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lunedì 2 febbraio 2026

Un anno insieme a "La lepre e il rosso", di Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, TS Edizioni


Dopo averlo fatto sostare a lungo nella mia libreria, finalmente riesco a parlare de “La lepre e il rosso”, un libro scritto da Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, edito da TS Edizioni (Fondazione Terra Santa, qui).

Protagonista è una giovane lepre, alla sua prima stagione solitaria, che va alla ricerca di un particolare sapore e gusto: si ricorda da piccola di aver assaggiato con la mamma qualcosa di rosso e vuole ritrovarlo, perché era davvero gustoso. Così, accompagnati dalla lepre, scopriamo le stagioni in un bosco (in particolare quello dell’Appennino Tosco Emiliano ben conosciuto dalle autrici), i suoi piccoli abitanti e alcune piante con qualcosa di “rosso”.

Le illustrazioni evocative accompagnano il testo che riesce a essere allo stesso tempo semplice, poetico e descrittivo.




I personaggi che compaiono sono quelli che si possono trovare nelle stagioni: per esempio, lo scoiattolo e una ghiandaia in autunno (la famosa sentinella del bosco), e mentre le foglie degli aceri tingono di giallo foreste e montagne, nelle radure si scovano già i frutti come il biancospino o una rosa canina.



E così passiamo da una stagione alla successiva, vivendola dalla prospettiva di una lepre, in allerta ma curiosa, che si immerge nella neve, danzando insieme a un pettirosso o nascondendosi nell’erba alta in primavera quando avvista da lontano una volpe. In estate conosciamo un batuffolino, qual è il moscardino, infilato nel suo nido e altre specie.

Un’immersione nella Natura nei suoi silenzi e scoprendo la vita che spesso a noi è nascosta ma che a uno sguardo attento si mostra in tutto il suo splendore.



Un libro con font ad alta leggibilità e una presentazione naturalistica delle specie più interessanti.

Una storia da leggere con curiosità e da provare a cercare (almeno alcune) quando camminiamo nel bosco, affinando la nostra capacità di guardare sagome e tracce, ascoltare i vari suoni, annusare l’aria per individuare attraverso il profumo alcuni aspetti della natura.



Se volete seguire Francesca, potete cercarla sul suo sito: https://lacasadifra.wordpress.com/


domenica 23 marzo 2025

Rimanere sul sentiero, di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic, Topipittori


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Premessa....
Come ho già raccontato più volte, quando tengo a una recensione o desidero parlare di un libro cerco di farlo in modo approfondito e medito a lungo, così tanto che il tempo passa...

Nonostante sia una giornalista non sono presa dal fuoco di dare per prima la notizia, non qui almeno. Sarà forse che credo che i libri abbiano vita lunga, specie quelli belli. Inoltre se le case editrici sono indipendenti è raro - per fortuna - che spariscano dal mercato. 

Se cercate una recensione fatta bene inoltre ci sono persone che hanno fatto di questo un vero e proprio mestiere, sono diventate famose e hanno scritto anche libri sui libri. Io non sono fra queste. Mi ritaglio un mio angolo in cui cerco di parlarne quando ho elaborato il mio pensiero. E ringrazio chi mi segue e mi legge.

Mi perdonerete se quindi parlerò tardivamente di questo libro (e - spero in futuro - di altri "passati" della Collana Pino dei Topipittori) perché di fatto da amante della Natura quale sono ho bisogno dei miei tempi.

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"Rimanere sul sentiero - note naturalistiche per escursionisti felici" di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic, Topipittori (qui) mi ha riportato ai tempi in cui leggevo Airone e mi perdevo tra le tavole di Massimo Demma. 


Del resto, avendo il piacere di ascoltare dal vivo Elisabetta Mitrovic (al convegno di Bambini e Natura - Ben qui e qui), ho scoperto che si è nutrita delle stesse letture. Appena si apre il libro, sin dai risguardi, si può notare la mano di chi è allenato a disegnare spesso e dal vivo. 

Questo mi riporta anche ai bellissimi quaderni piccoli e gialli sempre di Airone dove si trovavano gli schizzi di Felix Rodriguez De La Fuente (chi ha la mia età ricorderà anche i suoi documentari presentati a Quark quando andava in onda nel primo pomeriggio - erano gli Anni Ottanta), ora ormai introvabili.

