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giovedì 16 ottobre 2025

133 Carte Nature: un invito a cambiare punto di vista

Da sinistra: Letizia Luini, Greta Persico, Monica Guerra, Andrea Galimberti,
BEAT, Università Milano Bicocca e l'editore Pietro Corraini, Corraini Edizioni.


 

Se dovessi scegliere un regalo per me stessa — o per una persona a cui tengo davvero — non avrei dubbi: sceglierei Nature, le 133 carte ideate dal gruppo di ricerca BEAT – Biodiversity Education and Awareness Team dell’Università di Milano-Bicocca, composto da Monica Guerra, Andrea Galimberti, Letizia Luini, Greta Persico, Angela Rinaldi e Francesca Rota, con la partecipazione di Rosa Buonanno e Angela Sangalli

 

Credits: Corraini Edizioni

 

e si arricchiscono delle illustrazioni scientifiche e insieme poetiche di Giulia Vetri, che dà vita a piante, animali e paesaggi e pubblicate da Corraini Edizioni. (qui)


Non solo perché sono belle — lo sono davvero, con i loro colori e la loro leggerezza grafica — ma perché rappresentano un modo diverso di abitare il mondo, di guardarlo, di esplorarlo e, soprattutto, di stare insieme.

Si tratta di un mazzo di carte accessibile a tutti - il prezzo è di circa 20 euro - e proprio questa accessibilità è parte della sua forza. Può arrivare ovunque: nelle scuole più periferiche, nei contesti dove le risorse sono poche, ma anche nei giardini e nei grandi spazi dove la sperimentazione educativa ha radici più solide. Perché l’idea che le sostiene è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: esplorare non richiede strumenti costosi, ma sguardi attenti.

 


La seconda presentazione ufficiale di Nature si è tenuta al MUBA, il Museo dei Bambini di Milano. Ormai è quasi una tradizione: Monica Guerra sceglie questo luogo per condividere i suoi progetti, ed è sempre un po’ come tornare a casa. Non è solo una presentazione editoriale: è un momento di incontro, di scambio di esperienze e visioni. E chi la segue da tempo sa che ogni parola è il frutto di un percorso di ricerca collettivo.


 

Credits: Corraini Edizioni
Credits: Corraini Edizioni
Credits: Corraini Edizioni

Un mazzo di carte, un orizzonte di possibilità

A uno sguardo veloce, le Carte Nature possono sembrare semplici schede colorate. In realtà sono un dispositivo pedagogico aperto, frutto di anni di osservazioni e sperimentazioni con educatori bambine e bambini. Ogni carta propone un’azione, un gesto, un modo per entrare in relazione con ciò che ci circonda: un bosco, un cortile, un parco, ma anche un balcone, un angolo di città, un’aiuola dimenticata.

Alcune carte invitano a sentire — “toccare”, “ascoltare”, “annusare” — altre a immaginare, a raccogliere tracce, a costruire ipotesi. Ce ne sono di più riflessive, di più sensoriali, altre ancora stimolano l’immaginazione e la rielaborazione creativa.

Tra queste, due carte hanno un valore speciale: esplorare” e “documentare”. Sono carte “jolly” ma, come racconta Guerra, non sono un extra, bensì due pilastri fondamentali. Esplorare è la porta d’ingresso, il primo passo che permette a bambini e adulti di aprirsi al mondo con curiosità. Documentare è la memoria viva: l’atto che consente di tornare all’esperienza, di ripensarla, di rileggerla da nuove angolature.

Ogni mazzo ha due gradazioni di colore, che suggeriscono passaggi, fasi possibili di un percorso. Non esistono sequenze obbligatorie. Si può estrarre una sola carta e lasciare che quella guidi l’esperienza. Oppure si può costruire una trama narrativa, un viaggio fatto di tappe, in cui ogni azione apre un sentiero nuovo.

Abbiamo preferito esagerare con il numero di azioni,” spiega Monica Guerra. “Non perché servano tutte, ma per mostrare la ricchezza delle possibilità. Quando abbiamo in mente pochi modi per esplorare, rischiamo di non vedere tutto il resto.”


Uno strumento inclusivo e flessibile

Una delle caratteristiche più potenti di queste carte è la loro adattabilità. Possono essere usate nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e primarie, nei percorsi di educazione ambientale, nei laboratori pomeridiani, in famiglia, e persino in contesti universitari. Non contengono istruzioni rigide né programmi preconfezionati: sono porte da aprire, inviti a mettersi in cammino.

