mercoledì 30 ottobre 2019

Trilli di cince e marrone



Ore 9.10

Oggi mi ha accolto un vento freddo e tra i rumori molesti delle auto si sente davanti a me e alla mia destra il trillo delle cince e qualche verso più acuto che non riconosco. Ora si intravedono anche le sagome scure che si spostano da un albero all'altro.
Il vento smuove le foglie degli alberi che cascano a ondate. Qualche cornacchia grigia in alto si fa sentire nel cielo o intravedere.
Il prato è stato forse tagliato ancora una volta perché appare più basso e si vedono i segni di un trattorino intorno a una pianta. Il marrone oggi è uno dei colori che si mostra: sia per il terreno smosso, sia per le foglie cadute sotto gli alberi ancora carichi di fronde, sia sotto la mia paulonia. Qui è sempre evidente in macro il lavoro dei lombrichi con tutti quei grumetti appallottolati. Si sente anche netto il cadere delle foglie di paulonia ampie a pesanti.
Lungo il muschio che ricopre un lato del tronco in basso si notano ancora ma con maggiore difficoltà i funghetti grigi che ora si sono aperti. Il muschio al tatto è umido ma non bagnato e non ha l'odore tipico di quello che si trova nei boschi. Direi che è inodore.
Cerco le lumache: nessuna traccia. Mentre le cimici sono sempre appallottolate in piccoli gruppi sul lato della corteccia privo di muschio.
Oggi, come quando il sole non c'è o è coperto dalle nuvole, il movimento degli uccelli anche se troppo rapido per riconoscerli è un continuo susseguirsi di sagome tra un albero e un altro.
Il vento oltre a farsi sentire pungente sulla mia faccia scuote le chiome degli alberi più alti e il loro fruscio si avverte, specie alla mia destra.
Oggi è quindi un susseguirsi di canti e movimenti. Mentre la vita nel prato sembra spenta.
Come stai chiedo alla mia paulonia. Ascolto e mi sento poco connessa. Poi una sua foglia cade e ondeggia roteando nell'aria.
Cosa avrà voluto dirmi?
Vorrei ascoltare ma non riesco. Mi sento meno a mio agio del solito.
Intanto risponde per noi due una cornacchia grigia che alla mia destra non la smette di gracchiare a intervalli regolari.

mercoledì 23 ottobre 2019

Sotto un sole pallido e un cielo slavato




Oggi il sole pallido è nascosto da nuvole e un cielo slavato. Non so se perché ora tutto sia più rallentato - sono solo le 9 - o per il tempo. Mentre mi appoggio alla paulonia e cerco di esercitare la vista periferica mi sembra di essere in mezzo a un traffico aereo di uccelli che continuano a spostarsi da un albero all'altro, dagli alberi in cielo o dagli alberi a terra. Sono perlopiù merli, almeno sembra dalle dimensioni. A destra il melodioso canto di un pettirosso, a sinistra lo stridulo richiamo di qualche storno. Pare che abbiano iniziato a far tappa qui prima della migrazione. Quanti saranno?
Mentre sto qui immobile passa un bimbo piccolo e sento chiedere alla mamma " perché quella signora si è nascosta?". Sorrido pensando che solo i piccoli sono già grandi osservatori e si fanno buone domande.
Il tronco è umido e mostra oggi un muschio rigoglioso. In una settimana è rinato e ospita anche dei piccolissimi funghetti grigio azzurri. È sorprendente come la Natura cambi e ci disorienti ogni volta.
Il tronco alla base, in una insenatura ospita anche un gruppetto di lumache color terra di Siena disposte in fila, alcune con le antenne aperte e in movimento, altre appallottolate. 

Dal lato opposto, quello privo di muschio ed esposto al sole, mostra le piccole colonie di cimici rosse.
Dopo quasi venti minuti il sole inizia a comparire alle mie spalle illuminando la chioma della paulonia e alla mia sinistra, e mi fa vedere sotto una luce diversa i faggi (i due all'esterno hanno i tronchi chiari rispetto al centrale ancora in ombra e le foglie verde marrone evidenziano i chiaroscuri). 

In terra il prato è basso, bagnato, ancora verde tranne vicino alla paulonia dove le foglie quasi marcescenti sono bruno scuro nerastre.
Osservando dal basso questa pianta monumentale si vede chiaramente una distinzione del tronco: una parte a ricoperta dal muschio e una parte dove è assente. Salendo invece i rami ampi appaiono avvolti dal muschio ovunque e sembrano ricoperti da una sorta di pelliccia verde caldo.
Le foglie sono immense e accanto ai "grappoli" verticali dei frutti alcuni dei quali stanno diventando bruni, si trovano anche rami dove sembra ci siano abbozzi di nuovi fiori. Ma non ne sono sicura. Non la conosco ancora abbastanza.

