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domenica 7 maggio 2023

Il giardino dei sogni", di Maike Neuendorff, Carthusia


Immaginate che il vostro letto sia avvolto da una foresta, o meglio che ospiti tantissime piante, un laghetto e delle serre. Inizia così il bellissimo silent book, l'albo senza parole intitolato "Il giardino dei sogni" opera prima di Maike Neuendorff edito da Carthusia (qui la scheda).


Nella pagina successiva vediamo due bambini alla finestra a osservare un gatto nero in strada. Li seguiremo fino a dove li porterà il gatto, in un giardino segreto, dove tutto è gigantesco, le coccinelle sono grandi quanto una mano. Viaggeremo con loro immersi in una natura semplice ma bellissima, dove loro e il gatto sono protagonisti. Anche chi legge è completamente sprofondato nelle pagine e si perde nei dettagli che ogni doppia ci riserva.

Questa è una delle meraviglie dei libri senza parole, ognuno immagina una sua storia, anche se la trama è definita. Inoltre, si passa dalla realtà alla fantasia, in questo caso non so se già nella prima pagina, quando il letto è pieno di piante o quando i bambini attraversano la porta del giardino attorniato da grandi mura che ospita un grandissimo albero,

Vi auguro di perdervi e immergervi scoprendo ogni fiore o animale, di sognare e ricordare.


Noi oggi lo abbiamo fatto in libreria, alla Feltrinelli di corso Buenos Aires di Milano, dove bambini da 2 a 6 anni si sono incantati ad ascoltare la storia e a raccontarla insieme alla sottoscritta e poi hanno creato il loro posto immaginario.
Grata come sempre per la bellezza e per l'attenzione di bambini e genitori.


sabato 31 luglio 2021

L'anno che non ho compiuto gli anni, di Beatrice Masini e Angelo Ruta, Carthusia




Da piccola ho sempre avuto paura dei temporali, specie in campagna, quando la luce andava via improvvisamente e, dall'unica finestra senza antoni, si vedevano i lampi squarciare il cielo. Ora che sono grande, osservo mio figlio avere la mia stessa paura e chiedere quando smetterà. La paura accompagna la nostra vita come un compagno silenzioso e in natura è utile per salvarsi da un pericolo imminente.

Certo, non è facile affrontarla, specie se è qualcosa di nascosto, che arriva improvvisamente e ti pervade, quasi paralizzandoti. Non ho mai creduto nei libri medicina, che aiutano a risolvere un problema, ma leggendo l'albo "L'anno che non ho compiuto gli anni", di Beatrice Masini e Angelo Ruta, edito da Carthusia (qui), non ho avvertito questa sensazione, anzi. L'ho letto prima da sola, poi con Andrea e lo abbiamo amato molto. Proverò a spiegarvi perché.

"L'anno in cui non ho compiuto gli anni è stato quell'anno che sono rimasta molto tempo in casa, perché fuori c'era Qualcosa e noi non ci fidavamo ed era meglio stare dentro." Inizia così la storia di una bambina, che siede sul davanzale interno di una finestra a guardare fuori, mentre la sua stanza è piena di cose meravigliose (tra cui un Piripù appeso, subito scovato da noi appassionati... per saperne di più vi invito a leggere qui). Questa bambina sospesa è una persona in attesa di qualcosa, in cui molti di noi possono ritrovarsi - non solo i bambini. Il terrore ha invaso improvvisamente le nostre vite e ci è sembrato che tutto si fermasse. Forse tante cose si sono fermate, si sono trasformate, sono cambiate, anche se la vita scorreva egualmente. E, forse, noi adulti non siamo stati in grado di proteggere o supportare abbastanza i nostri figli (parlo per me che sono madre, ma penso anche a un educatore o a chi ha a che fare con i bambini o i ragazzi) o pensare che fossero in grado di farcela da soli. 

L'immagine che viene in mente quando si ha paura è spesso quella del ladro. Anche io ho fatto molti sogni con i ladri o personaggi che mi rapivano. Forse il ladro è l'immagine di qualcuno o qualcosa che ti ruba qualcosa di prezioso...

