoperto la prima volta qui


Tra i capolavori "Telefonata con il pesce" di Silvia Vecchini e Sualzo (Topipittori, qui),  "Le parole possono tutto" sempre degli stessi autori (Il Castoro),  e "Generazione Rap", di Amir Issaa un rapper che va in giro nelle scuole e nelle prigioni ad aiutare i ragazzi ad esprimere il loro disagio.  Anche qui una bellissima idea mutuata dall'esperienza di Silvia Vecchini (chi la segue, ritroverà il suo stile).

Infine, un muro dedicato a chi ha visitato la mostra e vuole lasciare una sua traccia, che siano disegni, pensieri, parole... I bambini saranno invitati a esplorare i loro muri, quelle barriere degli adulti che non amano, per instaurare un vero e proprio dialogo insieme.

Ho ritrovato con grande piacere nomi che adoro come Ulf Stark (edito da Iperborea), di cui la sottoscritta e Andrea sono innamorati di "Sai fischiare Johanna" e "Tuono", Marie Aude Murail con una serie di titoli imperdibili (Cécile è stata la mia prima recensione per la rivista Bambini, diretta da Monica Guerra).



La cura si vede nella "catalogazione" dei libri, scelti non solo per la storia ma anche per la qualità artistica: a questi manca il 130simo che è in stampa e arriverà giovedì... a voi scoprire qual è.



Il Vernissage o inaugurazione vera e propria sarà questo sabato 25 settembre, alle ore 16.30. Protagonista e ospite d'onore l'autore Francesco D'Adamo, fra i più noti e amati scrittori italiani per ragazzi, autore di numerose storie che provano a spiegare il mondo e a portare il lettore oltre il confine che ci separa dall’altro, come  La traversata (Il Castoro). A Francesco D’Adamo il compito di togliere la prima pietra dal muro all’ingresso della mostra, per smantellare simbolicamente i confini che ci separano. Seguirà la visita guidata ad opera dei librai, con laboratorio creativo per i bambini.
Ci sarà una bellissima sopresa...

L'ingresso gratuito, ma la prenotazione è d'obbligo: info@lalibreriadeiragazzi.it / tel. 02 29533555

Per chi
La mostra si rivolge ai bambini e alle bambine a partire dai 6 anni, agli adulti che desidereranno accompagnarli in questo percorso, ma anche agli adulti che vorranno intraprenderlo autonomamente.
L'iniziativa nasce con il desiderio che la mostra possa viaggiare nelle scuole: questo percorso esperienziale è infatti pensato anche per essere una mostra itinerante che le scuole potranno ospitare nei loro spazi.
Per il pubblico di bambini, ragazzi e adulti, la mostra sarà invece visitabile alla Libreria dei Ragazzi di Milano fino al 4 dicembre.


Io personalmente trovo che bambini e bambine con buona abitudine alle domande potrebbero visitarla anche dai quattro anni, se curiosi, magari sarebbe una bella occasione per andare in libreria con i nonni o altri adulti di riferimento. Questo consiglio, naturalmente, è personale. Inoltre, trovate una selezione dei libri in mostra. Preparatevi un trolley...

Info utili
La mostra sarà visitabile: dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 13.15 e dalle 15.00 alle 19.00
e il sabato dalle 10.30 alle 13.15
Ingresso: 3€ a persona (bambino+accompagnatore biglietto unico)
Prenotazione obbligatoria.
Visite guidate: mercoledì pomeriggio e sabato mattina.
Dal 15 gennaio al 30 aprile la mostra sarà visitabile per il pubblico alla Libreria dei Ragazzi di Brescia.

Scuole: è possibile prenotare una visita per la classe o ricevere informazioni per ospitare la mostra a scuola.

Per info e prenotazioni:
info@lalibreriadeiragazzi.it / tel. 02 29533555