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Tornando al libro edito dai Topipittori, che hanno avuto la lungimiranza di credere in una collana dedicata ai Piccoli Naturalisti Osservatori sono sicura che vi perderete subito nelle sue pagine, entrerete in una sorta di incontro con la natura mediato dal racconto e dalle immagini. Vi sentirete immersi nelle escursioni, alle prese con il monitoraggio di mammiferi e uccelli, vi immedesimerete nelle naturaliste che vanno in giro con binocoli o cannocchiali e uno sketchbook, per fare schizzi degli animali avvistati.

In prima battuta incontrerete Elisabetta, zoologa, che per lavoro studia gli animali di montagna (orsi, lupi e camosci) con tecniche moderne poco invasive che le permettono di capire dove si trovano (tramite radiocollari e fototrappole) e osservarli da lontano con il cannocchiale. Inoltre li scova dalle tracce (escrementi o impronte). In seconda battuta incontrerete un'altra Elisabetta, che gli animali li disegna, e quindi ci aiuta a osservare le caratteristiche peculiari per provare a riportare su carta uno schizzo (per individuarne i particolari degni di nota per riconoscerle). 

Oltre a questo le due naturaliste forniscono alcuni consigli per imparare a stare in natura senza disturbare e acuire tutti i sensi per trovare le forme animali e vegetali (e non solo) che li abitano. 


Si apre, dunque, una finestra sulla montagna (e sulla collina): uno spaccato di quello che, con un po' di fortuna e abitudine, si può imparare a cercare e, forse, trovare.

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Non è neanche iniziato il libro (o meglio inizia dai risguardi che si aprono con una doppia pagina cartonata) e possiamo avere a colpo d'occhio gli uccelli più comuni e probabili da osservare o sentire lungo i sentieri e dall'altro lato quali sono gli strumenti e l'abbigliamento/dotazione da avere con sé per compiere un'escursione piacevole senza avere problemi di caldo/freddo, fame o sete...

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L'impatto è subito di quelli potenti: l'incontro con l'orso e una breve narrazione di come si svolge il suo ritmo annuale e gli avvenimenti più importanti. Un animale protetto che va conosciuto per poterlo rispettare e non averne paura.

Il viaggio ci porta dalle praterie di valle fino alla cima, per poter notare i cambiamenti di vegetazione e di fauna dalle basse alle alte quote. Le indicazioni fornite in stampato maiuscolo possono essere sia note naturalistiche sia note di comportamento (es. non toccare mai i cuccioli di mammiferi appena nati perché potrebbero spaventarsi o la mamma potrebbe abbandonarli). Nelle praterie le orchidee, con la loro vita particolare, e le farfalle la fanno da padrone.

Proviamo a disegnarle o dar loro una forma con qualche schema geometrico?

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Nella guida ci sono animali che potremmo incontrare o meno (es. il riccio è notturno quindi ci viene spiegato di cosa si nutre). Mentre scopriamo il formicaio, l'orso ci fa da guida e scopriamo qualche curiosità in più su questo grande plantigrado (animale che si appoggia su tutta la pianta del piede, proprio come noi). E scopriamo moltissimo sui picchi, a partire dal picchio verde, ghiotto di formiche.

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Al limite dei boschi, in alcuni momenti della giornata o dell'anno in particolare, si possono incontrare i maestosi cervi, grandi ungulati (animali che si appoggiano sulle unghie o zoccoli, proprio come i cavalli o le vacche). Il racconto è ricco di spunti dei naturalisti che operano sul campo e che spero non vi lascerete sfuggire.

Mentre Elisabetta osserva o ritrova l'orso con il collare, scopriamo gli animali che banchettano su una carcassa di cervo... ne vedrete delle belle.

Proseguendo, andremo a visitare le acque, approfondiremo resti di ossa o tracce o escrementi (a chi appartiene cosa) e i segreti delle foreste che, prima di salire alle alte quote hanno come protagonista assoluto il faggio. Una specie bellissima, che crea boschi con luci spettacolari e che nasconde molti segreti.

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Le due naturaliste ci portano sempre più addentro al mondo vegetale (vivo o morto) degli alberi e a individuare tutti gli abitanti (che siano "invertebrati" o "vertebrati") che vi trovano alloggio. Le tavole di Elisabetta M sono spettacolari (un misto tra foto e suoi disegni che ci fanno essere proprio lì con lei) mentre il racconto della sua omonima è accattivante e non si indugia ma viene subito voglia di scoprire la pagina successiva.

