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sabato 5 gennaio 2019

Iniziare il nuovo anno all'insegna di Bambini e Natura

Se non conoscete ancora l'associazione Bambini e Natura e siete convinti dell'importanza dello stare fuori e di stare connessi con il mondo naturale che ci circonda, quest'anno occorre rimediare.
Qui potete trovare le spiegazioni del perché riassunte in questo bellissimo elenco.


Ho provato sulla mia stessa "pelle" quello che significa, perché in realtà queste semplici indicazioni servono anche per noi adulti, abituati a stare tutto il tempo alla scrivania, specie se abitiamo in città.

In questi giorni di calma e pace, facendo passeggiate nei boschi, pedalate ed esplorazioni con i miei bambini sono rinata. Sento la mente rigenerarsi, sono più carica e desiderosa di completare progetti. Avevo bisogno di fare scorta di Natura, come il topolino Federico nel bellissimo albo di Leo Lionni edito da Babalibri (qui la scheda).

Inoltre, è incredibile quello che si può scoprire stando #fuori. Anche lo sguardo può poggiarsi, specie in inverno, sui piccoli dettagli, osservando bellezze inaspettate, sconosciute e talvolta sorprendenti.


Abbiamo scoperto che quando fa freddo la brina ricopre le foglie con una patina bianca che sembra neve

 il rumore delle foglie accumulate nelle strade e le loro strane forme arrotolate...


muschi e funghi dalle forme e dai colori strani


le ombre che il sole può lasciare sui tronchi tagliati e gli anelli di accrescimento, che aiutano a sapere quanti anni aveva quella pianta, se è cresciuta in modo più o meno regolare.


quanto può essere rilassante perdersi nei propri pensieri ascoltando il suono dell'acqua di un torrente


o avventuroso provare a salire su un albero, anche se non si riesce ad andare proprio in alto


scoprire nuovi sentieri e strade in bicicletta, mettendosi alla prova con salite e lasciando andare i freni durante le discese


osservare le piante spontanee crescere ovunque, specie sui muretti a secco


divertirsi a costruire capanne nei boschi, meglio se in compagnia di altri bambini, e imparare la cooperazione, per trasportare tronchi pesanti


avere la possibilità di coccolare gli asini, scoprire il raglio (magari spaventandosi anche un po')... e aggiungo provare la meraviglia di infilare la mano nella bocca di un tenero vitello appena nato sentendo il calore del suo alito e, la delicatezza della sua lingua, non ancora ruvida, e percependo i denti che devono ancora spuntare che fanno quasi il solletico.


scoprire con meraviglia che anche le foglie posate sul ghiaccio, sollevate dolcemente, lasciano la traccia


godersi tramonti rosa dopo una giornata di pieno sole.

E voi, avete fatto pieno di cieli rosati, neve, ghiaccio, mare, canti di uccelli, silenzi, freddo, calore e bellezza?
Vi invito anche a scoprire le bellissime indicazioni di Sara Vincetti (qui) matita di Bambini e Natura e della rivista Bambini, che sta avviando un progetto interessantissimo per invitare a prendere tempo per migliorare la qualità della vita.

Un esempio? Questa bellissima mappa che ha realizzato tra le tante cose che ha fatto ultimamente, che invita a sognare e scrivere parole belle.

Copyright: Sara Vincetti e Monica Guerra, Bambini e Natura.

Insomma, se non l'avete ancora capito, vi consiglio di andare a curiosare sul sito o sulla pagina facebook di Bambini e Natura, dove troverete un sacco di indicazioni utili e partecipare se volete alle iniziative...
Buon Anno!


venerdì 9 marzo 2018

"Materie intelligenti" a cura di Monica Guerra, Edizioni Junior


"Materie intelligenti" a cura di Monica Guerra, Edizioni Junior (qui la scheda) è un volume che dovrebbe essere letto da chiunque si occupi di educazione, inteso nel senso più ampio del termine, ovvero chi si interessa a "tirar fuori" il meglio dai bambini con cui, per diversi motivi, viene a contatto.
Un libro corale che offre spunti e riflessioni sul "ruolo dei materiali non strutturati naturali e artificiali negli apprendimenti di bambine e bambine", come indica il sottotitolo.

