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mercoledì 8 gennaio 2025

Come me, come te, di Carolina Zanier, Camelozampa

Carolina Zanier,recensione #sololibribelli, libro fotografico, come me, come te,Camelozampa,fotografie, bambini, bambine, similitudini analogie, percorso, diario sentimentale, parallelismi A casa di Anna blog, annapisapia.blogspot.com

Proseguono, per fortuna, le pubblicazioni di libri fotografici per bambini (e curiosi), non solo di grandi maestri del passato (penso a Tana Hoban la fotografa americana o di autori italiani come Munari o altri molto apprezzati (il rimando è alla coppia affermata Tappari/Carminati). 

Non sorprende che, a proporre una novità inedita sia una casa editrice molto coraggiosa come Camelozampa, che ospita nel suo catalogo questa opera di Carolina Zanier.

Si tratta di "come me, come te" (qui), che si presenta con una doppia pagina in cui c'è un collegamento tra un elemento naturale e uno umano, non solo scelti per attinenza, similitudine, analogia, ma anche secondo quello che - nella parte finale dell'opera - viene chiamato un diario sentimentale. La scelta delle fotografie non è, quindi, solo finalizzata a un percorso, ma invita a trovarne uno più intimo e singolare, di cui viene fornito una sorta di prototipo. O almeno - da amante delle foto, dei bambini, della natura e dei luoghi - lo interpreto così.

Come sappiamo un libro una volta edito non è solo quello che intende l'autore ma diventa un oggetto con una vita propria e, se originale e aperto, invita a scoprire quello che ognuno ci cerca dentro.

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A parte la copertina (in cui il sasso nella prima di copertina fa da rimando all'indice in quarta), il libro inizia con una doppia in cui i dentoni da latte di Camilla, che sporgono fuori da una bocca fresca e armoniosa (invitante, come quella dei bambini ancora piccoli sa essere), fanno da specchio alla bignonia catturata in una "posa" in cui mostra una parte interna che sembra proprio richiamare una bocca.

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Tra le pagine, alcune analogie sono molto chiare e dirette: penso agli anelli di un tronco che sono unici di un esemplare di qualsiasi specie vegetale - per come si formano - come le impronte digitali di un essere umano; altre sono invece più evocative, come il soffione (ovvero il frutto del tarassaco) che viene associato a un occhio.

Si alternano dunque pagine in cui a due immagini molto immediate seguono altre che richiedono di soffermarsi non solo per comprendere quanto è scritto ma anche per cogliere la propria sfumatura.

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A seconda dell'età del lettore, alcune "doppiette" funzionano meglio di altre; per esempio questa in alto richiede di sostare più a lungo e quindi richiede un occhio e una mente allenati - a mio modesto avviso ancor più se lette insieme al testo. Infatti nel caso di questa doppia  i frutti di un'ombrellifera si stagliano in cielo e sembrano brillare come le scintille delle candeline che sparano le luci. Qui l'occhio è invitato a indugiare sui dettagli e le parole a "entrare dentro e farsi chiare": un desiderio che si esaudisce è molto limpido quando si spengono le candeline, mentre il progetto di vita dei semi contenuti nei frutti è qualcosa di molto più oscuro per dei bambini molto piccoli.

Ma l'autrice osa in alto, e forse questo è il bello e la potenzialità, perché il senso del libro è quello di invogliare a scoprire e ad accoppiare a seconda del proprio gusto individuale, delle proprie emozioni, che saranno diverse a seconda delle esperienze, del contesto non solo geografico ma anche storico (per esempio, l'autrice propone tra le foto il primo battito cardiaco della figlia - quando sono nati i miei figli per esempio io non li ho potuti vedere perché non era così usuale - , creando una sorta di sinestesia in cui l'immagine rimanda anche a un suono... e anche su questo si potrebbero aprire molte riflessioni interessanti, sia su come si possono visualizzare i suoni, sia sulla loro forma e a cosa rimanda, sia su come si possono raccogliere o rappresentare).

