mercoledì 28 maggio 2014

Riflessioni sulla maternità




Ho sempre pensato che tutto fosse semplice e scontato: volere dei figli, averli, avere una gravidanza normale... Da quando sono diventata mamma ho scoperto che avere un bel percorso di attesa, un parto "naturale" (mi sembra sempre assurdo che il parto senza troppi interventi sia chiamato naturale, ma tant'è!) e nessun problema dopo, anche nella crescita dei figli non è così semplice.
Non mi stancherò mai di ripeterlo che mi ritengo una persona particolarmente fortunata. Non abbiamo avuto nessun problema nel concepire i nostri figli, ho avuto due gravidanze appaganti, due parti belli. Non ho avuto molti segnali prima, tanto che con Marco il giorno precedente alla sua nascita sono andata a fare un aperitivo con alcuni amici e lì, ho avvertito i primi dolori. Il giorno dopo alle 16.25 Marco era nato. Nel secondo caso è stato Marco stesso a darmi segnali dell'arrivo del fratello. Il giorno precedente alla nascita di Andrea era intrattabile e particolarmente nervoso. Poi a mezzanotte ha iniziato a dire di avere mal d'orecchi e siamo andati avanti così fino alle quattro del mattino (ora racconta che Andrea urlava così forte da spaccargli i timpani). Dopodiché si è addormentato. Poco dopo ho iniziato ad avere le contrazioni regolari ogni cinque minuti. Alle sette siamo entrati in ospedale, alle 10.15 Andrea era nato. Non smetterò mai di sorprendermi per come i bambini siano degli animaletti, capaci di captare segnali ed energie che agli adulti non arrivano. Se non ben allenati (forse).
Ho due figli sani, vivaci e, per me, adorabili. Certo sono particolarmente impegnativi, molto fisici e instancabili (basta che mangino un po' e ritrovano subito le energie). Ma preferisco che siano così piuttosto che avere due automi da comandare a bacchetta (ma oggi esistono bambini così?).
Penso che i figli siano una risorsa incommensurabile, che ti fa mettere in gioco spesso, soprattutto nei momenti in cui invece vorresti fermarti e ti senti particolarmente stanca. E invece loro sono lì, pronti a chiederti ancora. E ti fanno vedere i tuoi limiti, come adulto e come genitore. Sono il nostro specchio: più lì osserviamo e li ascoltiamo e più riusciamo a capire anche un pezzetto di noi stessi. Almeno a me capita così.

Ps sarà un caso che abbia postato queste riflessioni proprio oggi - dopo che sono rimaste lì per diversi giorni - che è nato il piccolo Gabriele? Tanti auguri Elisabetta, super mamma e super donna.

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