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lunedì 2 febbraio 2026

Un anno insieme a "La lepre e il rosso", di Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, TS Edizioni


Dopo averlo fatto sostare a lungo nella mia libreria, finalmente riesco a parlare de “La lepre e il rosso”, un libro scritto da Francesca Casadio Montanari e illustrato da Natascia Ugliano, edito da TS Edizioni (Fondazione Terra Santa, qui).

Protagonista è una giovane lepre, alla sua prima stagione solitaria, che va alla ricerca di un particolare sapore e gusto: si ricorda da piccola di aver assaggiato con la mamma qualcosa di rosso e vuole ritrovarlo, perché era davvero gustoso. Così, accompagnati dalla lepre, scopriamo le stagioni in un bosco (in particolare quello dell’Appennino Tosco Emiliano ben conosciuto dalle autrici), i suoi piccoli abitanti e alcune piante con qualcosa di “rosso”.

Le illustrazioni evocative accompagnano il testo che riesce a essere allo stesso tempo semplice, poetico e descrittivo.




I personaggi che compaiono sono quelli che si possono trovare nelle stagioni: per esempio, lo scoiattolo e una ghiandaia in autunno (la famosa sentinella del bosco), e mentre le foglie degli aceri tingono di giallo foreste e montagne, nelle radure si scovano già i frutti come il biancospino o una rosa canina.



E così passiamo da una stagione alla successiva, vivendola dalla prospettiva di una lepre, in allerta ma curiosa, che si immerge nella neve, danzando insieme a un pettirosso o nascondendosi nell’erba alta in primavera quando avvista da lontano una volpe. In estate conosciamo un batuffolino, qual è il moscardino, infilato nel suo nido e altre specie.

Un’immersione nella Natura nei suoi silenzi e scoprendo la vita che spesso a noi è nascosta ma che a uno sguardo attento si mostra in tutto il suo splendore.



Un libro con font ad alta leggibilità e una presentazione naturalistica delle specie più interessanti.

Una storia da leggere con curiosità e da provare a cercare (almeno alcune) quando camminiamo nel bosco, affinando la nostra capacità di guardare sagome e tracce, ascoltare i vari suoni, annusare l’aria per individuare attraverso il profumo alcuni aspetti della natura.



Se volete seguire Francesca, potete cercarla sul suo sito: https://lacasadifra.wordpress.com/


domenica 16 marzo 2025

Crac di Matteo Pompili e Lorenzo Monaco, illustrazioni di Luogo Comune, Camelozampa


Tante intuizioni sono nate dall'osservazione di un dettaglio. Anche "Crac" di Matteo Pompili e Lorenzo Monaco, illustrato da Luogo Comune (qui) per Camelozampa (qui) è stato concepito "guardando un frutto ammuffito". Lo dichiarano gli stessi autori alla fine del libro.

Crac ha come filo conduttore le "interruzioni dalla continuità", il "rompersi di qualcosa", che porta a una trasformazione. Questo è valido non solo nell'ambito della Natura e dell'evoluzione delle specie, ma anche nell'ambito delle teorie scientifiche che sono andate avanti con una profonda rottura con il mondo del passato. Una rottura talmente dirompente che a volte è anche costata la vita o comunque lo stile di vita di chi è stato depositario di queste intuizioni.

Il formato grande e le illustrazioni minuziose aiutano a portare avanti le parole che vengono dette.

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Si inizia con qualcosa di noto - almeno si pensa - alla maggior parte delle persone: la nascita di un pulcino dopo una serie precisa di giorni con la rottura dell'uovo in cui era contenuto. Da lì si passa a come siamo nati noi. Grazie a passaggi iconografici fatti di cambiamenti le illustrazioni ci portano al famoso crac, lasciando sempre spazio a riflessioni più o meno profonde a seconda del lettore o di chi gli sta accanto.

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Di fatto Crac è un libro che apre a domande e grazie alle illustrazioni mostra sinteticamente delle spiegazioni. Per i più curiosi, che non si accontentano di poche parole, gli autori hanno pensato a una spiegazione più densa in fondo al libro e, se non bastasse, a un'accurata bibliografia (quella sì mediata dagli adulti).

Si può dire che questo libro è adatto ai curiosi, di ogni età, che vogliano approfondire grandi domande che hanno a che fare con i cambiamenti. 

Anche nella nascita, sono proposte diverse forme di uova e, se si è attenti, si potrebbe osservare quante forme svariate esistono di uova (naturalmente gli autori hanno dovuto scegliere alcune tra le più interessanti) per poi farsi delle domande. Per esempio: uovo di echidna. Ma l'echidna non è un mammifero? E allora come mai fa le uova? Chi altro dei mammiferi fa le uova? Dove vive l'echidna...? e così via.

Si passa dall'evoluzione delle stelle e dei pianeti alla Terra che "scrocchia" e si frammenta.

