Grata come sempre per la bellezza e per l'attenzione di bambini e genitori.
I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla Natura, dagli albi illustrati all'educazione, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini. Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. Mettetevi comodi e leggete. E se avrete voglia di commentare mi farete solo piacere. Buona navigazione.
domenica 7 maggio 2023
Il giardino dei sogni", di Maike Neuendorff, Carthusia
Grata come sempre per la bellezza e per l'attenzione di bambini e genitori.
sabato 31 luglio 2021
L'anno che non ho compiuto gli anni, di Beatrice Masini e Angelo Ruta, Carthusia
Certo, non è facile affrontarla, specie se è qualcosa di nascosto, che arriva improvvisamente e ti pervade, quasi paralizzandoti. Non ho mai creduto nei libri medicina, che aiutano a risolvere un problema, ma leggendo l'albo "L'anno che non ho compiuto gli anni", di Beatrice Masini e Angelo Ruta, edito da Carthusia (qui), non ho avvertito questa sensazione, anzi. L'ho letto prima da sola, poi con Andrea e lo abbiamo amato molto. Proverò a spiegarvi perché.
"L'anno in cui non ho compiuto gli anni è stato quell'anno che sono rimasta molto tempo in casa, perché fuori c'era Qualcosa e noi non ci fidavamo ed era meglio stare dentro." Inizia così la storia di una bambina, che siede sul davanzale interno di una finestra a guardare fuori, mentre la sua stanza è piena di cose meravigliose (tra cui un Piripù appeso, subito scovato da noi appassionati... per saperne di più vi invito a leggere qui). Questa bambina sospesa è una persona in attesa di qualcosa, in cui molti di noi possono ritrovarsi - non solo i bambini. Il terrore ha invaso improvvisamente le nostre vite e ci è sembrato che tutto si fermasse. Forse tante cose si sono fermate, si sono trasformate, sono cambiate, anche se la vita scorreva egualmente. E, forse, noi adulti non siamo stati in grado di proteggere o supportare abbastanza i nostri figli (parlo per me che sono madre, ma penso anche a un educatore o a chi ha a che fare con i bambini o i ragazzi) o pensare che fossero in grado di farcela da soli.
L'immagine che viene in mente quando si ha paura è spesso quella del ladro. Anche io ho fatto molti sogni con i ladri o personaggi che mi rapivano. Forse il ladro è l'immagine di qualcuno o qualcosa che ti ruba qualcosa di prezioso...
La protagonista inizia ad avere paura di questo ladro che si insinua pian piano nella sua vita ma ha paura di parlarne con la mamma. Un ladro che "Veniva la sera, piatto e sottile come un foglio."
Quando sei solo ad affrontare una paura questa si ingigantisce sempre più, prende spazio nella tua vita, specie se hai poco da fare e diventa un chiodo fisso.
Per fortuna, la bambina protagonista è una lettrice, piena di fantasia, e affronta il suo ladro con coraggio.
Non posso naturalmente raccontare tutta la storia ma posso dirvi che ho amato le illustrazioni per i rimandi ad altri albi o a personaggi preziosi, per le parole, per questa "nenia" che si ripete e che acuisce questo "tormentone" che invade a volte le nostre vite. Sì, perché a volte la paura fa scattare qualcosa di incontrollabile. Ma questo libro, come una fiaba, ci mostra che ci possono essere dei "cattivi" e anche delle difficoltà da affrontare, ma come tutte le fiabe che si rispettino la protagonista alla fine ne uscirà vincente e, soprattutto, trasformata.
Un bellissimo messaggio per rilanciare le nostre paure e raccontarle a voce alta, sicuri che ci sarà qualcuno pronto anche solo ad ascoltarle. Che dire, se non, buona lettura.
giovedì 10 giugno 2021
Letture Amene, festival ad Ameno, 26 e 27 giugno
Vera e Guido (Vera Salton, libreria dei ragazzi “Il treno di Bogotà”, di Vittorio Veneto e Guido Affini, Nuova Libreria Il Delfino di Pavia).
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| Logo di Raffaella Castagna. |
Una due giorni dedicata alle famiglie, ai bambini e alla Natura, insieme ai libri: i partecipanti potranno seguire un convegno con Emanuela Bussolati, autrice e illustratrice di grande fama, Raffaella Castagna, autrice, illustratrice e ideatrice del Logo del Festival, alcuni editori (Patrizia Zerbi, Carthusia, Francesca Archinto, Babalibri e Sabrina Stavro, Editoriale Scienza, queste due ultime da remoto), Franco Pistono, scrittore, educatore e musicista. A coordinare il convegno sarà Alessandra Starace, libraia e libroterapeuta, grande esperta di letteratura per l’infanzia.
