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giovedì 16 ottobre 2025

133 Carte Nature: un invito a cambiare punto di vista

Da sinistra: Letizia Luini, Greta Persico, Monica Guerra, Andrea Galimberti,
BEAT, Università Milano Bicocca e l'editore Pietro Corraini, Corraini Edizioni.


 

Se dovessi scegliere un regalo per me stessa — o per una persona a cui tengo davvero — non avrei dubbi: sceglierei Nature, le 133 carte ideate dal gruppo di ricerca BEAT – Biodiversity Education and Awareness Team dell’Università di Milano-Bicocca, composto da Monica Guerra, Andrea Galimberti, Letizia Luini, Greta Persico, Angela Rinaldi e Francesca Rota, con la partecipazione di Rosa Buonanno e Angela Sangalli, 

 

Credits: Corraini Edizioni

 

e si arricchiscono delle illustrazioni scientifiche e insieme poetiche di Giulia Vetri, che dà vita a piante, animali e paesaggi e pubblicate da Corraini Edizioni. (qui)


Non solo perché sono belle — lo sono davvero, con i loro colori e la loro leggerezza grafica — ma perché rappresentano un modo diverso di abitare il mondo, di guardarlo, di esplorarlo e, soprattutto, di stare insieme.

Si tratta di un mazzo di carte accessibile a tutti - il prezzo è di circa 20 euro - e proprio questa accessibilità è parte della sua forza. Può arrivare ovunque: nelle scuole più periferiche, nei contesti dove le risorse sono poche, ma anche nei giardini e nei grandi spazi dove la sperimentazione educativa ha radici più solide. Perché l’idea che le sostiene è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: esplorare non richiede strumenti costosi, ma sguardi attenti.

 


La seconda presentazione ufficiale di Nature si è tenuta al MUBA, il Museo dei Bambini di Milano. Ormai è quasi una tradizione: Monica Guerra sceglie questo luogo per condividere i suoi progetti, ed è sempre un po’ come tornare a casa. Non è solo una presentazione editoriale: è un momento di incontro, di scambio di esperienze e visioni. E chi la segue da tempo sa che ogni parola è il frutto di un percorso di ricerca collettivo.


 

Credits: Corraini Edizioni
Credits: Corraini Edizioni
Credits: Corraini Edizioni

Un mazzo di carte, un orizzonte di possibilità

A uno sguardo veloce, le Carte Nature possono sembrare semplici schede colorate. In realtà sono un dispositivo pedagogico aperto, frutto di anni di osservazioni e sperimentazioni con educatori bambine e bambini. Ogni carta propone un’azione, un gesto, un modo per entrare in relazione con ciò che ci circonda: un bosco, un cortile, un parco, ma anche un balcone, un angolo di città, un’aiuola dimenticata.

Alcune carte invitano a sentire — “toccare”, “ascoltare”, “annusare” — altre a immaginare, a raccogliere tracce, a costruire ipotesi. Ce ne sono di più riflessive, di più sensoriali, altre ancora stimolano l’immaginazione e la rielaborazione creativa.

Tra queste, due carte hanno un valore speciale: “esplorare” e “documentare”. Sono carte “jolly” ma, come racconta Guerra, non sono un extra, bensì due pilastri fondamentali. Esplorare è la porta d’ingresso, il primo passo che permette a bambini e adulti di aprirsi al mondo con curiosità. Documentare è la memoria viva: l’atto che consente di tornare all’esperienza, di ripensarla, di rileggerla da nuove angolature.

Ogni mazzo ha due gradazioni di colore, che suggeriscono passaggi, fasi possibili di un percorso. Non esistono sequenze obbligatorie. Si può estrarre una sola carta e lasciare che quella guidi l’esperienza. Oppure si può costruire una trama narrativa, un viaggio fatto di tappe, in cui ogni azione apre un sentiero nuovo.

“Abbiamo preferito esagerare con il numero di azioni,” spiega Monica Guerra. “Non perché servano tutte, ma per mostrare la ricchezza delle possibilità. Quando abbiamo in mente pochi modi per esplorare, rischiamo di non vedere tutto il resto.”


