sabato 20 gennaio 2018

"Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, Carthusia


Ci sono albi che vanno letti e riletti. Assaporati. Gustati. Lasciati decantare come succede con il buon vino. "Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, edito da Carthusia (qui) è uno di questi. I due autori, con parole e immagini "potenti", ci invitano a riflettere su cosa sia fare un buon viaggio. Il viaggio come percorso da intraprendere da soli, il viaggio come metafora della vita. Perché se uno può fare molti viaggi nella vita, la vita stessa è un lungo cammino che percorriamo, avendo la fortuna di incontrare luoghi, persone, cose che ci possono invitare a restare o proseguire. A volte la strada è già decisa, a volte la si scopre man mano. Per ognuno di noi è diverso.
Ed ecco che i due autori ci accompagnano, non importa se siamo piccoli o grandi, a riflettere sul tema, cercando di ripescare nella memoria alcuni frammenti importanti della nostra vita o cogliere quello che forse abbiamo dato per scontato. Ma scontato non è.


E dunque, nella vita ben spesa, come nei viaggi che regalano emozioni, ci sono imprevisti così sorprendenti da lasciare senza fiato e rimanere nel cuore per sempre: come accade rimirando la bellissima illustrazione di De Conno, che fa "sostare" lo sguardo di fronte a un paesaggio mozzafiato al tramonto.


Durante un buon viaggio  - sia questo fisico o mentale - può capitare di essere così stanchi la sera da "cadere addormentati" o, al contrario, di avere "l'adrenalina addosso" nonostante la fatica. E cercare di fissare quanto successo nella mente, per non perdere neanche un passaggio. Ci sono giornate così "perfette", che non si vorrebbe finissero mai e di cui rimane traccia nella memoria. Ci fanno stare in pace con il mondo come succede quando contempliamo la luna piena quando è ancora bassa all'orizzonte e ci appare magnifica e luminosa.

E ancora... A chi non è capitato di sbagliare strada e arrivare proprio là dove non osava? Ci sono tante cose che ci frenano, ma per fortuna lasciandosi andare si scopre che il luogo di arrivo è proprio quello che si desiderava raggiungere nel profondo.

A volte il cammino è pieno di ostacoli, ma questi sono uno sprone a proseguire: le cose conquistate con fatica e sudore regalano soddisfazione e piacere. Una riflessione importante per le giovani generazioni, che si ritrovano fragili di fronte alle difficoltà (anche per colpa nostra).


Ognuno sceglie quando fermarsi e quando sta bene in un luogo. Quando si sta bene con se stessi e non occorre proseguire. Ma non è detto che arrivati alla fine non ci si possa sorprendere sempre. Che bell'augurio, quello di cogliere la bellezza nella quotidianità.

Un albo prezioso, che amplia gli orizzonti e sprona a guardarsi dentro. Illustrazioni che sembrano quadri che ci portano a viaggiare, immersi in paesaggi reali o immaginari, ma sempre ricchi di poesia. Un ultimo regalo di Gianni De Conno, che ci ha lasciati troppo presto e rimarrà nei nostri cuori anche grazie a questo libro. Un altro regalo di Beatrice Masini che con le sue parole semina bellezza.


Il volume si conclude, come spesso accade con Carthusia, con un invito ai bambini a fare: in questo caso costruire un diario di bordo, ripercorrendo i viaggi già compiuti o preparandosi per nuovi con una valigia piena di buoni propositi.

Dopo una lunga pausa del blog, questo libro mi sembrava il migliore augurio per ricominciare a scrivere, augurando a me stessa e a ognuno di voi di cogliere ogni giorno l'incanto che racchiude.

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