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sabato 11 ottobre 2014

Bambini creativi



L'uccellino con i fiori (sotto la "bocca")

Il ragno dotato di fulmine
Quando i bambini sono in fase creativa, come tutti del resto, sono capaci di trovare idee innovative e sorprendere. Creare con poco o niente, con materiali semplici è la dimostrazione che ci vuole ben poco per fare cose interessanti.
Per la sottoscritta, scoprire che durante l’intervallo, al posto di giocare con gormiti o hero factory, Marco sia preso dal “fuoco ardente” della creazione è di immensa soddisfazione e gioia. Perché so che in quel momento è un bambino felice, capace di esplorare le sue potenzialità. E così il mio piccolo grande inventore ieri è tornato a casa con “due uccelli”, uno per sé, l’altro per il fratellino. Nel descrivere cosa fossero, già la fantasia è andata galoppando e l'uccello di Andrea è diventato un ragno dotato di un fulmine capace di sparare saette e bombe fulminose (intendiamoci comunque è “buono”), l’altro è rimasto un uccellino dai due mantelli di scossa, dotato di fiori che al posto di generare altri fiori creano nuovi poteri.

Naturalmente le invenzioni non si sono esaurite qui, Marco ha anche ideato un "video gioco" con cui sia lui, sia Andrea (di nascosto quando il fratello era in un’altra stanza) hanno giocato per almeno una decina di minuti.



Ma la vena narrativa ha preso il sopravvento anche di sera e al posto di farsi leggere, Marco si è messo a creare un libro. Non è la prima volta che sperimenta questo interesse, ma ora che è cresciuto, la sua capacità narrativa mi ha sorpreso, pur nella sua semplicità e sincerità. E nonostante tutti gli errori di sintassi e ortografia che forse faranno sorridere o accigliare più di un esperto della materia.
Mi sembrava interessante provare condividere le mie osservazioni "spicciole" sulla creatività infantile (non lo faccio per far vedere quanto sia orgogliosa di mio figlio - naturalmente lo sono, ovvio, quale madre non lo sarebbe?). 
Prima di lasciarvi alle immagini (ho fotografato solo quella che ha creato ieri), per chi volesse ascoltarlo ecco qui l'audio in cui lo stesso Marco legge le sue storie. 
















domenica 10 agosto 2014

A tu per tu con la Mantide religiosa


Stamattina abbiamo avuto una bellissima sorpresa. Siamo in Toscana, in campagna, e il nonno ci ha portato una bellissima mantide religiosa. I bambini sono rimasti subito affascinati da questo insetto che ha due zampe raptatorie con cui cattura le sue prede. 

Marco ha subito osservato “sta mangiando qualcosa” mentre Andrea si è dato da fare per catturare qualche formica. 
Per un sacco di tempo la mantide è stata a pulirsi antenne e zampe.

Andrea ha chiesto“mangia anche i legni?” e Marco gli ha risposto “I legni li mangiano i picchi, forse...”. Gli ho spiegato che i picchi fanno i buchi nel legno, ma esistono insetti che fanno tante gallerie nel legno, come i tarli.