Uno strumento inclusivo e flessibile

Una delle caratteristiche più potenti di queste carte è la loro adattabilità. Possono essere usate nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e primarie, nei percorsi di educazione ambientale, nei laboratori pomeridiani, in famiglia, e persino in contesti universitari. Non contengono istruzioni rigide né programmi preconfezionati: sono porte da aprire, inviti a mettersi in cammino.

Durante le sperimentazioni condotte in diversi contesti, molti educatori hanno usato le carte in parchi cittadini, spazi apparentemente ordinari. Lì, bambini e bambine hanno iniziato a esplorare armati di taccuini personali. Non un compito, ma un modo per non perdere le tracce delle esperienze vissute. Disegni, parole, mappe, segni diventavano il filo rosso di una ricerca condivisa.


Ricerca condivisa: imparare a camminare insieme

Le Carte Nature propongono una metodologia che non presuppone un sapere unico. L’adulto non è “colui che sa” ma colui che cammina accanto. Bambini e bambine diventano protagonisti attivi: esplorano, formulano ipotesi, costruiscono saperi propri. Questo scardina, almeno in parte, l’impostazione tradizionale della didattica frontale e apre a una ricerca autentica.

 

Credits: Corraini Edizioni

Le azioni suggerite non sono vincoli: possono trasformarsi, perdersi, essere abbandonate. Un bambino può partire osservando un insetto e ritrovarsi, dopo mezz’ora, a inventare una storia. Un gruppo può iniziare esplorando e finire documentando con un disegno o una conversazione. Tutto è possibile, perché non si tratta di eseguire un compito, ma di abitare un processo.

“Non ci interessa che l’azione si compia dall’inizio alla fine,” aggiunge Guerra. “Ci interessa che accenda una scintilla, che dia il via a un desiderio di scoperta.”


Un progetto che cresce nel tempo

Le Carte Nature non si esauriscono in un giorno. Possono accompagnare bambini, educatori e famiglie per anni, perché ogni carta può essere interpretata in modo diverso a seconda della stagione, del luogo, dell’età dei partecipanti. Un invito a “camminare” in primavera è diverso da uno in inverno. E anche lo stesso spazio, guardato con occhi nuovi, cambia volto.

Intorno a queste carte è nata una rete di educatori, insegnanti e ricercatori che si incontrano periodicamente per condividere riflessioni, domande, nuove esperienze. È un approccio aperto e dinamico: non c’è un manuale da seguire, ma un terreno comune di confronto.


Curiosità come prerequisito

L’unico vero requisito per usare le Carte Nature è la curiosità. Non serve essere esperti, naturalisti o insegnanti con decenni di esperienza. Serve soltanto la disponibilità a mettersi in discussione, a cambiare punto di vista, ad accogliere anche prospettive lontane dalle proprie certezze.

Le carte possono essere usate da chiunque: da chi vuole vivere un pomeriggio diverso in famiglia, da insegnanti che cercano nuove pratiche educative, da gruppi di formazione per adulti. Sono pensate per parlare di biodiversità — nel senso più ampio possibile — ma lo fanno a partire dalle domande. E le domande, spesso, sono quelle dei bambini: semplici, dirette, profonde.


Un invito a ribaltare la prospettiva

Le Carte Nature hanno qualcosa di rivoluzionario nella loro semplicità: invitano a guardare “a testa in su” o “a testa in giù”, a scardinare la routine, a mettersi in ascolto. A riconoscere che la biodiversità è ovunque, anche in un tarassaco che cresce tra le crepe dell’asfalto o nel volo di un piccolo uccello intravisto per caso.

Non sono un gioco nel senso stretto del termine, ma possono diventarlo. Hanno una sorta di “bugiardino” — come i giochi o le medicine — ma non prescrivono nulla, suggeriscono. Lasciandosi ispirare da poche carte per volta e procedendo con continuità, si possono vivere esperienze sorprendenti, che siano sul ballatoio di casa o in un parco cittadino.

 


Un seme che germoglia

In un’epoca in cui si parla spesso di “innovazione” in educazione, le Carte Nature ci ricordano che a volte la vera innovazione sta nella semplicità: in un mazzo di carte, in un invito gentile a guardare meglio. Non servono strutture complesse per iniziare una ricerca significativa: basta una carta, un passo, uno sguardo curioso.

