Visualizzazione post con etichetta indicazioni nazionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta indicazioni nazionali. Mostra tutti i post

sabato 22 marzo 2025

Se vivi sulla Terra, di Antonella Capetti, Il Castoro

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti

In un momento delicato per la scuola come questo attuale, con le bozze delle Indicazioni nazionali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (qui) che stanno per stravolgere molti punti di apertura per l'insegnamento affermate con le Indicazioni Nazionali del 2012 (qui), il libro di Antonella Capetti " Se vivi sulla Terra - L'albo illustrato come strumento efficace per l'educazione civica e affettiva" edito da Il Castoro dona una boccata di aria fresca e di speranza. 

Infatti, Antonella Capetti ha alle spalle 40 anni di esperienza tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria, è appassionata di albi e cerca di impiegarli quotidianamente (come anche le poesie) per abituare non solo i bambini e le bambine alla lettura ad alta voce (preziosa anche per aumentare il lessico, abituare al silenzio) ma anche affinché le nuove generazioni siano avvezze all'ascolto (di sé e degli altri), alle riflessioni, alla partecipazione e alla consapevolezza.

Nell'introduzione infatti l'autrice scrive "Da anni i libri, e in particolare gli albi illustrati, mi sono compagni di viaggio nella vita quotidiana e nel lavoro in classe. Scelgo di portarli ogni giorno a scuola perché li ritengo strumenti indispensabili, insostituibili, preziosi, per circondare bambine e bambini di storie e bellezza, per resituire loro un tempo bambino che troppo spesso il mondo adulto sottrae e ostacola, per consolidare il rapporto tra alunne e alunni nella possibilità condivisa di interrogarsi e riflettere".

Le indicazioni di Antonella Capetti sono molto chiare sin dalla prima pagina: affrontare l'educazione civica e affettiva a scuola è dunque "trasversale come lo è la lettura degli albi illustrati, dove le parole, le immagini, le scelte grafiche interagiscono per creare molteplici possibilità di lettura e relazione".

Quindi, il libro è costituito da suggerimenti e suggestioni da cui partire, ma che non vogliono essere vincolanti e - passatemi il termine - "una ricetta preconfezionata" per affrontare determinati temi molto sensibili.

L'invito è, quindi, a leggere questo libro dalla prima all'ultima pagina per poi riflettere sulle parole che evoca e non per seguire solo pedissequamente gli esempi. Infatti lei stessa ribadisce: "lungi dall'essere un quaderno operativo, questo libro si propone come uno stimolo".. Ed è bene tenerne conto.

Infatti, la letteratura per l'infanzia è smisurata (certo gli albi e i libri belli sono meno) e quindi l'autrice presenta la sua scelta personale, dettata dall'esperienza di lavoro in classe in questi anni con gli albi con i bambini e le bambine, che non preclude però altre possibilità.

Il libro affronta 10 argomenti: l'identità la diversità, il rapporto con gli altri e con il mondo, l'ambiente, la sostenibilità, i diritti, i doveri, la scelta.

Per ogni macro area sono presentati alcuni albi o libri impiegati a scuola da cui è scaturita un'attività.

Un'altra riflessione a mio avviso preziosa è questa: "L'educazione civica è sempre e strettamente collegata all'educazione all'affettività: senza consapevolezza delle proprie sensazioni, emozioni e sentimenti non si può acquisire una chiara conoscenza di sé stessi né costruire relazioni efficaci con gli altri e con il mondo".

L'introduzione, quindi, in sette pagine, ci porta un concentrato di quelle che sono le idee e le riflessioni che la Maestra Antonella Capetti ha sviluppato nel corso degli anni e che sono dei punti fermi correlati al suo lavoro nel pieno rispetto delle alunne e degli alunni perché possano tirar fuori (non a caso prima è stata educatrice: educo vuol dir "tirar fuori") il meglio di loro stessi o anche quei pensieri profondi che sono risultato anche della vita intorno a loro.

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti

(sopra un albo edito da Camelozampa che offre molti spunti, di cui ho parlato qui)

Il libro è un vero e proprio scrigno di riflessioni e proposte di albi anche per chi non insegna ma sta con i bambini e le bambine e pensa al loro benessere generale. 

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti


Vorrei soffermarmi su due capitoli, che tra tutti, mi stanno particolarmente a cuore.