Andrea ogni tanto diceva “Mangiaaa” e Marco lo zittiva dicendo “Magari mangia nello stesso momento che mangiamo noi.” E ha aggiunto “Possiamo tenerla? Fino a stasera...”
Andrea “dopo che noi dormiamo” 
Marco “Le prepariamo un lettino. Mami, come fanno a dormire?”
E io ho dovuto ammettere “Non lo so”. 
Marco “Comunque le prepariamo un bastoncino con una piccola coperta, noo? Un bastoncino piccolo magari. Qualcuno può mangiarla lei?”
Io “Gli uccelli
Marco “Gli uccelli notturni?”
Io “Non so se la civetta mangia le mantidi
Marco “Allora dobbiamo costruirle una capanna, perché se la mangiano...Le costruiamo una capanna di legno tutta per lei, ce la facciamo entrare dentro e non si fa male. La attacchiamo con lo scotch così la mattina dopo le portiamo un sacco di formiche dentro la capanna, quando ha fame. D'accordo? Intanto ha il suo spuntino quala formica (lo scorso anno abbiamo visto una predazione di una formica da parte di una mantide, anche se non sono sicura che si trattasse della stessa specie) -
Andrea “Fermi tutti, ho sentito un uccello!”
Marco “Lo so però ci siamo noi adesso e gli uccellini hanno paura degli umani. Hai sentito la storia di Cipì? Cipì ha perso tanti amici perché c'erano delle trappole di granelli.
Adesso sta esplorando il legno. Non facciamola scappare!"
Io "Attenzione che non vada sulla frutta"
Marco “Forse mangia la frutta?”
Andrea “Ho fame di futtaaa
Marco “Io mi siedo”.
Mamma “Guarda che si sta pulendo gli occhi?
Marco “Lasciamola nelle sue pulizie
Mamma “Hai visto che ha un occhio scuro e uno chiaro?
Marco “La lasciamo qui tranquilla a fare quello che vuole, d'accordo?
Mamma “Ma lei andrà via
Marco “Ma noi la fermiamo. Le costruiamo una bella capannina
Mamma “Lo sai che gli animali selvatici vogliono andarsene
Marco “Lo so ma io voglio che resta con noi, almeno fino a stasera...Cerchiamo di tenerla fino a stasera? Mami, cos'è che ama fare di più?Hai detto che mangia gli insetti..Mmm allora, con cosa giocano? Cosa amano di più?
Mamma “Lo sai che non ti so rispondere? Non è che si sa molto delle abitudini degli insetti. E' difficile scoprirle. Già è difficile osservarli
Marco “Allora la lasciamo fare quello che vuole lei...” e rivolgendosi alla mantide “Comunque noi non ti vogliamo ammazzare, neanche la mamma, abbiamo organizzato tutte le cose per te, per non farti cadere...”.
….
Dopo un po' di osservazioni, decido di informarmi un po' sulle mantidi, sapendo che sul sito di FrancescoTomasinelli troverò molte risposte ai nostri quesiti. Ho conosciuto Francesco quando ha portato il suo book fotografico a Parchi e Riserve Naturali (una delle due riviste della casa editrice dove ho collaborato per alcuni anni come redattrice). Francesco è amante di tutte le creature bistrattate, come ragni, pipistrelli, serpenti e chi più ne ha più ne metta e ha scritto anche un libro su Mantidi e Insetti stecco. Scopro così che delle 2000 specie esistenti, le mantidi italiane sono solo 13, che la femmina si riconosce dal maschio per i segmenti addominali (6 al posto di 7/8) e che le mantidi possono essere allevate nutrendole con cavallete, grilli o mosche.


Io e Marco dedicidiamo così di catturarle qualche cavalletta. Con un po' di fortuna ci siamo riusciti abbastanza velocemente: abbiamo lasciato sotto un retino la cavalletta e la mantide e abbiamo aspettato. All'inizio il predatore sembrava indifferente, poi con uno scatto repentino delle sue due zampe raptatorie ha catturato la cavalletta e ha iniziato ad addentarla con le mascelle voraci. Ne ha succhiato tutte le interiora, poi ha abbandonato il cadavere, tornando a pulirsi il corpo.
Marco ha osservato con attenzione tutta la scena, mentre Andrea ha iniziato a chiedere “La facciamo uscire...ohh. Pecché, la vuoi fare tramortire? Ehi pecché mamma la fai mangiare a quella, alla cavalletta vedde (mantide)? Non deve mangiare quella!! Ma tu la vuoi fale mangiale? È un amico e tu la vuoi fale mangiare.."
e poi “Ma quando l'ha finita di mangiare? Ommai è motta...Povelina.”
E' difficile spiegare che i predatori per sopravvivere devono mangiare le prede. Ma forse a tre anni e mezzo è ancora presto. Ed è bello vedere questa sensibilità nei più piccoli, sperando che la mantengano a lungo.

PS La mantide l'abbiamo soprannominata Matilde, chissà che prima o poi non ne venga fuori una storia (una storia inventata da e con i bambini).








sabato 7 giugno 2014

Lettura che passione.