“Le persone hanno tanti modi di esplorare,” conclude Monica Guerra. “Se li metti davanti a te, li vedi. E quando li vedi, puoi iniziare davvero a ricercare insieme.”

mercoledì 15 novembre 2023

Persa tra il giallo e il cielo blu

 


 

Il pettirosso canta la sua melodia mentre il sole scalda le guance. 

Gli alberi hanno una sinfonia di colori. L'acero di monte apparentemente è verde. È abile a nascondere le foglie gialle che tappezzano il prato. Dal canto suo, il bagolaro da lontano è ancora verde, ma avvicinandosi mostra un mosaico di sfumature verdi e gialle, con grappoli di foglie più chiare, di un giallo paglierino. E in terra ha creato un tappeto uniforme del suo fogliame, anche questo con tutte le sfumature.


E le querce? Ognuna fa da sé. Una scuote al vento i rami giallo ocra, che risplendono in questo cielo blu. Le altre vicine sono ancora verde scuro. Non ancora pronte a lasciare andare le proprie foglie.

 
Anche i liriodendri, con le loro foglie quadrate lobate con apici all'insù, sono ognuno diverso dall'altro. C'è chi è rimasto con un pugno di foglie dorate. C'è chi le ha ancora tutte e chi è quasi del tutto spoglio. In terra qualcuna color ruggine arancio...


Il pettirosso ha smesso. Da lontano gracchiano le cornacchie grigie.
Il sole scalda il cuore e io ringrazio per questa bellezza di fronte a me.

martedì 17 ottobre 2023

Al via "Avventure di Carta" a Galliate

 

Tratto da: "Piccolo coccodrillo compie gli anni",
di Eva Montanari, edito da Babalibri


Sta per partire la trentunesima edizione di
"Avventure di Carta - Percorsi fantastici intorno al libro",
che si svolgerà a Galliate dal 22 al 29 ottobre 2023

50 incontri, anche Fuori Festival nel mese di novembre,
35 ospiti e numerosi editori coinvolti

L'immagine che accompagnerà la 31a edizione del festival è tratta dal libro "Piccolo coccodrillo compie gli anni", edito da Babalibri. ed è su gentile concessione delll'illustratrice Eva Montanari (qui).

Parte, come ci racconta Susanna Soncin (per le amiche e gli amici 'Susi'):

"con la consapevolezza che la lettura è un modo per creare relazioni - come ha scritto l'autrice e illustratrice Emanuela Bussolati, spiegando il logo che ha realizzato per il Festival nel 2016 per Nati per Leggere Ovest Ticino - è un modo per generare onde che si propagano dal lancio di un sasso nelle acque. La felice metafora di Rodari che dà il senso del dono, un'eco che trasporta lontano al di là di noi, nel tempo e dello spazio, leggere a qualcuno è un dono di sé, delle proprie emozioni e del proprio sentire e non si ferma all'orecchie di chi ascolta ma si radica nei ricordi, insieme all'immaginario creato da illustrazioni e parole, alla tonalità della voce, al brivido lieto di sentire che anche chi legge adulto impegnato in mille cose da grandi a volte corrusca, ovvero si sta divertendo". 

Susanna Soncin aggiunge: "Per me questo sasso nello stagno che muove l'invisibile, l'impossibile, è come la parola nella mente, è come la biblioteca di ognuno nel proprio territorio. Muoviamoci con la stessa curiosità dei bambini e ritroviamo il bambino che è in noi, ritroviamo la forza della comunità educante, che anche in un momento così difficile ci possa permettere di essere cittadini consapevoli e protagonisti, in grado di guardare oltre, e dare aiuto a chi ne ha bisogno. Quindi, la lettura come gesto d'amore per piccoli e grandi. Il libro ritorna quest'anno come un sasso nello stagno, attraverso lo sguardo e l'ascolto. 

Tanti saranno i momenti e gli incontri per Risguardare, ovvero guardarci con cura e rispetto, per poterci essere in modo autentico e partire dalla relazione che è accoglienza e cresce attraverso strategie relazionali preziose quali la lettura e tutti i linguaggi artistici che da essi si dipartono.