Durante le sperimentazioni condotte in diversi contesti, molti educatori hanno usato le carte in parchi cittadini, spazi apparentemente ordinari. Lì, bambini e bambine hanno iniziato a esplorare armati di taccuini personali. Non un compito, ma un modo per non perdere le tracce delle esperienze vissute. Disegni, parole, mappe, segni diventavano il filo rosso di una ricerca condivisa.


Ricerca condivisa: imparare a camminare insieme

Le Carte Nature propongono una metodologia che non presuppone un sapere unico. L’adulto non è “colui che sa” ma colui che cammina accanto. Bambini e bambine diventano protagonisti attivi: esplorano, formulano ipotesi, costruiscono saperi propri. Questo scardina, almeno in parte, l’impostazione tradizionale della didattica frontale e apre a una ricerca autentica.

 

Credits: Corraini Edizioni

Le azioni suggerite non sono vincoli: possono trasformarsi, perdersi, essere abbandonate. Un bambino può partire osservando un insetto e ritrovarsi, dopo mezz’ora, a inventare una storia. Un gruppo può iniziare esplorando e finire documentando con un disegno o una conversazione. Tutto è possibile, perché non si tratta di eseguire un compito, ma di abitare un processo.

Non ci interessa che l’azione si compia dall’inizio alla fine,” aggiunge Guerra. “Ci interessa che accenda una scintilla, che dia il via a un desiderio di scoperta.


Un progetto che cresce nel tempo

Le Carte Nature non si esauriscono in un giorno. Possono accompagnare bambini, educatori e famiglie per anni, perché ogni carta può essere interpretata in modo diverso a seconda della stagione, del luogo, dell’età dei partecipanti. Un invito a “camminare” in primavera è diverso da uno in inverno. E anche lo stesso spazio, guardato con occhi nuovi, cambia volto.

Intorno a queste carte è nata una rete di educatori, insegnanti e ricercatori che si incontrano periodicamente per condividere riflessioni, domande, nuove esperienze. È un approccio aperto e dinamico: non c’è un manuale da seguire, ma un terreno comune di confronto.


Curiosità come prerequisito

L’unico vero requisito per usare le Carte Nature è la curiosità. Non serve essere esperti, naturalisti o insegnanti con decenni di esperienza. Serve soltanto la disponibilità a mettersi in discussione, a cambiare punto di vista, ad accogliere anche prospettive lontane dalle proprie certezze.

Le carte possono essere usate da chiunque: da chi vuole vivere un pomeriggio diverso in famiglia, da insegnanti che cercano nuove pratiche educative, da gruppi di formazione per adulti. Sono pensate per parlare di biodiversità — nel senso più ampio possibile — ma lo fanno a partire dalle domande. E le domande, spesso, sono quelle dei bambini: semplici, dirette, profonde.


Un invito a ribaltare la prospettiva

Le Carte Nature hanno qualcosa di rivoluzionario nella loro semplicità: invitano a guardare “a testa in su” o “a testa in giù”, a scardinare la routine, a mettersi in ascolto. A riconoscere che la biodiversità è ovunque, anche in un tarassaco che cresce tra le crepe dell’asfalto o nel volo di un piccolo uccello intravisto per caso.

Non sono un gioco nel senso stretto del termine, ma possono diventarlo. Hanno una sorta di “bugiardino” — come i giochi o le medicine — ma non prescrivono nulla, suggeriscono. Lasciandosi ispirare da poche carte per volta e procedendo con continuità, si possono vivere esperienze sorprendenti, che siano sul ballatoio di casa o in un parco cittadino.

 


Un seme che germoglia

In un’epoca in cui si parla spesso di “innovazione” in educazione, le Carte Nature ci ricordano che a volte la vera innovazione sta nella semplicità: in un mazzo di carte, in un invito gentile a guardare meglio. Non servono strutture complesse per iniziare una ricerca significativa: basta una carta, un passo, uno sguardo curioso.