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E così, dopo un "affondo" sul mondo degli uccelli si arriva alle alte quote (sopra i 2.000 metri) dove la regina è la marmotta un roditore facile da osservare, gregario (che vive in gruppo), che sparisce solo quando sente il pericolo di un possibile predatore (a distanza e immobili ve le potrete godere).

Ancora più su è il regno di camosci (abili arrampicatori delle montagne), corvidi (gracchi alpini e corallini) e dei rapaci.

Il libro finisce con pagine innevate e il letargo.

Il racconto è sicuramente molto avvincente: l'orso che ci accompagna lungo il libro è un filo conduttore che ci insegna l'importanza di questo grande mammifero nell'equilibrio dell'ecosistema montano. Le curiosità, le illustrazioni ci portano a compiere insieme alle due naturaliste un viaggio che dal vivo sarà sicuramente un po' più faticoso ma - ogni volta che andrete - ricordatevi di mettere nel vostro zaino anche questa bellissima guida.

L'ultimo risguardo è dedicato a uno sguardo più ampio, a specie che le due Elisabette hanno incontrato o incontrano più negli ambienti del centro Italia ma che non per questo non sono meno affascinanti. Chissà che non sia un preludio a qualcosa d'altro che "bolle in pentola"?

Qui potrete trovare nel blog dei Topipittori le informazioni su come è nato il libro e qui la presentazione e le immagini che ho ripreso senza per una volta fotografare il libro da casa (è mattina presto e le foto non renderebbero).

sabato 22 marzo 2025

Se vivi sulla Terra, di Antonella Capetti, Il Castoro

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In un momento delicato per la scuola come questo attuale, con le bozze delle Indicazioni nazionali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (qui) che stanno per stravolgere molti punti di apertura per l'insegnamento affermate con le Indicazioni Nazionali del 2012 (qui), il libro di Antonella Capetti " Se vivi sulla Terra - L'albo illustrato come strumento efficace per l'educazione civica e affettiva" edito da Il Castoro dona una boccata di aria fresca e di speranza. 

Infatti, Antonella Capetti ha alle spalle 40 anni di esperienza tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria, è appassionata di albi e cerca di impiegarli quotidianamente (come anche le poesie) per abituare non solo i bambini e le bambine alla lettura ad alta voce (preziosa anche per aumentare il lessico, abituare al silenzio) ma anche affinché le nuove generazioni siano avvezze all'ascolto (di sé e degli altri), alle riflessioni, alla partecipazione e alla consapevolezza.

Nell'introduzione infatti l'autrice scrive "Da anni i libri, e in particolare gli albi illustrati, mi sono compagni di viaggio nella vita quotidiana e nel lavoro in classe. Scelgo di portarli ogni giorno a scuola perché li ritengo strumenti indispensabili, insostituibili, preziosi, per circondare bambine e bambini di storie e bellezza, per resituire loro un tempo bambino che troppo spesso il mondo adulto sottrae e ostacola, per consolidare il rapporto tra alunne e alunni nella possibilità condivisa di interrogarsi e riflettere".

Le indicazioni di Antonella Capetti sono molto chiare sin dalla prima pagina: affrontare l'educazione civica e affettiva a scuola è dunque "trasversale come lo è la lettura degli albi illustrati, dove le parole, le immagini, le scelte grafiche interagiscono per creare molteplici possibilità di lettura e relazione".

Quindi, il libro è costituito da suggerimenti e suggestioni da cui partire, ma che non vogliono essere vincolanti e - passatemi il termine - "una ricetta preconfezionata" per affrontare determinati temi molto sensibili.

L'invito è, quindi, a leggere questo libro dalla prima all'ultima pagina per poi riflettere sulle parole che evoca e non per seguire solo pedissequamente gli esempi. Infatti lei stessa ribadisce: "lungi dall'essere un quaderno operativo, questo libro si propone come uno stimolo".. Ed è bene tenerne conto.

Infatti, la letteratura per l'infanzia è smisurata (certo gli albi e i libri belli sono meno) e quindi l'autrice presenta la sua scelta personale, dettata dall'esperienza di lavoro in classe in questi anni con gli albi con i bambini e le bambine, che non preclude però altre possibilità.

