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martedì 3 novembre 2020

Dialoghi con il ficotana







Caro Ficotana
ti spiace se ti chiamo cosi? Del resto all'Asilo nel bosco ti conoscono in questo modo. Infatti offri rifugio quando fa troppo caldo e umido e tieni caldo come una coperta in autunno durante le giornate grigie.





Ora inizi ad allietarci con le tue foglie cangianti che si trasformano da un verde intenso a un giallo pagliericcio. Ieri le abbiamo toccate sai? Non pensavo che fossero rugose come la carta vetrata sopra, morbide e pelose sotto. Le nervature poi sono uno spettacolo. Quello che mi ha sorpreso di più è come le tue foglie "scelgano" quante lobature avere. Io da ignorante pensavo fossero cinque. Invece, che varietà! Da quelle che quasi non ne hanno ad altre che ne hanno fino a 12!!
Non hai idea di quanto rendi felici i bambini che si arrampicano da anni sopra i tuoi rami. Sai quanto hanno imparato a diventare più autonomi?
Chissà quante cose speciali hai visto?
Sono felice che il pettirosso venga a cantare la sua melodia ogni giorno prima che arrivino le persone.
Buona vita. Spero ancora lunga.




lunedì 6 luglio 2020

Le riflessioni di Andrea

 

Ieri ho detto agli alberi di godersi la vita 
perché prima o poi li abbatteranno

Andrea

"Mamma ti rendi conto che il mondo è molto più brutto per colpa dei soldi?
Tagliano gli alberi per colpa dei soldi. Esistono gli assassini e i ladri:
alcune persone uccidono gli altri per i soldi e i ladri rubano per i soldi.
Al mondo importa solo dei soldi e non della natura.
"




Questi mi sembrano i capelli di un gigante



Guarda sembra un tornado di nuvole o un alveare



"Da dove vengono le lumache? Dai nostri nasi? Questo sembra muco ma muco di un gigante!"

"Ciao albero
La vita da alberi è bella o noiosa?"


"Poverino chi ti ha fatto questa ferita?
Mamma ma esistono dei guaritori di alberi?
"

sabato 5 gennaio 2019

Iniziare il nuovo anno all'insegna di Bambini e Natura

Se non conoscete ancora l'associazione Bambini e Natura e siete convinti dell'importanza dello stare fuori e di stare connessi con il mondo naturale che ci circonda, quest'anno occorre rimediare.
Qui potete trovare le spiegazioni del perché riassunte in questo bellissimo elenco.


Ho provato sulla mia stessa "pelle" quello che significa, perché in realtà queste semplici indicazioni servono anche per noi adulti, abituati a stare tutto il tempo alla scrivania, specie se abitiamo in città.

In questi giorni di calma e pace, facendo passeggiate nei boschi, pedalate ed esplorazioni con i miei bambini sono rinata. Sento la mente rigenerarsi, sono più carica e desiderosa di completare progetti. Avevo bisogno di fare scorta di Natura, come il topolino Federico nel bellissimo albo di Leo Lionni edito da Babalibri (qui la scheda).

Inoltre, è incredibile quello che si può scoprire stando #fuori. Anche lo sguardo può poggiarsi, specie in inverno, sui piccoli dettagli, osservando bellezze inaspettate, sconosciute e talvolta sorprendenti.


Abbiamo scoperto che quando fa freddo la brina ricopre le foglie con una patina bianca che sembra neve

 il rumore delle foglie accumulate nelle strade e le loro strane forme arrotolate...


muschi e funghi dalle forme e dai colori strani


le ombre che il sole può lasciare sui tronchi tagliati e gli anelli di accrescimento, che aiutano a sapere quanti anni aveva quella pianta, se è cresciuta in modo più o meno regolare.


quanto può essere rilassante perdersi nei propri pensieri ascoltando il suono dell'acqua di un torrente


o avventuroso provare a salire su un albero, anche se non si riesce ad andare proprio in alto


scoprire nuovi sentieri e strade in bicicletta, mettendosi alla prova con salite e lasciando andare i freni durante le discese


osservare le piante spontanee crescere ovunque, specie sui muretti a secco


divertirsi a costruire capanne nei boschi, meglio se in compagnia di altri bambini, e imparare la cooperazione, per trasportare tronchi pesanti


avere la possibilità di coccolare gli asini, scoprire il raglio (magari spaventandosi anche un po')... e aggiungo provare la meraviglia di infilare la mano nella bocca di un tenero vitello appena nato sentendo il calore del suo alito e, la delicatezza della sua lingua, non ancora ruvida, e percependo i denti che devono ancora spuntare che fanno quasi il solletico.


scoprire con meraviglia che anche le foglie posate sul ghiaccio, sollevate dolcemente, lasciano la traccia


godersi tramonti rosa dopo una giornata di pieno sole.

