martedì 13 maggio 2014

Letture Babalibri alla Feltrinelli



Quello che mi lascia sempre stupita nel fare i laboratori con i bambini è che ti sorprendono sempre e comunque, per creatività, inventiva, bellezza della composizione e di accostamento dei colori. Puoi progettare il laboratorio, preparare con cura i materiali, immaginarti una serie di cose. Ma al momento in cui fai "materialmente" il laboratorio, scatta sempre una sorta di alchimia particolare che fa uscire tutti i presenti un po' più arricchiti di prima.
Questa sorta di incantesimo è scattato anche sabato scorso, alla Feltrinelli Duomo, sia quando ho letto tre libri della casa editrice Babalibri (con cui collaboro da diversi anni) sia nel corso del laboratorio.
E' incredibile quell'energia sospesa che si respira durante le letture, quando magicamente si crea un silenzio di ascolto e attenzione che ripaga sempre di tutte le fatiche che puoi aver fatto.
Certo, anche i libri fanno la differenza! Non so quale mi piaccia di più tra La regina dei baci, Fior di Giuggiola e Zeb e la scorta di baci. A mio modo di vedere sono tre libri meravigliosi, amatissimi dai miei bambini. Se il primo va bene sempre e comunque per coccolare e farsi coccolare un po' (qui la recensione di Libri e Marmellata), il secondo è una bellissima storia di adozione, mentre il terzo è perfetto per elaborare il distacco  (sia per il bambino o la bambina, sia per la mamma, che spesso ha più difficoltà dei suoi figli!!). Qui, qui e qui trovate alcune recensioni.

Dopo le letture, i bambini hanno preparato un regalo per la loro mamma. E quale regalo può essere più gustoso di un dolce? L'idea è venuta guardando i laboratori meravigliosi ideati da Noemi Bermani di Bradipo Spazio per la cultura dell'infanzia (prima o poi devo farmi un giro a Bologna solo per andare a visitare questo spazio presso Zoo!). Non a caso, guardando il suo curriculum si scopre che ha fatto un Master in Metodo Munari® (con l'associazione Bruno Munari® di Milano) e ha incanalato la sua creatività e inventiva con un metodo rigoroso quale quello di Munari.

Tornando a noi, quello che ho fatto io è stato semplicemente preparare la tavola con moltissimi materiali e fornire alcune indicazioni ai bambini su quello che potevano fare. Poi li ho lasciati liberi di creare, facendosi ispirare anche dai materiali a disposizione, dicendo agli adulti che avevano come unico ruolo quello di aiutanti. A volte capita che gli adulti si appassionino a loro volta, mettendosi a fare al posto dei bambini. Penso invece che questo possa essere, sì, un bellissimo momento di relazione adulto-bambino, lasciando al tempo stesso spazio alla creatività dei più piccoli. 

Il risultato finale, a mio modo di vedere, è sorprendente. Voi cosa ne pensate?










Grazie agli amici e alle amiche che sono passati (Gianluca, Delia e Lorella) grazie ai bambini e alle bambine (Chicco, Alice, Tea e la sorella, Niccolò e Francesco ... e gli altri di cui non ricordo il nome, me ne scuso!) che sono venuti e hanno ascoltato con attenzione le letture e si sono concentrati come non mai al laboratorio (!), grazie a tutti gli amici e alle amiche che mi hanno pensata e, lo so, sono molti, in primis Marta che ha fatto "una testa così" alle sue colleghe. Grazie alle ragazze in Feltrinelli che non sono solo state carine, ma di più. Insomma, è stata una bellissima esperienza, che spero si ripeta presto.

6 commenti:

  1. Brava Anna, brava a farlo prima e a raccontarlo poi il laboratorio...Spiace ancor di più non avercela fatta tra compleanni di amichetti e quant'altro...sono certo che ci sarà altra occasione...

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    1. Grazie Massimo! sarà per la prossima volta :)

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  2. Meraviglioso Anna! Brava e bravi i bimbi.

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    1. Grazie Emanu, i tuoi complimenti per me valgono doppi!

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  3. Che idee originali!
    E ancora di più lo sono i lavori dei bimbi... che danno un valore aggiunto a qualsiasi proposta di lettura e interpretazione.

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  4. Grazie, come dicevo spesso osservare cosa fanno gli altri fornisce spunti e personali interpretazioni. Sì, i lavori dei bambini sono sorprendenti. Sono sempre più convinta che la strada sia lasciare spazio, creare il giusto contenitore per lasciarli liberi di esprimersi.

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