La protagonista inizia ad avere paura di questo ladro che si insinua pian piano nella sua vita ma ha paura di parlarne con la mamma. Un ladro che "Veniva la sera, piatto e sottile come un foglio."

Quando sei solo ad affrontare una paura questa si ingigantisce sempre più, prende spazio nella tua vita, specie se hai poco da fare e diventa un chiodo fisso.

Per fortuna, la bambina protagonista è una lettrice, piena di fantasia, e affronta il suo ladro con coraggio.

Non posso naturalmente raccontare tutta la storia ma posso dirvi che ho amato le illustrazioni per i rimandi ad altri albi o a personaggi preziosi, per le parole, per questa "nenia" che si ripete e che acuisce questo "tormentone" che invade a volte le nostre vite. Sì, perché a volte la paura fa scattare qualcosa di incontrollabile. Ma questo libro, come una fiaba, ci mostra che ci possono essere dei "cattivi" e anche delle difficoltà da affrontare, ma come tutte le fiabe che si rispettino la protagonista alla fine ne uscirà vincente e, soprattutto, trasformata.

Un bellissimo messaggio per rilanciare le nostre paure e raccontarle a voce alta, sicuri che ci sarà qualcuno pronto anche solo ad ascoltarle. Che dire, se non, buona lettura.

giovedì 10 giugno 2021

Letture Amene, festival ad Ameno, 26 e 27 giugno



Con grande piacere annuncio un progetto che sto curando da diverso tempo con Susi Soncin, grande amica e grande professionista e ringrazio di cuore Paola Giroldini, di Dragolago, che ci ha messo a lavorare insieme, dandoci questa opportunità (piacevole per entrambe, data la nostra complementarietà), per ideare un Festival su due temi che ci stanno a cuore: gli albi illustrati e la Natura. Entrambi sono nutrimento non solo per la testa, ma anche per il corpo e l’anima, che spesso, nelle nostre vite frettolose, dimentichiamo di avere. In questo periodo difficile, riuscire a immergersi nella Natura, non giudicante, e godere della bellezza dei luoghi, delle immagini e delle parole, è un grande dono che possiamo offrire alle famiglie. Speriamo con questa prima edizione di aver messo a dimora un semino e di poter vederlo germinare e crescere.
 
Foto di Paolo Viglione.

Veniamo dunque a questa prima edizione, pensata per le famiglie e per i bambini, e che vedrà anche la presenza di una madrina, Emanuela Bussolati, che si adopera da tempo sia per ascoltare i più piccoli e trovare un modo perché la relazione con gli adulti sia sempre più feconda, sia per far scoprire le bellezze della natura.
Di lei hanno scritto 
"Seguire la mano di un narratore è come seguire un filo nascosto; la figurinaia si muove nel cammino della parola, sa cogliere una noce e nell'aprirla rivelare mondi, trovare magie al posto di gherigli. Emanuela Bussolati può essere raccontata solo così, come una narratrice, sia quando la mano disegna nell'aria il racconto che la voce sta costruendo sia quando si posa a rendere sul foglio l'architettura del pensiero. Le sue illustrazioni, dalle Ballate delle fiabe ai Piripù, al teatro delle ombre, sono l’alto risultato di una ricerca della chiarezza nella comunicazione, di semplicità del segno, di una modalità di portare il segno ad essere coinvolgente. E' la traccia di un pensiero sullo spazio-gioco della pagina, parte integrante di un libro pensato come progetto, parola sempre più preziosa, di un atto che va oltre il percorso finora tracciato. La sua arte è in fondo l’azione meravigliata di testa, cuore e mano, attenta e sensibile, tesa ad innalzarsi all’altezza del bambino
Vera e Guido (Vera Salton, libreria dei ragazzi “Il treno di Bogotà”, di Vittorio Veneto e Guido Affini, Nuova Libreria Il Delfino di Pavia).

Logo di Raffaella Castagna.


