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domenica 22 dicembre 2024

Il Natale delle pulcette, di Beatrice Alemagna, Phaidon

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Chi ha amato gli altri libri sulle pulcette (ne ho parlato qui) di Beatrice Alemagna, non vorrà perdersi questo dedicato al momento del Natale. Un libro che come tutti gli altri è creato con lana infeltrita e pezzetti di tela colorata scelta sempre con gran gusto dall'autrice stessa. Pulcette che sono talmente vive da sembrare uscire dalle pagine di carta e diventare vere e proprie compagne di avventura...


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In questo caso le pulcette si riuniscono per creare una festa indimenticabile, ma - naturalmente - ognuna di loro ha un'idea diversa di “indimenticabile”. C'è chi pensa al cibo e alle gustose  "tartine di polvere e un panettone di briciole",  c'è chi invece collega la festa ai balli e chi ancora ama riunirsi a suonare le canzoni di Natale intorno al pianoforte...

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E così, tra un racconto e l’altro sulle proprie tradizioni, scopriamo tutto quello che si può fare a Natale per creare un'atmosfera accogliente. 


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Ma cosa riesce a renderle felici tutte? Condividere un momento di gioia tutte insieme, come accorgersi che nevica e che tutto si imbianca: affondare dentro facendo “scrunch scrunch”, con la neve che scricchiola “sotto i piedi”.

Vi invito a leggerlo e rileggerlo... chissà quante volte vi verrà chiesto! Provare per credere!


PS come sempre questa autrice con semplicità riesce a parlarci e farci riflettere su temi importanti, anche in questo caso collegati alla diversità e al proprio punto di vista collegato anche alle diverse esperienze.

martedì 17 gennaio 2023

Riconnessioni o dell'importanza di stare in natura


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In questi giorni sto progressivamente dedicando tempo allo stare in natura, anche se non si tratta di una natura selvaggia, come quella che amo, ma di un parco urbano.

Ho osservato che la quantità di tempo in "immersione", con passeggiate e soste, facilita il distacco dai pensieri quotidiani e facilita la curiosità e il desiderio di scoprire e indagare questa biocenosi creata dall'uomo.

Dopo tantissimo tempo - a Milano - mi sono seduta alla base di un bagolaro e sono rimasta a percepire le mie sensazioni sonore e visive dando loro spazio e accogliendo quello che arrivava.

Chissà che non sia questa una strada, unita al camminare lasciandosi trasportare dalla curiosità, senza una meta precisa, per ritrovare me stessa, la mia voglia di indagare, farmi domande e sentirmi di nuovo intera.

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Ho scoperto che il boschetto che amo è fatti da bagolari. Hanno il tronco completamente ricoperto da licheni e muschi e una serie di linee orizzontali sui tronchi. Seduta sotto uno di loro mi sono sentita in pace, anche se era forte il rumore delle macchine della tangenziale, un sottofondo che è quasi una scia sonora continua.
Man mano che stavo lì qui mi sono sentita osservata da tanti occhi - forse perché una delle caratteristiche dei bagolari è di avere queste forme - ognuno di loro con una sua peculiarità precisa.

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C'è chi è riuscito a creare un tronco che si diparte in due quasi dalla base e chi ha una struttura più filiforme e lineare e ha la biforcazione più in alto.
Solo quelli esterni al boschetto hanno anche tre biforcazioni, sono con tronchi più ampi e hanno i rami che si protendono verso lo spazio aperto.
Mentre eravamo ferme, ho sentito il lontano gracchiare delle cornacchie grigie e il grido più acuto dei pappagalli. Oggi non c'era nebbia né sole, anche se il fiato si disperdeva in cerchi concentrici fuori dalla bocca. Ma le mani non erano gelate. Invece percepivo l'umido provienente dalla lettiera nera, dove erano depositate le sle foglie di bagolaro e quercia rossa, da cui spuntavano vivaci piantine verdi.
Sulla cima di due alberi ci sono due nidi.

