mercoledì 20 novembre 2019

La magia delle gocce sulle foglie


Avrei potuto passare ore oggi a osservare le gocce deposte sulle foglie. Sembrano quadri.
La Natura crea opere d'arte a portata di chi volge il suo sguardo posandolo anche su cose all'apparenza normali. E qui scatta la straordinarietà tanto da incuriosire anche i passanti che mi hanno vista china nel prato. A far cosa?
A raccogliere tesori - come il topolino Federico di Leo Lionni - pantoni di colori ,facendo scorte di bellezza per l'anima e il cuore. 

Per gratificare i miei occhi e quelli di chi vorrà sorprendersi come la sottoscritta.


sabato 16 novembre 2019

Per Bookcity 2019... È tornata la felicità


Nell'ambito delle iniziative di Bookcitymilano dedicate ai bambini oggi lo spazio dell'associazione Baby360 (qui il link) è diventato un luogo di lettura e laboratori per piccolissimi e non.

La proposta è una delle numerose che si può trovare tra le attività di promozione e animazione del libro che come ABC (qui pagina facebook) realizziamo in giro per la casa editrice Babalibri (qui il link), con cui collaboriamo da tanto tempo.

In questo caso abbiamo proposto "È tornata la felicità" un incontro, in cui si inizia a parlare di emozioni attraverso la lettura di due albi: "Che rabbia!" di Mireille d’Allancé (qui la scheda) e "Lacrime che volano via" di Sabine De Greef (qui la scheda). Un modo per indagare (nessuno ha una ricetta magica!) insieme a genitori e bambini due stati dell'animo che fanno parte della nostra vita e che spesso vengono solo considerati in modo negativo, ma che sono preziosi per la crescita.
Il primo era abbastanza conosciuto dalla nostra platea di piccoli lettori di 2/3 anni (tranne uno di 6) mentre il secondo solo da uno.




Dopo la lettura ci siamo divertiti a creare un contenitore della rabbia, trovando un momento per scrivere le parole o gli atteggiamenti delle persone che ci fanno arrabbiare (e sono venute fuori molte frasi interessanti... es. "mi arrabbio quando non mi ascoltano" oppure "quando mi dicono le bugie", "quando mi portano via i giochi", "quando i miei genitori mi sgridano"). 


Dopodiché, abbiamo creato il sacchetto per le lacrime (attenzione a non considerarle solo come qualcosa di brutto, si può anche piangere di gioia!), che poi, grazie alle suggestioni di questo albo abbiamo scaldato, cullato, fino a far loro il solletico, i grattini e poi le abbiamo fatte danzare e volare insieme a noi.

 


Grazie a tutti i bambini, le bambine, i papà e le mamme che hanno partecipato. Grazie a Laura Tramontano e a Baby360 che con Babalibri mi hanno consentito di fare questo incontro.

martedì 22 ottobre 2019

Racconti naturali: le sorprese dell'autunno


Oggi sono andata alla ricerca della natura e della bellezza che solo lei mi può riservare. La natura riesce a riappacificarci con noi stessi, non sempre ma almeno ci prova. Mi sono presa una mezzoretta per passare la parco. Inutile dire che avrei voluto immergermi e non uscire così velocemente ma non era proprio possibile.
Ma già queste foglie che mi si sono presentate allo sguardo mi hanno colpita ed emozionata, per la forma, i colori, i dettagli, le sfumature. A volte foglie così diverse anche se provenienti dalla stessa pianta madre. Allora possiamo riflettere sulla unicità di ciascuno e su quanto un mondo omologato possa farci godere meno della bellezza di quello che ci circonda.


domenica 6 ottobre 2019

Super Brando di Edizioni Lapis alla Feltrinelli


Super Brando di Robert Starling, pubblicato da Edizioni Lapis (qui), vi conquisterà per la sua semplicità e per il significato del racconto. Infatti, la storia ci spiega che ognuno di noi può diventare un supereroe, perché ognuno è speciale a suo modo basta solo scoprire qual è la nostra qualità magica. Allora saremo in grado di fare qualsiasi cosa per aiutare gli altri. Non servono né maschera né mantello, perché non siamo nati per volare, ma i nostri superpoteri sono nascosti. Dobbiamo solo trovarli, per scoprire le nostre abilità.


Il protagonista è Brando, un normalissimo bradipo che vive in una giunga come tante, dove non fa niente di particolare, finché un giorno scopre un fumetto di un supereroe. Solo allora pensa di poterlo essere lui stesso.


Sarà così che, dopo vari tentativi e diverse sconfitte - senza lasciarsi abbattere - e con la sua tipica espressione "Poffarbacco" (che conquista come un eroe dei vecchi tempi) che Brando riuscirà a vincere nella sua impresa di combattere il cattivo formichiere. Come? A voi scoprirlo leggendo la storia.
Inutile dire che le illustrazioni sono fantastiche; la storia simpatica, divertente ironica e universale, come tutte quelle che parlano a ognuno di noi, rendendoci protagonisti.