Il 26 e 27 giugno 2021 si terrà dunque "Letture Amene - Festival della Natura, degli albi illustrati e delle arti", Ameno (NO), in Piemonte, sopra al Lago d'Orta, grazie alle associazioni Mastronauta e Dragolago, nell’ambito del progetto Verde Vivente, finanziato da Fondazione Cariplo.

Una due giorni dedicata alle famiglie, ai bambini e alla Natura, insieme ai libri: i partecipanti potranno seguire un convegno con Emanuela Bussolati, autrice e illustratrice di grande fama, Raffaella Castagna, autrice, illustratrice e ideatrice del Logo del Festival, alcuni editori (Patrizia Zerbi, Carthusia, Francesca Archinto, Babalibri e Sabrina Stavro, Editoriale Scienza, queste due ultime da remoto), Franco Pistono, scrittore, educatore e musicista. A coordinare il convegno sarà Alessandra Starace, libraia e libroterapeuta, grande esperta di letteratura per l’infanzia.



I bambini avranno a disposizione 12 laboratori, distribuiti in tre mezze giornate, per un totale di oltre 130 posti (su prenotazione).
Ecco la bellissima mappa realizzata da Andrea Ruschetti


I partecipanti potranno usufruire anche di letture libere (destinate chi non riuscirà a prenotarsi) e potranno sfogliare o acquistare i libri scelti per l’occasione dalla Libreria dei ragazzi di Milano (qui).

Verranno realizzati alcuni podcast di narrazione del Festival a cura di Chiara Bongiovanni (casa editrice Pulci Volanti)
 
Non mancherà anche la possibilità di poter visitare Ameno e i dintorni che contraddistinguono questo bellissimo posto immerso nel verde, grazie alla collaborazione con il Comune di Ameno, la ProLoco di Ameno qui e Ameno Turismo (qui).


Il programma in dettaglio, scaricabile in pdf, si trova sulla pagina di Dragolago qui. Per tenervi aggiornati e conoscere tutti gli ospiti in programma, vi invito a mettere mi piace sulla pagina facebook di Letture Amene qui.

Concludo con le parole di Susi Soncin, “Ideare un festival, oltre alla bellezza di dar vita a qualcosa che hai dentro, è come comporre un quadro, che si definisce man mano che arrivano le proposte, proprio come i colori o le forme che prendono vita. Questo luogo fantastico intorno al verde dona l’opportunità di parlare di Natura, un argomento fondamentale che non va dato per scontato, perché scontato non è. Però, nel momento in cui se ne parla, si riesce a risvegliare e riscuotere le persone, che riscoprono qualcosa che appartiene davvero alla nostra essenza.

mercoledì 7 ottobre 2020

Copiando le illustrazioni di "Natura dentro" di Arianna Papini


Un libro che ispira tanto e che insegna quanto possa essere prezioso sperimentare l'accostamento con i colori di sfondo.

venerdì 21 dicembre 2018

Libri sotto l'albero


Natale è alle porte e sono tanti gli albi e i libri che mi piacerebbe consigliare da acquistare per qualcuno a cui volete bene. Grandi o piccoli che siano. Inizio con una piccola carrellata... sperando di continuare ancora.


Il primo è un libro piccolo ma prezioso, di un'autrice straordinaria, qual è Silvia Vecchini, che ha scritto "Vetro" , illustrato da Cristina Pieropan, per Fulmino Edizioni. Anche se la storia è ambientata in estate, siamo comunque in un periodo di pausa, c'è il mare - e chi non ci andrà magari? - e ci rammenta quanto sia importante dedicare del tempo alla riflessione. Ricordo ancora quando ho scoperto per caso questo libro (penso per merito di Antonella Capetti) e di come lo abbia scelto per una lettura ad alta voce nella classe di mio figlio, alla fine del ciclo della primaria. Una lettura che ha incantato i presenti, non tanto per la mia abilità, quanto per la profondità delle parole.