Tra l'altro lavorando con i bambini e le bambine spesso capita che facciano accostamenti per noi azzardati o inaspettati. Quindi, se un libro è "aperto" accoglie tante domande e tante possibilità.

Le pagine in cui i bambini e le bambine sono più evidenti (in toto o con alcune parti del corpo) invitano anche a fare domande e ad ascoltare racconti e particolari esperienze. Infatti, se pensiamo alla pagina del ginocchio sbucciato, si può aprire un mondo (non a caso, ultimamente sono nati proprio libri che ne parlano, uno edito proprio da Camelozampa).

Il libro invita dunque sia a una lettura del testo associato alle immagini (a volte "forzando" alcune scelte a mio avviso, ma ci sta) sia a una lettura più libera che potrebbe partire da una singola immagine per andare oltre dove i nostri interlocutori ci vogliono portare, sia per curiosità sia per un ricordo che sovviene.

Si tratta anche di un libro che può servire ad aprire alcuni discorsi sulla natura al di là di quello che richiama il testo (es. suolo secco e arido). 

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Uno spunto che io trovo molto interessante non solo per chi lavora con i bambini e le bambine, ma anche con gli adulti, è quello dato dalla parte finale in cui l'autrice ci mostra l'origine delle foto scattate e le pubblica in un diario fotografico sentimentale. Ci invita, dunque, a crearne uno noi stessi, o con un apparecchio analogico come ha fatto lei (che ha il pregio di creare foto immediatamente, come avviene con le polaroid) o con altri strumenti che potrebbero essere anche disegni, mucchi di fotografie scattate appositamente o trovate nei giornali.

E ora, non vedo l'ora di poterlo sperimentare con un gruppo di persone! Grata per questa ulteriore possibilità.

PS il libro è finalista al Premio Nati per Leggere – sezione Crescere con i libri

domenica 25 febbraio 2024

Accanto a Monica Guerra

Foto di Antonella Angrisano

Monica Guerra, professoressa ordinaria di Pedagogia Generale, Università Bicocca di Milano
foto di Giorgia Lo Giudice

Uno dei propositi del 2024 era un sogno, quello di intervistare Monica Guerra, professoressa ordinaria di pedagogia generale e sociale presso l’Università Bicocca di Milano, autrice e curatrice di molti libri tra i quali “Nel mondo” (qui) e “Le più piccole cose” (qui) per FrancoAngeli e “Contesti intelligenti” (qui) e “Materie intelligenti” (qui) per le edizioni junior.
Ringrazio di cuore Monica per il tempo e l'accuratezza che ha dedicato a rispondermi e, spero che, come per la sottoscritta, queste parole siano di valore anche per voi.
Chi ha la fortuna di ascoltare una tua lezione o un incontro pubblico o leggere un tuo libro rimane affascinato dalle tue parole, che sono scelte con cura una a una. Mi ha colpito un’intervista qui ) che hai fatto per presentare l’ultimo libro che hai curato, “Accanto a bambine e bambini” ( qui), in cui ti sei soffermata sulla parola “accanto”. Quanto è preziosa per te la scelta delle parole? Secondo te si può riuscire a costruire un mondo diverso, migliore, imparando ad averne cura?

Avere cura delle parole è uno dei modi che abbiamo a disposizione per costruire il mondo che desideriamo. Le parole da sole non bastano, ma possono orientare le azioni e a volte danno proprio forma alle cose e anche alle persone. Penso, ad esempio, a quando usiamo degli appellativi per qualificare i bambini e le bambine (principessa, streghetta, campione, monello…) o quando usiamo aggettivi che dovrebbero al massimo definire dei comportamenti mentre finiscono per connotare le persone (uno su tutti aggressivo, ma vale anche per altri apparentemente più neutri, come vivace). Ecco, le parole vanno utilizzate con cura innanzitutto per questo: perché contribuiscono a definire le identità, in un gioco di rispecchiamenti di cui gli adulti devono avere consapevolezza, perché anche questo è un potenziale esercizio di potere.