Le persone hanno tanti modi di esplorare,” conclude Monica Guerra. “Se li metti davanti a te, li vedi. E quando li vedi, puoi iniziare davvero a ricercare insieme.

domenica 25 febbraio 2024

Accanto a Monica Guerra

Foto di Antonella Angrisano

Monica Guerra, professoressa ordinaria di Pedagogia Generale, Università Bicocca di Milano
foto di Giorgia Lo Giudice

Uno dei propositi del 2024 era un sogno, quello di intervistare Monica Guerra, professoressa ordinaria di pedagogia generale e sociale presso l’Università Bicocca di Milano, autrice e curatrice di molti libri tra i quali “Nel mondo” (qui) e “Le più piccole cose” (qui) per FrancoAngeli e “Contesti intelligenti” (qui) e “Materie intelligenti” (qui) per le edizioni junior.
Ringrazio di cuore Monica per il tempo e l'accuratezza che ha dedicato a rispondermi e, spero che, come per la sottoscritta, queste parole siano di valore anche per voi.
Chi ha la fortuna di ascoltare una tua lezione o un incontro pubblico o leggere un tuo libro rimane affascinato dalle tue parole, che sono scelte con cura una a una. Mi ha colpito un’intervista qui ) che hai fatto per presentare l’ultimo libro che hai curato, “Accanto a bambine e bambini” ( qui), in cui ti sei soffermata sulla parola “accanto”. Quanto è preziosa per te la scelta delle parole? Secondo te si può riuscire a costruire un mondo diverso, migliore, imparando ad averne cura?

Avere cura delle parole è uno dei modi che abbiamo a disposizione per costruire il mondo che desideriamo. Le parole da sole non bastano, ma possono orientare le azioni e a volte danno proprio forma alle cose e anche alle persone. Penso, ad esempio, a quando usiamo degli appellativi per qualificare i bambini e le bambine (principessa, streghetta, campione, monello…) o quando usiamo aggettivi che dovrebbero al massimo definire dei comportamenti mentre finiscono per connotare le persone (uno su tutti aggressivo, ma vale anche per altri apparentemente più neutri, come vivace). Ecco, le parole vanno utilizzate con cura innanzitutto per questo: perché contribuiscono a definire le identità, in un gioco di rispecchiamenti di cui gli adulti devono avere consapevolezza, perché anche questo è un potenziale esercizio di potere.

E poi, sì, le parole pongono le direzioni per possibili altri modi e mondi: “accanto” è stata scelta per questo, perché stare accanto a bambine e bambini che crescono è la dichiarazione di un’educazione che non vuole anticipare e forzare, ma che vuole rispettare e offrire possibilità. Io e Elena Luciano, con cui ho curato questo ultimo libro, la abbiamo scelta perché racconta di una posizione a cui ambiamo anche nel nostro lavoro di ricercatrici accanto a educatrici, educatori, insegnanti…



Sei stata per molti anni la presidentessa dell’associazione Bambini e Natura (qui), che hai fondato in un momento in cui nessuno dava credito alla necessità di stare fuori. Vuoi raccontarci qualcosa per chi non la conosce ancora?


Bambini e Natura è nata oltre 10 anni fa dal bisogno di condividere con quante più persone possibili quello che emergeva dalla ricerca, ma anche da alcune esperienze che si stavano sperimentando in quel momento. Il tema ambientale non era certo nuovo, ma stava tornando prepotentemente alla ribalta anche in educazione, sebbene nel nostro Paese se ne parlasse meno che altrove. L’associazione, non solo con il suo sito (qui) e con le sue pagine social (facebook qui e istagram qui), ma anche con le occasioni formative per associate e associati, voleva e vuole essere un megafono per raccontare il valore delle esperienze all’aperto, di un’educazione aperta e connotata ecologicamente, nel senso di attenta alla nostra relazione con il mondo e tutte le forme di vita che lo abitano. Lo fa attraverso articoli e materiali, cercando di mettere a disposizione buone ragioni per sostenere le connessioni tra noi e l’ambiente, ma anche strumenti per favorire queste connessioni nei contesti educativi e nelle scuole. E poi attraverso le “scuole”, momenti formativi in cui ci si ritrova e si approfondiscono teorie e metodologie, sempre in dialogo tra ricerca e pratica. (Qui il link agli appuntamenti formativi, compreso il prossimo, tutto esaurito da tempo, dedicato alla metodologia photovoice).


Immagine tratta dalla pagina Facebook del Master Educazione e Natura

Questa esperienza, come dici, è andata di pari passo col tuo lavoro di ricerca, che ha portato anche a creare, insieme ad altre persone “visionarie” come te, un corso e poi un master dedicato a “Educazione e Natura” (pagina fb qui e qui).


