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giovedì 18 luglio 2024

Diario del bosco - passeggiata sul far del tramonto



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L’aria è ancora insopportabilmente calda e i vestiti si appiccicano addosso.

La terra è secca come se non avesse piovuto per mesi.

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Per fortuna i muschi sono ancora di un verde brillante, grazie alle piogge passate...

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Le chiome di castagni e aceri sono chiare e luminose ...

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In alcuni punti gli alberi piegati creano archi naturali che creano uno spazio infinito,

una specie di porta che lascia sognare...

Camminiamo godendoci da luce radente e tu salti quà e là anche se ti sento ansieggiare da lontano. Un’altra volta andremo più tardi.

Comunque i sentieri non sono niente male, anche se li frequentiamo da sempre.


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Le ultime immagini mi ricordano quadri e le terrò impresse nella memoria, grata per cotanta bellezza

martedì 10 agosto 2021

Avanti tutta! di Guia Risari e Daniela Iride Murgia, Edizioni Corsare



Penso che ci sia un tempo per ogni cosa. Per potersela gustare in ogni suo dettaglio. Mi capita che sia così con gli albi scritti da Guia Risari e con quelli illustrati da Daniela Iride Murgia. Avendole entrambe mi sono concessa del tempo e un luogo adatto per apprezzarlo quanto merita. Sto parlando di Avanti tutta! di Guia Risari e Daniela Iride Murgia, pubblicato da Edizioni Corsare (qui la scheda).

Nella prima doppia pagina osserviamo un adulto perso nella lettura e leggiamo "Questa storia comincia in una giornata un po' inutile, in cui non sta accadendo niente di speciale". Mi basta soffermarmi per pensare a come l'estate e il tempo "vuoto", l'"otium" latino ci ricordino quanto il "perder tempo", la cosiddetta "noia" anticipino momenti meravigliosi. Forse perché si fa spazio per i pensieri, forse perché si fa spazio per la curiosità, forse perché... cosa direste voi? E cosa potrebbe dire un bambino o una bambina?

Fatto sta che il protagonista trova dei pali speciali (quanto sono meravigliosi i dettagli!), che hanno delle punte di matita su cui si arrampica e ammira il paesaggio. E noi ammiriamo le illustrazioni in cui penso Daniela Iride Murgia si sia dilettata a inventar nomi delle cime innevate di montagne che nascono da un libro... che sia tutto frutto della fantasia? Che fosse tutto nel libro che il nostro protagonista stava leggendo? Poco ci importa ora perché lo seguiamo e non vediamo l'ora di voltar pagina.


Ci ritroviamo un ragazzino agghindato con calze a righe rosse e un vestito strepitoso che tiene in mano un granchio che a sua volta sorregge un seme che pare simil alchechengi. Un cane è lì in adorazione.
Illustrazione premio Andersen, Daniela Iride Murgia.

 (Marina Petruzio, esperta di moda ha avuto più volte modo di raccontare meglio della sottoscritta quanto questa artista, vincitrice quest'anno del premio Andersen come "Miglior illustratrice dell'anno", sia una delle poche a vestire i suoi personaggi con abiti di una grazia infinita)... a proposito c'è un numero speciale di Andersen che parla di lei... (qui)

L'avventura prosegue con altri personaggi che si pian piano compaiono e mi sembra un po' di ripensare anche alla fiaba di Jack e il fagiolo magico...

La magia di questo albo è che ti continua a sorprendere e il protagonista non cede ai "ricatti" dei genitori paurosi che lo vogliono far scendere perché "è pericoloso!" ma li convince a provare a guardare dal suo punto di vista. Questa svolta nella storia la ritengo molto preziosa. Troppo spesso la paura che si inciampi, si cada, ci si possa far male intralcia le nostre esperienze? I bambini e le bambine di oggi sono spesso preda di adulti ansiosi, che non li lasciano esplorare in solitudine.

Non mi addentro oltre per non rovinare il libro e lasciarvi la curiosità di prenderlo, leggerlo e sfogliarlo. Metterlo giù. Poi riprenderlo, osservarlo e rileggerlo.

Io rimango incantata e ringrazio le due autrici per un testo così delicato e coraggioso al tempo stesso, pieno di fantasia e creatività, che invita a esplorare, che sia con un libro, con una matita o con la fantasia. L'importante è andare.

mercoledì 21 luglio 2021

SEDIMENTI alla Riserva Naturale del Monte Mesma


Sabato 17 luglio ho partecipato con Andrea a un bellissimo incontro realizzato dalla associazione Mastronauta (qui) e ideato e curato dal musicista Edoardo Sansonne e dalla coreografa Elisa Sbaragli.