Lo sappiamo bene in questi giorni con i terremoti di cui sentiamo parlare. Le placche terrestri che galleggiano nel mare sono un fenomeno che andrebbe approfondito e non lasciato alle prime nozioni di geografia o storia, per poi dimenticarsene, perché sono ampiamente collegate anche all'evoluzione delle specie nel corso del tempo e ad alcuni fenomeni che capitano ancora oggi.

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Anche l'idea che le montagne non abbiano un'altezza fissa ma che possano evolversi e mutare nelle forme grazie agli agenti atmosferici come acqua o vento è un concetto che non è sempre ben presente (personalmente ho dovuto arrivare all'università e studiare zoogeografia per comprendere il significato di quello che gli autori hanno ben illustrato qui e che appunto è un punto di partenza per comprendere che tutto cambia).

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Gli autori passano con scorrevolezza dal macro al micro e viceversa. Dall'evoluzione si arriva a un'immagine quotidiana di una persona al parco. Fate attenzione al protagonista e alla pianta di mele ai dettagli sapientemente illustrati con il suo tratto riconoscibile da Luogo Comune. A parte notare tutto quello che c'è in questa doppia pagina, potrete scoprire molte cose che forse sapevate in parte o non sapevate ancora.

Ogni bambino in età dello sviluppo si riconoscerà nella dentatura con buchi dove i denti da latte lasceranno, una volta caduti,  spazio a quelli definitivi. Osservare le dentature o i becchi di alcuni animali, visti nel singolo dettaglio senza la visione d'insieme, porta sicuramente ad accentuare lo sguardo con un punto di vista singolare.

Un'altra pagina interessantissima - in realtà lo sono tutte e ognuna si apre a una storia o a più storie, a riflessioni e a indagini più approfondite - è quella relative alle idee innovative: la scoperta del fuoco, la Terra che gira intorno al sole e non viceversa, la nostra parentela non solo con gli animali ma con gli scimpanzé (nostri "cugini") e altre scoperte avvenute per discontinuità e per intuizione (grazie naturalmente a grandi menti e molti studi).

Insomma "Crac è il suono del mondo che avanza" e occorre comprendere a fondo cosa succede nel piccolo e nel grande per poterlo scoprire, studiare, comprendere e conservare.

PS non a caso i due autori sono divulgatori di scienza (Tecnoscienza qui), non a caso il libro è finalista Premio “Un libro per l’Ambiente”



Ultim'ora: guardate che premio!!!!

CAMELOZAMPA, casa editrice indipendente, vincitrice del BOP 2020 Bologna Prize for the Best Children's Publishers of the Year per l’Europa, nata nel 2011, è ormai un riferimento per testi di qualità e spessore.

mercoledì 8 gennaio 2025

Come me, come te, di Carolina Zanier, Camelozampa

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Proseguono, per fortuna, le pubblicazioni di libri fotografici per bambini (e curiosi), non solo di grandi maestri del passato (penso a Tana Hoban la fotografa americana o di autori italiani come Munari o altri molto apprezzati (il rimando è alla coppia affermata Tappari/Carminati). 

Non sorprende che, a proporre una novità inedita sia una casa editrice molto coraggiosa come Camelozampa, che ospita nel suo catalogo questa opera di Carolina Zanier.

Si tratta di "come me, come te" (qui), che si presenta con una doppia pagina in cui c'è un collegamento tra un elemento naturale e uno umano, non solo scelti per attinenza, similitudine, analogia, ma anche secondo quello che - nella parte finale dell'opera - viene chiamato un diario sentimentale. La scelta delle fotografie non è, quindi, solo finalizzata a un percorso, ma invita a trovarne uno più intimo e singolare, di cui viene fornito una sorta di prototipo. O almeno - da amante delle foto, dei bambini, della natura e dei luoghi - lo interpreto così.

Come sappiamo un libro una volta edito non è solo quello che intende l'autore ma diventa un oggetto con una vita propria e, se originale e aperto, invita a scoprire quello che ognuno ci cerca dentro.

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A parte la copertina (in cui il sasso nella prima di copertina fa da rimando all'indice in quarta), il libro inizia con una doppia in cui i dentoni da latte di Camilla, che sporgono fuori da una bocca fresca e armoniosa (invitante, come quella dei bambini ancora piccoli sa essere), fanno da specchio alla bignonia catturata in una "posa" in cui mostra una parte interna che sembra proprio richiamare una bocca.

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Tra le pagine, alcune analogie sono molto chiare e dirette: penso agli anelli di un tronco che sono unici di un esemplare di qualsiasi specie vegetale - per come si formano - come le impronte digitali di un essere umano; altre sono invece più evocative, come il soffione (ovvero il frutto del tarassaco) che viene associato a un occhio.

Si alternano dunque pagine in cui a due immagini molto immediate seguono altre che richiedono di soffermarsi non solo per comprendere quanto è scritto ma anche per cogliere la propria sfumatura.

