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| Maria e Lorella |
Sabato 28 marzo alle 15.30 un ristretto ma appassionato gruppo
LIA (
Leggere insieme ancora) Milano si è riunito allo
Spazio 121+, una bellissima Libreria Corraini, in via Savona 17/A. Per me era prima volta e sono arrivata carica di aspettative ed emozionata.
E sono uscita ancora più carica di energie di quando sono entrata. Finalmente ho conosciuto
Maria (Scaffale Basso), con cui ho avuto diversi scambi via facebook,
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| Lorella. |
ritrovato con piacere
Lorella (
con cui a fasi alterne ci siamo incrociate, dal convegno "L'editoria per l'infanzia volta pagina. Riflessioni e domande sul futuro del libro per l'infanzia" organizzato nel 2012 per la prima edizione di Bookcity, di cui ho parlato sul blog dei Topipittori qui, alla quarta edizione del Digital Readers di Rozzano - ne ho parlato qui - fino alla mostra "Inventario tra le parole e le immagini di Emme edizioni 1966-1985" di cui hanno parlato Il Mondo di Cì, Murasaki No Nikki e
Measachair), rivisto con entusiasmo
Caterina (
Il Mondo di Cì) e...
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| Virginia. |
... conosciuto
Virginia (la foodblogger del gruppo)
...
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| Marina. |
... Marina, che gestisce con passione lo spazio 121+ (
da cui ho scoperto anche da dove origina il nome... la libreria temporanea doveva durare 121 giorni ma ora - per fortuna - è diventata permanente!!) e
Chiara, con cui ho scoperto di condividere la passione per l'illustrazione naturalistica (
la sua botanica, la mia zoologica).
Maria, che coordina sin dagli esordi il gruppo LIA di Milano città (
i resoconti degli incontri precedenti li trovate qui: lupi, nonni, streghe, silent book, arte), ha esposto le sue riflessioni sul tema, avendo trovato due filoni: quello dell'
albero genitore (generatore, padre) e quello dell'
albero come elemento di godimento estetico e pace. Per il primo ha portato come esempio "
Chissà dove" di Cristiana Valentini e Philip Giordano (Zoolibri), che racconta la storia di un piccolo seme che viene protetto dal grande albero finché non viene mangiato da un uccello. Ho visto che questo libro, ora uscito nella nuova edizione che riporta in copertina un cuore fustellato, è inserito nella
bibliografia di Segni d'infanzia 2010.
Nell'albo "
Nei guai" di Oliver Jeffers (Zoolibri) -
qui la recensione di Libri e Marmellata - l'albero è invece un contenitore, che raccoglie ed è - come ha ricordato Virginia - l'elemento senza il quale non ci sarebbe il libro.
Ha poi presentato il suo libro preferito sugli alberi (
e come non darle torto?):
Petit arbre di Katsumi Komagata.
Qui il suo fresco resoconto sul nostro incontro.
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| Chiara |
Chiara ha portato “
Palloncino rosso” di Kazuaki Yamoda,
Miniedition (stesso autore de “Il pianeta che cambia”), per
mostrare quanto siano belli gli alberi rappresentati che accompagnano
la storia.
Ha anche mostrato “
La bambina e il lupo”, illustrato
da Chiara Carrer (Topipittori), spiegando come il rosso sia a suo
modo un vero e proprio personaggio, che conferisce peso alle immagini
(
se ne è parlato a “Alle nove da Babar” quando il tema era
proprio il “Rosso”), mentre ha spiegato come gli alberi appuntiti
diano un voluto senso di inquietudine.
Infine, ha portato come terzo
esempio “
L'orso che non c'era” (Il Baleno edizioni), suscitando
un'animata discussione. Maria ha infatti spiegato come abbia
intravisto in questo albo una storia parallela a quella di Alice nel
paese delle meraviglie (ne ha parlato qui).
Marina dal canto suo ha
spiegato come il testo – l'autore è israeliano – sia molto
particolare, forse in parte per la traduzione.