"Sguardare, laddove non bastano gli occhi, chiuderli e aprire lo sguardo attraverso le emozioni e cercare la bellezza, quella bellezza che spesso può sfuggire: accoglierla, riconoscerla e fermarla anche dopo che è volata via., mantenendo dentro di sé la sensazione che suscita. Elena Schioppetti diceva questo, perché aprendo lo sguardo alla bellezza si è maggiormente in ascolto; perché senza ascolto non possiamo creare relazioni.

Ma chi è Susanna Soncin? Susanna è tantissime cose: bibliotecaria, musicista, appassionata di libri, amica, una persona generosa e con grandissima competenza e tanto entusiasmo, capace di trascinarti senza volerlo in ogni Avventura che crea o persegue. Susanna Soncin, bibliotecaria di Galliate in pensione da quasi due anni,  in realtà non ha mai smesso di leggere gli albi e i libri a tutti, con una grande passione che la porta entusiasta a realizzare festival o formazioni, letture e altro ancora. Capace di far rete in un attimo tra enti o persone, ospitare grandi autori o scoprirne di nuovi. Capace di coordinare per questa ultima Avventura un gruppo di ragazze delle "medie", le Energie positive, a compiere letture in giro per la città.

Ed è così che inizia a raccontarsi:

S. S.: "Questa passione per i libri porta ad avere delle relazioni particolarmente forti, intense, piene di bellezza, a partire dalla mia mamma che ha una demenza senile molto grave, che la porta a essere come una bimba. Anche ieri, quando ero con lei, ho visto quanto i libri ci aiutano a rendere migliore il momento dello stare insieme."

Cosa rappresenta Avventure di Carta?

S. S.: "Avventure di Carta è una storia di tanti anni: ho iniziato a seguirlo 25 anni fa. Prima era una mostra del libro importante del Castello di Galliate, con la supervisione e con l'organizzazione di Roberto Denti (fondatore - insieme alla moglie Gianna Vitali - della prima Libreria dei Ragazzi in Italia, quella che c'è ancora a Milano, in via Tadino, ndr). Quando sono arrivata ho raccolto dei fili preziosi e dei germogli ben seminati da Marco Nicolotti 31 anni fa, e questo mi ha permesso di creare nel tempo qualcosa insieme ai colleghi bibliotecari e a tante persone volenterose sia sul nostro territorio sia a livello nazionale (es. editori, formatori, esperti di letteratura per l'infanzia).

E ora sta per partire la trentunesima edizione di "Avventure di Carta - Percorsi fantastici intorno al libro"...

S. S.: "Sì sono molto emozionata. è un festival che quest'anno si consolida e si rinnova con una grande festa di approfondimento sul mondo della letteratura per l'infanzia e per i ragazzi. Come un percorso di rafforzamento della relazione attraverso libri e letture. Quest'anno ci siamo soffermati su due parole chiave: 'lo sguardo, lo sguardo nuovo, quasi caleidoscopico" e "l'ascolto/ascoltarsi".
 

 

 

Incontri aperti a tutti fino a esaurimento posti
 

Cosa potremo trovare quest'anno?

S. S.: Il festival si svilupperà in una settimana ricca di proposte, incontri, laboratori, mostre interattive, tavole rotonde, mostre di originali, spettacoli musicali, giochi, letture permettendo a bambini e bambine, ragazzi e ragazze e alle loro famiglie di trovare nuove angolazioni e sguardi. Però per ascoltarsi. Lo sguardo insieme ci permette di essere più accoglienti gli uni con gli altri e di guardare oltre. Questo grazie al libro, alla lettura e ai linguaggi artistici, che ci sono sempre, a volte nascosti, a volte più evidenti come nei libri per l'infanzia. 

La lettura è ancora viva e attuale e il libro come oggetto fisico esiste ancora e offre un'esperienza completa e ricca, grazie a nuove possibilità di leggere con altri strumenti e altri linguaggi che a lui sono complementari.