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A seconda dell'età del lettore, alcune "doppiette" funzionano meglio di altre; per esempio questa in alto richiede di sostare più a lungo e quindi richiede un occhio e una mente allenati - a mio modesto avviso ancor più se lette insieme al testo. Infatti nel caso di questa doppia  i frutti di un'ombrellifera si stagliano in cielo e sembrano brillare come le scintille delle candeline che sparano le luci. Qui l'occhio è invitato a indugiare sui dettagli e le parole a "entrare dentro e farsi chiare": un desiderio che si esaudisce è molto limpido quando si spengono le candeline, mentre il progetto di vita dei semi contenuti nei frutti è qualcosa di molto più oscuro per dei bambini molto piccoli.

Ma l'autrice osa in alto, e forse questo è il bello e la potenzialità, perché il senso del libro è quello di invogliare a scoprire e ad accoppiare a seconda del proprio gusto individuale, delle proprie emozioni, che saranno diverse a seconda delle esperienze, del contesto non solo geografico ma anche storico (per esempio, l'autrice propone tra le foto il primo battito cardiaco della figlia - quando sono nati i miei figli per esempio io non li ho potuti vedere perché non era così usuale - , creando una sorta di sinestesia in cui l'immagine rimanda anche a un suono... e anche su questo si potrebbero aprire molte riflessioni interessanti, sia su come si possono visualizzare i suoni, sia sulla loro forma e a cosa rimanda, sia su come si possono raccogliere o rappresentare).

Tra l'altro lavorando con i bambini e le bambine spesso capita che facciano accostamenti per noi azzardati o inaspettati. Quindi, se un libro è "aperto" accoglie tante domande e tante possibilità.

Le pagine in cui i bambini e le bambine sono più evidenti (in toto o con alcune parti del corpo) invitano anche a fare domande e ad ascoltare racconti e particolari esperienze. Infatti, se pensiamo alla pagina del ginocchio sbucciato, si può aprire un mondo (non a caso, ultimamente sono nati proprio libri che ne parlano, uno edito proprio da Camelozampa).

Il libro invita dunque sia a una lettura del testo associato alle immagini (a volte "forzando" alcune scelte a mio avviso, ma ci sta) sia a una lettura più libera che potrebbe partire da una singola immagine per andare oltre dove i nostri interlocutori ci vogliono portare, sia per curiosità sia per un ricordo che sovviene.

Si tratta anche di un libro che può servire ad aprire alcuni discorsi sulla natura al di là di quello che richiama il testo (es. suolo secco e arido). 

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Uno spunto che io trovo molto interessante non solo per chi lavora con i bambini e le bambine, ma anche con gli adulti, è quello dato dalla parte finale in cui l'autrice ci mostra l'origine delle foto scattate e le pubblica in un diario fotografico sentimentale. Ci invita, dunque, a crearne uno noi stessi, o con un apparecchio analogico come ha fatto lei (che ha il pregio di creare foto immediatamente, come avviene con le polaroid) o con altri strumenti che potrebbero essere anche disegni, mucchi di fotografie scattate appositamente o trovate nei giornali.

E ora, non vedo l'ora di poterlo sperimentare con un gruppo di persone! Grata per questa ulteriore possibilità.

PS il libro è finalista al Premio Nati per Leggere – sezione Crescere con i libri

domenica 22 dicembre 2024

Il Natale delle pulcette, di Beatrice Alemagna, Phaidon

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Chi ha amato gli altri libri sulle pulcette (ne ho parlato qui) di Beatrice Alemagna, non vorrà perdersi questo dedicato al momento del Natale. Un libro che come tutti gli altri è creato con lana infeltrita e pezzetti di tela colorata scelta sempre con gran gusto dall'autrice stessa. Pulcette che sono talmente vive da sembrare uscire dalle pagine di carta e diventare vere e proprie compagne di avventura...


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In questo caso le pulcette si riuniscono per creare una festa indimenticabile, ma - naturalmente - ognuna di loro ha un'idea diversa di “indimenticabile”. C'è chi pensa al cibo e alle gustose  "tartine di polvere e un panettone di briciole",  c'è chi invece collega la festa ai balli e chi ancora ama riunirsi a suonare le canzoni di Natale intorno al pianoforte...

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E così, tra un racconto e l’altro sulle proprie tradizioni, scopriamo tutto quello che si può fare a Natale per creare un'atmosfera accogliente. 


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Ma cosa riesce a renderle felici tutte? Condividere un momento di gioia tutte insieme, come accorgersi che nevica e che tutto si imbianca: affondare dentro facendo “scrunch scrunch”, con la neve che scricchiola “sotto i piedi”.

Vi invito a leggerlo e rileggerlo... chissà quante volte vi verrà chiesto! Provare per credere!


PS come sempre questa autrice con semplicità riesce a parlarci e farci riflettere su temi importanti, anche in questo caso collegati alla diversità e al proprio punto di vista collegato anche alle diverse esperienze.