Nel mio lavoro di ricerca è stato fondamentale l’incontro con tre colleghi – Fabrizio Bertolino dell’Università della Valle d’Aosta (qui), Maja Antonietti dell’Università di Parma (qui) e Michela Schenetti dell’Università di Bologna (qui) – con cui ho avuto e ho la fortuna di scambiare sguardi ed esperienze. Da questo incontro – oltre alla collana “Educazione e Natura” per le edizioni junior e a diverse pubblicazioni, tra cui il volume omonimo per FrancoAngeli (liberamente scaricabile a questo link qui ) – è nata una opportunità formativa interuniversitaria che oggi è un Master (qui) a cui contribuiscono moltissime colleghe e moltissimi colleghi che si occupano di temi connessi all’educazione ecologica, all’educazione per l'ambiente e la sostenibilità, all’educazione all'aperto. Si tratta di un’esperienza per me straordinaria per la molteplicità e la vivacità di competenze, da cui ogni anno io imparo molto e a cui in questi anni hanno partecipato oltre 300 iscritti, segno di una crescente sensibilità verso questioni ormai vitali, non solo in educazione, ma a cui l’educazione può contribuire molto.

Logo ideato da Sara Vincetti


Insieme a Francesca Antonacci hai creato inizialmente un manifesto sulla scuola e un blog (qui), che poi si è tradotto anche in un primo libro (qui) e in un accompagnamento per docenti interessati a portare pratiche innovative nei contesti educativi e scolastici.


L’incontro con Francesca Antonacci è uno di quelli che io definirei trasformativi: quando, nel 2014, abbiamo pubblicato la prima versione del Manifesto “Una scuola”, erano mesi che discutevamo insieme ogni singola parola, confrontando visioni e costruendone insieme di nuove per noi. Quel Manifesto non era e non è un modello, ma una sollecitazione, innanzitutto a noi stesse, a ripesare continuamente la scuola, facendoci sostenere dai Maestri da cui abbiamo imparato e contemporaneamente cercando di rispondere alle domande del presente, a cui la scuola non può sottrarsi se vuole tenere fede al suo mandato formativo.

A partire da lì, molte e molti insegnanti ci hanno cercate per sperimentare insieme altri modi possibili e così è nato anche il corso di alta formazione “Innovare la scuola” e un gruppo permanente di lavoro che si incontra quasi ogni mese e condivide esperienze e pratiche. Nella scuola c’è fermento, desiderio di comprendere bambine e bambini, ragazze e ragazzi, rispondendo con qualità e rispetto ai loro diversi bisogni formativi. “Una scuola”, in questo senso, è un invito a tenere alta l’attenzione su ciò che offriamo loro, ma anche sulla complessità del lavoro di chi la scuola la fa, ogni giorno. (Questo il link alla pagina Facebook: qui, dove si trovano aggiornamenti a iniziative e eventi online).



Da alcuni anni sei anche direttrice scientifica della rivista BaMbini, fondata da Loris Malaguzzi. Quali sono le tue priorità affinché chi sta accanto ai bambini e le bambine possa avere consigli e spunti esperienziali?


Essere la direttrice scientifica di una rivista su cui mi sono formata per conoscere meglio il mondo dell’educazione rivolta a bambine e bambini da 0 a 6 anni è un privilegio enorme, a cui mi dedico con passione. La rivista raccoglie ogni mese contributi che vengono dal mondo della ricerca, che raccontano le esperienze dei servizi educativi dell’infanzia, che traducono in suggestioni e strumenti pratiche sperimentali, con l’aggiunta di un approfondimento centrale sempre diverso dedicato a temi di rilievo. Ciascun numero è un contenitore ricchissimo che ha come obiettivo quello di stare accanto a chi educa perché possa con sempre più competenza stare accanto ai bambini, alle bambine e alle loro famiglie.

Per questo, negli anni, abbiamo scelto di privilegiare la complessità delle proposte, perché il lavoro educativo è un lavoro complesso che non può essere ridotto a schede o ricette, e contemporaneamente abbiamo accostato e alternato rubriche (qui se ne trovano diverse liberamente scaricabili, tra cui le Parole dell’educazione, (https://bambini.spaggiari.eu/), in cui ogni mese un esperto prova a sintetizzare una parola chiave per chi fa questo mestiere) agili da utilizzare a supporto del lavoro dei gruppi educativi e con le famiglie. 



