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martedì 10 agosto 2021

Avanti tutta! di Guia Risari e Daniela Iride Murgia, Edizioni Corsare



Penso che ci sia un tempo per ogni cosa. Per potersela gustare in ogni suo dettaglio. Mi capita che sia così con gli albi scritti da Guia Risari e con quelli illustrati da Daniela Iride Murgia. Avendole entrambe mi sono concessa del tempo e un luogo adatto per apprezzarlo quanto merita. Sto parlando di Avanti tutta! di Guia Risari e Daniela Iride Murgia, pubblicato da Edizioni Corsare (qui la scheda).

Nella prima doppia pagina osserviamo un adulto perso nella lettura e leggiamo "Questa storia comincia in una giornata un po' inutile, in cui non sta accadendo niente di speciale". Mi basta soffermarmi per pensare a come l'estate e il tempo "vuoto", l'"otium" latino ci ricordino quanto il "perder tempo", la cosiddetta "noia" anticipino momenti meravigliosi. Forse perché si fa spazio per i pensieri, forse perché si fa spazio per la curiosità, forse perché... cosa direste voi? E cosa potrebbe dire un bambino o una bambina?

Fatto sta che il protagonista trova dei pali speciali (quanto sono meravigliosi i dettagli!), che hanno delle punte di matita su cui si arrampica e ammira il paesaggio. E noi ammiriamo le illustrazioni in cui penso Daniela Iride Murgia si sia dilettata a inventar nomi delle cime innevate di montagne che nascono da un libro... che sia tutto frutto della fantasia? Che fosse tutto nel libro che il nostro protagonista stava leggendo? Poco ci importa ora perché lo seguiamo e non vediamo l'ora di voltar pagina.


Ci ritroviamo un ragazzino agghindato con calze a righe rosse e un vestito strepitoso che tiene in mano un granchio che a sua volta sorregge un seme che pare simil alchechengi. Un cane è lì in adorazione.
Illustrazione premio Andersen, Daniela Iride Murgia.

 (Marina Petruzio, esperta di moda ha avuto più volte modo di raccontare meglio della sottoscritta quanto questa artista, vincitrice quest'anno del premio Andersen come "Miglior illustratrice dell'anno", sia una delle poche a vestire i suoi personaggi con abiti di una grazia infinita)... a proposito c'è un numero speciale di Andersen che parla di lei... (qui)

L'avventura prosegue con altri personaggi che si pian piano compaiono e mi sembra un po' di ripensare anche alla fiaba di Jack e il fagiolo magico...

La magia di questo albo è che ti continua a sorprendere e il protagonista non cede ai "ricatti" dei genitori paurosi che lo vogliono far scendere perché "è pericoloso!" ma li convince a provare a guardare dal suo punto di vista. Questa svolta nella storia la ritengo molto preziosa. Troppo spesso la paura che si inciampi, si cada, ci si possa far male intralcia le nostre esperienze? I bambini e le bambine di oggi sono spesso preda di adulti ansiosi, che non li lasciano esplorare in solitudine.

Non mi addentro oltre per non rovinare il libro e lasciarvi la curiosità di prenderlo, leggerlo e sfogliarlo. Metterlo giù. Poi riprenderlo, osservarlo e rileggerlo.

Io rimango incantata e ringrazio le due autrici per un testo così delicato e coraggioso al tempo stesso, pieno di fantasia e creatività, che invita a esplorare, che sia con un libro, con una matita o con la fantasia. L'importante è andare.

giovedì 5 marzo 2015

La Biblioteca dei ragazzi di Rozzano / parte 1


Era da tempo che "inseguivo" Giuseppe Bartorilla e finalmente il 3 marzo, complice la bella giornata, sono riuscita ad andare alla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano, dove lavora dalla seconda metà degli anni Novanta. Sono arrivata piena di domande, ancora memore di doverlo intervistare subito dopo il premio Andersen del 2014, conseguito dalla Biblioteca e dal Centro culturale Cascina Grande per la promozione della cultura e della lettura "Per le molteplici azioni di promozione della lettura e del benessere sul territorio, realizzate interpretando la periferia urbana e sociale quale opportunità anziché limite; per la particolare attenzione rivolta ai preadolescenti e agli adolescenti, calibrando l’offerta attraverso l’intreccio di media e occasioni culturali differenti; per aver favorito con il progetto Digital Readers una riflessione, di portata nazionale, su lettura e nuove tecnologie."