Il libro affronta 10 argomenti: l'identità la diversità, il rapporto con gli altri e con il mondo, l'ambiente, la sostenibilità, i diritti, i doveri, la scelta.

Per ogni macro area sono presentati alcuni albi o libri impiegati a scuola da cui è scaturita un'attività.

Un'altra riflessione a mio avviso preziosa è questa: "L'educazione civica è sempre e strettamente collegata all'educazione all'affettività: senza consapevolezza delle proprie sensazioni, emozioni e sentimenti non si può acquisire una chiara conoscenza di sé stessi né costruire relazioni efficaci con gli altri e con il mondo".

L'introduzione, quindi, in sette pagine, ci porta un concentrato di quelle che sono le idee e le riflessioni che la Maestra Antonella Capetti ha sviluppato nel corso degli anni e che sono dei punti fermi correlati al suo lavoro nel pieno rispetto delle alunne e degli alunni perché possano tirar fuori (non a caso prima è stata educatrice: educo vuol dir "tirar fuori") il meglio di loro stessi o anche quei pensieri profondi che sono risultato anche della vita intorno a loro.

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(sopra un albo edito da Camelozampa che offre molti spunti, di cui ho parlato qui)

Il libro è un vero e proprio scrigno di riflessioni e proposte di albi anche per chi non insegna ma sta con i bambini e le bambine e pensa al loro benessere generale. 

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Vorrei soffermarmi su due capitoli, che tra tutti, mi stanno particolarmente a cuore.

Il primo è il Capitolo 3 "Io e gli altri - Uguaglianza e diversità" dove si parla di reciprocità dell'ascolto, attenzione al punto di vista dell'altro e della diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti. (la citazione fa riferimento, non a caso, alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione del 2012).

Gli albi illustrati hanno una grande potenzialità - come i libri in generale - ovvero "un rispecchiamento" e offrono la possibilità di lavorare sullo sviluppo dell' empatia (ovvero il mettersi nei panni degli altri), uscendo dai pregiudizi e da pensieri stereotipati.

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Tra gli albi suggeriti da Antonella Capetti c'è anche "Telefonata con il pesce", di Silvia Vecchini e Sualzo, edito da Topipittori (qui). Nella sua riflessione l'autrice si sofferma sul tema del silenzio e sulle sue varie sfaccettature. Quello legato al libro è "il silenzio di chi in qualche modo non riesce, o perlomeno a scuola, a far sentire la propria voce, a comunicare con essa la propria presenza e il proprio pensiero"

è qui che entra in gioco la protagonista che riesce a trovare una modalità per avvicinarsi al compagno.

Alle riflessioni personali Antonella aggiunge la voce e i pensieri dei suoi bambini e delle sue bambine come questa sul silenzio:

"Il silenzio per me è quando tutto è sopra la schiena e nessuno ti aiuta"

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L'attività che è seguita è stata chiamata "Per fortuna che ci sei" in cui si crea una sorta di cassetta delle lettere o della posta in cui ognuno/a infila un pensiero, una poesia, un disegno per un compagno o una compagna per incoraggiarlo.

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Un altro capitolo è come immaginerete se frequentate qualche volta il mio blog il Capitolo 7 "Tra umanità e natura". Ogni capitolo parte da una parte delle indicazioni nazionali che comunque, almeno per la sottoscritta, rimangono un faro di apertura a operare con cura e consapevolezza a prescindere.

Avvicinarsi alla Natura è qualcosa di imprescindibile - a mio avviso - in questi tempi in cui la tecnologia sta invadendo sempre più precocemente le vite delle bambine e dei bambini, allontanandoli dagli spazi aperti, dalla noia, dalla curiosità della scoperta di cosa sta loro intorno.

Il libro "Streghetta Nocciola - Un anno nella foresta" di Phoebe Wahl, Il Castoro (qui) è un bellissimo inizio per approcciarsi alla natura.

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Quello che amo dell'attività proposta è la riflessione avviata prima con i bambini e le bambine sull'appropriarsi della natura del portar via sempre un pezzetto come ricordo. Questo può essere fatto raccogliendo elementi naturali caduti e disporli con un'opera di land art e fermare questo ricordo effimero con foto, consapevoli che il vento o altro le avrebbe lasciate andare.

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Il lasciar andare: che bel momento di educazione in generale... (in un mondo che afferra e vuole appropriarsi).