Il primo è il Capitolo 3 "Io e gli altri - Uguaglianza e diversità" dove si parla di reciprocità dell'ascolto, attenzione al punto di vista dell'altro e della diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti. (la citazione fa riferimento, non a caso, alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione del 2012).

Gli albi illustrati hanno una grande potenzialità - come i libri in generale - ovvero "un rispecchiamento" e offrono la possibilità di lavorare sullo sviluppo dell' empatia (ovvero il mettersi nei panni degli altri), uscendo dai pregiudizi e da pensieri stereotipati.

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti

Tra gli albi suggeriti da Antonella Capetti c'è anche "Telefonata con il pesce", di Silvia Vecchini e Sualzo, edito da Topipittori (qui). Nella sua riflessione l'autrice si sofferma sul tema del silenzio e sulle sue varie sfaccettature. Quello legato al libro è "il silenzio di chi in qualche modo non riesce, o perlomeno a scuola, a far sentire la propria voce, a comunicare con essa la propria presenza e il proprio pensiero"

è qui che entra in gioco la protagonista che riesce a trovare una modalità per avvicinarsi al compagno.

Alle riflessioni personali Antonella aggiunge la voce e i pensieri dei suoi bambini e delle sue bambine come questa sul silenzio:

"Il silenzio per me è quando tutto è sopra la schiena e nessuno ti aiuta"

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti

L'attività che è seguita è stata chiamata "Per fortuna che ci sei" in cui si crea una sorta di cassetta delle lettere o della posta in cui ognuno/a infila un pensiero, una poesia, un disegno per un compagno o una compagna per incoraggiarlo.

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti

Un altro capitolo è come immaginerete se frequentate qualche volta il mio blog il Capitolo 7 "Tra umanità e natura". Ogni capitolo parte da una parte delle indicazioni nazionali che comunque, almeno per la sottoscritta, rimangono un faro di apertura a operare con cura e consapevolezza a prescindere.

Avvicinarsi alla Natura è qualcosa di imprescindibile - a mio avviso - in questi tempi in cui la tecnologia sta invadendo sempre più precocemente le vite delle bambine e dei bambini, allontanandoli dagli spazi aperti, dalla noia, dalla curiosità della scoperta di cosa sta loro intorno.

Il libro "Streghetta Nocciola - Un anno nella foresta" di Phoebe Wahl, Il Castoro (qui) è un bellissimo inizio per approcciarsi alla natura.

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti, Natura


Quello che amo dell'attività proposta è la riflessione avviata prima con i bambini e le bambine sull'appropriarsi della natura del portar via sempre un pezzetto come ricordo. Questo può essere fatto raccogliendo elementi naturali caduti e disporli con un'opera di land art e fermare questo ricordo effimero con foto, consapevoli che il vento o altro le avrebbe lasciate andare.

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti, lasciar andare


Il lasciar andare: che bel momento di educazione in generale... (in un mondo che afferra e vuole appropriarsi).

Un altro albo citato è "Rimanere sul sentiero" di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic Topipittori (qui).

A grande sorpresa (piacevole per la sottoscritta) per il capitolo sulla sostenibilità compare il bellissimo albo "Noi Kodama" di Bimba Landmann Camelozampa (di cui ho parlato qui) che ha sollecitato la maestra Capetti a far realizzare un piccolo taccuino per tener traccia delle proprie riflessioni. Vedere le possibili realizzazioni è veramente interessante: lo stesso spunto può fornire elaborati diversi a seconda dell'età e del tempo. 

Se vivi sulla Terra,Antonella Capetti,Il Castoro,recensione,educazione civica e morale,educazione affettiva, scuola,#albiillustrati,indicazioni nazionali,riflessioni,proposte, A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com, maestra Antonella Capetti, spunti, Natura


A conclusione del libro per invogliarvi ancora di più a conoscerlo, leggerlo e scoprire i libri di cui si parla, ecco. "Se vieni sulla Terra" di Sophie Blackall, Il Castoro, a cui l'autrice si è ispirata per realizzare questo libro omaggiandolo nel titolo.

Per continuare la riflessione l'autrice correda la fine del libro con le "giornate dedicate a", nella consapevolezza che non occorrano giornate ad hoc per affrontare temi così preziosi e anche una bibliografia aggiuntiva a cui attingere.