PS ci saranno tantissimi incontri con autori ed editori amici, vi metto il link a due video a cui tengo particolarmente: 

Maria Cannata (qui) )

GIOVEDì 26 OTTOBRE | 16.30 | Sala Stucchi della Biblioteca | BABALIBRI IN MUSICA 
Presentazione della collana BABALIBRI in Musica, diretta da Maria Cannata.
Un’esperienza di ascolto totalmente nuova, in cui due modalità espressive diverse e complementari si alternano, dialogano e costruiscono una fitta rete di rimandi poetici, musicali e visivi. Con la presenza di Francesca Archinto, direttrice editoriale di Babalibri, e Franco Fornaroli, bibliotecario.
👉 Ingresso libero fino ad esaurimento posti👈
 
 Francesca Archinto (qui).

MARTEDì 24 OTTOBRE | 17| Sala Neogotica del castello di Galliate
𝗟𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶
Riflessioni sull'importanza degli albi illustrati nella fascia di età 0/3 anni.
Tavola rotonda sull'educazione alla lettura con la presenza di Eva Montanari e Francesca Archinto; modera Alessandra Salvini.
Con la presenza dei rappresentanti di ABIO Novara.
👉Ingresso libero fino ad esaurimento posti. 👈
 

Uscire dai confini... ce ne parli?

S. S.: Il festival è sovraterritoriale, quello che si chiama "Fuori Festival": una forza generativa  della rete e della relazione, in cui ho sempre creduto tantissimo e in in tanti hanno sempre creduto, come la nuova bibliotecaria di Galliate Olga Coronetti. Una rete di sostegno a cui tornare e da cui partire, o ripartire, pur mantenendo la propria connotazione, la propria identità. La sede, il centro è il nostro castello sforzesco da cui si irradia una rete articolata non solo per bambini, bambine e ragazzi e ragazze, ma per tutti quelli che ruotano intorno al mondo dell'infanzia e della preadolescenza e dell'adolescenza. Una rete che vede la collaborazione di Nati per Leggere Ovest Ticino, il Sistema Bibliotecario del Bant, la Biblioteca di Cerano (NO, qui), alcune associazioni novaresi, Il Sistema Bibliotecario VCO Verbania, Nati per Leggere del Medio Novarese - con cui siamo "amici" di un Festival importante partito tre anni fa, Letture Amene (ne ho parlato qui).  Ma la rete non finisce qui: ci sono anche alcuni coordinamenti lombardi, La Fondazione per Leggere e la Biblioteca di Robecchetto con Induno (qui info), sempre presente e attiva e collaborativa.

Festival in rete?

S. S.: Sì, mi piace sottolineare la collaborazione con alcuni festival importanti che si svolgeranno in contemporanea, una rete che diventa quasi un abbraccio simbolico: il Buck Festival (Foggia)  - dedicato quest'anno alla fotografia - con Milena Tancredi, bibliotecaria e grande amica. Nel VCO negli stessi giorni a Omegna (NO) c'è un Festival dedicato a Rodari e un premio importante dedicato a questo autore (si terrà dal 22 al 29, perché il 23 ottobre è il compleanno di Gianni Rodari).

Anche noi dedicheremo a questo grande autore la giornata del 23 ottobre e parte del festival. 

Vi aspettiamo a braccia aperte!

 

Info:

@avventuredicarta (instagram)

50 incontri, anche Fuori Festival, nel mese di novembre, 35 ospiti e numerosi editori coinvolti. 
Tante saranno le attività del territorio coinvolte, le associazioni, la Parrocchia e tutte le scuole e gli asili nido. 
 
Eventi dentro e fuori il Castello Sforzesco di Galliate (NO) dove ha sede la Biblioteca.
Nelle Sale Sud Sud ci saranno Mostre e tanti libri.. e la Mostra del libro a cura della Libreria La Talpa di Novara.
Madrina sarà Margherita Podesta.
Grazie a Eva Montanari e a Babalibri per le immagini dei loghi.
Pulci Volanti e Chiara Bongiovanni per l aiuto prezioso.
 