Un altro albo citato è "Rimanere sul sentiero" di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic Topipittori (qui).

A grande sorpresa (piacevole per la sottoscritta) per il capitolo sulla sostenibilità compare il bellissimo albo "Noi Kodama" di Bimba Landmann Camelozampa (di cui ho parlato qui) che ha sollecitato la maestra Capetti a far realizzare un piccolo taccuino per tener traccia delle proprie riflessioni. Vedere le possibili realizzazioni è veramente interessante: lo stesso spunto può fornire elaborati diversi a seconda dell'età e del tempo. 

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A conclusione del libro per invogliarvi ancora di più a conoscerlo, leggerlo e scoprire i libri di cui si parla, ecco. "Se vieni sulla Terra" di Sophie Blackall, Il Castoro, a cui l'autrice si è ispirata per realizzare questo libro omaggiandolo nel titolo.

Per continuare la riflessione l'autrice correda la fine del libro con le "giornate dedicate a", nella consapevolezza che non occorrano giornate ad hoc per affrontare temi così preziosi e anche una bibliografia aggiuntiva a cui attingere.

Per chi avrà la possibilità di andare alla fiera del libro di Bologna, l'autrice Antonella Capetti sarà presente mercoledì 2 aprile 2025. Io purtroppo sarò già rientrata a casa ma sono sicura che ci saranno molte altre occasioni.

02 aprile, 10:00 - 11:00


L'albo illustrato come strumento per l'educazione civica e affettiva

Centro Servizi, Blocco B, 1° Piano

“Trasversalità” è un termine che accomuna l’albo illustrato e l’educazione civica. Tutti gli albi sono utili per l’educazione civica e affettiva (o no?). Come costruire un percorso efficace di educazione civica e affettiva a partire dalla lettura delle parole e delle immagini degli albi illustrati? Proviamoci insieme!

Un workshop che si basa sul nuovo saggio per insegnanti “Se vivi sulla Terra. L’albo illustrato come strumento efficace per l’educazione civica e affettiva” di Antonella Capetti, parte de Il Progetto Scuole Il Castoro.

Antonella Capetti

Organizzato da: Editrice Il Castoro




Ecco qui l'intervista della Rai ad Antonella Capetti durante la Bologna Children's Book Fair.


venerdì 28 febbraio 2025

Un barattolo di stelle di Deborah Marcero, Terre di Mezzo Editore


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Se i bambini e le bambine sono liberi di essere se stessi, riescono a esprimere tutte le loro potenzialità per crescere ed evolvere sereni. "Un barattolo di stelle" di Deborah Marcero, Terre di Mezzo Editore (traduzione di Davide Musso) (qui) è un inno alla bellezza e alla spontaneità dell'infanzia, ove tutto è possibile grazie alla fantasia e alla semplicità, anche di fare amicizia.

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Luis, il protagonista, è un coniglietto che ama passare le giornate in mezzo alla Natura, curioso verso il mondo che lo circonda e capace di osservare e mettere da parte le cose più preziose: è un collezionista e qualsiasi cosa lo attiri la infila in un barattolo. Si accontenta delle "cose semplici": non importa se siano foglie, penne o sassolini a forma di cuore. Per lui sono comunque speciali.

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Infatti, una volta raccolti questi oggetti, a casa riesce a ritrovare la magia dell'esperienza vissuta: la camera si trasforma nuovamente nei luoghi che ha percorso e rivive quel benessere provato.

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Il suo "godere" delle piccole cose viene amplificato quando incontra Iris proprio mentre il mare si sta tingendo di un rosso, che ricorda "lo sciroppo di amarene", Luis dona a Iris un barattolo di quest'acqua preziosa e - magicamente - "il barattolo si illumina per tutta la notte con i colori del tramonto". 

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Da quel giorno i due amici riescono a collezionare cose "difficili da stringere tra le mani", come gli arcobaleni. Del resto cos'è l'amicizia se non uno scambio trasformativo?

Come diceva George Bernard Show "“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.”

Naturalmente qui, non si può non pensare al topolino Federico di Leo Lionni, che fa scorte per l'inverno per donare agli amici colori e profumi dell'estate...
E non si può non ricordare il GGG di Roal Dahl che riesce a catturare nei barattoli i sogni dei bambini. Non a caso sono due autori che hanno scritto capolavori in cui i più piccoli sono protagonisti.