Il tempo passa e il sole inizia a illuminare da destra il prato ed evidenzia le minuscole gocce di rugiada che ricoprono le singole piante. Sono tanti puntini luminosi o bagliori più vasti se le piante hanno le foglie più ampie.

In terra ai miei piedi un lombrico. Chissà se sarà quello di un po' di tempo fa? Il posto sembra quello e anche le dimensioni. Sarebbe bello aver tempo per poterglielo chiedere.
Viene anche da chiedersi quanta terra può mangiare e lavorare un solo lombrico perché i segni del passaggio sono tanti e tanti grumetti appallottolati sono dispersi un po' ovunque attorno a lui. Ecco due buone domande. 

E poi quante foglie che non appartengono alla "mia" pianta ci sono sotto le sue fronde. Come sono arrivate sin qui? Quanto vento e pioggia hanno lavorato? Sarebbe interessante provare a vedere a quante specie diverse appartengono. Alcune sembrano fresche, cadute da poco, altre già macerate. Per ora ne ho individuate due appartenenti a due alberi vicini. Almeno pare. Devo approfondire.

martedì 22 ottobre 2019

Racconti naturali: le sorprese dell'autunno


Oggi sono andata alla ricerca della natura e della bellezza che solo lei mi può riservare. La natura riesce a riappacificarci con noi stessi, non sempre ma almeno ci prova. Mi sono presa una mezzoretta per passare la parco. Inutile dire che avrei voluto immergermi e non uscire così velocemente ma non era proprio possibile.
Ma già queste foglie che mi si sono presentate allo sguardo mi hanno colpita ed emozionata, per la forma, i colori, i dettagli, le sfumature. A volte foglie così diverse anche se provenienti dalla stessa pianta madre. Allora possiamo riflettere sulla unicità di ciascuno e su quanto un mondo omologato possa farci godere meno della bellezza di quello che ci circonda.


mercoledì 16 ottobre 2019

A tu per tu con lo scoiattolo grigio



Ore 9.00 

Oggi sono stata accolta da uno scoiattolo grigio che ha corso per tutto il prato, 
si è rifugiato prima su un albero con in bocca la sua ghianda poi, lestamente, è disceso ed è salito sulla paulonia scomparendo alla vista. Mi hanno accolto anche un pettirosso che non smette di gorgheggiare e una cinciallegra. I loro canti così vivaci anche se diversi (uno composto da una melodia continua, l'altro da un cinguettio altalenante) riescono a "coprire" anche gli abbai dei cani, i suoni delle sirene e il fastidioso verso di una cippatrice. 

Insomma la Natura urbana si mostra nonostante il forte impatto antropico.

Il sole sta illuminando pian piano le chiome degli alberi creando dei forti contrasti mentre il terreno è ancora bagnato. E tutto cambia. Le foglie a terra di paulonia sono ormai bruno scuro tendenti al nero e creano delle macchie sul prato ancora verde. L'erba è bagnata sia per la pioggia di ieri sia per la rugiada (in alcuni punti sembra quasi brina).
Il prato sembra così un quadro impressionista fatto di chiazze di colori, in parte per la decomposizione delle foglie, in parte per le luci e le ombre create dall'arrivo del sole.
E poi, ai miei piedi, appare un microcosmo. Un lombrico pallido che si muove lentamente, una lumaca abbarbicata come uno scoglio sopra la pagina inferiore di una foglia.
Ore 11.00 Il sole con i suoi raggi scalda la mia faccia, il corpo e fa brillare le foglie ancora bagnate. Sulla corteccia di paulonia, dove il muschio appare umido, sono comparse tante piccole colonie di pompieri o cimici rosse che da tempo abitano l'albero. Alcuni solitari si avventurano su per il muschio come in una foresta. Altri si crogiolano al sole. È volata anche una farfalla bianca e si sentono ronzare le mosche. Il pettirosso continua il suo canto melodioso. In controluce si intravedono fili: chissà se si tratta di ragnatele scomparse?
Nel prato scintilla qualcosa come uno specchio. Cosa sarà? Se solo mi alzo il bagliore scompare quindi meglio non cambiare prospettiva e osservare. Forse sono le gocce che riflettono al sole.
Nel frattempo qualche sagoma di uccello oltrepassa il mio campo visivo. Se porto lo sguardo in lontananza avverto il lieve movimento delle foglie mosse dall'aria, minuscoli insetti che si spostano come puntini nell'aria e vedo il luccichio delle foglie ancora bagnate baciate dal sole. Anche le fronde ora si muovono, di tanto in tanto.

