I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla Natura, dagli albi illustrati all'educazione, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini. Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. Mettetevi comodi e leggete. E se avrete voglia di commentare mi farete solo piacere. Buona navigazione.
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mercoledì 18 agosto 2021
domenica 1 dicembre 2019
giovedì 27 dicembre 2018
Riflessioni sulla maternità
9 novembre 2013 ·
Marco "La mia mamma è molto bella,
la mia mamma è moolto bellaa" (cantando)
la mia mamma è moolto bellaa" (cantando)
Andrea "No, a mia mamma è molto bella"
Marco "La mamma di Marco e Andrea è molto bella,
è più bella di un vaso di fioriii"
è più bella di un vaso di fioriii"
In questi giorni di festa, in cui tutto rallenta e c'è tempo per riflessioni e ricerche, stavo pensando al valore che ha per me la maternità. Cosa rappresenta simbolicamente l'essere mamma? Forse l'avere tenuto in grembo per nove mesi le mie creature, e nel marsupio per quasi sei mesi.
(#annapensiero, 25 novembre 2013)
dormire con un cucciolo
di quasi tre anni abbarbicato sul petto
Forse mi è tornato in mente perché il regalo della coperta sirena di Massimo ha scatenato in me ricordi. Andrea ne ha approfittato subito per intrufolarsi con me. Come si approfitta ogni volta ad appoggiarsi sul mio petto come quando era piccolo. Anche Marco ha ancora bisogno di coccole e carezze, specie la sera è preso da "mammite acuta".
(#andrearichieste, 25 agosto 2014)
mamma ho mal di pancia, mi devi far le coccole fino agli abberi.
mamma ho mal di pancia, mi devi far le coccole fino al cielo.
mamma ho mal di pancia, mi devi far le coccole fino al muro e fino ai tuoi capelli.
ancora coccole, ti dico io quando mi è pazzato.
So che a un certo punto tutto questo finirà, anche se spero che non finiranno i baci e le coccole, perché quelle fanno bene ad ogni età. Magari non saranno più riservate alla sottoscritta ma spero che i miei figli siano capaci di essere così dolci, affettuosi, premurosi e dire quelle frasi bellissime che ho sentito pronunciare anche alle loro compagne. Allora forse sì avrò fatto qualcosa di buono.
Per ora mi godo il gioco dei bacini di Andrea, il desiderio di stare stretti stretti, di farsi coccolare fino ad addormentarsi.
bene, faccio scorta di coccole
(30 novembre 2013, #marcopensiero)
Tanto questa è solo una parte di quello che accade. Si tende a raccontare le cose che fanno felici. Poi c'è l'altro lato della medaglia in cui la mamma diventa "strega", "maestrina" "rompi" e ci sono silenzi interminabili, insieme a musi inspiegabili, associati a rabbia diffusa. Ma come ho scritto una volta essere genitori comprende l'intero pacchetto.
lunedì 10 dicembre 2018
Piccole gioie della maternità
I nostri corpi giacciono abbarbicati
nel tuo letto a castello,
mentre il mio braccio avvolge
il tuo corpo bambino ancora per poco,
e la tua mano tiene saldamente il mio dito,
e la tua mano tiene saldamente il mio dito,
come quando eri piccolo.
che presto svaniranno.
Non me ne curo: ascolto i nostri respiri silenziosi
che viaggiano dolcemente in sintonia.
La mia bocca ti sfiora i capelli troppo lunghi.
Ho paura di spostarmi per svegliarti.
Le coccole sono sottovalutate.
lunedì 13 febbraio 2017
Già sei anni!
Tu, piccolo folletto deciso, pieno di carattere e fantasia...
Ti sei inventato la "macchina dei baci, delle coccole e delle carezze", che si carica con i baci ed è provvista pure di "sparabacini" (bacini a raffica).
Tu, che continui a dirci che saremo presto nonni, che quando vedi mamma e papà darsi un bacio sulla bocca dici "il papà e la mamma si sposano!!!" e lo ripeti all'infinito...
Sei capace di prendere con le tue ditine i piccoli paguri che scappano veloci, le cavallette che saltano, i piccoli geki impauriti (e li vorresti tenere tutti con te).