Quando ci siamo mosse spostandoci all'aperto ho percepito il freddo addosso alle mani, che si sono pian piano congelate. Ho attraversato prati coperti di brina o bagnati. L'escursione termica era sensibile

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Mi sono diretta verso il bosco dei faggi, dove mi sono soffermata a osservare i tronchi nodosi e pieni di ferite e cicatrici e le foglie arancio marroni ancora sui rami insieme a qualche faggiola e alle punte apicali pronte ad aprirsi con il caldo. Il mio sguardo è caduto su quelli che ho chiamato i custodi, facce che mi appaiono dai tronchi, frutto della mia immaginazione.

martedì 26 febbraio 2019

"Julián è una sirena", di Jessica Love, Franco Cosimo Panini



Appena si sfoglia "Julián è una sirena", di  Jessica Love, edito in Italia da Franco Cosimo Panini (qui), si capisce subito perché abbia conquistato quest'anno il BRAW, (Bologna Ragazzi Award) premio prestigioso conferito dalla Bologna Children's Book Fair. Come tutte le storie semplici, che riescono a narrare temi complessi, l'albo illustrato conquista innanzitutto per i suoi colori e l'illustrazione che racconta a tal punto da sembrare quasi un libro senza parole.

Julián è un bambino che ama le sirene: come tutti i bambini persi tra i libri, si perde nella fantasia e vede le sirene anche laddove forse non ci sono (o dove gli adulti non riescono a vederle). Per sua fortuna, ha una nonna all'apparenza burbera, Abuela, dalle forme morbide (che ricorda la Venere di Willendorf) e che contrasta nella sua "aggraziata corpulenza" con il corpicino magro del bambino, che nel suo silenzio "comprende e ascolta".


Anche se sono in metrò, Julián si immagina di immergersi nell'acqua e svestirsi con grazia di tutti i suoi abiti, finché i suoi capelli non si disperdono morbidi e immensi nel fluido. Ed è così che ci si ritrova immersi in una doppia pagina (che definire splendida è riduttivo), in cui il bambino si trova attorniato in una sorta di danza ondeggiante da tantissime meravigliose forme marine capitanate da una manta nera punteggiata di bianco e con una "coda" di meduse viola con i tentacoli color del fuoco. E in mezzo a queste creature sembra avere uno strascico come le sue amate sirene. E poi il "miracolo" accade, con un pesce che gli fornisce una collana di coralli rosa. Proprio quando è nel mentre del suo sogno a occhi aperti la nonna lo "sveglia" per farlo scendere.


I due vanno a casa con una nonna apparentemente distratta in uno scenario in cui ci si perde a osservare con cura i diversi personaggi in strada. Mentre Abuela si fa una doccia, il ragazzino si agghinda con cura con quello che trova, con una creatività da far rimanere a bocca aperta, impiegando le felci e la tenda della nonna.


E proprio quando lui mostra fiero la sua creazione, la nonna si imbroncia... come finirà la storia? Sarà la nonna capace di comprendere il nipotino o lo rimprovererà? A voi leggerla...

Io mi sono innamorata di questo albo prezioso, che con delicatezza e naturalezza, anche nei gesti delle immagini, racconta la storia di un ragazzino che sa chi vuol essere, nonostante tutto. Un albo che tutti dovrebbero leggere e rileggere. Noi lo abbiamo fatto più volte...


PS non perdetevi i risguardi (ovvero le pagine seguenti alla copertina - qui sopra - e che precedono il retro di copertina).

Di seguito le motivazioni della giuria, che ha conferito il premio Opera prima
"Un bambino, ispirato da incontri reali e da visioni fantastiche, gioca a creare - con una tenda e fronde di piante da appartamento - e indossare un costume da sirena. Sua nonna lo aiuta a perfezionare il travestimento con una collana e i due si recano ad una festosa parata a tema marino. Due generazioni a confronto, il carnevale, il gioco della maschera, la libertà e la festa. La giuria ha apprezzato la maturità del lavoro grafico, dalla copertina ai risguardi, per la qualità della concezione complessiva e del disegno, del ritmo e della capacità narrativa. I ritratti dei personaggi sono dotati di precise sfumature espressive e affettive, le scene sono rappresentate con semplicità ed equilibrio compositivo in tavole realizzate a tecnica mista di acquerelli e tempere. È il lavoro - straordinariamente compiuto - di una nuova artista."

mercoledì 14 febbraio 2018

"Il signor Tigre si scatena" di Peter Brown, Il Castoro



Appena leggerete "Il signor Tigre si scatena" di Peter Brown, edito da Il Castoro (qui la scheda) vi sentirete un po' più liberi. Perché questo simpatico personaggio, vestito di tutto punto in abito elegante, papillon e cappello a cilindro incarna quella parte di noi che si sente diversa. A cui stanno "strette" le cose che per la maggior parte delle persone vanno bene così come sono.