Un libro narrato in prima persona che raccoglie i pensieri di un'adolescente o preadolescente, che si "sente dentro una specie di galleria", che sta per rinascere una seconda volta. E prima di cambiare definitivamente decide di scriversi una cartolina, spedirsela, e metterla da parte per leggersela tra qualche anno. Idea meravigliosa, non trovate? Fissare i propri pensieri su carta è sempre interessante, perché poi aiuteranno a ricordare quel momento preciso, i propri gusti - che potranno essere cambiati o evoluti - e le emozioni e le sensazioni provate. Un libro che non deluderà, anzi se lo regalerete a qualcuno in famiglia, vi verrà di sicuro voglia di leggerlo anche voi, da soli o insieme.


Il secondo libro è dello scorso anno ed è stato uno dei primi della serie dei "Miniborei", la collana della casa editrice Iperborea dedicata ai più piccoli. Si tratta di un delizioso racconto dello scrittore svedese Ulf Stark, con alcuni disegni di Olof Landstrom, dal titolo "Sai fischiare Johanna?" (qui la scheda). Perché mi sembra pertinente? Perché è una delicatissima storia adatta a questo periodo magico, in cui tutto può accadere. Il piccolo protagonista, Berra, sette anni soltanto, desidera avere un nonno come il suo amico Ulf. Come fare? Quando si è piccoli tutto può essere più semplice del previsto: basta andare alla casa di riposo e adottarne uno.
Quando i due percorrono il lungo corridoio della struttura, appena trovano una stanza socchiusa, la aprono e trovano un vecchietto con le bretelle e un cerotto sul mento. Così, con molta semplicità, dal nulla nasce un rapporto unico, sempre più intenso in cui i due estranei si legano. L'amicizia, prima, e l'amore, poi, che li unisce, fa si che si divertano insieme facendo cose semplici ma preziose.

Un messaggio bellissimo in questo periodo in cui alcune persone, in effetti, "adottano" gli anziani soli per invitarli a passare un Natale in compagnia o fanno volontariato nelle case di riposo. Un libro che vi commuoverà, sicuramente. Vi dico solo che la scorsa estate l'ho letto tutto di fila a una platea mista di bambini (da 7 a 11 anni) che sono rimasti con il fiato sospeso fino alla fine, anche se erano stravolti dopo aver trascorso una giornata molto intensa come capita ai campus (vedi post).


Il terzo è un libro di poesie, il secondo della collana "Magnifici versi" realizzata da Carthusia e a cura di Teresa Porcella, in cui le illustrazioni sono affidate alla strepitosa Sonia MariaLuce Possentini, che ha accompagnato una poesia di Antonia Pozzi "Preghiera alla poesia" (qui la scheda). Una collana che si propone la sfida di "trovare tra le poesie di ogni tempo, quelle dalle pieghe più nascoste per affidarle allo sguardo di chi sa immaginare con le mani". Un inno alla poesia, la voce più profonda cui la poetessa si rivolge, capace di negarsi e tacere quando uno si perde e che si dona sola a "chi con occhi di pianto si cerca". 


Ogni breve verso, così denso di significato. è accompagnato in una grande doppia pagina delle potenti immagini di Sonia MariaLuce Possentini, che dosa con sapienza i colori, usando come base il bianco e nero, per farli risaltare ancora di più quando serve, come in questa illustrazione sopra. L'amore profondo per la natura accompagna questa autrice premio Andersen 2017 per l'illustrazione alle poetesse a cui da voce con le immagini (il primo albo era dedicato a una poesia di Emily Dickinson).
Un regalo sia per ragazzi sensibili sia per adulti.


Tornando ai più piccoli, un delizioso albo Babalibri di Rury Lee illustrato da Emanuele Bertossi "Nasi neri" (qui la scheda), che racconta una bellissima storia a lieto fine che ha per protagonisti una mamma orsa con il suo cucciolo e il cacciatore Boba, dall'aria arcigna sottolineata dalle sopracciglia folte e inarcate. Un cacciatore che va alla ricerca delle sue prede, cercando di scovarle nel bianco della neve grazie al loro grande naso nero. Dopo ore di appostamenti Boba vede due "nasi neri che sembravano danzare allegramente", infatti mamma orsa e l'orsetto Kum si stanno divertendo a giocare. Per fortuna il grande fiuto della madre riuscirà a scovare il cacciatore per tempo. Il resto è da godere insieme, magari leggendolo davanti a un caminetto acceso o all'albero illuminato dalle lucine.


