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mercoledì 18 dicembre 2019

Elenchi birichini


Cosa può stimolare un libro, come il GGG?

Ecco gli #elenchibirichini fatti con Andrea
Sciroppio sonnellino (fa sbadigliare)
Sciroppio birichino (fa diventare monellli)
Sciroppio chiacchierino (fa chiacchierare)
Sciroppio stai zittino (fa stare zitto)
Sciroppio felicino (manda i bacini)
Sciroppio arrabbino (fa arrabbiare dopo che si è guardata la tecnologia)

giovedì 12 gennaio 2017

Il GGG di Roald Dahl, Salani editore


Complice l'uscita del film di Steven Spielberg a fine dicembre (qui il trailer), il GGG di Roald Dahl (qui il link alla sua fondazione), edito nella collana Gli Istrici della Salani editore (qui il link), è uno dei libri per ragazzi più venduti al momento. Anche se è un classico della letteratura per l'infanzia, confesso di non averlo mai letto prima ma ora so che cosa mi ero persa finora. I motivi sono molti, provo a elencarne alcuni...

Il GGG e i cetrionzoli.

Innanzitutto si tratta di una storia che racconta di un bellissimo incontro tra due persone sole al mondo, che sanno capirsi e imparano a volersi bene, pur nella loro diversità e unicità. Il GGG, a dispetto del nome (Grande Gigante Gentile) è alto "soli" sette metri, denigrato per la sua taglia dagli altri suoi "compaesani", che non ha mai avuto una mamma (sigh!), non ama mangiare i "popolli" - ovvero gli umani - e per questo si autoinfligge come cibo orribili cetrionzoli "un legume tremendamente schifiltoso e nausea-abbondo", dalle "protuberanze rugose".


Il suo cuore è buono e il suo lavoro è il più fantastico al mondo. Infatti, egli va in giro ad acchiappare sogni meravigliosi che si librano leggeri nell'aria e, grazie a un portentoso marchingegno, riesce a regalarli ai bambini più bisognosi. Naturalmente acchiappa velocemente con il suo retino anche incubi che tiene ben chiusi e pronti per occasioni speciali. La sua "tana" è piena di scaffali ricolmi di sogni belli e brutti racchiusi in giganteschi barattoli, e catalogati per filo e per segno.

Sofia - il nome che indica "saggezza" non penso sarà stato scelto a caso - è una giovane orfanella di 8 anni, molto miope, che soffre di insonnia e solitudine e non si trova a suo agio nel posto in cui sta e con le persone con cui abita. Amante della lettura (come diversi protagonisti di Dahl), è piena di fantasia e coraggio.

In questa storia, poetica e ironica al tempo stesso, non mancano i cattivi, mostri altissimi dai nomi che fanno venire i brividi solo a pronunciarli: Inghiotticicciaviva, Crocchia-ossa, Trita-bimbo, Vomitoso, Ciuccia-budella, Spella-fanciulle, San Guinario e Scotta-dito. Rozzi e corpulenti, i giganti si animano la notte in cerca di carne fresca di cui cibarsi.

Oltre al racconto che tiene incollato il lettore - grande o piccolo che sia - alle pagine del libro, Dahl sa incantarci con le sue trovate meravigliose. Dopo aver letto questo romanzo, non si potrà fare a meno di desiderare gustarsi almeno una volta nella vita lo "squizzito sciroppio scoppiettante" dolce e gustoso, con le bolle che vanno all'ingiù, e soprattutto, immaginarsi di offrilo a qualcuno pensando alla possibile reazione (!). Non si potrà neanche fare a meno di iniziare a creare un vocabolario di parole inventate, scoprendo quanto è bello storpiarle a piacimento e leggerle ad alta voce, alla presenza di qualche bambino.


Non so, io mi sono innamorata del gigante dalle orecchie talmente fini da riuscire a sentire persino il chiacchiericcio delle formiche e di una bambina che ha il coraggio di chiedere aiuto - e in che modo! - alla Regina d'Inghilterra. Mi sono innamorata di parole come "canniballo" "cocodrindillo" e "ippopot'amo", che continuo a utilizzare per divertimento con i miei bambini... continuo a ridere ripensando alle scene comiche.
Ma non posso neanche dimenticare le osservazioni sempre acute e pungenti che Dahl fa sul genere umano e sulla cattiveria insita in molti adulti, che invitano alla riflessione.

