A Miasino da qualche mese ha aperto MadBerliat (in via Sappa Marietti 6, quasi all'angolo della chiesetta in centro al paese), un nuovo atelier che ha un'atmosfera magica, dal sapore antico, ed è perfetto per chi ha voglia di lentezza, pace, arte e Natura.
Un luogo dove ieri si è svolto il corso introduttivo alla cianotipia e all'antotipia, tenuto dall'artista/fotografa Laura Spinelli (sito qui) con il supporto dell'artista Maddalena Berliat (instagram qui).
Prima di passare alla pratica sul campo (nel vero senso della parola) siamo state introdotte all'affascinante mondo della cianotipia e dell'antotipia.
La cianotipia è un’antica tecnica di stampa fotografica - inventata nel 1842 dallo scienziato inglese John Herschel - che utilizza una soluzione fotosensibile e la luce del sole per creare immagini nelle caratteristiche tonalità blu. Il nome deriva dal greco kýanos, «blu», e týpos, «impronta, immagine». Lo scienziato inventò questo procedimento fotografico basato sulla sensibilità alla luce dei sali di ferro (ferricianuro di potassio e citrato ferrico ammoniacale) che permette di produrre stampe dal caratteristico e profondo colore blu. Il cosiddetto Blu di Prussia. Laura ci ha anche spiegato che fu proprio una donna, la botanica Anna Atkins ad impiegare la cianotipia per creare il primo libro illustrato.
L’antotipia, invece, è una tecnica di stampa fotografica naturale che sfrutta i pigmenti contenuti nei fiori e nelle piante, sensibilizzati dalla luce solare. Il termine viene dal greco ánthos, «fiore», e týpos, «impronta»: letteralmente, quindi, «impronta ottenuta con i fiori». In particolare abbiamo parlato dell'uso della curcuma. Questa seconda pratica, dove si crea un'immagine effimera (difficile da fissare e quindi che diventa evanescente nel tempo) è molto più sostenibile.
Laura e Maddalena si sono ritrovate proprio perché impiegano queste tecniche che consentono una sperimentazione continua, il contatto con elementi naturali e il ritorno a procedimenti che se si vuole lasciano una parte di incertezza, lasciata anche al caso.
In un mondo dove tutto è così definito è interessante riscoprire la manualità, la sperimentazione, l'incertezza del risultato.
Non sto a spiegare nei dettagli anche perché è previsto un incontro il 22 agosto ed è bello poter ascoltare due persone appassionate che ne parlano e fanno scoprire queste tecniche sia con curiosità nei procedimenti sia sulla storia di queste tecniche così antiche.
| Il fotografo Giacomo Bonacina (che conosco sin dalla prima edizione di Letture Amene) e l'artista Maddalena Berliat. |


Nessun commento:
Posta un commento
Se ti è piaciuto questo articolo e pensi sia utile condividilo con i tuoi amici.
Grazie!