Giuseppe mi spiega che la biblioteca non è l'unica ad aver preso questo premio e il pensiero va subito alla Biblioteca dei ragazzi della biblioteca provinciale di Foggia "La magna capitana", vincitrice dell'ambito riconoscimento nel 2011, che è a rischio: vi segnalo qui l'appello da firmare per sostenere la proposta di regionalizzazione dei sistemi bibliotecari sovracomunali (ps grazie Emanuela Bussolati). Spargete la voce. Vi prego. L'hashtag è #‎bibliotecaunacosaseria‬. Giuseppe mi ha spiegato che è la seconda biblioteca per ragazzi più vecchia d'Italia (qui la mission).


La Biblioteca dei ragazzi di Rozzano è nata nella prima metà degli anni Ottanta, ma quella che vediamo oggi è la nuova sede, ricavata da un vecchio mulino. Ristrutturata negli anni Novanta, ha subito un ulteriore ampliamento tra il 2005 e il 2006. Del vecchio mulino sono rimasti la ruota e l'essiccatoio. L'attuale ingresso della biblioteca era il portico. Fatto sta che lo spazio è triplicato.
Arrivare alla biblioteca fa bene al cuore. Fuori uno spazio verde e l'annessa biblioteca degli adulti con un meraviglioso porticato e una zona ristoro. Dentro un'aria familiare e di vitalità.


Si respira una bellissima atmosfera. E gli spazi sono enormi (il paragone è d'obbligo per chi come me è abituato a biblioteche nel centro di Milano). E ben organizzati. Ci sono spazi per i grandi (per studiare, passare il tempo, consultare il materiale, incontrarsi) e per i più piccoli: un angolo morbido per i "pre scolari" con annesso spazio per i genitori (che possono rilassarsi, chiacchierare o trovare un'area dedicata con tematiche relative all'infanzia e alla psicologia dell'età evolutiva). Uno spazio multimediale con i libri in lingua (una ventina di lingue diverse). La biblioteca ha postazioni con computer sia per i più piccoli sia per i più grandi. Ed è organizzata su due livelli, per aree tematiche.


Quando Giuseppe inizia il racconto incomincio a capire pian piano i motivi del premio. Non che ci voglia un premio, ma spesso le belle realtà e il prezioso e capillare lavoro dei bibliotecari rimane nascosto o conosciuto solo dagli addetti ai lavori. Come la scelta dei libri e l'inventario, ad esempio.
La Biblioteca offre alcuni servizi permanenti, riassunti nella cosiddetta "reference". In pratica si fa promozione della lettura, cercando di supportare gli utenti, soddisfando i loro bisogni (dalla ricerca del libro, al consiglio, alla proposta fino alle attività vere e proprie).

Collaborazione con il Goethe Institute
Già dopo la prima mezz'ora di chiacchierata ho chiaro che tutto quello che c'è è frutto di un'intensa rete di relazioni costruita nel tempo, che hanno permesso di ampliare le proposte della biblioteca, anche e nonostante la scarsa disponibilità di fondi. Ad esempio, c'è una importante collezione di libri in tedesco, frutto di una collaborazione con il Goethe Institute. Tutto è iniziato con il progetto BooX "Accelerare il contatto tra libri e nuove generazioni”, che ha portato una decina di bibliotecari italiani alla scoperta delle biblioteche e dei centri culturali per ragazzi di Amburgo e Berlino. Tra le diverse biblioteche visitate, Giuseppe ha potuto conoscere la Biblioteca centrale per Bambini e Ragazzi di Berlino-Spandau che dal 2005 ha avviato il progetto "La Giuria di letteratura per ragazzi di Spandau"Il progetto ha dato vita a un premio per la letteratura dei ragazzi, dove ragazzi tra i 14 e i 18 anni sono i giurati. Il premio ha avuto così successo da avere una ricaduta a livello nazionale.