Virginia ha affrontato il tema alberi attraverso due filoni:
quello dell'albero come fonte di vita (e ha portato l'esempio di
“
Saremo alberi” di Mauro Evangelista, di cui ho parlato qui
(Artebambini), dove si trova l'albero che esprime personalità con un
richiamo a Munari, e “
L'albero alfabeto”, di Leo Lionni
(Babalibri), dove le foglie richiamano gli uomini che si mettono
insieme a creare una comunità.
Altro è il filone dell'albero come “espediente letterario”,
come chiave di volta, come accade in “
Nei guai” di Oliver
Jeffers.
Ha anche presentato un silent book “
Oltre l'albero” di
Mandana Sadat (Artebambini) dove addirittura la vecchia, che sembra
una strega, ha un po' le sembianze di un albero.
Un altro bellissimo
silent book (che ho scoperto alla mostra IBBY dei libri senza parole
di cui ho parlato
qui) è “
La casa sull'albero” di Marije Tolman
e Ronald Tolman dove l'albero è casa, un posto accogliente.
Lorella ha presentato tre albi.
Erbario di Emilie Vast
(
dal canto suo
Marina ha tirato fuori altri libri dell'illustratrice).
Nella foresta del bradipo
di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud, Sophie Strady facendoci
vedere come la deforestazione possa essere raccontata in modo
immediato e poetico (
Marina con il suo occhio esperto di libraia
ci ha parlato della versione originale di Memo editions).
Presentandoci Jane,
la volpe e io di Isabelle Arsenault e Fanny Britt
(Mondadori), Lorella ha spiegato la funzione rigeneratrice del verde,
che compare a un certo punto a “colorare” il grigiume delle
pagine e ci ha raccontato come questo albo sia tra i finalisti al
Bologna Book Award.
Caterina ha esordito spiegandoci che avrebbe proposto albi che
sono piaciuti a lei e altri che sono molto amati da sua figlia.
Ha
iniziato presentandoci la forma a soffietto – non a caso è nipote
di un tipografo, buon sangue non mente! - di
Concerto per
alberi di Laetitia Devernay, (Terre di Mezzo): so già che
se non riuscirò ad avere questa edizione, l'altra al confronto mi
sembrerà sempre scialba. Marina ha raccontato quanti metri sia lunga
(non ricordo, accipicchiolina!!).
Con
Il bosco delle meraviglie di Hoda Haddadi e
Ragusa (Terre di Mezzo) ha spiegato come questo albo sia a misura di
bambino, anche per il linguaggio impiegato.
Family book di Todd Parr presenta un albero che
accoglie tutti ed è un libro dal lessico semplice, perfetto per chi
voglia approcciare l'inglese.
Caterina ha poi presentato velocemente
Per fare un albero
di Rodari, illustrato da Silvia Bonanni, che ricorda un po' le
illustrazioni di Carle e Lionni, che fornisce una lettura
multilivello perché presenta tante piccole cose con minuzia di
particolari che si fanno osservare con cura.
Ci ha fatto anche scoprire un libro molto poetico,
Un
giardino sotto terra di Jo Seonkyeong (Jacka
Book), che mostra un grande amore per i dettagli e la precisione.
Racconta la storia di un signore che fa le pulizie in metropolitana e
che ama fare con precisione il suo lavoro. La sua iniziale
frustrazione per un cattivo odore che arriva di sotto, sarà il
motore per una meravigliosa trasformazione di quel luogo, che da
anonimo rende colorita la vita agli altri tanto da far cambiare
umore. Il suo bosco sotterraneo cresce pian pian ed esce in
superficie tanto da creare attenzione nei media.
Albero quindi
come metafora del cambiamento.