Si stufa di compiere quelle azioni quotidiane frutto della "buona educazione" che ritiene prive di significato (del resto la tigre è l'animale selvatico per eccellenza!). Vuole sentirsi se stesso, lasciarsi andare, divertirsi.


E così di punto in bianco, un giorno al posto di camminare in piedi, prova a mettersi a quattro zampe. Un piccolo gesto che lo fa sentire molto meglio. A questo ne seguiranno molti sempre più audaci, sempre più veri, perché quando uno ha deciso di cambiare segue l'istinto.
Naturalmente un cambiamento così radicale fa fatica ad essere compreso e accettato subito e lui stesso sceglie di abbandonare la vita di sempre e andare nella foresta. Lì ormai è libero di fare qualsiasi cosa "selvatica". Per un po' è soddisfatto ma poi si rende conto che è ancora più bello riuscire a essere se stessi con i propri amici, nel posto chiamato "casa". Tornando indietro scoprirà una bella novità.

Questo albo è davvero prezioso perché lancia il messaggio che l'autenticità alla lunga paga e, non dare mai per scontato quelli che ci sembrano piccoli cambiamenti. Quindi viva viva il signor Tigre e la sua voglia di selvatichezza.

PS questo albo ha ricevuto numerosi premi e direi, meritatissimi!

PORTE APERTE AL CASTORO!
Questa recensione mi dà l'occasione di festeggiare, a mio modo, i 25 anni della Casa editrice Il Castoro, che ieri ha compiuto un quarto di secolo!
Se volete passare a salutare, ecco gli appuntamenti in programma:

In occasione di Tempo di Libri, dal 5 al 7 marzo la Casa Editrice aprirà le porte a scuole, pubblico, bibliotecari, librai, editor e a tutti coloro che vorranno passare a salutare e a brindare insieme.

Lunedì 5 marzo
Ore 13: porte aperte ai librai.
Ore 17.30-19: porte aperte ai lettori, con brindisi e shopping dei nostri libri a prezzi scontati.

Martedì 6 marzo
Ore 17.00: porte aperte agli editor delle case editrice estere, in collaborazione con Tempo di Libri.

Mercoledì 7 marzo
Ore 9,30-13: porte aperte alle scuole.
Ore 13.30: porte aperte ai bibliotecari.

In occasione di Bologna Children's Bookfair
Lunedì 26 marzo: Ore 19.00: festa con autori, editori e amici a ZOO, Strada maggiore 50/a.

lunedì 27 marzo 2017

"Vietato agli elefanti" di Lisa Mantchev e Taeeun Yoo, Giunti



Devo ringraziare Cristina Zeppini, amica di tante avventure e libraia doc, se ho scoperto il bellissimo albo "Vietato agli elefanti" di Lisa Mantchev (qui) e Taeeun Yoo (qui), edito da Giunti (qui la scheda). Un albo che sono sicura entrerà nel cuore di grandi e piccini e vi resterà a lungo. Come è successo a me e ad Andrea, che lo ha ricevuto in regalo per il suo sesto compleanno.


La premessa è chiara: non è certo facile - né banale - tenere in casa un elefante. Il protagonista è dunque un ragazzino che sa di avere fatto una scelta controcorrente, ma si prende cura del suo pachiderma come chiunque avesse un semplice animale da compagnia.

Questo grande amore viene ricambiato da entrambe le parti: tanto il cucciolo è premuroso con il suo padrone, tanto quest'ultimo lo aiuta a superare ogni difficoltà.


Ma ecco che i due si trovano ad affrontare una situazione davvero spiacevole: al Club degli Amici Animali non accettano gli elefanti, addirittura c'è una scritta che ne esplicita il divieto. Naturalmente è un grosso colpo, ma come si dice, quando si chiude una porta a volte si apre un portone.