Da sinistra, Andrea Ruschetti, direttore Mastronauta, Elisa Sbaragli ed Edoardo Sansonne.

I partecipanti sono stati invitati a entrare nel bosco e cercare di esplorarlo con diverse modalità, sempre più intense, per riuscire a coglierne diverse sfumature. 

Se inizialmente ci siamo guardati intorno, pian piano abbiamo sempre più preso coscienza degli spazi antropici e di quelli naturali e del loro punto di incontro. Siamo stati invitati a osservare un punto particolare e a esplorarlo a fondo. Io sono stata incuriosita da un sasso del muretto a secco circostante, scelto da due specie di licheni come luogo di crescita.





Ognuno ha esplorato il suo macrocosmo sia in base alle indicazioni di Elisa ed Edoardo, sia in base al suo sentire. Io prima l'ho osservato, poi l'ho cercato di trasferire su texture, poi disegnato. Sono in seguito passato a esplorazioni più ravvicinate, lasciandomi guidare dal tatto e dall'olfatto, per poi riportare su carta le mie impressioni.


Dal canto suo Andrea ha scelto un'edera che stava avvolgendo un sasso e dopo averla disegnata ha espresso considerazioni decisamente più filosofiche delle mie.







Il tempo è passato senza che ne accorgessimo e pian piano il bosco ci è "entrato dentro", coinvolgendoci emotivamente sempre più. Inoltre, da un gruppo di persone estranee si è creata una relazione sempre più intensa con gli altri, sia grazie agli esercizi da condurre, sia alla magia del contesto in cui eravamo immersi.


Ci siamo spostati in un'altra area all'interno del sentiero Verde Vivente (qui e qui), incontrando un ponte antico, dove in passato siamo stati più e più volte durante i nostri campi residenziali di Dragolago. Mai però mi ero soffermata a osservarlo con altri occhi, incontrando lo sguardo della natura in relazione con il paesaggio antropico. Mi sembrava di essere altrove, in uno spazio senza tempo, una sensazione davvero intensa ed emozionante.

Abbiamo letto alcune riflessioni sul "terzo paesaggio" dell'architetto paesaggista Gilles Clément e sullo "spazio residuale" (uno spazio in attesa, ingabbiato in una condizione di sospensione temporale , un po' come la sensazione che personalmente ho provato in questa esperienza intensa). Poi siamo stati invitati a farci coinvolgere in un'attività di brainstorming, lavorando su alcune parole, lasciandoci condurre anche dalle sensazioni provate e dal paesaggio che stavamo vivendo e osservando.




foto di Andrea Ruschetti.


Andrea nel frattempo, ha ritirato fuori la sua anima da entomologo (non a caso è stato soprannominato "InsettaJones... qui qui qui qualche avventura quando era più piccolo), ritrovando un altro cervo volante di cui ho avuto modo di parlare poco tempo fa qui.



Gran finale alla cava di porfido


Ci siamo poi trovati nell'area dove un tempo esisteva la cava di porfido, resti del super vulcano della Valsesia e ora la roccia rossa emerge in tutta la sua bellezza. Qui siamo stati invitati a procedere seguendo una linea retta, in modalità differenti e sempre più coinvolgenti. L'energia provata è stata davvero incredibile e alla fine mi sono sentita in completa sintonia con le persone con cui stavo vivendo questa esperienza.








Foto di Andrea Ruschetti.

SEDIMENTI



SEDIMENTI nasce da un’idea del musicista Edoardo Sansonne e della danzatrice e coreografa Elisa Sbaragli, in collaborazione con il tecnico intermediale Fabio Brusadin. Si tratta di un progetto di ricerca multidisciplinare in cui interagiscono: la danza, la ricerca sonora e il video. Il lavoro, che prende spunto dal Manifesto del Terzo Paesaggio di Gilles Clément (qui, qui), nasce dal bisogno di scoprire l’identità di quei luoghi transitori e indecisi descritti nel libro: gli spazi residuali, la cui genesi deriva da scelte operate dall’uomo ma la cui evoluzione è affidata ai tempi e alle regole della natura; lo spazio incolto tra due edifici, il bordo di una strada, una fabbrica abbandonata. Si possono tuttavia ritrovare all’interno di aree boschive, dove l’attività umana cessa di esistere per lasciare nuovamente spazio alle dinamiche naturali.