Caterina ha concluso con un altro albo molto interessante, che per
illustrazioni richiama l'arte di Klimt,
"La furia di Banshee" di Jean
Francois Chabas e David Sala, in cui si racconta la storia di una
piccola fata, che nella tradizione celtica scatena gli elementi, che
alle sue spalle ha un albero che placa la sua furia. La foresta
quindi la contiene, mentre il mare è un elemento che fa sfogare la
sua ira. Un'ira così potente da scatenare marosi, tanto che i
marinai, disperati, cercano di placarla. Alla fine si comprende che
la sua ira era dovuta all'aver perso la sua bambola preferita.
Anna Per finire, eccomi con i miei libri,
alcuni già affrontati da
Valeria (
L'albero di Iela Mari e
Saremo Alberi). Io ne ho parlato
qui.
Mi sono concentrata
su due albi che mi hanno particolarmente emozionata.
Per prima
“
L'albero e la bambina” di Arianna Papini (Fatatrac), in cui l'albero ha un desiderio
particolare, quello di poter volare, di poter tornare seme per
viaggiare e non rimanere ancorato alla terra "
in un abbraccio perenne". L'albero è al tempo
stesso "
bellissimo e triste", perché anela a ritrovare la libertà. Ma lungo il suo cammino incontra una bambina,
"
Bella era, come il sole." con capelli "
di grano", ma che ha difficoltà a parlare "le sue parole si fermavano a metà oppure iniziavano un po' dopo il normale". Ma di fronte a
quell'essere così vecchio e maestoso gli rivolge una semplice
domanda “
Albero ma te sai volare come uccellini?” L'albero rimane
incuriosito e scopre dalla bambina che si può fare tutto, si può
volare sulle ali della fantasia. Un albo poetico e ricco, non a caso
frutto del pensiero di un'autrice e illustratrice che amo e stimo
tantissimo. Arianna Papini.
Poi ho presentato velocemente “
L'uomo che piantava gli alberi”
di Jean Giono (Salani), nella versione consigliata da Chiara Carrer a
un suo corso, che prevede anche un bellissimo film d'animazione di Frédéric Back (l'originale ha
la voce di Philip Noiret, la versione italiana la voce di Toni Servillo), che ha preso anche un
Premio Oscar per miglior film d'animazione (1988). Il libro ha venduto in Italia oltre 200mila copie. La storia dimostra quanto la costanza e la
volontà delle persone –
un po' come nel libro mostrato da Caterina
– possano provocare un cambiamento positivo e impensabile. E' la
storia di un pastore, semplice e modesto, ma curato ("
notai che l'uomo era rasato di fresco, che tutti i suoi bottoni erano solidamente cuciti, che i suoi vestiti erano rammendati con la cura minuziosa che rende i rammendi invisibili") e dall'animo buono,
che oltre la cinquantina decide di piantare ogni giorno un centinaio
di ghiande, proseguendo in questa ostinata volontà per decenni, fino a
trasformare completamente l'ambiente (prima arido ed esposto ai venti), rendendolo fecondo (l'acqua ritorna nel greto dei rivoli) e cambiando
completamente la vita e l'umore delle persone. Insomma, volere è
proprio potere.
Infine, ho mostrato alcune carte da gioco, acquistate anni orsono,
che al posto di avere picche, cuori, fiori e, hanno ciascuna un
albero diverso. In effetti, da noi manca la consuetudine tipica
inglese per cui tutti sono ornitologi o appassionati di piante anche
se non se ne occupano per lavoro.
Come sarebbe bello avere una tale
cultura naturalistica in Italia. Io ci spero ancora, perché solo in
questo modo, attraverso la conoscenza, si può avere reale coscienza
del pericolo che corre ogni giorno il nostro patrimonio
naturalistico, animale e vegetale (basti pensare che l'Italia è uno
degli hot spot, ovvero punti caldi della biodiversità e non lo sa
quasi nessuno). Ma questa è un'altra storia... o un altro o altri post. (sono temi a me molto cari).
Saluti veloci, baci, arrivederci e... meravigliosi dolci preparati da Caterina (a sinistra) e Valeria (a destra). Dimenticavo, Marina, grazie per il caffè!