Per chi avrà la possibilità di andare alla fiera del libro di Bologna, l'autrice Antonella Capetti sarà presente mercoledì 2 aprile 2025. Io purtroppo sarò già rientrata a casa ma sono sicura che ci saranno molte altre occasioni.

02 aprile, 10:00 - 11:00


L'albo illustrato come strumento per l'educazione civica e affettiva

Centro Servizi, Blocco B, 1° Piano

“Trasversalità” è un termine che accomuna l’albo illustrato e l’educazione civica. Tutti gli albi sono utili per l’educazione civica e affettiva (o no?). Come costruire un percorso efficace di educazione civica e affettiva a partire dalla lettura delle parole e delle immagini degli albi illustrati? Proviamoci insieme!

Un workshop che si basa sul nuovo saggio per insegnanti “Se vivi sulla Terra. L’albo illustrato come strumento efficace per l’educazione civica e affettiva” di Antonella Capetti, parte de Il Progetto Scuole Il Castoro.

Antonella Capetti

Organizzato da: Editrice Il Castoro




Ecco qui l'intervista della Rai ad Antonella Capetti durante la Bologna Children's Book Fair.


martedì 17 aprile 2018

"I bambini hanno più da dare che da ricevere": incontro con Franco Lorenzoni all'Università Milano Bicocca



In un'aula magna stracolma, si è tenuto oggi l'incontro "I bambini hanno più da dare che da ricevere" con Franco Lorenzoni all'Università Milano Bicocca. Un incontro denso e prezioso, fatto di riflessioni ed esempi pratici: il maestro ha incantato la platea tenendo banco per oltre due ore. Ha iniziato in maniera incalzante "Attenuare - sospendere è chiedere troppo - il giudizio, e dunque il pre-giudizio, è fondamentale per entrare in relazione con gli altri. Un rapporto educativo si instaura solo se mettiamo da parte il giudizio". E ancora "I bambini ci aiutano a capire delle cose, se stiamo attenti, se li ascoltiamo. Se diamo spazio alla parola". Lorenzoni ha parlato dell'importanza di creare uno spazio vuoto, non strutturato (qui mi viene una connessione spontanea con il libro Materie intelligenti di cui ho parlato qui). Perché l'ascolto si fonda sul vuoto (altro collegamento... quando facevo yoga, il mio insegnante Marco Peduzzi parlava sempre di vuoto come" infinite possibilità"... tutto torna).


Una parola che il maestro Lorenzoni ama è "reciprocità", che viene dall'unione di due vocaboli: "recus" che significa "vado indietro" e "procus" ovvero "faccio un passo avanti"; si tratta di una piccola danza, ma perché si possa progredire bisogna fare prima un passo indietro. Gli insegnanti spesso fanno però fatica a fare un passo indietro e a creare il vuoto, occupando spesso lo spazio della parola con il potere del ruolo che detengono. In queste condizioni è difficile che i bambini possano parlare con gli altri che stanno zitti ad ascoltare.

Ha ripreso dunque la "pedagogia dell'ascolto", un tema caro a MCE (Movimento di cooperazione educativa, qui): insegnare ed educare in un contesto in cui si conferisce dignità alla parola di tutti. Nessuno escluso.
"Non si può educare se non si ha una grande visione": in effetti la nostra Costituzione contiene una grande visione del mondo. Purtroppo ci sono molti ostacoli (sociali, economici...) che impediscono il pieno sviluppo di una persona, e dunque ne limitano la libertà.

Calvino diceva "Le fiabe sono un catalogo dei destini" e Piero Calamandrei (qui e qui) aggiungeva "La scuola serve a capire il destino", anzi per lui era "incubatrice di vocazione".

Lorenzoni ha proseguito citando le indicazioni nazionali (qui i punti essenziali) che parlano di una scuola per tutti.

Donald Winnicott (qui) diceva "Nessuno si accorge che i bambini hanno più bisogno di dare che di ricevere", ovvero quando un bambino scopre qualcosa ha bisogno di comunicarlo a qualcuno che lo ascolti; questa tensione se non trova ascolto è una piccola ferita che resta (oggi lo dicono anche i neuroscienziati: il nostro cervello registra queste "ferite"). Occorre dunque fare in modo che quelle ferite si cicatrizzino, che non ci sia accanto una persona giudicante. Questo è alla base della psicologia aperta, euristica (da eurisko, che in greco significa trovare, qui).