Sei un’esploratrice appassionata e hai un rapporto speciale con l’artista Keri Smith, tanto che hai tradotto per Corraini edizioni “Distruggi questo libro illustrato” (qui) Hai voglia di raccontare come sei  cambiata da quando l’hai scoperta fino a creare “esplorate” e dirci di cosa si tratta?


L’incontro con il lavoro di Keri Smith – e poi la fortuna di una relazione anche amicale con lei – ha contribuito a dare forma all’approccio educativo che io andavo sperimentando. Come l’arte e gli artisti sanno fare spesso, le sue esplorazioni davano forma, una forma bellissima e sensibile, a delle idee pedagogiche, permettendomi di comprendere meglio che tipo di educazione volevo contribuire a realizzare. Keri Smith, in questo senso, per me è una Maestra, a cui sono continuamente grata, perché nell’incontro col suo lavoro il mio ha potuto crescere e perché sono cresciuta io, come persona prima ancora che come professionista.

La pagina social “esplorate” (facebook qui + Instagram qui) nasce per condividere alcune esperienze esplorative declinate in chiave educativa (aspetti approfonditi in particolare nel libro “Le più piccole cose” (qui), che nel 2020 ha vinto il prestigioso Premio Italiano di Pedagogia, SIPED, e poi declinati in un’educazione aperta nel libro “Nel mondo” (qui, entrambi editi da FrancoAngeli): si tratta di esercizi per coltivare uno sguardo sensibile verso le persone, le cose, il mondo. Piccoli esercizi che, nel procedere del tempo, possono contribuire a cambiare la nostra postura verso la vita e gli altri.

Ecco, in un approccio esplorativo io riconosco l’essenza dell’educazione e forse anche della vita: una ricerca continua e condivisa, attenta, curiosa e rispettosa, per rimanere in ascolto di ciò che quel che ci circonda ha da dirci.


domenica 18 giugno 2023

Sulle tracce delle parole, dei suoni, della Natura: Laboratorio per Letture Amene a Casa di Giulio



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Sono diversi anni che mi sono riappropriata della mia parte naturalistica e ho approfondito la poesia per bambini. Se è successo lo devo, nel primo caso ai diversi percorsi che hanno aperto un portone nella mia vita (parlo di aver partecipato alla prima edizione del corso Educazione e Natura (qui), ideato da quattro docenti universitari del calibro di Michela Schenetti, Monica Guerra, Maja Antonietti e Fabrizio Bertolino, aver frequentato il corso annuale di Nature Rock con Christian Mancini e Raffaella Cataldo, e aver collaborato per due anni come maestra di scuola parentale primaria all'Asilo nel Bosco di Milano con Eliana Rochetti), nel secondo aver seguito per quanto possibile i corsi tenuti da Silvia Vecchini, poetessa - finalmente celebrata anche da un Premio Andersen 2023 per miglior libro 6/9 (qui), Jole, Topipittori (qui)-, allo Spazio Bk.

Mi porto dietro anche gli oltre dieci anni insieme alle mie preziose compagne di laboratori con gli albi illustrati, Barbara Archetti e Cristina Zeppini con cui siamo conosciute nelle biblioteche, nelle librerie e nei festival come le ABC.

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Ho dunque sempre sognato di coniugare poesia e natura, perché le sento molto vicine tra di loro e quest'anno ideando il palinsesto con Susanna Soncin, vera regina dei Festival e direttrice artistica di Letture Amene (qui il CS) realizzato grazie all'associazione Dragolago (qui) e all'impegno di tante persone tra cui in primis Paola Giroldini e Siria Moroso, ho pensato questo: "Il Focus di quest’anno sono le parole - le parole della poesia - e il ritmo della musica, unite sempre da quei due fili conduttori che sono da un lato gli albi illustrati e i libri, dall’altro la Natura. Natura e poesia si sposano particolarmente bene perché coinvolgono le persone catturandole a tutto tondo attraverso tutti i sensi. Il Focus sulla Natura è particolarmente importante in un momento storico in cui sono ancora in pochissimi a conoscere il termine biodiversità, ovvero la varietà delle specie viventi e il loro valore (scientifico, culturale, economico…), mentre continuiamo ad avere una perdita irreversibile di questo patrimonio del nostro Pianeta. L’Italia tra l’altro è il Paese con la maggiore biodiversità animale e vegetale in Europa per cui questo aspetto deve starci particolarmente a cuore”.


