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venerdì 27 ottobre 2023

Frutti come opere d'arte

 


Quanto sono stati dipinti i frutti nelle opere d'arte? Ecco, io penso che anche con un cellulare, volendo allargare il proprio sguardo, con un intento curioso e di bellezza, si possa catturare qualcosa dei frutti e donarlo a chi vuole.

Ecco il video di oggi.

mercoledì 25 ottobre 2023

Atmosfere autunnali



 Anche se l'autunno è arrivato con calma, l'atmosfera si respira già nell'aria. Alcuni alberi stanno trasformando la loro chioma e i frutti si mostrano in tutta la loro bellezza. Ho provato a catturarla in questo video, per chi vuole.

mercoledì 21 dicembre 2022

Storie dal parco



Oggi il parco aveva voglia di raccontare delle storie. Storie di trasparenze, colori e foglie e frutti ancora appesi agli alberi che non hanno proprio voglia di abbandonare un rifugio sicuro.

C'è quella della corteccia della conifera, che aveva un pezzo dalla forma strana, ancora attaccata, chissà fino a quando.

C'è il muschio, arrotondato a creare un arco o una parrucca vegetale, chissà cosa aveva in mente.


C'è poi la foglia caduta di paulonia, che prima di diventare completamente nera, era dipinta con chiazze gialle e marroni. E aveva e buchi.
Quando avrà deciso di staccarsi dal ramo? Non ho avuto il tempo di chiederglielo.


C'è infine la storia della foglia di quercia. Coperta di gocce di acqua, aveva anche due galle rosse. Che sfortuna per quei piccoli abitanti, già pronti a rintanarsi in una dolce casa. Chissà che fine faranno?
Comunque quelle due galle sembravano averla agghindata perché colorisse il prato vicino e le gocce rispecchiavano mondi a me sconosciuti.

Quante storie vogliono essere raccontate?
Eh care gocce, la prossima volta sarà il vostro turno. Piccoli microscopi naturali che mostrano le cellule vegetali, avrete anche voi il vostro momento di gloria. Ma non oggi.

giovedì 18 novembre 2021

Foliage autunnale e racconti...




Ore 8.00  18 novembre
Il tragitto per arrivare in cascina è sempre diverso ogni giorno pur essendo uguale. Oggi la nebbia è meno fitta e nel cielo si intravedono squarci di rosa che promettono bellezza. Il sentiero è ancora appiccicoso per il fango creatosi con la pioggia mentre le pozzanghere si sono ridotte. Appena si entra in un pezzetto di bosco si odono i pettirossi gorgheggiare dall'alto di un albero. Poi il suono di un treno che passa o le scavatrici o un aereo che parte. Piccoli stormi di storni volteggiano in un gruppo acrobatico. Le piante continuano a lasciar andare le loro foglie e ovunque non sia passato l'uomo si trovano tappeti colorati proprio sotto di loro a formare una coperta protettiva. Una coperta che sa del giallo oro degli olmi e di giallo e rosso degli aceri, del giallo acido che vira al verde dei bagolari. Ora che arrivo vicino agli orti sento inconfondibile il canto dei codibugnoli e delle cince allegre. Amo questi folletti piumosi. E voi?


Ore 8.10 17 novembre
Oggi niente nebbia solo una pioggerellina leggera leggera e un cielo uniforme di color grigio azzurro slavato. Per terra le pozzanghere e il fango e a camminarci dentro una strana sensazione. Intanto l'autunno regala i suoi colori più belli e le piante si fanno riconoscere grazie alle tonalità e al portamento che si intravede dalle chiome che pian piano si diradano. Per esempio sto notando il cambiamento di un liquidambar che da giallo dorato sta iniziando a diventare rosso dalla parte alta, le betulle con i rami pendenti verso il basso che si tingono di un giallo acido come anche i bagolari. Gli aceri mostrano il giallo color oro misto al rosso e ogni foglia è uno spettacolo. Per non parlare dei fichi che ci sono in cascina che si stanno spogliando delle loro enormi foglie e ogni volta che cadono fanno una sorta di schianto. Foglie che da verdi sono passate al giallo per poi diventare marroni per terra fino a quasi nere quando sono quasi decomposte. Tanti regali allo sguardo che si fa acuto per cogliere le sfumature.
Dal canto loro i pettirossi non mettono di gorgheggiare più forte che possono.
Grata




lunedì 11 ottobre 2021

"Lentamente il futuro", Educazione in natura a Botti






Ho rubato al cielo le nuvole e la stellata, 

ho rubato ai prati il profumo di limone della melissa e quello di noce, 

ho rubato alla terra lo sguardo sui licheni frondosi caduti, 

ho rubato alle piante dettagli minuscoli e qualche faccia, 

ho rubato al vento quella frescura che entra nelle ossa e ti rimane dentro.

...


Non dimenticherò facilmente la mantide religiosa appostata alla finestra mentre facevamo biodanza...



Le nuvole rosa che coloravano il cielo quasi ormai scuro, rendendolo pieno di possibilità.




Porterò con me a lungo colori e contrasti delle stagioni,  tra piante estive e tonalità autunnali...

Sento ancora addosso gli abbracci e i sorrisi, i gesti lievi e delicati.