Non mancherà anche la possibilità di poter visitare Ameno e i dintorni che contraddistinguono questo bellissimo posto immerso nel verde, grazie alla collaborazione con il Comune di Ameno, la ProLoco di Ameno qui e Ameno Turismo (qui).
Il programma in dettaglio, scaricabile in pdf, si trova sulla pagina di Dragolago qui. Per tenervi aggiornati e conoscere tutti gli ospiti in programma, vi invito a mettere mi piace sulla pagina facebook di Letture Amene qui.
Concludo con le parole di Susi Soncin, “Ideare un festival, oltre alla bellezza di dar vita a qualcosa che hai dentro, è come comporre un quadro, che si definisce man mano che arrivano le proposte, proprio come i colori o le forme che prendono vita. Questo luogo fantastico intorno al verde dona l’opportunità di parlare di Natura, un argomento fondamentale che non va dato per scontato, perché scontato non è. Però, nel momento in cui se ne parla, si riesce a risvegliare e riscuotere le persone, che riscoprono qualcosa che appartiene davvero alla nostra essenza.”
mercoledì 7 ottobre 2020
Copiando le illustrazioni di "Natura dentro" di Arianna Papini
Un libro che ispira tanto e che insegna quanto possa essere prezioso sperimentare l'accostamento con i colori di sfondo.
venerdì 21 dicembre 2018
Libri sotto l'albero
Natale è alle porte e sono tanti gli albi e i libri che mi piacerebbe consigliare da acquistare per qualcuno a cui volete bene. Grandi o piccoli che siano. Inizio con una piccola carrellata... sperando di continuare ancora.
Il primo è un libro piccolo ma prezioso, di un'autrice straordinaria, qual è Silvia Vecchini, che ha scritto "Vetro" , illustrato da Cristina Pieropan, per Fulmino Edizioni. Anche se la storia è ambientata in estate, siamo comunque in un periodo di pausa, c'è il mare - e chi non ci andrà magari? - e ci rammenta quanto sia importante dedicare del tempo alla riflessione. Ricordo ancora quando ho scoperto per caso questo libro (penso per merito di Antonella Capetti) e di come lo abbia scelto per una lettura ad alta voce nella classe di mio figlio, alla fine del ciclo della primaria. Una lettura che ha incantato i presenti, non tanto per la mia abilità, quanto per la profondità delle parole.
Quando i due percorrono il lungo corridoio della struttura, appena trovano una stanza socchiusa, la aprono e trovano un vecchietto con le bretelle e un cerotto sul mento. Così, con molta semplicità, dal nulla nasce un rapporto unico, sempre più intenso in cui i due estranei si legano. L'amicizia, prima, e l'amore, poi, che li unisce, fa si che si divertano insieme facendo cose semplici ma preziose.
Un messaggio bellissimo in questo periodo in cui alcune persone, in effetti, "adottano" gli anziani soli per invitarli a passare un Natale in compagnia o fanno volontariato nelle case di riposo. Un libro che vi commuoverà, sicuramente. Vi dico solo che la scorsa estate l'ho letto tutto di fila a una platea mista di bambini (da 7 a 11 anni) che sono rimasti con il fiato sospeso fino alla fine, anche se erano stravolti dopo aver trascorso una giornata molto intensa come capita ai campus (vedi post).
Questo albo lo dedico in particolare a Sara Vincetti, amante delle parole belle e dei piccoli cambiamenti quotidiani (come Giorgia Lo Giudice, Sofia Cecchin e Chiara Bernasconi), e a chi si occupa di piante, riuscendo a far vivere meglio le persone, come Nicoletta Caccia ed Emilio Bertoncini. E, naturalmente, a tutti gli amici di Bambini e Natura e di Educazione e Natura...
domenica 8 aprile 2018
Se il buongiorno si vede dal mattino...