Digital Readers
Al di là della gestione quotidiana  - che non è uno scherzo, visto che in catalogo ci sono 18mila documenti (tra libri, fumetti, DVD, CDrom e audiolibri) e sono 26mila i prestiti effettuati nel 2014, contando che con lui sono quattro bibliotecari full time e due i part time - la Biblioiteca di Rozzano ha una serie di attività di promozione della lettura.
Una delle più note è il convegno Digital Readers, che quest'anno sarà alla sua sesta edizione. L'idea è nata per "caso", nel 2010, dopo un corso per biblioteche 2.0 su come cambiano i servizi per ragazzi, tenuto da Valeria Baudo (allora alla Biblioteca del Dipartimento di Bioingegneria - Politecnico di Milano). Giuseppe mi spiega che "Il convegno voleva provare a rilanciare, in un'ottica metropolitana di periferia, una serie di riflessioni su come cambiano i servizi in un contesto digitale." La prima edizione è stata coordinata da Caterina Ramonda e "sperimentata" a giugno all'interno di un altro evento ormai storico della biblioteca (ve ne parlerò non temete) "Dire fare leggere giocare".
Visto il riscontro positivo, nel 2011 la seconda edizione è stata fatta a ottobre (periodo ormai consolidato per questo incontro) e l'appuntamento è rimasto annuale.
Nel 2013, da un'idea di Caterina Ramonda, è stato sperimentato anche il Digital Camp in collaborazione con Elisa Salamini e Roberta Franceschetti di Mamamò. Lo ricordo bene perché c'ero anch'io!

Visto che c'è ancora molto da raccontare, per il seguito vi rimando a un prossimo post. 
Vi ricordo che in biblioteca vi aspettano Valeria, Enza, Tiziana, Roberta, Annamaria e Debora. Che bello pensare che almeno qui la "quota rosa" è ampiamente superata. Insomma, Giuseppe beato tra le donne che, dietro le quinte, tengono in piedi la Biblioteca.

mercoledì 22 ottobre 2014

Dal convegno della Rete di Cooperazione Educativa / 3



"Ciao sono Enrico, sono il fondatore di Radio Magica"

Ci sono persone che dimostrano quanto l'amore di una madre possa generare cose meravigliose e sorprendenti, con ricadute positive su un'intera "comunità". E' il caso di Elena Rocco, docente universitaria, mamma e ideatrice di Radio Magica, fondazione onlus, la prima web radio dedicata ai bambini. Ho avuto il piacere di ascoltarla lo scorso week end al quarto incontro della Rete di Cooperazione Educativa. Elena (qui trovate una sua intervista su youtube) è mamma di Enrico, 12 anni, un ragazzino speciale con bisogni speciali (appena nato ha dovuto subire un importante intervento cardiochirurgico). Proprio dall'attenta osservazione di suo figlio, Elena ha scoperto quanto l'ascolto fosse importante per lui. Radio Magica nasce quindi dal connubio tra il suo percorso di studi (è specializzata nello studio di beni collettivi alla Università della California e ha fatto ricerca per alcuni anni alla Università del Michigan, occupandosi di modelli innovativi per lo sviluppo della cooperazione digitale) e la sua esperienza materna. Quando ha cercato di aiutare suo figlio, ha capito che poteva aiutare al tempo stesso molti altri bambini.