lunedì 14 ottobre 2019

Il treno dei sogni




Da tanto tempo accompagno Andrea ad addormentarsi con il treno dei sogni. Ogni volta è uguale e ogni volta diverso. Il treno arriva sempre a casa nostra, ma ora al posto del biglietto bisogna spalmarsi un po' di crema della nanna per riuscire a entrarci e si trova il proprio materasso dove sprofondare. Prima di viaggiare però c'è sempre qualche malintenzionato che ha combinato un bel guaio che Andrea e Sally dovranno risolvere. Questa sera tre ragni trasformati in tre creature gigantesche hanno avvoltolato in tre bozzoli tre amici di Andrea (solo lui può salvarli dato che sa che "i ragni sono aracnidi e hanno otto zampe!). Lui è andato con Sally dal Mago Merlone. Per svegliarlo, visto che è sordo, ora basta che Sally abbai un poco, poi lo lecchi e gli dia la zampa e al comando di Andrea va a cercare la sua bacchetta magica che rotola sempre tra gli scompartimenti. Grazie a quella il mago crea per Andrea una grossa forbice: la magia è pronta, Sally abbaia forte facendo scappare quei ragni enormi e Andrea libera dai bozzoli i suoi amici, che vengono prontamente leccati da Sally.
Poi finalmente ci si può pulire e sistemare nei lettoni. I bambini affondano e sprofondano nei cuscini e sentono il loro corpo adagiarsi lentamente, che la testa diventa pesante, le dita prima rigide si allentano e le gambe finiscono a contatto con il materasso. Solo così il respiro diventa profondo e regolare e tutti i respiri, all'unisono, fanno partire il treno. Un treno che va dove i bambini desiderano, ma ha sempre una tappa fissa. Va su su dalle nuvole, perché sono fatte di panna montata. Le nuvole ormai sono abituate ed entrano dai finestrini e sono magiche perché oltre ad addolcire il sonno non fanno venire le carie né sporcano. Poi si può viaggiare ancora, nelle profondità dell'oceano in cerca di cetacei, o visto che è autunno inoltrarsi nei boschi. Lì ci si può perdere nei colori: nei gialli dei tigli, nei colori cangianti delle querce lobate, nel rosso degli aceri, e trovare in terra le castagne vere e quelle matte. Sentire i profumi del muschio e della terra bagnata e perdersi tra i sogni.
Buona notte a tutti i piccoli e grandi sognatori.
E se non riuscite a dormire, provate a spalmarvi anche voi un po' di crema della nanna. E' davvero portentosa.

mercoledì 9 ottobre 2019

La magia delle foglie


L'autunno ci sorprende impreparati con i suoi colori e le forme magiche che assumono le foglie.

Prendete ad esempio quelle foglie accartocciate del Liriodendron_tulipifera, non sembrano piuttosto una rosa appassita ed essiccata?
Poi i melange di colori su sfondo marrone scuro della


paulonia non fanno pensare a qualche carta geografica?

La storia della paulonia

La solitudine
non verresti a trovare? 
Foglia di paulonia.
Matsuo Bashō 
(1644-1694)


L'albero su cui in Cina pare osi posarsi la fenice
L'albero che viene piantato in Giappone in giardino alla nascita di una figlia femmina.

Qui ho trovato la storia.

Alla scoperta della Paulonia




Oggi il cielo grigio rende tutto il paesaggio uniforme
e si fa fatica a distinguere i contorni delle sagome degli alberi e le presenze intorno.

I rumori della strada, delle macchine e dei passanti si confondono con i canti degli uccelli:
acuti, melodiosi, come quelli del pettirosso che gorgheggia alla mia destra, 
il gracchiare delle cornacchie grigie o il verso di allarme del merlo. 
Un sottofondo melodioso difficile da scovare ma che c'è qui ora.
Ogni tanto una sagoma nera (il tempo non aiuta) volteggia nell'aria: piccola come quella di un merlo, possente come quella delle cornacchie grigie che volteggiano senza timori. 