Tu che saluti per strada le persone che non conosci.
Tu che vorresti stare alla scuola dell'infanzia non uno, non due ma addirittura tre anni ancora, (e chi ti da torto? con le educatrici che ti ritrovi?).... ma vorresti essere già grande come tuo fratello.
Tu, che hai già imparato a fare il tuo primo Sudoku, sei curioso dei numeri e delle scritte.
Tu, che ami "fare libri nonsense" (e farteli leggere e rileggere) insieme al nonno o al papà, giocare a Monopoli con la nonna, ai gormiti con Marco, a costruire case di lego con la mamma.
Tu che sai maneggiare qualsiasi cosa tecnologica con abilità, come tutti i bambini della tua generazione. E com'è difficile separartene.
Tu che stai iniziando ad apprezzare il piacere dei libri e della lettura e ami le storie che si inventa per te il tuo papà ogni sera.
Tu sei entrato prepotentemente nelle nostre vite e come uno tsunami ci travolgi spesso con la tua allegria e, a volte, con i tuoi bronci e il tuo fare deciso.
Ti osservo e ti vedo già grande, prezioso scrigno di pensieri profondi, lo sguardo birichino di chi la sa lunga.
Ti auguro di continuare a sorprenderti, avere voglia di scoprire il mondo insieme a tuo fratello, compagno e complice di tante avventure.
Un abbraccio al mio grande tesoro
la mamma
mercoledì 28 maggio 2014
Riflessioni sulla maternità
Ho sempre pensato che tutto fosse semplice e scontato: volere dei figli, averli, avere una gravidanza normale... Da quando sono diventata mamma ho scoperto che avere un bel percorso di attesa, un parto "naturale" (mi sembra sempre assurdo che il parto senza troppi interventi sia chiamato naturale, ma tant'è!) e nessun problema dopo, anche nella crescita dei figli non è così semplice.
Non mi stancherò mai di ripeterlo che mi ritengo una persona particolarmente fortunata. Non abbiamo avuto nessun problema nel concepire i nostri figli, ho avuto due gravidanze appaganti, due parti belli. Non ho avuto molti segnali prima, tanto che con Marco il giorno precedente alla sua nascita sono andata a fare un aperitivo con alcuni amici e lì, ho avvertito i primi dolori. Il giorno dopo alle 16.25 Marco era nato. Nel secondo caso è stato Marco stesso a darmi segnali dell'arrivo del fratello. Il giorno precedente alla nascita di Andrea era intrattabile e particolarmente nervoso. Poi a mezzanotte ha iniziato a dire di avere mal d'orecchi e siamo andati avanti così fino alle quattro del mattino (ora racconta che Andrea urlava così forte da spaccargli i timpani). Dopodiché si è addormentato. Poco dopo ho iniziato ad avere le contrazioni regolari ogni cinque minuti. Alle sette siamo entrati in ospedale, alle 10.15 Andrea era nato. Non smetterò mai di sorprendermi per come i bambini siano degli animaletti, capaci di captare segnali ed energie che agli adulti non arrivano. Se non ben allenati (forse).
Ho due figli sani, vivaci e, per me, adorabili. Certo sono particolarmente impegnativi, molto fisici e instancabili (basta che mangino un po' e ritrovano subito le energie). Ma preferisco che siano così piuttosto che avere due automi da comandare a bacchetta (ma oggi esistono bambini così?).
Penso che i figli siano una risorsa incommensurabile, che ti fa mettere in gioco spesso, soprattutto nei momenti in cui invece vorresti fermarti e ti senti particolarmente stanca. E invece loro sono lì, pronti a chiederti ancora. E ti fanno vedere i tuoi limiti, come adulto e come genitore. Sono il nostro specchio: più lì osserviamo e li ascoltiamo e più riusciamo a capire anche un pezzetto di noi stessi. Almeno a me capita così.
Ps sarà un caso che abbia postato queste riflessioni proprio oggi - dopo che sono rimaste lì per diversi giorni - che è nato il piccolo Gabriele? Tanti auguri Elisabetta, super mamma e super donna.
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