Il tutto, come un dolce prelibato e squisito, è sapientemente dosato: ironia e divertimento, tristezza e poesia, avventura e coraggio, cattiveria e bontà. D'ora in avanti nulla sarà come prima e verrà voglia di scoprire - se già non siete esperti - gli altri libri della sua ricca produzione.
Dimenticavo, le bellissime illustrazioni, sono opera di Quentin Blake.
Se volete fare un'excursus con una madrina d'eccezione, vi invito a leggere le riflessioni di Alessandra Starace - libraia doc - su Libri calzelunghe (link qui).

sabato 7 giugno 2014

Lettura che passione.


Sono giornate densissime, mi piacerebbe davvero tanto che fossero composte non da 24 ma da 48 ore per fare tutto quello che mi appassiona. Ma non posso e quindi devo scegliere, bisogna sempre scegliere, dare delle priorità e in questi giorni le priorità sono state le foto. Foto alla scuola infanzia Stoppani, foto per le Stoppaniadi della scuola primaria, selezione di foto per un progetto. Foto, foto e ancora foto. Una passione che mi prende sempre più e che sto valutando anche se trasformare in qualcosa di più concreto. Ma facciamo un passo alla volta... e non facciamo il passo più lungo della gamba (che è corta!). Comunque per farvi ridere, ecco una foto che mi hanno fatto (per darvi l'idea di come sono messa...). Grazie Manuel!

L'unico momento di riflessione e di relazione (con i miei figli) in questi giorni concitati li concedono i libri. Spero di riuscire a parlare più volte e più diffusamente delle ultime scoperte che ho fatto grazie a Marco. Marco, il mio super lettore. Marco che nonostante i suoi sei anni e mezzo chiede ancora con forza di leggergli (infatti nella lettura ad alta voce è un po' indietro, ma ci lavoreremo su, promesso!). Ma non mi posso certo tirare indietro di fronte alle sue richieste e così, visto che ama molto ascoltare e a me piace molto leggere ad alta voce, stiamo passando velocemente a testi lunghi, testi che non richiedono più anche le immagini di corredo (anche se mi chiedo come mai non si pensi che le tante immagini non possano piacere e anche molte ai bambini dagli otto anni in su e, perché no, agli adulti; ok ci sono problemi di costi, ma un'immagine consente anche di sognare, di immaginare, di andare oltre e se ben fatta sicuramente non penalizza il testo ma lo potenzia, facendoti cogliere particolari sfuggenti a una prima lettura). Comunque sia, con Marco, dopo aver concluso"Matilde" di Roald Dahl, a cui spero presto di dedicare un post a parte, ci siamo lanciati nella lettura de "Il giardino segreto", di Frances Burnet (autrice de "Il piccolo Lord"). Mi ha incuriosito la fascetta gialla che lo accompagnava "Più di tutti mi è piaciuto Il giardino segreto. Era pieno di misteri: quello della stanza dietro la porta chiusa, e quello del giardino dietro il muro" Roald Dahl. Mi ha incuriosito anche la scritta della collana "GL'ISTRICI I libri che pungono la fantasia".
Abbiamo iniziato la lettura questa sera. Solo i primi capitoli, subito appassionanti. Marco si è un po' spaventato per via del colera, che spazza via tutto e tutti. Per cercare di rassicurarlo gli ho raccontato che un episodio di colera in Italia c'è stato proprio l'anno in cui sono nata io, ma poi in Italia (che io sappia) non è successo più nulla.
E' anche interessante accompagnare la lettura aspettando i commenti che vengono spontanei dai bambini. Ad esempio, quando la protagonista si beve un bicchiere di vino, Marco subito si è arrabbiato perché noi più volte gli abbiamo spiegato che il vino al di sotto dei dodici anni fa male, perché non ci sono gli enzimi per degradarlo. Per dare un'idea gli ho detto che se uno beve il vino si mangia un po' di cellule del suo cervello e quindi lui ha esclamato "forse a me mi sono scomparite delle cellule perché io ho mangiato una torta con il vino (#marcopensiero)."
Se da un lato con lui mi sono imbarcata in questa avventura di una giovane orfana che dall'India andrà ad abitare nel maniero dello zio gobbo e acido, dall'altro mi sto dedicando a leggere in solitaria "Miss Charity", di Marie Aude Murail, consigliatomi da un'amica e che ha vinto nel 2012 il premio Andersen per la miglior collana di narrativa. Bello anche questo.
Non so perché mi è venuto naturale associarli, ma hanno diversi punti in comune, ma devo continuare a leggerli entrambi per trovarli ed esplicitarli. Forse perché entrambi parlano alla mia dimensione più romantica, ottimista e "vittoriana". Non a caso, in questi giorni, mi è anche venuta voglia di riguardarmi "C'è posta per te", un bellissimo film di Nora Ephron che, guarda caso, parla ancora una volta di libri.