La piattaforma è nata alla fine 2012 per creare una radio per bambini e ragazzi pensata per i nativi digitali, una radio "per loro e con loro" (nello studio radiofonico a Trieste bambini e ragazzi possono provare a lavorare in questo ambiente radiofonico). Questa web radio è attiva dalle 7.00 alle 19.00 con un palinsesto variegato, dato che la radio copre una fascia d'età compresa tra 0 e 13 anni, ognuna con bisogni diversi da soddisfare. Si tratta anche di una biblioteca digitale gratuita inclusiva. Chiunque visiti il menu, troverà quattro mascotte (pesce, riccio, aquila, leone) a cui corrispondono i quattro elementi (acqua, terra, aria, fuoco), che esplicitano i diversi livelli di complessità dei contenuti. In questo villaggio biblioteca, si possono trovari sia libri concessi in liberatoria gratuita sotto forma di audio e video, libri in simboli (secondo la comunicazione aumentativa), testi scaricabili con carattere ad alta leggibilità per bambini con dislessia. Sono quasi mille le tracce audio.
L'idea è di offrire strumenti di qualità e diventare un punto di riferimento, cercando di fare rete.

In pochi mesi il progetto ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Andersen 2014 "Per aver saputo costruire, in breve tempo, una rete virtuosa e una piattaforma capaci di rendere pienamente accessibili le narrazioni per l’infanzia a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro abilità di lettura; per la caparbietà nell’aver portato un’idea a diventare una realtà concreta, sapendo trasformare i bisogni individuali in un’azione rivolta alla collettività" e il marchio Designed for You and All "che contraddistingue interventi e prodotti di alta qualità prestazionale, a misura d’uomo, che consentano ad ogni cittadino il miglioramento della propria qualità di vita, l’esplicazione dei diritti civili e la facilitata partecipazione ad attività pubbliche e private, minimizzando le situazioni di discriminazione".
Si tratta quindi di un bene collettivo originale e dinamico basato sul paradigma della "open innovation" (innovazione aperta), in rete con musei e case editrici (da cui la radio ottiene la liberatoria per alcune opere). Il tutto per arricchire l'offerta culturale destinata alle famiglie. La metodologia pedagogica impiegata è quella dello story telling, (stimolante per tutti bambini, ottimo strumento per coinvolgere bambini che hanno bisogno di una trama narrativa che crea la giusta tensione emotiva per favorire l'apprendimento). Alle storie classiche si sono aggiunte anche le storie d'arte (es. percorso nei musei a Venezia). Con il Centro per il libro e la lettura è nato il programma “A caccia di parole”, ovvero il racconto di una parola attraverso lo storytelling.
A suo modo di vedere - e non posso che ritrovarmi d'accordo - riprendendo Marco Geronimi Stoll i bambini di oggi hanno bisogno di esperire minimi e massimi tecnologici (“quanto più utilizziamo mezzi digitali, incorporei, senza spazio e senza tempo, tanto più dobbiamo bilanciarli con esperienze materiche, primordiali, analogiche e muscolari").

Radio Magica sta per iniziare un tour, dal 26 ottobre 2014 al 16 maggio 2015, in collaborazione con rivista Andersen, andrà nelle scuole e nelle biblioteche a raccontare il progetto. Il viaggio si concluderà a Treviso, con un concerto di beneficenza di Stefano Bollani.

Ultima nota, di questo incontro mi è rimasto come "pulce nell'orecchio" di saperne di più su Elenor Olstrom, che nel 2009 ha ricevuto il Nobel in economia e secondo la quale - come ha sintetizzato Elena Rocco  - "le comunità se rispettano certe regole possono creare beni collettivi".



sabato 7 giugno 2014

Lettura che passione.


Sono giornate densissime, mi piacerebbe davvero tanto che fossero composte non da 24 ma da 48 ore per fare tutto quello che mi appassiona. Ma non posso e quindi devo scegliere, bisogna sempre scegliere, dare delle priorità e in questi giorni le priorità sono state le foto. Foto alla scuola infanzia Stoppani, foto per le Stoppaniadi della scuola primaria, selezione di foto per un progetto. Foto, foto e ancora foto. Una passione che mi prende sempre più e che sto valutando anche se trasformare in qualcosa di più concreto. Ma facciamo un passo alla volta... e non facciamo il passo più lungo della gamba (che è corta!). Comunque per farvi ridere, ecco una foto che mi hanno fatto (per darvi l'idea di come sono messa...). Grazie Manuel!