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Ordunque, eccomi qui a presentare emozioni catturate da Sara Loi (in foto), in un meraviglioso spazio, ospiti di Giulio e sua moglie Cristina, 

 

Foto Sara Loi

Foto Sara Loi

Foto Sara Loi

Foto Sara Loi

quella che è stata un'esperienza coinvolgente in cui le bambine e i bambini sono riusciti nuovamente a sorprendermi e forse sono riuscita a incuriosire un po' di persone a livello naturalistico.

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Ed ecco quello che mi hanno restituito i bambini e le bambine...

 

 

 

 


 

 



 Nota bene

Letture Amene 2023 è realizzato nell'ambito di Nati per Leggere Piemonte all'interno del progetto Cultura per Crescere, promosso dalla Regione Piemonte con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Fondazione Achille Marazza  e il Sistema Bibliotecario Medio Novarese; e nel progetto Qualcuno con cui Leggere, realizzato in collaborazione con il Comune di Omegna e sostenuto da Fondazione Cariplo.

domenica 17 gennaio 2021

Alla ricerca della bellezza


In questo periodo delicatissimo della nostra vita, ho scoperto che c'è una serie di iniziative e incontri che possono aiutare a tornare alla bellezza. Poiché questo blog è nato proprio su consiglio di diverse persone che mi dicevano che mi veniva naturale fare rete, vorrei condividere con voi le mie scoperte, per gustare in tutta Italia, e oltre, queste preziose boccate di ossigeno per il nostro cuore e per il nostro cervello.





Iniziamo da domani 18 gennaio: vi consiglio di sintonizzarvi alle 18 sulla pagina facebook della rivista Bambini (qui) l'incontro con Monica Guerra e Fabrizio Bertolino sul libro a più voci “Contesti intelligenti”.



Approfittando, se ve lo siete perso, vi consiglio di andare nella sezione video e guardare "Educare all’aperto: possibilità o necessità?" il dialogo a due voci tra Monica Guerra e Michela Schenetti (qui).




Alla sera alle 21, il primo dei tre appuntamenti dedicati ai genitori, sul canale Youtube della CP San Paolo VI (qui) con Alberto Pellai,. La settimana incontro dopo con l'amico scrittore e psicanalista Luigi Ballerini (da non perdere!). Infine, incontro con lo scrittore Marco Erba.




Martedì 19 gennaio, ore 21
Imperdibile, invece,  Abitare poeticamente il mondo curata da Sara Costanzo 


(scoperto grazie alla mia amica Alice Rampa): se si vuole seguire la diretta occorre iscriversi inviando una mail a: duse913@gmail.com.



Anche qui, vi consiglio di seguire la pagina fb di Fare anima in educazione e ripercorrere a ritroso i post per rivedere alcune vecchie "puntate". Io la settimana scorsa ho seguito questo incontro meraviglioso, davvero emozionante, che vi consiglio e che trovate qui.  

Naturalmente dopo aver seguito la diretta ho cercato subito il libro di poesie di Cristina Bellemo "Casa Toracica", (perché quelli di Silvia Vecchini li ho già tutti (di uno ne ho parlato nel blog qui). Ma spero di parlarne presto dopo essermele gustate un po'.

E questo è solo l'inizio... ripercorrete a ritroso la pagina e scoverete incontri meravigliosi (es. con Antonio Catalano, ma non solo).





Mercoledì 20 gennaio, ore 17.30
Per caso ho incrociato Alessandra Falconi e da allora ho seguito tutti i suoi interventi. Ho così scoperto che, con il Centro Zaffiria (che dirige insieme al Centro Alberto Manzi), che ha contribuito a realizzare una serie di formazioni gratuite visibili sul canale youtube del centro (qui). Il primo appuntamento c'è stato settimana scorsa con lei (eravamo iscritti così tanti che sono passati su youtube direttamente) e potete rivederlo qui.