Sono giornate densissime, mi piacerebbe davvero tanto che fossero composte non da 24 ma da 48 ore per fare tutto quello che mi appassiona. Ma non posso e quindi devo scegliere, bisogna sempre scegliere, dare delle priorità e in questi giorni le priorità sono state le foto. Foto alla scuola infanzia Stoppani, foto per le Stoppaniadi della scuola primaria, selezione di foto per un progetto. Foto, foto e ancora foto. Una passione che mi prende sempre più e che sto valutando anche se trasformare in qualcosa di più concreto. Ma facciamo un passo alla volta... e non facciamo il passo più lungo della gamba (che è corta!). Comunque per farvi ridere, ecco una foto che mi hanno fatto (per darvi l'idea di come sono messa...). Grazie Manuel!

L'unico momento di riflessione e di relazione (con i miei figli) in questi giorni concitati li concedono i libri. Spero di riuscire a parlare più volte e più diffusamente delle ultime scoperte che ho fatto grazie a Marco. Marco, il mio super lettore. Marco che nonostante i suoi sei anni e mezzo chiede ancora con forza di leggergli (infatti nella lettura ad alta voce è un po' indietro, ma ci lavoreremo su, promesso!). Ma non mi posso certo tirare indietro di fronte alle sue richieste e così, visto che ama molto ascoltare e a me piace molto leggere ad alta voce, stiamo passando velocemente a testi lunghi, testi che non richiedono più anche le immagini di corredo (anche se mi chiedo come mai non si pensi che le tante immagini non possano piacere e anche molte ai bambini dagli otto anni in su e, perché no, agli adulti; ok ci sono problemi di costi, ma un'immagine consente anche di sognare, di immaginare, di andare oltre e se ben fatta sicuramente non penalizza il testo ma lo potenzia, facendoti cogliere particolari sfuggenti a una prima lettura). Comunque sia, con Marco, dopo aver concluso"Matilde" di Roald Dahl, a cui spero presto di dedicare un post a parte, ci siamo lanciati nella lettura de "Il giardino segreto", di Frances Burnet (autrice de "Il piccolo Lord"). Mi ha incuriosito la fascetta gialla che lo accompagnava "Più di tutti mi è piaciuto Il giardino segreto. Era pieno di misteri: quello della stanza dietro la porta chiusa, e quello del giardino dietro il muro" Roald Dahl. Mi ha incuriosito anche la scritta della collana "GL'ISTRICI I libri che pungono la fantasia".
Abbiamo iniziato la lettura questa sera. Solo i primi capitoli, subito appassionanti. Marco si è un po' spaventato per via del colera, che spazza via tutto e tutti. Per cercare di rassicurarlo gli ho raccontato che un episodio di colera in Italia c'è stato proprio l'anno in cui sono nata io, ma poi in Italia (che io sappia) non è successo più nulla.
E' anche interessante accompagnare la lettura aspettando i commenti che vengono spontanei dai bambini. Ad esempio, quando la protagonista si beve un bicchiere di vino, Marco subito si è arrabbiato perché noi più volte gli abbiamo spiegato che il vino al di sotto dei dodici anni fa male, perché non ci sono gli enzimi per degradarlo. Per dare un'idea gli ho detto che se uno beve il vino si mangia un po' di cellule del suo cervello e quindi lui ha esclamato "forse a me mi sono scomparite delle cellule perché io ho mangiato una torta con il vino (#marcopensiero)."
Se da un lato con lui mi sono imbarcata in questa avventura di una giovane orfana che dall'India andrà ad abitare nel maniero dello zio gobbo e acido, dall'altro mi sto dedicando a leggere in solitaria "Miss Charity", di Marie Aude Murail, consigliatomi da un'amica e che ha vinto nel 2012 il premio Andersen per la miglior collana di narrativa. Bello anche questo.
Non so perché mi è venuto naturale associarli, ma hanno diversi punti in comune, ma devo continuare a leggerli entrambi per trovarli ed esplicitarli. Forse perché entrambi parlano alla mia dimensione più romantica, ottimista e "vittoriana". Non a caso, in questi giorni, mi è anche venuta voglia di riguardarmi "C'è posta per te", un bellissimo film di Nora Ephron che, guarda caso, parla ancora una volta di libri.