La storia prosegue e seguiamo la felicità dei due nuovi amici che riescono insieme a compiere imprese impossibili, sognando e riuscendo a cogliere ciò che di meraviglioso esiste nel mondo come solo i bambini e le bambine sanno fare, in un momento in cui il mondo reale e quello magico si intrecciano e si mescolano senza confini netti.
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Il libro raggiunge il suo apice quando c'è il distacco: Iris deve andare in città lontano e Luis prova una strana sensazione di solitudine, si sente inizialmente perso, e senza scopo (come un barattolo vuoto).

L'amicizia potrà resistere alla distanza? Come potrà godere ancora delle piccole cose senza la sua amica del cuore? 

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Per fortuna i due riusciranno a trovare il modo per essere vicini ugualmente - seppur separati - e riuscire a continuare quella relazione che arricchisce l'animo e ti fa sentir vivo.

E alla fine Luis avrà anche una sorpresa. Del resto la vita è una continua sorpresa e se si è pronti a "lanciarsi" con coraggio (non a caso la parola deriva da "cuore"), nuove avventure potranno iniziare. 

Le illustrazioni sono semplici ma molto evocative: in alcune pagine appare come sfondo l'acquarello, in altre più dettagliate emerge l'inchiostro che invita a osservare con dettaglio tutte le minuzie disegnate dall'autrice. 
Del resto sul sito (qui) l'artista, per presentarsi, scrive: "I suoi mezzi preferiti sono inchiostro (con pennello e penna), matita (HB), acquerello, gouache, pastelli, matite colorate, carboncino e digitale."  Naturalmente aggiunge anche che ama la natura, ma questo si comprende già solo dal benessere che donano le sue pagine, piene di armonia.

NB Questo albo consente anche di parlare del tempo che passa, osservando le stagioni che cambiano insieme all'evoluzione trasformativa e alla crescita dei due personaggi. Insomma, oltre dentro a una storia ci sono altre meravigliose storie da scoprire insieme e temi da trattare. Del resto un bel libro apre apre a molte possibilità e consente di parlare di più cose, a seconda della sensibilità di ognuno (anche di cosa si ama collezionare ad esempio!!! non solo nei barattoli ma anche nelle tasche).

mercoledì 26 febbraio 2025

Rigenerarsi


Dopo aver ascoltato quanto il verde dia benessere, settimana scorsa, oggi l'ho provato ancora una volta sulla mia pelle. Per rigenerarmi, ho fatto una passeggiata al Parco Monte Stella. Complice il sole, che faceva specchiare gli alberi nelle pozzanghere rimaste.




Ho trovato un sacco di fiori. Le amate violette, che amano le radure in ombra, a volte singole, a volte a grappoli. Ps: il profumo della violetta è delicato, bisogna avvicinare il naso e mettersi in ascolto E allora eccolo...



Ancora tantissimi fiori (come il favagello, sopra) e fiorellini che hanno colorato i prati verdi. 

Ascoltare cince varie mi ha fatto pensare a quanto questi canti siano parte del mio patrimonio e paesaggio sonoro sin dall'infanzia. Quando le ascolto insieme a fringuelli e pettirossi sto meglio. 



E mentre ero assorta mi sono sentita osservata. Era uno scoiattolo grigio vicinissimo. Pronti via, è scappato in un battibaleno. Altri, forse giovani, giocavano a rincorrersi tra gli alberi.




Infine ho trovato una chiocciola talmente piccola che non l'avrei vista. Stavo infatti osservando un frutto aperto dell'albero delle lanterne cinesi e lei era lì. Piccola e perfetta, anche mimetica. Infatti ogni luogo può essere casa, per questa chiocciola, anche il fragile frutto.



E che dire dei lombrichi? Sollevando mattoni o grandi sassi ci si può imbattere in questi anellidi che disturbati dalla luce improvvisa, iniziano a contorcersi, accorciandosi e allungandosi, e cercano di infilarsi di nuovo sotto terra. Loro sono i maggiori produttori di humus del pianeta quindi rispettiamoli sempre (e ringraziamoli!).

PS: Durante una pioggia battente, la scorta di ossigeno presente si esaurisce rapidamente. Questo è uno dei motivi per cui, dopo un acquazzone, i lombrichi salgono in superficie: se non escono a respirare, soffocano.



Infine, gli scolitidi, che artisti!