Oggi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte dopo aver letto questa fantastica storia abbiamo provato a creare dei supereroi con materiali naturali.

Quando curo i laboratori (in realtà siamo tre, le ABC, Anna, Barbara Archetti e Cristina Zeppini) ho poche ma semplici regole:

- divertirsi

-avere portato da casa la fantasia

-non aver paura di sbagliare

-non preoccuparsi se si viene "copiati" perché magari abbiamo trovato una buona soluzione

-insieme si fa meglio (lavoriamo molto sulla relazione adulto bambino).



Oggi è stata l'occasione per vedere all'opera grandi e piccini ad adoperarsi per cercare di creare il loro supereroe fatto con materiali naturali e realizzato con l'Impiego di lana corde, bastoncini e qualche nettapipe.






I lavori sono stati semplicemente sorprendenti per la creatività che ognuno ha tirato fuori. È stato davvero emozionante vedere papà nonni e mamme mettersi in gioco per realizzare qualcosa insieme vederli ridere, sperimentare, aggiustare e poi andarsene via entusiasti del proprio lavoro. E sentire un papà esclamare "è stato un lavoro di squadra".

Ci interessa donare del tempo di qualità, poter far sperimentare materiali di vario tipo che possano attirare per la loro forma, il loro colore o per la consistenza.

Sorrisi e ringraziamenti sono i doni che ci portiamo a casa ogni volta da ogni laboratorio in cui ritroviamo facce conosciute e facce nuove e speriamo di aver potuto regalare a nostra volta qualcosa.


Grazie a: Bianca, Martina, Olivia, Giulietta, Elin, Giulia, Shela, Chanelle, Giulio, Charlotte, Martina, Rim, Irene ed Enea e al mio assistente Andrea. Naturalmente un grazie è dovuto anche ai nonni, alle mamme, ai papà e alle tate.

I prossimi appuntamenti li potete trovare sul sito Feltrinelli, prelevando il Folder in ogni libreria Feltrinelli di Milano, oppure anche sulla nostra pagina Facebook ABC, nella sezione eventi: il link qui.

lunedì 24 giugno 2019

Apprendere in natura con Nature Rock Italia



Quest'anno mi sono fatta un regalo: la partecipazione a un campus completamente esperienziale. Si tratta di H3educamp dove H3 sta per "Head, Hearth, Hand", ideata da Nature Rock Italia e condotta da Christian Mancini e Raffaella Cataldo. Sei weekend intensi, per un totale di 90 ore di formazione, di cui voglio iniziare a tirare le fila, anche se sono soltanto a metà del percorso.

Sarà forse perché l'altra notte ho vissuto una delle esperienze più magiche della mia vita, ovvero rimanere in silenzio circondata in un bosco invaso dalle lucciole. Mi sembrava di essere entrata nel film di Steven Spielberg del GGG, quando il Grande Gigante Gentile va a caccia di sogni e cattura queste scintille luminose nel lago: io mi sentivo un po' così come se le lucciole - con i loro puntini luminosi roteanti  - fossero tanti piccoli sogni e desideri pronti lì da catturare e da realizzare. Di colpo la mente si è messa in disparte e gli occhi, le orecchie e il tatto sono diventati un tutt'uno con l'ambiente circostante.


E' difficile descrivere un'esperienza diretta in natura. Bisogna provarla sulla propria pelle per vedere gli effetti che crea. Posso provare però a raccontarvi le mie impressioni. Questo campo, in effetti, ti mette a contatto con la parte più ancestrale che risiede latente in ognuno di noi e la fa riemergere pian piano. I sensi riacquistano percezioni intense e inizi a fare senza pensare, lasciandoti guidare dalla sapienza del corpo.
Imparare a fare il fuoco e mantenerlo acceso, a intagliare un cucchiaino, a costruire una brandina.


Imparare a conoscere lo stesso posto che cambia nelle diverse stagioni e osservarne le sfumature.
Imparare ad avere dei rituali di gruppo, condividere un cerchio di parole e incenso.


Più vado avanti, più sono convinta che questa esperienza dovrebbe essere realizzata da chiunque voglia di riconnettersi con se stesso, con la natura, e soprattutto da chi lavora a contatto con i bambini. Perché dico questo? Perché ormai troppo spesso i più piccoli sono allontanati precocemente dal loro modo naturale di esprimersi e vengono relegati in spazi - definiti da Paola Tonelli, vedi post qui "scatole chiuse" - senza avere la possibilità di sperimentare attività che quando ero piccola erano considerate "normali", come poter giocare all'aperto, in cortile o al parco, poter stare a piedi nudi, poter avere un'immersione totale nella natura.