Ma se vogliamo finire con appuntamenti libreschi, eccone uno immancabile che inizia dal 9 giugno (e finisce il 14 giugno) : direfareLEGGEREgiocare ideato dalla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano che, guarda caso, quest'anno ha preso un Andersen per la promozione della lettura. Ma anche a questo vorrei dedicare un post a parte, appena riesco a fare due chiacchiere con una delle sue anime, Giuseppe Bartorilla, bibliotecario per passione. Talmente preso da mille progetti da essere sfuggente, ma prima o poi la nostra eroina (per tornare a uno dei temi di questo post) ce la farà.


lunedì 12 maggio 2014

Festa della mamma




Con voce un po' indispettita stamattina dico ai bambini che nessuno si è ricordato della festa della mamma. Subito Andrea smette di fare quel che stava facendo e mi chiede un foglio e dei pennarelli e si mette a scarabocchiare. Poco dopo arriva tutto felice da me dicendo "Ecco il tuo regalo"
Che cos'è? gli chiedo "Un elefante".

Marco nulla. Lascio passare la giornata e glielo ricordo dicendogli che ci terrei anche solo a un bacio o a un disegno. Dopo mangiato anche lui mi chiede un foglio e i pennarelli e si mette a creare.

 #marcopensiero "Mamma, apri il biglietto, dentro c'è un regalo d'amore."

 #marcodisegno "Mamma, fammi vedere come sei vestita. Vabbè ti disegno in pigiama. Anch'io mi sono disegnato in pigiama. Ti faccio tutta rossa."

#marcodisegno "Mamma, tu hai gli occhi verdi, vero?"

#marcodisegno "Mamma finisci tu il disegno."
 
#marcopensiero Mamma "Marco hai finito?"
Marco "no, perché le cose belle si fanno con dolcezza."


Alla fine il mio cucciolo arriva con un sacchetto con dentro un disegno (su entrambe le facciate), un bigliettino in cui è avvolto un cuoricino di carta, tantissimi altri cuoricini argentati e una figurina ("visto che a te piacciono tanto gli animali, ti metto un po' di natura").
E così ho festeggiato nel modo migliore la festa della mamma.

E a voi, com'è andata?

lunedì 5 maggio 2014

Chi ben inizia...








Buon giorno e ben arrivati!
Eccoci qui, A casa di Anna.
Un nuovo blog. Un altro, direte voi. Ce ne sono così tanti in rete, perché allora? Ho meditato a lungo se creare o meno un mio blog. Ora sento che è arrivato il momento di farlo. Con la primavera sono sbocciata e anche questo nuovo progetto sta prendendo corpo e sostanza.

Chi mi conosce dal vivo sa che amo condividere le mie passioni con gli altri. E mi piace l'idea di usare la rete per connettermi con le persone e comunicare argomenti interessanti e utili. In internet si trovano risposte a tutte le domande, ma bisogna saper cercare. Ecco questo blog vorrebbe essere un piccolo filo rosso per trovare alcune risposte o per scoprire nuove cose. Naturalmente il filo rosso che mi porta in giro è legato ai miei gusti, alle mie passioni, alle persone che conosco, alla mia storia personale e professionale.

I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla natura, dagli albi illustrati alle app, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini.
Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. E perché da quando sono diventata mamma sono rinata. Rinata due volte.

Se volete scoprire qualcosa in più di me dal punto di vista professionale potete vedere qui.

Se volete seguirmi via twitter invece mi trovate a questo indirizzo: @annapisapia
Rintraccerete due hashtag ricorrenti: #marcopensiero e #andreapensiero
Sono le frasi dei miei bambini.
I piccoli, più di noi adulti, sanno formulare pensieri poetici ed elaborati, spesso imprevedibili. Ecco, mi piace cogliere questa spontaneità e condividerla con gli altri, in primis i miei amici.

Concludo invitando chi è interessato alle letture che farò per Babalibri alla Feltrinelli di piazza Duomo, a Milano, sabato 10 maggio alle 16. Visto che è "open", vi invito magari a segnalarmelo (se potete) così per organizzarmi/ci al meglio, grazie!
Anna