Il prato ancora verde nasconde i fiori di tarassaco, 
oggi chiusi, qualche finta fragola ed è ricoperto da un piccolo strato di foglie della paulonia dal colore cangiante che va dal terra di Siena al bruno. Lì si nasconde un mondo silenzioso, oggi fatto da tantissime lumache beige che hanno scelto le foglie cadute come casa. Ce ne sono tante, poi ragnetti e un insetto non identificato.
La peluria della pagina inferiore delle foglie di paulonia, che ricorda la delicatezza del velluto, contrasta con la pagina superiore né troppo liscia né rugosa.
Alcune chiazze sulle foglie da vicino sembrano richiamare i tessuti. Altre forme delle #nervature fanno pensare alle spirali delle ammoniti. Altri colori ancora sembrano composizioni artistiche.
I dettagli più nitidi sono quelli vicini, come un pezzo di tronco che sembra un orecchio. I primi frutti della paulonia che spiccano ancora verdi con puntini marroni e il loro buffo cappuccio. Quei grumetti di terra mangiata che indicano la presenza dei lombrichi.
Intanto alla mia sinistra inizio a notare i cambiamenti nelle foglie dei faggi che da verde scuro stanno assumendo una tonalità gialla. Una macchia di colore impressionista che si fa notare rispetto al verde ancora presente sulle altre alberature intorno.

Proprio quando sto per andarmene sento uno strano ticchettio su un albero vicino. 
Di chi sarà?


PS ho appena scoperto che il "soprannome" della paulonia è anche "albero della principessa". 
Cosa vorrà dire?

domenica 6 ottobre 2019

Super Brando di Edizioni Lapis alla Feltrinelli


Super Brando di Robert Starling, pubblicato da Edizioni Lapis (qui), vi conquisterà per la sua semplicità e per il significato del racconto. Infatti, la storia ci spiega che ognuno di noi può diventare un supereroe, perché ognuno è speciale a suo modo basta solo scoprire qual è la nostra qualità magica. Allora saremo in grado di fare qualsiasi cosa per aiutare gli altri. Non servono né maschera né mantello, perché non siamo nati per volare, ma i nostri superpoteri sono nascosti. Dobbiamo solo trovarli, per scoprire le nostre abilità.


Il protagonista è Brando, un normalissimo bradipo che vive in una giunga come tante, dove non fa niente di particolare, finché un giorno scopre un fumetto di un supereroe. Solo allora pensa di poterlo essere lui stesso.


Sarà così che, dopo vari tentativi e diverse sconfitte - senza lasciarsi abbattere - e con la sua tipica espressione "Poffarbacco" (che conquista come un eroe dei vecchi tempi) che Brando riuscirà a vincere nella sua impresa di combattere il cattivo formichiere. Come? A voi scoprirlo leggendo la storia.
Inutile dire che le illustrazioni sono fantastiche; la storia simpatica, divertente ironica e universale, come tutte quelle che parlano a ognuno di noi, rendendoci protagonisti.


Oggi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte dopo aver letto questa fantastica storia abbiamo provato a creare dei supereroi con materiali naturali.

Quando curo i laboratori (in realtà siamo tre, le ABC, Anna, Barbara Archetti e Cristina Zeppini) ho poche ma semplici regole:

- divertirsi

-avere portato da casa la fantasia

-non aver paura di sbagliare

-non preoccuparsi se si viene "copiati" perché magari abbiamo trovato una buona soluzione

-insieme si fa meglio (lavoriamo molto sulla relazione adulto bambino).



Oggi è stata l'occasione per vedere all'opera grandi e piccini ad adoperarsi per cercare di creare il loro supereroe fatto con materiali naturali e realizzato con l'Impiego di lana corde, bastoncini e qualche nettapipe.






I lavori sono stati semplicemente sorprendenti per la creatività che ognuno ha tirato fuori. È stato davvero emozionante vedere papà nonni e mamme mettersi in gioco per realizzare qualcosa insieme vederli ridere, sperimentare, aggiustare e poi andarsene via entusiasti del proprio lavoro. E sentire un papà esclamare "è stato un lavoro di squadra".

Ci interessa donare del tempo di qualità, poter far sperimentare materiali di vario tipo che possano attirare per la loro forma, il loro colore o per la consistenza.

Sorrisi e ringraziamenti sono i doni che ci portiamo a casa ogni volta da ogni laboratorio in cui ritroviamo facce conosciute e facce nuove e speriamo di aver potuto regalare a nostra volta qualcosa.


Grazie a: Bianca, Martina, Olivia, Giulietta, Elin, Giulia, Shela, Chanelle, Giulio, Charlotte, Martina, Rim, Irene ed Enea e al mio assistente Andrea. Naturalmente un grazie è dovuto anche ai nonni, alle mamme, ai papà e alle tate.

I prossimi appuntamenti li potete trovare sul sito Feltrinelli, prelevando il Folder in ogni libreria Feltrinelli di Milano, oppure anche sulla nostra pagina Facebook ABC, nella sezione eventi: il link qui.