Sempre in tema invernale, chi ha amato "La balena della tempesta", se non ha ancora preso il seguito "La balena della tempesta in inverno" di Benji Davies, edito da Giralangolo/EDT (qui la scheda), deve rimediare subito. Impossibile non amare il piccolo Nico, che vive in una casetta di legno in riva al mare del Nord insieme al padre, un grosso pescatore schivo ma affettuoso, e sei gatti. Tempo prima Nico aveva salvato una piccola balena e questa è entrata nel cuore del piccolo che non vede l'ora di rivederla. 


Ormai è giunto l'inverno e il mare si sta lentamente ghiacciando. Così quando il padre si imbarca sul peschereccio e non rientra di sera, il piccolo Nico, non ci pensa due volte e va a cercarlo. Una storia di coraggio e amicizia, un racconto struggente che ci tiene pagina per pagina con il fiato sospeso, fino al lieto fine. Cosa succederà al bambino? Riuscirà a ritrovare il suo papà? E la sua amica balena? Insomma, per rispondere a queste domande non dovete far altro che andare in libreria e acquistare subito il libro, se non lo avete ancora fatto (è uscito nel 2017 e ne hanno già parlato in molti).


Ultimo libro di oggi, sempre edito da Giralangolo/EDT (qui la scheda), è del grande Peter Brown "Il giardino curioso" (qui trovate anche una bella video recensione di Roberta Favia di Teste Fiorite), uscito nel 2018. Mi piace finire con questo albo che ha un messaggio ecologico meraviglioso, specie di questi tempi, in cui abbiamo assistito con emozione al discorso di Greta Thunberg, una ragazzina svedese di 15 anni, che ha preso di recente la parola al congresso Cop 24 parlando di cambiamenti climatici (qui il video). I bambini sono dunque il nostro presente e non solo il nostro futuro.


Questo albo fornisce un grande messaggio di speranza, e mi ha ricordato in parte "L'uomo che piantava gli alberi", di Jean Giono (un grande classico). Solo che qui i protagonisti sono due: un bambino che ama stare all'aperto, anche quando piove (classico bambino che piacerebbe ai tipi di Bambini e Natura, qui il link), sguazzando felice nelle pozzanghere, e un gruppo di piante selvatiche cresciute in mezzo a una ferrovia abbandonata. La trovata geniale dell'artista è che, grazie alla cura di Liam (così si chiama il ragazzino), le piante cominciano a sentirsi un giardino. Non un semplice giardino, ma un giardino "impaziente" con la voglia di "esplorare", e le piante iniziano a disperdersi sempre più lontano dai binari, alla scoperta di ogni angolo della ferrovia.


Più passa il tempo, più Liam diventa sempre più competente come giardiniere, e riesce a far riprendere subito le piante provate dalla pesante nevicata. Così il giardino curioso si espande in tutta la città, in ogni oggetto che trova lungo il suo "cammino" (che sia una macchina abbandonata o un cartello). Ma la cosa più bella è che non solo la città cambia, ma il bambino, con il suo esempio, riuscirà a far cambiare le persone. Questo messaggio è proprio nello spirito del Natale. Per questo lo raccomando come regalo da mettere sotto l'albero.

Questo albo lo dedico in particolare a Sara Vincetti, amante delle parole belle e dei piccoli cambiamenti quotidiani (come Giorgia Lo Giudice, Sofia Cecchin e Chiara Bernasconi), e a chi si occupa di piante, riuscendo a far vivere meglio le persone, come Nicoletta Caccia ed Emilio Bertoncini. E, naturalmente, a tutti gli amici di Bambini e Natura e di Educazione e Natura...

domenica 8 aprile 2018

Se il buongiorno si vede dal mattino...





Sono le 7.15. La casa è addormentata. Io pure. Ieri è stata una giornata "campale", densa di avvenimenti ed emozioni. 