Poi, arrivata a Milano non troppo tardi, tempo dieci minuti di mangiare quanto Massimo aveva preparato anche per me, sono ripartita con la squadra di scacchi semicompleta per il torneo de Il Castelletto alla scuola francese. Una scuola bellissima e luminosa, dove nei prati - fuori - si trovavano in mezzo all'erba rigogliosa narcisi gialli e tulipani. Qui abbiamo trascorso tutto il pomeriggio all'insegna del gioco dove ho potuto osservare i nostri bambini concentrati. Come ho scritto ieri sono rimasta perplessa dall'atteggiamento di alcuni genitori: alcuni felici di una vittoria a tavolino - per mancanza di avversario - altri subito pronti a dire che la sconfitta del figlio era avvenuta perché alle spalle del vincitore c'era il "padre che suggeriva" . Ne ho incontrati diversi così anche alle gare provinciali. Persone che vogliono più di tutto che il proprio figlio vinca. Certo, anch'io ho desiderato che Marco e i suoi amici vincessero, ma soprattutto per sé. Ma ho sempre detto che prima di tutto bisogna divertirsi, poi vincere. E in effetti per loro è stato così. Si sono guadagnati un dodicesimo posto (su 24 squadre) meritato, con una vittoria finale di tutti e quattro all'ultimo turno, cosa che li ha riempiti di gioia e fatti saltellare ovunque. Settimana prossima avremo il torneo individuale, poi il 6 maggio ci sarà una bellissima iniziativa per tutti al Castello Sforzesco. Purtroppo non potrò andare ma spero i bambini ci vadano perché sarà una grande festa dove tutti potranno sperimentare gli scacchi.
Ieri sera - stanchi ma felici - siamo tornati a casa giusto per recuperare Andrea e andare a goderci un gustoso pasto da Rajput - Ristorante Indiano, uno dei nostri posti del cuore, dove i bambini sono entrati per la prima volta nella pancia (sarà per quello che adorano il cibo indiano e i cibi piccanti?). Fatto sta che finalmente ho potuto assecondare un desiderio espresso da giorni da Andrea. Poi a casa un film tutti insieme - e la mamma addormentatasi come sempre! - e l'immancabile treno dei sogni. Un treno dove il babbo era già salito (era davvero tardi ieri), Andrea era davvero l'ultimo passeggero a salire. Questa volta gli amici di Andrea erano già addormentati ma facevano brutti sogni. E così lui è dovuto andare dal mago Merlone, il mago pazzerello e un po' sbadato che è sordo ma sente solo se gli si sussurra all'orecchio. Un mago che perde sempre la sua bacchetta magica, che è un p' svampita come lui, del resto come in Harry Potter sono le bacchette a scegliere i maghi e non viceversa. Con la bacchetta recuperata il mago, tra uno sbadiglio e l'altro, ha ridato il sonno a tutti e il treno è potuto partire lieve, accompagnando nel mondo dei sogni tutti i suoi passeggeri.
Mentre scrivo la luce fuori cresce, un timido sole appare. Non sento ancora i rondoni ma un tram che passa pesante sulle rotaie. Il ticchettìo dell'orologio mi coccola mentre fatico a svegliarmi.
sabato 20 gennaio 2018
"Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, Carthusia
Ci sono albi che vanno letti e riletti. Assaporati. Gustati. Lasciati decantare come succede con il buon vino. "Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, edito da Carthusia (qui) è uno di questi. I due autori, con parole e immagini "potenti", ci invitano a riflettere su cosa sia fare un buon viaggio. Il viaggio come percorso da intraprendere da soli, il viaggio come metafora della vita. Perché se uno può fare molti viaggi nella vita, la vita stessa è un lungo cammino che percorriamo, avendo la fortuna di incontrare luoghi, persone, cose che ci possono invitare a restare o proseguire. A volte la strada è già decisa, a volte la si scopre man mano. Per ognuno di noi è diverso.
Ed ecco che i due autori ci accompagnano, non importa se siamo piccoli o grandi, a riflettere sul tema, cercando di ripescare nella memoria alcuni frammenti importanti della nostra vita o cogliere quello che forse abbiamo dato per scontato. Ma scontato non è.
E ancora... A chi non è capitato di sbagliare strada e arrivare proprio là dove non osava? Ci sono tante cose che ci frenano, ma per fortuna lasciandosi andare si scopre che il luogo di arrivo è proprio quello che si desiderava raggiungere nel profondo.
A volte il cammino è pieno di ostacoli, ma questi sono uno sprone a proseguire: le cose conquistate con fatica e sudore regalano soddisfazione e piacere. Una riflessione importante per le giovani generazioni, che si ritrovano fragili di fronte alle difficoltà (anche per colpa nostra).
Un albo prezioso, che amplia gli orizzonti e sprona a guardarsi dentro. Illustrazioni che sembrano quadri che ci portano a viaggiare, immersi in paesaggi reali o immaginari, ma sempre ricchi di poesia. Un ultimo regalo di Gianni De Conno, che ci ha lasciati troppo presto e rimarrà nei nostri cuori anche grazie a questo libro. Un altro regalo di Beatrice Masini che con le sue parole semina bellezza.
Dopo una lunga pausa del blog, questo libro mi sembrava il migliore augurio per ricominciare a scrivere, augurando a me stessa e a ognuno di voi di cogliere ogni giorno l'incanto che racchiude.

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