E poi, sì, le parole pongono le direzioni per possibili altri modi e mondi: “accanto” è stata scelta per questo, perché stare accanto a bambine e bambini che crescono è la dichiarazione di un’educazione che non vuole anticipare e forzare, ma che vuole rispettare e offrire possibilità. Io e Elena Luciano, con cui ho curato questo ultimo libro, la abbiamo scelta perché racconta di una posizione a cui ambiamo anche nel nostro lavoro di ricercatrici accanto a educatrici, educatori, insegnanti…



Sei stata per molti anni la presidentessa dell’associazione Bambini e Natura (qui), che hai fondato in un momento in cui nessuno dava credito alla necessità di stare fuori. Vuoi raccontarci qualcosa per chi non la conosce ancora?


Bambini e Natura è nata oltre 10 anni fa dal bisogno di condividere con quante più persone possibili quello che emergeva dalla ricerca, ma anche da alcune esperienze che si stavano sperimentando in quel momento. Il tema ambientale non era certo nuovo, ma stava tornando prepotentemente alla ribalta anche in educazione, sebbene nel nostro Paese se ne parlasse meno che altrove. L’associazione, non solo con il suo sito (qui) e con le sue pagine social (facebook qui e istagram qui), ma anche con le occasioni formative per associate e associati, voleva e vuole essere un megafono per raccontare il valore delle esperienze all’aperto, di un’educazione aperta e connotata ecologicamente, nel senso di attenta alla nostra relazione con il mondo e tutte le forme di vita che lo abitano. Lo fa attraverso articoli e materiali, cercando di mettere a disposizione buone ragioni per sostenere le connessioni tra noi e l’ambiente, ma anche strumenti per favorire queste connessioni nei contesti educativi e nelle scuole. E poi attraverso le “scuole”, momenti formativi in cui ci si ritrova e si approfondiscono teorie e metodologie, sempre in dialogo tra ricerca e pratica. (Qui il link agli appuntamenti formativi, compreso il prossimo, tutto esaurito da tempo, dedicato alla metodologia photovoice).


Immagine tratta dalla pagina Facebook del Master Educazione e Natura

Questa esperienza, come dici, è andata di pari passo col tuo lavoro di ricerca, che ha portato anche a creare, insieme ad altre persone “visionarie” come te, un corso e poi un master dedicato a “Educazione e Natura” (pagina fb qui e qui).


Nel mio lavoro di ricerca è stato fondamentale l’incontro con tre colleghi – Fabrizio Bertolino dell’Università della Valle d’Aosta (qui), Maja Antonietti dell’Università di Parma (qui) e Michela Schenetti dell’Università di Bologna (qui) – con cui ho avuto e ho la fortuna di scambiare sguardi ed esperienze. Da questo incontro – oltre alla collana “Educazione e Natura” per le edizioni junior e a diverse pubblicazioni, tra cui il volume omonimo per FrancoAngeli (liberamente scaricabile a questo link qui ) – è nata una opportunità formativa interuniversitaria che oggi è un Master (qui) a cui contribuiscono moltissime colleghe e moltissimi colleghi che si occupano di temi connessi all’educazione ecologica, all’educazione per l'ambiente e la sostenibilità, all’educazione all'aperto. Si tratta di un’esperienza per me straordinaria per la molteplicità e la vivacità di competenze, da cui ogni anno io imparo molto e a cui in questi anni hanno partecipato oltre 300 iscritti, segno di una crescente sensibilità verso questioni ormai vitali, non solo in educazione, ma a cui l’educazione può contribuire molto.

Logo ideato da Sara Vincetti


Insieme a Francesca Antonacci hai creato inizialmente un manifesto sulla scuola e un blog (qui), che poi si è tradotto anche in un primo libro (qui) e in un accompagnamento per docenti interessati a portare pratiche innovative nei contesti educativi e scolastici.