L’approccio al lavoro è quello esercitato dalla figura del giardiniere che Clément descrive nel libro: una figura che osserva, studia e cataloga. SEDIMENTI attiva un processo di archiviazione di materiali visivi, sonori e corporei nei luoghi residuali prescelti allo scopo. Questa attività è fondamentale per conoscere e tradurre nei linguaggi del contemporaneo i meccanismi che governano questi spazi in costante divenire. Partendo da una metodologia di raccolta dati prevalentemente scientifica dalla teoria fino alla ricerca sul campo ci interessa proporre allo spettatore un’esperienza che nasca da un’attenta riflessione sull’ambiente residuale, sulla sua identità transitoria ed indecisa.

Il dialogo tra le diverse discipline messe in campo genererà diverse tipologie di rappresentazione e fruizione artistica: laboratori, installazioni, mappatura virtuale, tavoli di riflessione e performance (site specific e non).

Al momento il progetto è ancora in fase di studio e di ricerca sia teorica che sul campo. A giugno e luglio è stato possibile svolgere un primo periodo di residenza in natura presso la Riserva Naturale del Monte Mesma vicino al Lago d’Orta e proporre il laboratorio SEDIMENTI LAB - percorso esperienziale di percezione degli spazi residuali presenti in natura, grazie al programma residenziale promosso dall’Associazione Culturale Mastronauta all’interno del progetto Verde Vivente: un nuovo percorso di educazione civica ambientale in ambiente boschivo all’interno della Riserva Naturale del Monte Mesma ideato e curato da DragoLago e dall’Associazione Culturale Mastronauta, in collaborazione con l’Ecomuseo Cusius, Comune di Ameno e con il sostegno dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria Novarese. 

La prossima tappa di residenza sarà dal 24 al 31 luglio a Forte Marghera ospiti di Live Arts Cultures (qui). L’11 settembre sempre a Forte Marghera al Festival Venere in Teatro organizzato da Live Arts Cultures sarà presentata uno studio del lavoro, una performance site specific e verrà proposta una masterclass il giorno seguente.


Paola Giroldini cura per Dragolago il progetto Verde Vivente.


Informazioni utili


SEDIMENTI
di e con: Edoardo Sansonne ed Elisa Sbaragli
musiche di: Edoardo Sansonne
video, disegno luci ed interazioni: Fabio Brusadin
Movement Coach: Rosita Mariani

SEDIMENTI è prodotto da DanceMe (Perypezye Urbane) con il sostegno del MiC - Ministero della cultura, coprodotto da Festival Venere in Teatro organizzato da Live Arts Cultures e supportato da Mastronauta Omegna.

Verde Vivente

L’iniziativa fa parte del programma residenziale promosso da Mastronauta Omegna (qui) per arricchire le modalità di esplorazione di Verde Vivente, nuovo percorso di educazione civica ambientale in ambiente boschivo all’interno della Riserva Naturale del Monte Mesma ideato curato da DragoLago (qui)  e dall’Associazione Culturale Mastronauta, n collaborazione con l’Ecomuseo Cusius, Comune di Ameno e con il sostegno dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria Novarese.

sabato 9 novembre 2019

"Federico" al Libraccio di Monza





La felicità è fatta da piccole cose. Oggi è arrivata a Monza, grazie al topolino Federico, di Leo Lionni, edito da Babalibri (qui la scheda), che con le sue illustrazioni e le sue parole aiuta sempre a far riemergere le proprie emozioni. Un grande capolavoro che andrebbe sempre letto e riletto, specie quando bisogna far tesoro dei doni, piccoli o grandi, che si ricevono giorno per giorno.

Ecco il laboratorio al Libraccio di Monza, una libreria che ci ospita da un po' di tempo e dove ci sentiamo come ABC a casa.





Ogni laboratorio è diverso perché c'è un gruppo che emana una sua energia, uno spazio che se accogliente favorisce l'incontro e una magia che si sparge nell'aria. Oggi abbiamo provato a raccogliere profumi, tesori della natura e parole che ci hanno donato i materiali e la storia del topolino Federico. Poi mamme e papà si sono messi in gioco per costruire un ricordo insieme ai figli. Nonostante l'età - alcuni bambini erano di due anni- l'attenzione era viva e la fantasia non è mancata. Grazie a tutti per questa giornata diversa. Grazie al Libraccio per averci ancora ospitate