 
Susanna Soncin, coordinatrice di Avventure di Carta - Percorsi fantastici intorno al libro per Pulci Volanti, è stata ospite di Radio Azzurra per uno spot* per annunciare la 31^ edizione della manifestazione letteraria. Susi tornerà ospite da Carlotta Ponzio Radio Azzurra FM per raccontare il ricco programma del festival.
*Potete ascoltare lo spot (fino a domenica 29 ottobre) nei seguenti orari:
7:50 - 9:20 - 11 - 13:50 - 17:20 - 19



Le Sale Sud del Castello di Galliate ospiteranno tante mostre:
𝗠𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗩𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗡𝗔𝗥𝗜 autrice e illustratrice dei libri editi da Babalibri e dedicati a Piccolo Coccodrillo.
Nella mostra sono esposte le illustrazioni originali dei libri “Cosa dice Piccolo Coccodrillo?”, “Piccolo Coccodrillo va al mare”, “Piccolo Coccodrillo va al parco” e “Piccolo Coccodrillo compie gli anni”
𝗠𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 “𝗜𝗟 𝗡𝗜𝗡𝗝𝗔 𝗜𝗡𝗡𝗔𝗠𝗢𝗥𝗔𝗧𝗢“
Esposizione delle stampe del silent book di Ale Puro, ‘Il Ninja innamorato’, edito da CARTHUSIA EDIZIONI, vincitore del Silent Book Contest 2023.
𝗠𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗚𝗜𝗥𝗔 𝗚𝗜𝗥𝗔𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢
Mostra interattiva di Nati per Leggere VCO per famiglie con bambini da 1 a 6 anni, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del VCO.
𝗠𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮- 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗜𝗕𝗥𝗜 per bambini e ragazzi, in collaborazione con la Libreria La Talpa
📌 Le mostre saranno visitabili nei seguenti orari:
𝟮𝟮/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟭𝟲.𝟬𝟬 - 𝟭𝟴.𝟯𝟬
𝟮𝟰/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟬𝟬 - 𝟭𝟭.𝟯𝟬
𝟮𝟱/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟬𝟬 - 𝟭𝟭.𝟯𝟬 / 𝟭𝟲.𝟬𝟬 - 𝟭𝟴.𝟬𝟬
𝟮𝟲/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟬𝟬 - 𝟭𝟭.𝟯𝟬
𝟮𝟳/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟬𝟬 - 𝟭𝟮.𝟬𝟬 / 𝟭𝟰.𝟬𝟬 - 𝟭𝟴.𝟯𝟬
𝟮𝟴/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟯𝟬 - 𝟭𝟮.𝟬𝟬 / 𝟭𝟱.𝟯𝟬 - 𝟭𝟴.𝟯𝟬
𝟮𝟵/𝟭𝟬/𝟮𝟬𝟮𝟯 𝟵.𝟯𝟬 - 𝟭𝟮.𝟬𝟬 / 𝟭𝟱.𝟯𝟬 - 𝟭𝟴.𝟯𝟬

martedì 17 gennaio 2023

Riconnessioni o dell'importanza di stare in natura


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In questi giorni sto progressivamente dedicando tempo allo stare in natura, anche se non si tratta di una natura selvaggia, come quella che amo, ma di un parco urbano.

Ho osservato che la quantità di tempo in "immersione", con passeggiate e soste, facilita il distacco dai pensieri quotidiani e facilita la curiosità e il desiderio di scoprire e indagare questa biocenosi creata dall'uomo.

Dopo tantissimo tempo - a Milano - mi sono seduta alla base di un bagolaro e sono rimasta a percepire le mie sensazioni sonore e visive dando loro spazio e accogliendo quello che arrivava.

Chissà che non sia questa una strada, unita al camminare lasciandosi trasportare dalla curiosità, senza una meta precisa, per ritrovare me stessa, la mia voglia di indagare, farmi domande e sentirmi di nuovo intera.

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Ho scoperto che il boschetto che amo è fatti da bagolari. Hanno il tronco completamente ricoperto da licheni e muschi e una serie di linee orizzontali sui tronchi. Seduta sotto uno di loro mi sono sentita in pace, anche se era forte il rumore delle macchine della tangenziale, un sottofondo che è quasi una scia sonora continua.
Man mano che stavo lì qui mi sono sentita osservata da tanti occhi - forse perché una delle caratteristiche dei bagolari è di avere queste forme - ognuno di loro con una sua peculiarità precisa.