L’incontro con Francesca Antonacci è uno di quelli che io definirei trasformativi: quando, nel 2014, abbiamo pubblicato la prima versione del Manifesto “Una scuola”, erano mesi che discutevamo insieme ogni singola parola, confrontando visioni e costruendone insieme di nuove per noi. Quel Manifesto non era e non è un modello, ma una sollecitazione, innanzitutto a noi stesse, a ripesare continuamente la scuola, facendoci sostenere dai Maestri da cui abbiamo imparato e contemporaneamente cercando di rispondere alle domande del presente, a cui la scuola non può sottrarsi se vuole tenere fede al suo mandato formativo.

A partire da lì, molte e molti insegnanti ci hanno cercate per sperimentare insieme altri modi possibili e così è nato anche il corso di alta formazione “Innovare la scuola” e un gruppo permanente di lavoro che si incontra quasi ogni mese e condivide esperienze e pratiche. Nella scuola c’è fermento, desiderio di comprendere bambine e bambini, ragazze e ragazzi, rispondendo con qualità e rispetto ai loro diversi bisogni formativi. “Una scuola”, in questo senso, è un invito a tenere alta l’attenzione su ciò che offriamo loro, ma anche sulla complessità del lavoro di chi la scuola la fa, ogni giorno. (Questo il link alla pagina Facebook: qui, dove si trovano aggiornamenti a iniziative e eventi online).



Da alcuni anni sei anche direttrice scientifica della rivista BaMbini, fondata da Loris Malaguzzi. Quali sono le tue priorità affinché chi sta accanto ai bambini e le bambine possa avere consigli e spunti esperienziali?


Essere la direttrice scientifica di una rivista su cui mi sono formata per conoscere meglio il mondo dell’educazione rivolta a bambine e bambini da 0 a 6 anni è un privilegio enorme, a cui mi dedico con passione. La rivista raccoglie ogni mese contributi che vengono dal mondo della ricerca, che raccontano le esperienze dei servizi educativi dell’infanzia, che traducono in suggestioni e strumenti pratiche sperimentali, con l’aggiunta di un approfondimento centrale sempre diverso dedicato a temi di rilievo. Ciascun numero è un contenitore ricchissimo che ha come obiettivo quello di stare accanto a chi educa perché possa con sempre più competenza stare accanto ai bambini, alle bambine e alle loro famiglie.

Per questo, negli anni, abbiamo scelto di privilegiare la complessità delle proposte, perché il lavoro educativo è un lavoro complesso che non può essere ridotto a schede o ricette, e contemporaneamente abbiamo accostato e alternato rubriche (qui se ne trovano diverse liberamente scaricabili, tra cui le Parole dell’educazione, (https://bambini.spaggiari.eu/), in cui ogni mese un esperto prova a sintetizzare una parola chiave per chi fa questo mestiere) agili da utilizzare a supporto del lavoro dei gruppi educativi e con le famiglie. 



Sei un’esploratrice appassionata e hai un rapporto speciale con l’artista Keri Smith, tanto che hai tradotto per Corraini edizioni “Distruggi questo libro illustrato” (qui) Hai voglia di raccontare come sei  cambiata da quando l’hai scoperta fino a creare “esplorate” e dirci di cosa si tratta?


L’incontro con il lavoro di Keri Smith – e poi la fortuna di una relazione anche amicale con lei – ha contribuito a dare forma all’approccio educativo che io andavo sperimentando. Come l’arte e gli artisti sanno fare spesso, le sue esplorazioni davano forma, una forma bellissima e sensibile, a delle idee pedagogiche, permettendomi di comprendere meglio che tipo di educazione volevo contribuire a realizzare. Keri Smith, in questo senso, per me è una Maestra, a cui sono continuamente grata, perché nell’incontro col suo lavoro il mio ha potuto crescere e perché sono cresciuta io, come persona prima ancora che come professionista.