Il dialogo è la modalità generativa, quindi bisogna insegnare poco perché i bambini imparino molto. Invece a scuola avviene spesso il contrario e, per esempio, si relega il disegno a quando i bambini sono stanchi. Ma il disegno è frutto di un'elaborazione, di un pensiero.

Ogni bambino ha i suoi talenti: c'è chi scrive, chi disegna, chi si muove bene; la molteplicità di linguaggi è il primo territorio di inclusione. Se stiamo lavorando per dare dignità ai bambini, dobbiamo ascoltarli e dare loro l'opportunità di scoprire il proprio linguaggio, quindi, dobbiamo fare meno cose.

Lorenzoni ha poi raccontato un aneddoto, quando ha iniziato a lavorare con i bambini sui problemi è partito da una domanda: "cos'è un problema?" Un alunno gli ha risposto: "ci sono i problemi nostri e quelli del quaderno". "Se la scuola è "il problema del quaderno" allora abbiamo perso" ha riflettuto. Perché occorre trovare connessioni tra la realtà e la scuola.

Malala, premio Nobel per la Pace, (qui) ha detto che "i libri e le penne sono le armi più potenti per cambiare il mondo". La cultura è dunque pericolosa e bisogna battersi per essa.

La comunità, d'altro canto, è un luogo dove le persone si stupiscono reciprocamente, afferma Lorenzoni (questa è una sua definizione, ndr). Questo, per non "ossificare" il pre-giudizio e rinforzare le aspettative che abbiamo su una persona.

Le domande stanno a cuore ai bambini: per esempio, "perché uno ha cominciato a suonare? perché qualcuno ha iniziato a dipingere?" Parlare con loro della prima volta è straordinario. Far scoprire loro la meraviglia e la bellezza del linguaggio.

Lorenzoni, per esempio, chiede ai bambini spesso all'inizio del ciclo della scuola primaria "dove si nasconde la matematica?" e pian piano loro scrivono una frase e danno le loro risposte. Una bambina ha spiegato che matematica in arabo significa ginnastica (!). Lavorare con una maggiore ricchezza culturale arricchisce. Del resto, la contaminazione è ricchezza.

Bisogna lavorare sul linguaggio perché questo sia all'altezza delle emozioni e dei pensieri che i bambini hanno. Il linguaggio è, dunque, uno strumento potentissimo. I bambini vanno appassionati al linguaggio e all'idea che il linguaggio spieghi il mondo (allontanandosi dalle semplificazioni).


Due esempi di interdisciplinarietà, partendo dalle domande

Del resto - se un insegnante lo sta ad ascoltare - ogni bambino aiuta a pensare (qui Lorenzoni ha fatto vedere bellissimi video in cui ha mostrato il lavoro prodotto con i suoi bambini sull'arte e sulla matematica, in connessione con l'astronomia... un lavoro che hanno chiamato "astrometria"... di fatto ha lavorato per mesi per collegare le fasi della luna alle competenze geometriche, in particolare, gli angoli, dando valore anche alle ipotesi sbagliate, supportate da idee di grandi pensatori).

Lorenzoni ha poi spiegato come la cultura sia sempre frutto di una relazione. "Un libro vale perché viene letto e se c'è qualcuno che lo legge ad alta voce al tempo stesso si possono scoprire al tempo stesso non solo l'oggetto culturale ma qualcosa di te stesso o di qualcun altro. Insieme, in classe, si costruisce a cultura."

Per finire, Lorenzoni ha raccontato la sua tenace battaglia per lo #iussoli, a partire anche dall'arrivo di 15 rifugiati a Giove (il paese umbro dove lavora), citando Primo Levi e Don Milani.

Rispondendo a una delle tante domande poste dalla platea, ha sottolineato di come sia importante andare oltre il libro di testo, che non è il programma, come pensano molti insegnanti.

In attesa di rivedere il video di questo incontro davvero prezioso, per cui non ringrazierò mai abbastanza Monica Guerra, spero che questi appunti ne abbiano restituito il senso.
Concludo con il suo prezioso intervento.