Il bambino infatti incontrerà un'altra bambina esclusa (lei è proprietaria di una "puzzola" - in realtà si tratta di una moffetta americana) e insieme i due troveranno il modo di creare un posto che accolga tutti, ma proprio tutti, dalle giraffe ai narvali (quegli strani cetacei che hanno un dente simile a una vite, che li fa sembrare simili a un unicorno marino), dagli armadilli ai pipistrelli.

Ecco perché questa è proprio una bella storia che consiglio vivamente, perché è ricca di spunti: non solo si parla di amicizia - e di come insieme sia più semplice affrontare anche le piccole o grandi sfide che capitano ogni giorno -, ma anche di diversità, accoglienza, relazioni e inclusione. Il tutto in un albo accessibile anche ai bambini piccoli. Le illustrazioni di Taeeun Yoo lo rendono ancora più poetico e accattivante.


La tavola che mi ha colpito di più, è quella in cui i due compagni, esclusi dal club degli amici animali, vanno noncuranti sotto una pioggia battente e li si vede emergere, in un'atmosfera plumbea, insieme a quella che diventerà la nuova coppia di amici (la bambina di colore e la sua moffetta).

Il libro all'estero ha ricevuto numerosi riconoscimenti e una bella recensione sul NY Times (qui). Qui potete vedere un'anteprima e qui un'altra recensione video in inglese. Se volete uno spunto canoro guardate invece qui.

domenica 18 maggio 2014

Contro i cattivi funziona a scuola

Un libro è una finestra sul mondo e sull'anima, un'occasione per viaggiare - nella realtà o nella fantasia - e per riflettere. Un libro è un po' come un bambino: nasce nella mente del suo autore ma, una volta stampato, diventa una creatura a sé stante, che vive di vita propria. Ogni lettore lo fa un po' suo e se ne avvale come meglio crede. Il libro, messo nelle mani di docenti intelligenti e curiosi, può diventare un utile strumento a scuola e rendere vivace e interessante l'approccio con temi a volte difficili.
 
Se alla lettura si affiancano altre attività, lasciando liberi i ragazzi di sperimentare, possono nascere delle cose molto belle. E' quello che ho visto fare giovedì scorso con "Contro i cattivi funziona", quando ho accompagnato Massimo Canuti all'incontro con la scuola media di Pontevico (BS).
Dalle 10 alle 12 i ragazzi di seconda, con una disinvoltura sorprendente, hanno presentato i loro lavori all'autore e a una settantina di compagni e compagne della scuola. I ragazzi e le ragazze hanno lavorato sui temi affrontati nel libro (diversità, disabilità, bullismo, adolescenza ...) nei modi più vari: dalla produzione di cartelloni o video (sia su temi particolarmente difficili come il cyber bullismo - un video in particolare mi ha fatto venire la pelle d'oca - sia booktrailer) all'analisi di tutte le parolacce, allo sviluppo di finali alternativi (o immaginandosi cosa sarebbe potuto succedere dieci anni dopo).











Insomma, se si ha voglia di fare, anche un solo libro consente di spaziare in molti ambiti diversi, cogliendo spunti dalla cronaca.
Se siete curiosi di saperne un po' di più sul libro, sul sito della casa editrice Instar potete scaricare l'incipit di "Contro i cattivi funziona", mentre qui, qui e qui potete leggere alcune recensioni. Sappiate che è disponibile un progetto che fornisce suggerimenti su come lavorare impiegando il libro come spunto per approfondire alcuni temi (lo invierò a tutti gli interessati).
Concludo, ringraziando Roberto Lana - e la sue colleghe Giuliana Ziletti e Clotilde Rippa - per la passione che mettono, come molti altri insegnanti, nel loro lavoro con i ragazzi. C'è bisogno di persone come voi. Continuate così!!
PS l'incontro è finito con un bagno di folla e circa cinquanta autografi firmati.

PPS concludo con un aggiornamento al 29 maggio. Oggi mi è arrivata notizia da Roberto Lana di un articolo de La Provincia di Cremona sul percorso fatto a scuola. Degna conclusione di un bel percorso :)