E voi, avete fatto pieno di cieli rosati, neve, ghiaccio, mare, canti di uccelli, silenzi, freddo, calore e bellezza?
Vi invito anche a scoprire le bellissime indicazioni di Sara Vincetti (qui) matita di Bambini e Natura e della rivista Bambini, che sta avviando un progetto interessantissimo per invitare a prendere tempo per migliorare la qualità della vita.

Un esempio? Questa bellissima mappa che ha realizzato tra le tante cose che ha fatto ultimamente, che invita a sognare e scrivere parole belle.

Copyright: Sara Vincetti e Monica Guerra, Bambini e Natura.

Insomma, se non l'avete ancora capito, vi consiglio di andare a curiosare sul sito o sulla pagina facebook di Bambini e Natura, dove troverete un sacco di indicazioni utili e partecipare se volete alle iniziative...
Buon Anno!


mercoledì 8 aprile 2015

Incontro LIA Milano sugli Alberi allo Spazio 121+


Maria e Lorella
Sabato 28 marzo alle 15.30 un ristretto ma appassionato gruppo LIA (Leggere insieme ancora) Milano si è riunito allo Spazio 121+, una bellissima Libreria Corraini, in via Savona 17/A. Per me era prima volta e sono arrivata carica di aspettative ed emozionata. E sono uscita ancora più carica di energie di quando sono entrata. Finalmente ho conosciuto Maria (Scaffale Basso), con cui ho avuto diversi scambi via facebook,

Lorella.
ritrovato con piacere Lorella (con cui a fasi alterne ci siamo incrociate, dal convegno "L'editoria per l'infanzia volta pagina. Riflessioni e domande sul futuro del libro per l'infanzia" organizzato nel 2012 per la prima edizione di Bookcity, di cui ho parlato sul blog dei Topipittori qui, alla quarta edizione del Digital Readers di Rozzano - ne ho parlato qui - fino alla mostra "Inventario tra le parole e le immagini di Emme edizioni 1966-1985" di cui hanno parlato Il Mondo di Cì, Murasaki No Nikki e Measachair), rivisto con entusiasmo Caterina (Il Mondo di Cì) e...

Virginia.
... conosciuto Virginia (la foodblogger del gruppo) ...
Marina.

... Marina, che gestisce con passione lo spazio 121+ (da cui ho scoperto anche da dove origina il nome... la libreria temporanea doveva durare 121 giorni ma ora - per fortuna - è diventata permanente!!) e Chiara, con cui ho scoperto di condividere la passione per l'illustrazione naturalistica (la sua botanica, la mia zoologica).


Maria, che coordina sin dagli esordi il gruppo LIA di Milano città (i resoconti degli incontri precedenti li trovate qui: lupi, nonni, streghe, silent book, arte), ha esposto le sue riflessioni sul tema, avendo trovato due filoni: quello dell'albero genitore (generatore, padre) e quello dell'albero come elemento di godimento estetico e pace. Per il primo ha portato come esempio "Chissà dove"  di Cristiana Valentini e Philip Giordano (Zoolibri), che racconta la storia di un piccolo seme che viene protetto dal grande albero finché non viene mangiato da un uccello. Ho visto che questo libro, ora uscito nella nuova edizione che riporta in copertina un cuore fustellato, è inserito nella bibliografia di Segni d'infanzia 2010


 Nell'albo "Nei guai" di Oliver Jeffers (Zoolibri) - qui la recensione di Libri e Marmellata - l'albero è invece un contenitore, che raccoglie ed è - come ha ricordato Virginia - l'elemento senza il quale non ci sarebbe il libro.