A partire dal bellissimo incontro alla Biblioteca di Trecate, un luogo magico immerso in un grande parco, luminoso, dove i bambini e i grandi hanno ascoltato in silenzio la lettura di un albo che amo ormai davvero tanto "Natura dentro" di Arianna Papini (Carthusia, qui). Un libro che suscita pensieri ed emozioni, ricordi e stimola con le sue vivacissime, e allo stesso tempo, delicate illustrazioni. Bambini e bambine dai tre anni e mezzo ai dieci, che si sono messi a creare le loro opere solo con i materiali che stimolano la creatività. Qualche mamma mi ha chiesto se per caso adottassi il metodo Munari. In realtà il percorso che con Barbara Archetti e Cristina Zeppini - le famose ABC - abbiamo fatto è stato quello di ispirarci ai grandi maestri (non solo Munari, ma anche Malaguzzi, Rodari...) ma anche di fare un percorso personale che ci ha portato a "togliere" perché i bambini mettano, a curare più la preparazione prima nella scelta dei materiali piuttosto che intervenire durante il processo creativo. Un incontro denso quello di ieri mattina, in cui ho trovato bibliotecari attenti e curiosi, preparati e disponibili.

Poi, arrivata a Milano non troppo tardi, tempo dieci minuti di mangiare quanto Massimo aveva preparato anche per me, sono ripartita con la squadra di scacchi semicompleta per il torneo de Il Castelletto alla scuola francese. Una scuola bellissima e luminosa, dove nei prati - fuori - si trovavano in mezzo all'erba rigogliosa narcisi gialli e tulipani. Qui abbiamo trascorso tutto il pomeriggio all'insegna del gioco dove ho potuto osservare i nostri bambini concentrati. Come ho scritto ieri sono rimasta perplessa dall'atteggiamento di alcuni genitori: alcuni felici di una vittoria a tavolino - per mancanza di avversario - altri subito pronti a dire che la sconfitta del figlio era avvenuta perché alle spalle del vincitore c'era il "padre che suggeriva" . Ne ho incontrati diversi così anche alle gare provinciali. Persone che vogliono più di tutto che il proprio figlio vinca. Certo, anch'io ho desiderato che Marco e i suoi amici vincessero, ma soprattutto per sé. Ma ho sempre detto che prima di tutto bisogna divertirsi, poi vincere. E in effetti per loro è stato così. Si sono guadagnati un dodicesimo posto (su 24 squadre) meritato, con una vittoria finale di tutti e quattro all'ultimo turno, cosa che li ha riempiti di gioia e fatti saltellare ovunque. Settimana prossima avremo il torneo individuale, poi il 6 maggio ci sarà una bellissima iniziativa per tutti al Castello Sforzesco. Purtroppo non potrò andare ma spero i bambini ci vadano perché sarà una grande festa dove tutti potranno sperimentare gli scacchi.

Ieri sera - stanchi ma felici - siamo tornati a casa giusto per recuperare Andrea e andare a goderci un gustoso pasto da Rajput - Ristorante Indiano, uno dei nostri posti del cuore, dove i bambini sono entrati per la prima volta nella pancia (sarà per quello che adorano il cibo indiano e i cibi piccanti?). Fatto sta che finalmente ho potuto assecondare un desiderio espresso da giorni da Andrea. Poi a casa un film tutti insieme - e la mamma addormentatasi come sempre! - e l'immancabile treno dei sogni. Un treno dove il babbo era già salito (era davvero tardi ieri), Andrea era davvero l'ultimo passeggero a salire. Questa volta gli amici di Andrea erano già addormentati ma facevano brutti sogni. E così lui è dovuto andare dal mago Merlone, il mago pazzerello e un po' sbadato che è sordo ma sente solo se gli si sussurra all'orecchio. Un mago che perde sempre la sua bacchetta magica, che è un p' svampita come lui, del resto come in Harry Potter sono le bacchette a scegliere i maghi e non viceversa. Con la bacchetta recuperata il mago, tra uno sbadiglio e l'altro, ha ridato il sonno a tutti e il treno è potuto partire lieve, accompagnando nel mondo dei sogni tutti i suoi passeggeri.
Mentre scrivo la luce fuori cresce, un timido sole appare. Non sento ancora i rondoni ma un tram che passa pesante sulle rotaie. Il ticchettìo dell'orologio mi coccola mentre fatico a svegliarmi.