La pagina social “esplorate” (facebook qui + Instagram qui) nasce per condividere alcune esperienze esplorative declinate in chiave educativa (aspetti approfonditi in particolare nel libro “Le più piccole cose” (qui), che nel 2020 ha vinto il prestigioso Premio Italiano di Pedagogia, SIPED, e poi declinati in un’educazione aperta nel libro “Nel mondo” (qui, entrambi editi da FrancoAngeli): si tratta di esercizi per coltivare uno sguardo sensibile verso le persone, le cose, il mondo. Piccoli esercizi che, nel procedere del tempo, possono contribuire a cambiare la nostra postura verso la vita e gli altri.

Ecco, in un approccio esplorativo io riconosco l’essenza dell’educazione e forse anche della vita: una ricerca continua e condivisa, attenta, curiosa e rispettosa, per rimanere in ascolto di ciò che quel che ci circonda ha da dirci.


giovedì 8 giugno 2023

I bambini si rompono facilmente, di Silvia Vecchini, Bompiani, Illustrazioni di Sualzo


Ne "I bambini si rompono facilmente", edito da Bompiani (qui) Silvia Vecchini si mette in ascolto. Un ascolto profondo di quella luce interiore che abbiamo tutti, ma che è ancora più vivida e scintillante nei bambini. Con la sua sensibilità, riesce a cogliere crepe e incrinature sottili e a evidenziarle prima che sia troppo tardi. Questo suo ultimo libro "saggio" (quanto a saggezza ma non solo) - che è un racconto poetico rivolto agli adulti - cerca di farci comprendere meglio alcune cose che possono accadere senza volerlo ai bambini. 

Parla agli adulti, ad adulti sensibili che tengano conto di queste possibilità quando incontreranno un bambino, che non è detto sia il loro. O quando guarderanno e si metteranno in ascolto dei loro bambini, magari cambierà magicamente qualcosa. 

Io sono grata sempre a Silvia Vecchini per quello che scrive. Oggi ancora di più. 

Il suo libro è potente e nonostante la delicatezza che la contraddistingue sempre, dice chiaramente cosa succede o potrebbe succedere. E che dobbiamo stare attenti, perché: 


I bambini si rompono facilmente

si rialzano ma solo per non darti pensiero

sembra che tutto vada bene

ma non è vero i bambini

si rompono se non alzi la testa se non ridi

ma si rompono molto prima di volare

dalle finestre ...  (tratto dal primo racconto: I bambini sono maestri)


Insomma, queste poesie sono una sintesi perfetta dei racconti.

I disegni e che disegni di Sualzo [tratteggiati in bianco e nero] impreziosiscono ancora di più l'opera.

domenica 17 gennaio 2021

Alla ricerca della bellezza


In questo periodo delicatissimo della nostra vita, ho scoperto che c'è una serie di iniziative e incontri che possono aiutare a tornare alla bellezza. Poiché questo blog è nato proprio su consiglio di diverse persone che mi dicevano che mi veniva naturale fare rete, vorrei condividere con voi le mie scoperte, per gustare in tutta Italia, e oltre, queste preziose boccate di ossigeno per il nostro cuore e per il nostro cervello.





Iniziamo da domani 18 gennaio: vi consiglio di sintonizzarvi alle 18 sulla pagina facebook della rivista Bambini (qui) l'incontro con Monica Guerra e Fabrizio Bertolino sul libro a più voci “Contesti intelligenti”.



Approfittando, se ve lo siete perso, vi consiglio di andare nella sezione video e guardare "Educare all’aperto: possibilità o necessità?" il dialogo a due voci tra Monica Guerra e Michela Schenetti (qui).




Alla sera alle 21, il primo dei tre appuntamenti dedicati ai genitori, sul canale Youtube della CP San Paolo VI (qui) con Alberto Pellai,. La settimana incontro dopo con l'amico scrittore e psicanalista Luigi Ballerini (da non perdere!). Infine, incontro con lo scrittore Marco Erba.




Martedì 19 gennaio, ore 21
Imperdibile, invece,  Abitare poeticamente il mondo curata da Sara Costanzo 


(scoperto grazie alla mia amica Alice Rampa): se si vuole seguire la diretta occorre iscriversi inviando una mail a: duse913@gmail.com.