Anche noi adulti stiamo perdendo pian piano - con la sedentarietà forzata - questa capacità innata di essere in contatto con la Terra e con il Cielo. Poter dunque fare giochi a piedi nudi, toccando l'erba, la terra o le foglie secche è, dunque, qualcosa di incredibile, perché si recuperano sensazioni dimenticate. Eh sì, dimenticate, perché ho avuto esperienze naturali molto forti da piccola e durante l'università (e appena posso vado in mezzo al verde), ma il mio grado di consapevolezza di connessione con quella che la mia parte più intima e più profonda in un contesto naturale non era mai stato così forte e così amplificato come ora. E' quello che si definisce biofilia, cioè sentirsi parte dell'universo della natura, parte integrante del mondo circostante senza invaderlo o disturbarlo per un qualche scopo; è stare "in ascolto", pronti a intercettare quelle che sono le sensazioni più profonde. Riuscire a confondersi con l'ambiente circostante riuscendo a scoprire la vita che c'è intorno, come tutti gli esseri viventi, dalle piante agli animali.... con gradualità.



Altro regalo è un'energia sempre più crescente e concentrata... vi dico solo che pur essendomi svegliata sabato alle cinque e tornata a casa alle 22 domenica sera, mi è sembrato di stare via un mese e sono tornata completamente rigenerata... perché si crea un gruppo dove si impara a stare in cerchio, a parlare in un contesto dove il giudizio è sospeso, dove le parole diventano un dono per gli altri, un arricchimento reciproco, dove ogni nodo viene accolto, a volte sciolto, a volte fatto fluire. L'esperienza del singolo diventa, quindi, uno spunto di riflessione su se stessi e sulla società. Grazie a questi incontri si può riuscire a amplificare i propri sensi in maniera indescrivibile.


Pian piano si diventa più consapevoli e più competenti, recuperando il dono delle mani, della motricità fine lasciando parlare il corpo e non la mente, cantando e riflettendo su quelle che sono le convenzioni sociali che ci fanno comportare in modo formale, automatico, aprendo nuove strade alla ricerca, che possono servire anche nella quotidianità.

Quello che posso dire è che anche nel canto, nella danza - alcuni momenti guidati sempre dai due capogruppo Cristian e Raffaella - ti trovi in una sintonia speciale con il partner temporaneo o, con il gruppo, avverti un energia  che è una sorta di una ricarica. Si scopre la potenza di quello che si può fare in un gruppo - ben condotto - dove tutto diventa così spontaneo che non c'è più neanche bisogno di parlarsi, ma solo di guardarsi negli occhi, per andare a ritmo, perché c'è un ascolto reciproco molto intenso. Un ascolto che spesso manca nel quotidiano, un ascolto di cui bambini in special modo hanno bisogno.



Abbiamo a sperimentato che anche per noi adulti stare in silenzio è qualcosa di difficoltoso, perché nonostante tutto, anche noi poi non sempre siamo disponibili a farne dono agli altri (perché diventi un momento di ascolto e riflessione personale/individuale). Per cui ben vengano i giochi per sperimentare come diventare silenziosi, attraverso il "passo della volpe".
Ben vengano i giochi di gruppo in cui c'è un obiettivo da raggiungere insieme e bisogna ingegnarsi usando la creatività e l'istinto.




Ben venga imparare a stare in una seduta sotto la pioggia, ascoltarne il suono, sentirsi a proprio agio anche in queste condizioni bollate tradizionalmente come "cattivo tempo".

Esercizi che andrebbero svolti non solo poche volte in un anno - come in questo corso  - ma diventare una consuetudine, un'abitudine entra a far parte del di quello che diventa imprescindibile per il benessere una persona. Mi è capitato lo stesso con lo yoga,  che ho praticato per diversi anni e di cui sento la mancanza: certo per imparare a essere devi avere dei conduttori estremamente preparati, capaci di guidarti senza che tu quasi te ne accorga, a volte, a cui abbandonarti con fiducia, per provare una sensazione di relax e di benessere o tirar fuori dei nodi che non hai ancora sciolto.

Non so se sono riuscita a farvi comprendere perché fare questo corso, ma forse maggiori spiegazioni potete trovarle sul sito qui o sulla pagina facebook qui.

La prossima esperienza partirà da ottobre 2019 a giugno 2020. Io posso solo dirvi che ho cambiato il mio modo di condurre i laboratori di lettura con i bambini. Sembrano due mondi a parte ma non è così. C'è un sottile filo rosso che lega tutto.


Dimenticavo, proverete a dormire in Yurta, in tenda o all'aperto, in ripari fatti da voi stessi o da altri corsisti...

PS Anche per i bambini sono previsti campi estivi... e sono previste formazioni per le scuole. Insomma, basta chiedere e troverete anche la soluzione più adatta a voi.