Buon giorno a tutti. Anche oggi mi aspetta una bellissima giornata, con un concerto magico al Dal Verme SONG & Superar for Syria. Non vedo l'ora.

sabato 20 gennaio 2018

"Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, Carthusia


Ci sono albi che vanno letti e riletti. Assaporati. Gustati. Lasciati decantare come succede con il buon vino. "Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, edito da Carthusia (qui) è uno di questi. I due autori, con parole e immagini "potenti", ci invitano a riflettere su cosa sia fare un buon viaggio. Il viaggio come percorso da intraprendere da soli, il viaggio come metafora della vita. Perché se uno può fare molti viaggi nella vita, la vita stessa è un lungo cammino che percorriamo, avendo la fortuna di incontrare luoghi, persone, cose che ci possono invitare a restare o proseguire. A volte la strada è già decisa, a volte la si scopre man mano. Per ognuno di noi è diverso.
Ed ecco che i due autori ci accompagnano, non importa se siamo piccoli o grandi, a riflettere sul tema, cercando di ripescare nella memoria alcuni frammenti importanti della nostra vita o cogliere quello che forse abbiamo dato per scontato. Ma scontato non è.


E dunque, nella vita ben spesa, come nei viaggi che regalano emozioni, ci sono imprevisti così sorprendenti da lasciare senza fiato e rimanere nel cuore per sempre: come accade rimirando la bellissima illustrazione di De Conno, che fa "sostare" lo sguardo di fronte a un paesaggio mozzafiato al tramonto.


Durante un buon viaggio  - sia questo fisico o mentale - può capitare di essere così stanchi la sera da "cadere addormentati" o, al contrario, di avere "l'adrenalina addosso" nonostante la fatica. E cercare di fissare quanto successo nella mente, per non perdere neanche un passaggio. Ci sono giornate così "perfette", che non si vorrebbe finissero mai e di cui rimane traccia nella memoria. Ci fanno stare in pace con il mondo come succede quando contempliamo la luna piena quando è ancora bassa all'orizzonte e ci appare magnifica e luminosa.

E ancora... A chi non è capitato di sbagliare strada e arrivare proprio là dove non osava? Ci sono tante cose che ci frenano, ma per fortuna lasciandosi andare si scopre che il luogo di arrivo è proprio quello che si desiderava raggiungere nel profondo.

A volte il cammino è pieno di ostacoli, ma questi sono uno sprone a proseguire: le cose conquistate con fatica e sudore regalano soddisfazione e piacere. Una riflessione importante per le giovani generazioni, che si ritrovano fragili di fronte alle difficoltà (anche per colpa nostra).


Ognuno sceglie quando fermarsi e quando sta bene in un luogo. Quando si sta bene con se stessi e non occorre proseguire. Ma non è detto che arrivati alla fine non ci si possa sorprendere sempre. Che bell'augurio, quello di cogliere la bellezza nella quotidianità.

Un albo prezioso, che amplia gli orizzonti e sprona a guardarsi dentro. Illustrazioni che sembrano quadri che ci portano a viaggiare, immersi in paesaggi reali o immaginari, ma sempre ricchi di poesia. Un ultimo regalo di Gianni De Conno, che ci ha lasciati troppo presto e rimarrà nei nostri cuori anche grazie a questo libro. Un altro regalo di Beatrice Masini che con le sue parole semina bellezza.


Il volume si conclude, come spesso accade con Carthusia, con un invito ai bambini a fare: in questo caso costruire un diario di bordo, ripercorrendo i viaggi già compiuti o preparandosi per nuovi con una valigia piena di buoni propositi.

Dopo una lunga pausa del blog, questo libro mi sembrava il migliore augurio per ricominciare a scrivere, augurando a me stessa e a ognuno di voi di cogliere ogni giorno l'incanto che racchiude.