L'unico momento di riflessione e di relazione (con i miei figli) in questi giorni concitati li concedono i libri. Spero di riuscire a parlare più volte e più diffusamente delle ultime scoperte che ho fatto grazie a Marco. Marco, il mio super lettore. Marco che nonostante i suoi sei anni e mezzo chiede ancora con forza di leggergli (infatti nella lettura ad alta voce è un po' indietro, ma ci lavoreremo su, promesso!). Ma non mi posso certo tirare indietro di fronte alle sue richieste e così, visto che ama molto ascoltare e a me piace molto leggere ad alta voce, stiamo passando velocemente a testi lunghi, testi che non richiedono più anche le immagini di corredo (anche se mi chiedo come mai non si pensi che le tante immagini non possano piacere e anche molte ai bambini dagli otto anni in su e, perché no, agli adulti; ok ci sono problemi di costi, ma un'immagine consente anche di sognare, di immaginare, di andare oltre e se ben fatta sicuramente non penalizza il testo ma lo potenzia, facendoti cogliere particolari sfuggenti a una prima lettura). Comunque sia, con Marco, dopo aver concluso"Matilde" di Roald Dahl, a cui spero presto di dedicare un post a parte, ci siamo lanciati nella lettura de "Il giardino segreto", di Frances Burnet (autrice de "Il piccolo Lord"). Mi ha incuriosito la fascetta gialla che lo accompagnava "Più di tutti mi è piaciuto Il giardino segreto. Era pieno di misteri: quello della stanza dietro la porta chiusa, e quello del giardino dietro il muro" Roald Dahl. Mi ha incuriosito anche la scritta della collana "GL'ISTRICI I libri che pungono la fantasia".
Abbiamo iniziato la lettura questa sera. Solo i primi capitoli, subito appassionanti. Marco si è un po' spaventato per via del colera, che spazza via tutto e tutti. Per cercare di rassicurarlo gli ho raccontato che un episodio di colera in Italia c'è stato proprio l'anno in cui sono nata io, ma poi in Italia (che io sappia) non è successo più nulla.
E' anche interessante accompagnare la lettura aspettando i commenti che vengono spontanei dai bambini. Ad esempio, quando la protagonista si beve un bicchiere di vino, Marco subito si è arrabbiato perché noi più volte gli abbiamo spiegato che il vino al di sotto dei dodici anni fa male, perché non ci sono gli enzimi per degradarlo. Per dare un'idea gli ho detto che se uno beve il vino si mangia un po' di cellule del suo cervello e quindi lui ha esclamato "forse a me mi sono scomparite delle cellule perché io ho mangiato una torta con il vino (#marcopensiero)."
Se da un lato con lui mi sono imbarcata in questa avventura di una giovane orfana che dall'India andrà ad abitare nel maniero dello zio gobbo e acido, dall'altro mi sto dedicando a leggere in solitaria "Miss Charity", di Marie Aude Murail, consigliatomi da un'amica e che ha vinto nel 2012 il premio Andersen per la miglior collana di narrativa. Bello anche questo.
Non so perché mi è venuto naturale associarli, ma hanno diversi punti in comune, ma devo continuare a leggerli entrambi per trovarli ed esplicitarli. Forse perché entrambi parlano alla mia dimensione più romantica, ottimista e "vittoriana". Non a caso, in questi giorni, mi è anche venuta voglia di riguardarmi "C'è posta per te", un bellissimo film di Nora Ephron che, guarda caso, parla ancora una volta di libri.