Anche qui, vi consiglio di seguire la pagina fb di Fare anima in educazione e ripercorrere a ritroso i post per rivedere alcune vecchie "puntate". Io la settimana scorsa ho seguito questo incontro meraviglioso, davvero emozionante, che vi consiglio e che trovate qui.  

Naturalmente dopo aver seguito la diretta ho cercato subito il libro di poesie di Cristina Bellemo "Casa Toracica", (perché quelli di Silvia Vecchini li ho già tutti (di uno ne ho parlato nel blog qui). Ma spero di parlarne presto dopo essermele gustate un po'.

E questo è solo l'inizio... ripercorrete a ritroso la pagina e scoverete incontri meravigliosi (es. con Antonio Catalano, ma non solo).





Mercoledì 20 gennaio, ore 17.30
Per caso ho incrociato Alessandra Falconi e da allora ho seguito tutti i suoi interventi. Ho così scoperto che, con il Centro Zaffiria (che dirige insieme al Centro Alberto Manzi), che ha contribuito a realizzare una serie di formazioni gratuite visibili sul canale youtube del centro (qui). Il primo appuntamento c'è stato settimana scorsa con lei (eravamo iscritti così tanti che sono passati su youtube direttamente) e potete rivederlo qui.



Per l'incontro ecco le indicazioni trovate sulla pagina fb di E se diventi farfalla
"
Vi aspettiamo il prossimo martedì alle 17.30 con Luca Gabrielli (La Collina Cooperativa Sociale)
Iscriviti al modulo per ricevere il link dello streaming: https://docs.google.com/.../1FAIpQLSdRadWkatNJHX.../viewform

Per saperne di più di tutto il ciclo vi rimando a un post che avevo trovato:

"Tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 18.30 i partner del progetto E se diventi farfalla racconteranno le proprie idee e le proprie strategie per contrastare la povertà educativa, a partire dal lavoro con bambini e bambine sulla creatività, l’arte e la bellezza.

Il corso è gratuito, ma l’iscrizione è obbligatoria! I posti sono limitati a 250 per incontro.

Il programma di formazione dettagliato e il modulo di iscrizione sono disponibili a questo link: https://www.zaffiria.it/per-bellezza-e-meraviglia/
"


Se qualcuno "si innamorasse" come la sottoscritta di quello che dice Alessandra Falconi, consiglio di vedere la serie in cui racconta alcuni approfondimenti per la scuola primaria "Primaria Live" a cura di Rizzoli Education, come questo qui (tanto per iniziare). 

Andando sulla pagina fb di Rizzoli Education (qui) potete trovare un mare di informazioni e anche gli incontri sulla poesia di Bruno Tognolini (qui, qui e qui), appuntamenti coordinati da Mauro Traversa.


Sempre in tema poesia, Il Giardino Incantato, la libreria curata da Barbara Ferraro (che non ho avuto ancora il piacere di visitare dal vivo), ha organizzato l'incontro "Poesia che mi guardi"  direi emozionante e strepitoso con il poeta Bernard Friot, Patrizia Zerbi (editore di Carthusia) e l'illustratrice premio Andersen Sonia Maria Luce Possentini che trovate qui, tutto da gustare.

Barbara ha anche incontrato l'editor di LupoGuido Virginia Portioli per parlare di uno degli ultimi albi usciti
: titolo dell'incontro, Un pomeriggio con Jip e Janneke qui). 



Per continuare con chi continua a promuovere cultura e bellezza, proseguo con Piero Guglielmino che cura la rubrica radiofonica "Dorothy e Alice" (qui la pagina fb). Giusto per segnalare due appuntamenti, tra i tantissimi, vi segnalo "Speciale Lapis, Silvia Vecchini", qui,  l'incontro con Lodovica Cima per Pelledoca (qui) e il dialogo con l'istrionica Marina Petruzio (che ha aperto il suo bellissimo sito qui e ha un profilo fb molto interessante che cura con dovizia, sollecitandoci ogni giorno con immagini preziose) e la pedagogista Francesca Romana Grasso, autrice del libro "Primi libri per leggere il mondo", Editrice Bibliografica (qui la scheda).