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C'è chi è riuscito a creare un tronco che si diparte in due quasi dalla base e chi ha una struttura più filiforme e lineare e ha la biforcazione più in alto.
Solo quelli esterni al boschetto hanno anche tre biforcazioni, sono con tronchi più ampi e hanno i rami che si protendono verso lo spazio aperto.
Mentre eravamo ferme, ho sentito il lontano gracchiare delle cornacchie grigie e il grido più acuto dei pappagalli. Oggi non c'era nebbia né sole, anche se il fiato si disperdeva in cerchi concentrici fuori dalla bocca. Ma le mani non erano gelate. Invece percepivo l'umido provienente dalla lettiera nera, dove erano depositate le sle foglie di bagolaro e quercia rossa, da cui spuntavano vivaci piantine verdi.
Sulla cima di due alberi ci sono due nidi.

Quando ci siamo mosse spostandoci all'aperto ho percepito il freddo addosso alle mani, che si sono pian piano congelate. Ho attraversato prati coperti di brina o bagnati. L'escursione termica era sensibile

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Mi sono diretta verso il bosco dei faggi, dove mi sono soffermata a osservare i tronchi nodosi e pieni di ferite e cicatrici e le foglie arancio marroni ancora sui rami insieme a qualche faggiola e alle punte apicali pronte ad aprirsi con il caldo. Il mio sguardo è caduto su quelli che ho chiamato i custodi, facce che mi appaiono dai tronchi, frutto della mia immaginazione.

mercoledì 14 dicembre 2022

È bastato un attimo





È bastato un attimo.

Il cielo grigio si è rasserenato

e le nuvole hanno lasciato il posto al sole

pronto a tramontare.

La sua luce calda ha riempito ogni luogo

illuminando i rami spogli ed esaltando le loro forme

e il paesaggio, come d'incanto, si è trasformato.

Accanto a me sono comparsi

nuovi dettagli da osservare,

colori saturi da catturare.


È bastato un attimo

per cambiare il mio sguardo.







lunedì 11 ottobre 2021

"Lentamente il futuro", Educazione in natura a Botti






Ho rubato al cielo le nuvole e la stellata, 

ho rubato ai prati il profumo di limone della melissa e quello di noce, 

ho rubato alla terra lo sguardo sui licheni frondosi caduti, 

ho rubato alle piante dettagli minuscoli e qualche faccia, 

ho rubato al vento quella frescura che entra nelle ossa e ti rimane dentro.

...


Non dimenticherò facilmente la mantide religiosa appostata alla finestra mentre facevamo biodanza...



Le nuvole rosa che coloravano il cielo quasi ormai scuro, rendendolo pieno di possibilità.




Porterò con me a lungo colori e contrasti delle stagioni,  tra piante estive e tonalità autunnali...

Sento ancora addosso gli abbracci e i sorrisi, i gesti lievi e delicati.

Sento nella pelle le danze e il silenzio profondo. 

Negli orecchi le grida gioiose dei bambini...


... e il raglio delle asine, tutte con la P (io ho conosciuto solo Pilar e Pimpinella)



E ancora... I ritrovi con le amiche

gli incontri inattesi con nuove persone da conoscere. E che spero di conoscere meglio.

Il vino buono e i pasti deliziosi.

I discorsi sull'educare e sullo stare in natura.

Il confronto con tante persone che provengono da realtà diverse e da tutta l'Italia!



Piccoli gesti per essere più consapevoli di noi stessi, il profumo della brace, il fuoco e i canti intorno.



Sono stati due giorni intensi!! Ci sarà da riflettere molto dopo il 12° Raduno nazionale a Botti (Panzano del Chianti, FI), del Comitato Promotore per l’Educazione in Natura del 9 e 10 ottobre scorsi (qui il link).

Sarò sempre grata a Eliana Rocchetti (che fa parte del direttivo, in alto a sinistra vicino a Paolo Mai, Vittoria Brioschi, Benedetta Cuccuini), mia mentore, aperta sempre al mondo e alle persone (in particolare per la fiducia che ha riposto in me senza se e senza ma), per aver portato tutto lo staff che collabora con lei all'Asilo nel bosco di Milano (qui) a questo incontro. 
Avrei perso molto, lo so.

Grata.