Sento nella pelle le danze e il silenzio profondo. 

Negli orecchi le grida gioiose dei bambini...


... e il raglio delle asine, tutte con la P (io ho conosciuto solo Pilar e Pimpinella)



E ancora... I ritrovi con le amiche

gli incontri inattesi con nuove persone da conoscere. E che spero di conoscere meglio.

Il vino buono e i pasti deliziosi.

I discorsi sull'educare e sullo stare in natura.

Il confronto con tante persone che provengono da realtà diverse e da tutta l'Italia!



Piccoli gesti per essere più consapevoli di noi stessi, il profumo della brace, il fuoco e i canti intorno.



Sono stati due giorni intensi!! Ci sarà da riflettere molto dopo il 12° Raduno nazionale a Botti (Panzano del Chianti, FI), del Comitato Promotore per l’Educazione in Natura del 9 e 10 ottobre scorsi (qui il link).

Sarò sempre grata a Eliana Rocchetti (che fa parte del direttivo, in alto a sinistra vicino a Paolo Mai, Vittoria Brioschi, Benedetta Cuccuini), mia mentore, aperta sempre al mondo e alle persone (in particolare per la fiducia che ha riposto in me senza se e senza ma), per aver portato tutto lo staff che collabora con lei all'Asilo nel bosco di Milano (qui) a questo incontro. 
Avrei perso molto, lo so.

Grata.

mercoledì 9 ottobre 2019

La magia delle foglie


L'autunno ci sorprende impreparati con i suoi colori e le forme magiche che assumono le foglie.

Prendete ad esempio quelle foglie accartocciate del Liriodendron_tulipifera, non sembrano piuttosto una rosa appassita ed essiccata?
Poi i melange di colori su sfondo marrone scuro della


paulonia non fanno pensare a qualche carta geografica?

mercoledì 31 maggio 2017

La voce dei colori di Jimmy Liao, edizioni Gruppo Abele


Come si può affrontare la perdita di qualcosa di così prezioso come la vista? Io sinceramente non saprei come potrei reagire, ma la chiave per essere felici, nonostante tutto, potrebbe essere quella di vivere questa esperienza traendone tutto il buono che può dare. Forse è questo il messaggio più bello che ci regala "La voce dei colori" dell'artista di Taipei Jimmy Liao, edito da Gruppo Abele nella collana "I Bulbi dei piccoli" (qui), un libro poetico e intenso che "da voce" ai sentimenti di una ragazzina di quindici anni che perde progressivamente la vista.


Una ragazzina che affronta in solitaria un emozionante tragitto in metropolitana, un percorso a tappe quasi infinite che sembrano essere la metafora del "Viaggio", di quel viaggio di formazione compiuto nel Settecento dove il viaggio era sì esperienza conoscitiva dei luoghi, ma anche esperienza di scoperta interiore, o di quel viaggio che porta l'eroe e l'eroina a un percorso di cambiamento riuscendo ad affrontare le diverse sfide che la vita ci presenta.

In questo percorso onirico, in cui - come scrive Silvana Sola nella bellissima postfazione - ci sono molti richiami ad artisti come Escher o Matisse, il lettore si immerge lui stesso e scopre che la fantasia può accompagnarci e regalare una visione del mondo completamente diversa dalla realtà. Mi viene in mente - a questo proposito - il film "The big fish" di Tim Burton (qui) in cui realtà e fantasia si mescolano nel racconto di una vita che prende senso soprattutto se vista con certi occhi e con un certo sguardo.


Non a caso questo albo si chiama "La voce dei colori", perché i colori ci regalano emozioni e ognuno di essi è collegato a uno stato d'animo preciso.


Questa ragazzina - di cui non sappiamo il nome - affronta un percorso lunghissimo, accompagnata da alcune mascotte (un cagnolino e... di tanto in tanto un coniglio o altri animaletti) a volte quasi nascoste nel paesaggio a volte più evidenti e a ogni fermata di metropolitana si ritrova in mondi fantastici, a nuotare con i delfini, a librarsi nell'aria come un volatile in mezzo a case coloratissime, ad attraversare labirinti verdi dove troneggiano uccelli giganteschi. Non tutto il viaggio è piacevole e affascinante, si trova anche immersa in "una palude nebbiosa" sprofondando nel fango, ma come racconta "c'è sempre qualcuno che si prende cura di me". Un viaggio che affonda anche nei ricordi d'infanzia, un viaggio "alla ricerca della speranza" dove le immagini di tante boccette luminose fa ricordare il GGG di Roal Dahl (ne ho parlato qui) che racchiudeva in barattoli i sogni belli per regalarli ai bambini.
E di tanto in tanto la fantasia cede il passo alla speranza e ai desideri: che qualcuno sia accanto nelle difficoltà, che qualcuno reciti per lei una poesia al tramonto (una bellissima immagine specie se si pensa che in effetti questa ragazzina ha perso la vista ma ha dentro di sé l'immagine del tramonto e le emozioni che in lei suscita questo ricordo), che qualcuno le faccia compagnia...


Insomma, un albo molto denso e ricco, da sfogliare e assaporare, che aiuta a riflettere sulle bellissime possibilità che ci dà una visione positiva, piena di colori e sfumature.