Sempre Francesca Romana Grasso, che cura l'interessante sito Edufrog (qui), ha aperto da poco un canale youtube (qui) dove potete trovare tutte le recenti interviste e i dialoghi sulla pedagogia e gli albi illustrati. Una vera immersione nella bellezza. Con tante persone preziose (almeno per la sottoscritta!).


Per finire, almeno per questa prima tornata, perché sono sicura di essermi persa qualcosa per strada... ecco il film "Volare sulle Foglie - Un viaggio sull'educazione in Natura" (qui), che ho amato tantissimo e che riassume quello che è uno dei miei nuovi amori, oltre agli albi illustrati... sto parlando del mondo dell'outdoor education e dei luoghi dove si consente ai bambini di vivere in modo libero in mezzo alla natura. Qui ho ritrovato tanti amici, come Christian Mancini (biofilo e formatore, con cui ho seguito il corso H3Educamp, trovate info sul suo sito qui), la pedagogista Eliana Rocchetti (fondatrice, tra le altre cose, de L'Asilo del Bosco di Milano, con cui ora felicemente collaboro... qui la pagina fb), Paolo Mai (fondatore de L'Asilo nel bosco di Ostia), Barbara Avola e Vincenzo Spadaro de Piccoli Passi (Noto), Stefania Ferrara de A casa di Momo (Sicilia).




PS dimenticavo questo bellissimo spettacolo tratto dall'albo illustrato “Tinotino Tinotina Tino Tin Tin Tin”, con testo e musiche di Elisabetta Garilli, le immagini dal vivo di Emanuela Bussolati, la voce narrante di Enrica Compri e le esecuzioni musicali del Garilli Sound Project. Carthusia editore. Visibile qui grazie a BPER Banca Forum Guido Monzani.

sabato 19 gennaio 2019

"Il sogno di Youssef" di Isabella Paglia e Sonia MariaLuce Possentini, Camelozampa


Sarà il periodo davvero devastante, che ogni giorno da troppo tempo ci mette davanti a immagini che non avremmo mai voluto vedere e a storie che non avremmo mai voluto che accadessero, ma questo libro di Isabella Paglia e Sonia MariaLuce Possentini, edito da Camelozampa, "Il sogno di Youssef" (qui la scheda) mi ha proprio "chiamato".

Abbiamo bisogno di bellissimi albi, poetici, per raccontare storie tragiche ai nostri bambini che ci chiedono cosa succede ad altri bambini. Di una speranza che va coltivata, sempre e comunque.


E dunque, accompagnate dalle meravigliose tavole di Sonia MariaLuce Possentini, premio Andersen 2017 come miglior illustratore, e dalle parole delicate di Isabella Paglia scopriamo la storia di Youssef, un bambino che disegna sui muri di casa una caravella con vele enormi, che prende il volo sul mare. In quel disegno c'è tutto: c'è il sogno di sapere dove sia finita la sua amica del cuore Maryam, partita su un barcone con la mamma in una notte scura in mezzo a un mare color petrolio senza far più ritorno. L'unica cosa rimasta dell' amica di tante avventure è un piccolo sandaletto rosa (che appare nel primo risguardo del libro), custodito gelosamente.


Youssef aveva sognato a lungo di riportare con la sua caravella Maryam, ma il muro con il disegno crolla per colpa delle bombe, ma il sogno no.


Prosegue il sogno perché non ci sono più muri per disegnare. Non sappiamo se Youssef ritroverà la sua amica nel sogno o in cielo. Ma comunque sia l'interpretazione che vogliamo dare, i due amici riusciranno a ritrovarsi e riabbracciarsi.