Ha poi presentato il suo libro preferito sugli alberi (e come non darle torto?): Petit arbre di Katsumi Komagata. Qui il suo fresco resoconto sul nostro incontro.
Chiara
Chiara ha portato “Palloncino rosso” di Kazuaki Yamoda, Miniedition (stesso autore de “Il pianeta che cambia”), per mostrare quanto siano belli gli alberi rappresentati che accompagnano la storia.
Ha anche mostrato “La bambina e il lupo”, illustrato da Chiara Carrer (Topipittori), spiegando come il rosso sia a suo modo un vero e proprio personaggio, che conferisce peso alle immagini (se ne è parlato a “Alle nove da Babar” quando il tema era proprio il “Rosso”), mentre ha spiegato come gli alberi appuntiti diano un voluto senso di inquietudine.
Infine, ha portato come terzo esempio “L'orso che non c'era” (Il Baleno edizioni), suscitando un'animata discussione. Maria ha infatti spiegato come abbia intravisto in questo albo una storia parallela a quella di Alice nel paese delle meraviglie (ne ha parlato qui).

Marina dal canto suo ha spiegato come il testo – l'autore è israeliano – sia molto particolare, forse in parte per la traduzione.

Virginia ha affrontato il tema alberi attraverso due filoni: quello dell'albero come fonte di vita (e ha portato l'esempio di “Saremo alberi” di Mauro Evangelista, di cui ho parlato qui (Artebambini), dove si trova l'albero che esprime personalità con un richiamo a Munari, e “L'albero alfabeto”, di Leo Lionni (Babalibri), dove le foglie richiamano gli uomini che si mettono insieme a creare una comunità.

Altro è il filone dell'albero come “espediente letterario”, come chiave di volta, come accade in “Nei guai” di Oliver Jeffers.

Ha anche presentato un silent book “Oltre l'albero” di Mandana Sadat (Artebambini) dove addirittura la vecchia, che sembra una strega, ha un po' le sembianze di un albero.
Un altro bellissimo silent book (che ho scoperto alla mostra IBBY dei libri senza parole di cui ho parlato qui) è “La casa sull'albero” di Marije Tolman e Ronald Tolman dove l'albero è casa, un posto accogliente.


Lorella ha presentato tre albi. Erbario di Emilie Vast

 
(dal canto suo Marina ha tirato fuori altri libri dell'illustratrice).




Nella foresta del bradipo di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud, Sophie Strady facendoci vedere come la deforestazione possa essere raccontata in modo immediato e poetico (Marina con il suo occhio esperto di libraia ci ha parlato della versione originale di Memo editions).

Presentandoci Jane, la volpe e io di Isabelle Arsenault e Fanny Britt (Mondadori), Lorella ha spiegato la funzione rigeneratrice del verde, che compare a un certo punto a “colorare” il grigiume delle pagine e ci ha raccontato come questo albo sia tra i finalisti al Bologna Book Award.


Caterina ha esordito spiegandoci che avrebbe proposto albi che sono piaciuti a lei e altri che sono molto amati da sua figlia.

Ha iniziato presentandoci la forma a soffietto – non a caso è nipote di un tipografo, buon sangue non mente! - di Concerto per alberi di Laetitia Devernay, (Terre di Mezzo): so già che se non riuscirò ad avere questa edizione, l'altra al confronto mi sembrerà sempre scialba. Marina ha raccontato quanti metri sia lunga (non ricordo, accipicchiolina!!).

Con Il bosco delle meraviglie di Hoda Haddadi e Ragusa (Terre di Mezzo) ha spiegato come questo albo sia a misura di bambino, anche per il linguaggio impiegato.


Family book di Todd Parr presenta un albero che accoglie tutti ed è un libro dal lessico semplice, perfetto per chi voglia approcciare l'inglese.

Caterina ha poi presentato velocemente Per fare un albero di Rodari, illustrato da Silvia Bonanni, che ricorda un po' le illustrazioni di Carle e Lionni, che fornisce una lettura multilivello perché presenta tante piccole cose con minuzia di particolari che si fanno osservare con cura.

Ci ha fatto anche scoprire un libro molto poetico, Un giardino sotto terra di Jo Seonkyeong (Jacka Book), che mostra un grande amore per i dettagli e la precisione. Racconta la storia di un signore che fa le pulizie in metropolitana e che ama fare con precisione il suo lavoro. La sua iniziale frustrazione per un cattivo odore che arriva di sotto, sarà il motore per una meravigliosa trasformazione di quel luogo, che da anonimo rende colorita la vita agli altri tanto da far cambiare umore. Il suo bosco sotterraneo cresce pian pian ed esce in superficie tanto da creare attenzione nei media. Albero quindi come metafora del cambiamento.