Per l'incontro ecco le indicazioni trovate sulla pagina fb di E se diventi farfalla
"
Vi aspettiamo il prossimo martedì alle 17.30 con Luca Gabrielli (La Collina Cooperativa Sociale)
Iscriviti al modulo per ricevere il link dello streaming: https://docs.google.com/.../1FAIpQLSdRadWkatNJHX.../viewform

Per saperne di più di tutto il ciclo vi rimando a un post che avevo trovato:

"Tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 18.30 i partner del progetto E se diventi farfalla racconteranno le proprie idee e le proprie strategie per contrastare la povertà educativa, a partire dal lavoro con bambini e bambine sulla creatività, l’arte e la bellezza.

Il corso è gratuito, ma l’iscrizione è obbligatoria! I posti sono limitati a 250 per incontro.

Il programma di formazione dettagliato e il modulo di iscrizione sono disponibili a questo link: https://www.zaffiria.it/per-bellezza-e-meraviglia/
"


Se qualcuno "si innamorasse" come la sottoscritta di quello che dice Alessandra Falconi, consiglio di vedere la serie in cui racconta alcuni approfondimenti per la scuola primaria "Primaria Live" a cura di Rizzoli Education, come questo qui (tanto per iniziare). 

Andando sulla pagina fb di Rizzoli Education (qui) potete trovare un mare di informazioni e anche gli incontri sulla poesia di Bruno Tognolini (qui, qui e qui), appuntamenti coordinati da Mauro Traversa.


Sempre in tema poesia, Il Giardino Incantato, la libreria curata da Barbara Ferraro (che non ho avuto ancora il piacere di visitare dal vivo), ha organizzato l'incontro "Poesia che mi guardi"  direi emozionante e strepitoso con il poeta Bernard Friot, Patrizia Zerbi (editore di Carthusia) e l'illustratrice premio Andersen Sonia Maria Luce Possentini che trovate qui, tutto da gustare.

Barbara ha anche incontrato l'editor di LupoGuido Virginia Portioli per parlare di uno degli ultimi albi usciti
: titolo dell'incontro, Un pomeriggio con Jip e Janneke qui). 



Per continuare con chi continua a promuovere cultura e bellezza, proseguo con Piero Guglielmino che cura la rubrica radiofonica "Dorothy e Alice" (qui la pagina fb). Giusto per segnalare due appuntamenti, tra i tantissimi, vi segnalo "Speciale Lapis, Silvia Vecchini", qui,  l'incontro con Lodovica Cima per Pelledoca (qui) e il dialogo con l'istrionica Marina Petruzio (che ha aperto il suo bellissimo sito qui e ha un profilo fb molto interessante che cura con dovizia, sollecitandoci ogni giorno con immagini preziose) e la pedagogista Francesca Romana Grasso, autrice del libro "Primi libri per leggere il mondo", Editrice Bibliografica (qui la scheda).

Sempre Francesca Romana Grasso, che cura l'interessante sito Edufrog (qui), ha aperto da poco un canale youtube (qui) dove potete trovare tutte le recenti interviste e i dialoghi sulla pedagogia e gli albi illustrati. Una vera immersione nella bellezza. Con tante persone preziose (almeno per la sottoscritta!).


Per finire, almeno per questa prima tornata, perché sono sicura di essermi persa qualcosa per strada... ecco il film "Volare sulle Foglie - Un viaggio sull'educazione in Natura" (qui), che ho amato tantissimo e che riassume quello che è uno dei miei nuovi amori, oltre agli albi illustrati... sto parlando del mondo dell'outdoor education e dei luoghi dove si consente ai bambini di vivere in modo libero in mezzo alla natura. Qui ho ritrovato tanti amici, come Christian Mancini (biofilo e formatore, con cui ho seguito il corso H3Educamp, trovate info sul suo sito qui), la pedagogista Eliana Rocchetti (fondatrice, tra le altre cose, de L'Asilo del Bosco di Milano, con cui ora felicemente collaboro... qui la pagina fb), Paolo Mai (fondatore de L'Asilo nel bosco di Ostia), Barbara Avola e Vincenzo Spadaro de Piccoli Passi (Noto), Stefania Ferrara de A casa di Momo (Sicilia).




PS dimenticavo questo bellissimo spettacolo tratto dall'albo illustrato “Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin”, con testo e musiche di Elisabetta Garilli, le immagini dal vivo di Emanuela Bussolati, la voce narrante di Enrica Compri e le esecuzioni musicali del Garilli Sound Project. Carthusia editore. Visibile qui grazie a BPER Banca Forum Guido Monzani.