Ma se vogliamo finire con appuntamenti libreschi, eccone uno immancabile che inizia dal 9 giugno (e finisce il 14 giugno) : direfareLEGGEREgiocare ideato dalla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano che, guarda caso, quest'anno ha preso un Andersen per la promozione della lettura. Ma anche a questo vorrei dedicare un post a parte, appena riesco a fare due chiacchiere con una delle sue anime, Giuseppe Bartorilla, bibliotecario per passione. Talmente preso da mille progetti da essere sfuggente, ma prima o poi la nostra eroina (per tornare a uno dei temi di questo post) ce la farà.


martedì 3 giugno 2014

In viaggio con "Streghetta mia"



Ho sempre amato ascoltare le storie. Forse perché da piccola ho ascoltato per anni e anni mio padre leggerci le fiabe, le storie e i racconti. Sono cresciuta con la sua voce, forte e potente e mi sono divertita ad ascoltarla e riascoltarla (ci registrava infatti le storie su mangianastri per quando eravamo malati o per quando lui era al lavoro). Quando sono diventata mamma ho scoperto che mi piace tantissimo leggere ai miei bambini. Ho imparato a leggere con Marco, ne ho assaporato il piacere e spesso ci concediamo molto tempo insieme per questa attività. Come stasera, quando ci siamo "divorati" L'incredibile storia di Lavinia, di Bianca Pitzorno, o ieri quando finalmente abbiamo concluso, con non poche sorprese, Matilde di Roald Dahl, che ci accompagnava da diversi giorni.
Mi piace leggere ai miei bambini e ai bambini degli altri. Respirare il libro, assaporarmelo, condividerlo. Gustare le parole e farmele tornare in mente.
Quando siamo in auto per fortuna ci vengono in conto i beneamati audiolibri. Un'invenzione meravigliosa, soprattutto per chi come noi non cede ancora alla tv o ai videogiochi in macchina. Dopo aver fatto una scorpacciata di fiabe classiche, edite da Fabbri editori prima e dal Corriere poi (con suoni e musica dell'Istituto Barlumen), che consiglio caldamente per qualità sia delle illustrazioni sia delle voci, ora stiamo passando a storie un po' diverse. Mi spiace per Andrea che come secondo precorrerà sempre un po' i tempi.
La storia scelta per il nostro viaggio in Toscana ha catturato i miei piccoli, sia all'andata sia al ritorno. Si tratta di Streghetta mia, una bellissima storia scritta e raccontata dalla stessa Bianca Pitzorno. Per prima cosa si rimane affascinati dai nomi dei protagonisti, piccoli e grandi: Asdrubale Tirinnanzi, Diomira, la famiglia Zep, Zaccaria, il pappagallo Zitto, Ermelinda... Poi vieni catturato dall'accento sardo della scrittrice che ti trascina dentro alla storia con passione e ironia. Inutile dire che la storia è avvincente, curiosa e divertente. Ma non voglio aggiungere altro per non rovinare la sorpresa dell'ascolto. Su questo sito potete trovare un'intervista all'autrice che racconta un po' di curiosità.
Dimenticavo, l'illustrazione di copertina immaginate un po' di chi è? Della mia carissima amica Emanuela Bussolati. Il cerchio si chiude...