Caterina ha concluso con un altro albo molto interessante, che per illustrazioni richiama l'arte di Klimt, "La furia di Banshee" di Jean Francois Chabas e David Sala, in cui si racconta la storia di una piccola fata, che nella tradizione celtica scatena gli elementi, che alle sue spalle ha un albero che placa la sua furia. La foresta quindi la contiene, mentre il mare è un elemento che fa sfogare la sua ira. Un'ira così potente da scatenare marosi, tanto che i marinai, disperati, cercano di placarla. Alla fine si comprende che la sua ira era dovuta all'aver perso la sua bambola preferita.

Anna Per finire, eccomi con i miei libri,

alcuni già affrontati da Valeria (L'albero di Iela Mari e Saremo Alberi). Io ne ho parlato qui.

Mi sono concentrata su due albi che mi hanno particolarmente emozionata.
Per prima “L'albero e la bambina” di Arianna Papini (Fatatrac), in cui l'albero ha un desiderio particolare, quello di poter volare, di poter tornare seme per viaggiare e non rimanere ancorato alla terra "in un abbraccio perenne". L'albero è al tempo stesso "bellissimo e triste", perché anela a ritrovare la libertà. Ma lungo il suo cammino incontra una bambina, "Bella era, come il sole." con capelli "di grano", ma che ha difficoltà a parlare "le sue parole si fermavano a metà oppure iniziavano un po' dopo il normale". Ma di fronte a quell'essere così vecchio e maestoso gli rivolge una semplice domanda “Albero ma te sai volare come uccellini?” L'albero rimane incuriosito e scopre dalla bambina che si può fare tutto, si può volare sulle ali della fantasia. Un albo poetico e ricco, non a caso frutto del pensiero di un'autrice e illustratrice che amo e stimo tantissimo. Arianna Papini.

Poi ho presentato velocemente “L'uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono (Salani), nella versione consigliata da Chiara Carrer a un suo corso, che prevede anche un bellissimo film d'animazione di Frédéric Back (l'originale ha la voce di Philip Noiret, la versione italiana la voce di Toni Servillo), che ha preso anche un Premio Oscar per miglior film d'animazione (1988). Il libro ha venduto in Italia oltre 200mila copie. La storia dimostra quanto la costanza e la volontà delle persone – un po' come nel libro mostrato da Caterina – possano provocare un cambiamento positivo e impensabile. E' la storia di un pastore, semplice e modesto, ma curato ("notai che l'uomo era rasato di fresco, che tutti i suoi bottoni erano solidamente cuciti, che i suoi vestiti erano rammendati con la cura minuziosa che rende i rammendi invisibili") e dall'animo buono, che oltre la cinquantina decide di piantare ogni giorno un centinaio di ghiande, proseguendo in questa ostinata volontà per decenni, fino a trasformare completamente l'ambiente (prima arido ed esposto ai venti), rendendolo fecondo (l'acqua ritorna nel greto dei rivoli) e cambiando completamente la vita e l'umore delle persone. Insomma, volere è proprio potere.

Infine, ho mostrato alcune carte da gioco, acquistate anni orsono, che al posto di avere picche, cuori, fiori e, hanno ciascuna un albero diverso. In effetti, da noi manca la consuetudine tipica inglese per cui tutti sono ornitologi o appassionati di piante anche se non se ne occupano per lavoro. Come sarebbe bello avere una tale cultura naturalistica in Italia. Io ci spero ancora, perché solo in questo modo, attraverso la conoscenza, si può avere reale coscienza del pericolo che corre ogni giorno il nostro patrimonio naturalistico, animale e vegetale (basti pensare che l'Italia è uno degli hot spot, ovvero punti caldi della biodiversità e non lo sa quasi nessuno). Ma questa è un'altra storia... o un altro o altri post. (sono temi a me molto cari).


Saluti veloci, baci, arrivederci e... meravigliosi dolci preparati da Caterina (a sinistra) e  Valeria (a destra). Dimenticavo, Marina, grazie per il caffè!