Un albo splendido, che fa venire i brividi e fa riflettere sul potere del sogno e della fantasia. Una fantasia che ci sorregge quando tutto intorno a noi crolla e non ci fa vedere le brutture del mondo. Almeno, io voglio leggere questo albo con questo finale. L'altro mi procurerebbe troppo dolore. Ma penso che le intenzioni delle due autrici fossero quelle di fornire un buon auspicio a tutti quelli che vivono queste separazioni e queste realtà difficili. Realtà che ormai sono all'ordine del giorno.

sabato 5 gennaio 2019

Iniziare il nuovo anno all'insegna di Bambini e Natura

Se non conoscete ancora l'associazione Bambini e Natura e siete convinti dell'importanza dello stare fuori e di stare connessi con il mondo naturale che ci circonda, quest'anno occorre rimediare.
Qui potete trovare le spiegazioni del perché riassunte in questo bellissimo elenco.


Ho provato sulla mia stessa "pelle" quello che significa, perché in realtà queste semplici indicazioni servono anche per noi adulti, abituati a stare tutto il tempo alla scrivania, specie se abitiamo in città.

In questi giorni di calma e pace, facendo passeggiate nei boschi, pedalate ed esplorazioni con i miei bambini sono rinata. Sento la mente rigenerarsi, sono più carica e desiderosa di completare progetti. Avevo bisogno di fare scorta di Natura, come il topolino Federico nel bellissimo albo di Leo Lionni edito da Babalibri (qui la scheda).

Inoltre, è incredibile quello che si può scoprire stando #fuori. Anche lo sguardo può poggiarsi, specie in inverno, sui piccoli dettagli, osservando bellezze inaspettate, sconosciute e talvolta sorprendenti.


Abbiamo scoperto che quando fa freddo la brina ricopre le foglie con una patina bianca che sembra neve

 il rumore delle foglie accumulate nelle strade e le loro strane forme arrotolate...


muschi e funghi dalle forme e dai colori strani


le ombre che il sole può lasciare sui tronchi tagliati e gli anelli di accrescimento, che aiutano a sapere quanti anni aveva quella pianta, se è cresciuta in modo più o meno regolare.


quanto può essere rilassante perdersi nei propri pensieri ascoltando il suono dell'acqua di un torrente


o avventuroso provare a salire su un albero, anche se non si riesce ad andare proprio in alto


scoprire nuovi sentieri e strade in bicicletta, mettendosi alla prova con salite e lasciando andare i freni durante le discese


osservare le piante spontanee crescere ovunque, specie sui muretti a secco


divertirsi a costruire capanne nei boschi, meglio se in compagnia di altri bambini, e imparare la cooperazione, per trasportare tronchi pesanti


avere la possibilità di coccolare gli asini, scoprire il raglio (magari spaventandosi anche un po')... e aggiungo provare la meraviglia di infilare la mano nella bocca di un tenero vitello appena nato sentendo il calore del suo alito e, la delicatezza della sua lingua, non ancora ruvida, e percependo i denti che devono ancora spuntare che fanno quasi il solletico.


scoprire con meraviglia che anche le foglie posate sul ghiaccio, sollevate dolcemente, lasciano la traccia


godersi tramonti rosa dopo una giornata di pieno sole.

E voi, avete fatto pieno di cieli rosati, neve, ghiaccio, mare, canti di uccelli, silenzi, freddo, calore e bellezza?
Vi invito anche a scoprire le bellissime indicazioni di Sara Vincetti (qui) matita di Bambini e Natura e della rivista Bambini, che sta avviando un progetto interessantissimo per invitare a prendere tempo per migliorare la qualità della vita.

Un esempio? Questa bellissima mappa che ha realizzato tra le tante cose che ha fatto ultimamente, che invita a sognare e scrivere parole belle.

Copyright: Sara Vincetti e Monica Guerra, Bambini e Natura.

Insomma, se non l'avete ancora capito, vi consiglio di andare a curiosare sul sito o sulla pagina facebook di Bambini e Natura, dove troverete un sacco di indicazioni utili e partecipare se volete alle iniziative...
Buon Anno!