Ma se vogliamo finire con appuntamenti libreschi, eccone uno immancabile che inizia dal 9 giugno (e finisce il 14 giugno) : direfareLEGGEREgiocare ideato dalla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano che, guarda caso, quest'anno ha preso un Andersen per la promozione della lettura. Ma anche a questo vorrei dedicare un post a parte, appena riesco a fare due chiacchiere con una delle sue anime, Giuseppe Bartorilla, bibliotecario per passione. Talmente preso da mille progetti da essere sfuggente, ma prima o poi la nostra eroina (per tornare a uno dei temi di questo post) ce la farà.


venerdì 9 maggio 2014

Tararì tararera e i suoi fratelli

 


Non potevo non iniziare il mio primo venerdì del libro - una bellissima iniziativa partita da HomeMadeMamma – senza parlare di Emanuela Bussolati, autrice, illustratrice, progettista di libri per bambini e chi più ne ha più ne metta... Un'autrice completa (non a caso nel 2013 ha vinto un Andersen per questo! Per chi non lo sapesse il premio Andersen è il maggior riconoscimento italiano assegnato alle più belle letture per i ragazzi. Promosso dalla rivista Andersen - dal 1982 seleziona le migliori opere dell’annata editoriale, con un’attenzione particolare alle produzioni più innovative e originali.)

Insomma, Emanuela è una persona speciale, meravigliosa, generosa, che ho avuto il piacere di conoscere alcuni anni fa, di cui sono fan scatenata (non ci sono solo io a esserlo... vero Paola?) e ora sono grande amica.
Inoltre è una persona modesta, considerando che ha alle spalle una carriera d'oro. Ed è una miniera di creatività per noi mamme sempre alla ricerca di prodotti editoriali di qualità.

Il libro che mi sta più a cuore rimane comunque sempre Tararì tararera. Sarà perché è un libro di parole inventate, in lingua piripù. Sarà perché per comprenderlo ti fa mettere in gioco. Sarà perché è un libro che favorisce la relazione tra adulto e bambino. Sarà perché è semplice, pur nella sua complessità. Sarà che è una creatura ancora più di Emanuela di tutti gli altri suoi libri. Sarà perché è il libro che mi ha fatto avvicinare a lei.
Ricordo ancora quanto l'ho letto e riletto a Marco, che ora ha sei anni e mezzo. Quanto me lo ha chiesto, quanto lo appassionava, tanto che le ho inviato un audio che lei ha pubblicato sul suo blog.
E volete sapere la cosa più divertente? Quando Marco era alla materna, ho partecipato alla commissione mensa. Ebbene, scrivo a Pappa-mi, il servizio che riunisce i genitori attivi delle commissioni mensa di Milano, e chi mi risponde mi chiede: ma tu sei la famosa Anna Pisapia di Tararì tararera? Non sapete che emozione essere ricordata per questo.

Ma torniamo a noi: qui, qui, qui  qui e qui potete trovare alcune recensioni di questo bellissimo libro.
E qui un video che arriva da La Maison de la Joie - Ouidah, Benin - Africa Occidentale, a cura di Nati per Leggere Campania. 
Penso che questa sia l'emozione più grande per un'autrice, vedere come un suo libro entri nelle case e nei cuori di grandi e piccini.

Dovete sapere che esiste un seguito, anzi la tribuù dei Piripù è composta da ben tre libri: Tararì tararera, Badabùm e Rulba rulba!
Se Badabùm è rimasto impresso ai miei bambini per il “tiritrillo” (arcobaleno ndr) – e per la dedica anche al mio Marco - Rulba rulba! è un racconto bellissimo di Emanuela nonna. Ecco qui, qui e qui alcune recensioni.
Per finire, concludo che essere amica di Emanuela ha i suoi vantaggi. Sono una delle poche fortunate persone a possedere le tazze piripù e le toppe piripù (oggi Marco è andato in gita indossando proprio i pantaloni con i piripù!!).
Come scritto sul blog della librerie Centostorie di Roma “Ci dovrà essere prima o poi una petizione per chiedere all’Onu di riconoscere la lingua piripù. E quando ci sarà noi saremo i primi a firmarla e fare tazebao per chiedere alla cittadinanza di fare altrettanto.”

Se volete partecipare all'iniziativa Il venerdì del libro e scoprire i blog che aderiscono potete andare su Pinterest e trovare tante recensioni. Ringrazio in particolare Caterina, Il Mondo di Cì, che mi sta guidando in questa nuova avventura di blogger.


 ps nella foto ho messo solo due libri... il terzo è disperso nella biblioteca di famiglia che occupa gran parte della nostra casa.