Già nell'introduzione leggiamo qualcosa che andrebbe affisso in ogni spazio educativo e tenuto bene a mente: "La scuola è fatta di materia: quella dei corpi di adulti e bambini che vi abitano o vi transitano, quella degli edifici in cui le singole istituzioni si collocano, quella degli arredi con cui vengono allestiti gli ambienti, quella dei materiali che compongono gli spazi. è una materia intelligente, a prescindere: perché, a prescindere, suggerisce, favorisce o impedisce azioni - e anche pensieri - da parte di chi la vive. E' una materia che influisce, affatto neutra anche quando è poco o per nulla pensata, a maggior ragione quando attraverso essa prendono forma le scelte intenzionali di educatori e insegnanti: allora le sue potenzialità esplodono, segnando con profondità le esperienze dei bambini."

Di fatto i materiali non strutturati cioè "materiali non orientati a un utilizzo univoco e predefinito" "divergente" suggeriscono "combinazioni aperte" e sono "fortemente inclusivi". Materiali che consentono una maggiore libertà di scelta e stimolano la creatività e la sperimentazione. Essi hanno quindi enormi potenzialità, che possono sollecitare le intelligenze dei bambini e sostenerne gli apprendimenti. Apprendimenti in cui l'adulto non è un detentore del sapere ma un osservatore che cura la regia educativa (allestimento di un ambiente accurato con percorsi che accompagnano ma non costringono e favoriscono una ricerca individuale o di gruppo) e la sostiene con complicità, coltivando lo stupore e la meraviglia per alimentare la curiosità e le domande. Apprendimenti in cui, dunque, i bambini diventano protagonisti e parte attiva.

Il volume esplora da diversi punti di vista le potenzialità dei materiali non strutturati (naturali, di recupero e di scarto), proponendoci studi, ricerche, riflessioni. Una particolarmente preziosa è relativa al valore dei materiali visti come "media relazionali, perché facilitano l'incontro, ma anche perché sono ricchi di rimandi interni a cui ciascuno può attribuire un senso: oggetti non neutri .... perché investiti affettivamente e culturalmente, non hanno un significato univoco, non solo per la multifunzionalità che li caratterizza, ma anche per il valore attribuito in modo personale da ciascuno".

Ecco alcune cose che mi porto dietro dalla lettura (ma ce ne sono ancora tante...)

Riflessioni che:
  • investono le "consegne" ovvero le domande che l'adulto deve formulare per consentire ai bambini di spaziare, di evidenziare e valorizzare le differenze piuttosto che uniformare le risposte.  
  • riguardano i rilanci che l'adulto può fare per non dare risposte preconfezionate ma sollecitare le domande dei bambini. 
  • individuano un ruolo importante nell'adulto, che si deve assumere la responsabilità di "dare valore al sorgere di idee, pensieri e dubbi dei bambini osservati durante il gioco con i materiali, creando spazi di condivisione in cui rilanciarli e farli evolvere, dando vista a conflitti socio-educativi dai genuini risvolti creativi" come diceva Piaget.
  • evidenziano il valore dello stare fuori come opportunità di apprendimento nell'imprevedibilità.
  • valorizzano l'importanza di educare al cambiamento, alla complessità, alla sostenibilità, alla transdisciplinarietà, in un mondo in cui c'è sempre più una segmentazione dei saperi.
  • valorizzano l'importanza dell'apprendimento attraverso il fare (con riferimenti ad alcuni maestri, quali Munari o Montessori).
  • evidenziano il valore degli allestimenti e degli spazi nelle proposte educative.
Approfondimenti che:
  • individuano nella bellezza e nella qualità dei materiali un valore (altopiano dei tesori); 
  • cercano di mettere in relazione l'arte bambina con quella degli artisti contemporanei che hanno impiegato i "rifiuti" nelle loro opere, attraverso "una breve incursione" nelle tappe artistiche principali ("Guardare i bambini a partire dalle azioni compiute con gli oggetti e i materiali è avere un occhio privilegiato che può osservare in profondità l'articolazione delle scelte insieme al dipanarsi dei loro pensieri").
  • "valorizzano lo scarto che "ospita in sé molti aspetti, artistici, sociologici, letterari ed evocativi, tutti strettamente intrecciati".
  • interessano foglie, boschi, alberi e orti (un universo generatore di domande ed esperienze significative)
  • sottolineano l'importanza della documentazione (tema a me caro da diversi anni).
Un volume da leggere e rileggere, da cui prendere spunti per avviare un proprio percorso personale di ricerca, riflessioni e sperimentazioni, grazie anche agli interessantissimi sguardi fotografici che introducono ogni capitolo.
Per rimanere aggiornati su riflessioni molto più ampie, vi consiglio - se non lo avete già fatto - di sostare sul sito di Bambini e Natura (qui) e sulla pagina fb dell'associazione (qui). Gli spunti si moltiplicano e le domande fioriscono. Un universo in cui perdersi piacevolmente.