domenica 10 agosto 2014

A tu per tu con la Mantide religiosa


Stamattina abbiamo avuto una bellissima sorpresa. Siamo in Toscana, in campagna, e il nonno ci ha portato una bellissima mantide religiosa. I bambini sono rimasti subito affascinati da questo insetto che ha due zampe raptatorie con cui cattura le sue prede. 

Marco ha subito osservato “sta mangiando qualcosa” mentre Andrea si è dato da fare per catturare qualche formica. 
Per un sacco di tempo la mantide è stata a pulirsi antenne e zampe.

Andrea ha chiesto“mangia anche i legni?” e Marco gli ha risposto “I legni li mangiano i picchi, forse...”. Gli ho spiegato che i picchi fanno i buchi nel legno, ma esistono insetti che fanno tante gallerie nel legno, come i tarli.

Andrea ogni tanto diceva “Mangiaaa” e Marco lo zittiva dicendo “Magari mangia nello stesso momento che mangiamo noi.” E ha aggiunto “Possiamo tenerla? Fino a stasera...”
Andrea “dopo che noi dormiamo” 
Marco “Le prepariamo un lettino. Mami, come fanno a dormire?”
E io ho dovuto ammettere “Non lo so”. 
Marco “Comunque le prepariamo un bastoncino con una piccola coperta, noo? Un bastoncino piccolo magari. Qualcuno può mangiarla lei?”
Io “Gli uccelli
Marco “Gli uccelli notturni?”
Io “Non so se la civetta mangia le mantidi
Marco “Allora dobbiamo costruirle una capanna, perché se la mangiano...Le costruiamo una capanna di legno tutta per lei, ce la facciamo entrare dentro e non si fa male. La attacchiamo con lo scotch così la mattina dopo le portiamo un sacco di formiche dentro la capanna, quando ha fame. D'accordo? Intanto ha il suo spuntino quala formica (lo scorso anno abbiamo visto una predazione di una formica da parte di una mantide, anche se non sono sicura che si trattasse della stessa specie) -
Andrea “Fermi tutti, ho sentito un uccello!”
Marco “Lo so però ci siamo noi adesso e gli uccellini hanno paura degli umani. Hai sentito la storia di Cipì? Cipì ha perso tanti amici perché c'erano delle trappole di granelli.
Adesso sta esplorando il legno. Non facciamola scappare!"
Io "Attenzione che non vada sulla frutta"
Marco “Forse mangia la frutta?”
Andrea “Ho fame di futtaaa
Marco “Io mi siedo”.
Mamma “Guarda che si sta pulendo gli occhi?
Marco “Lasciamola nelle sue pulizie
Mamma “Hai visto che ha un occhio scuro e uno chiaro?
Marco “La lasciamo qui tranquilla a fare quello che vuole, d'accordo?
Mamma “Ma lei andrà via
Marco “Ma noi la fermiamo. Le costruiamo una bella capannina
Mamma “Lo sai che gli animali selvatici vogliono andarsene
Marco “Lo so ma io voglio che resta con noi, almeno fino a stasera...Cerchiamo di tenerla fino a stasera? Mami, cos'è che ama fare di più?Hai detto che mangia gli insetti..Mmm allora, con cosa giocano? Cosa amano di più?
Mamma “Lo sai che non ti so rispondere? Non è che si sa molto delle abitudini degli insetti. E' difficile scoprirle. Già è difficile osservarli
Marco “Allora la lasciamo fare quello che vuole lei...” e rivolgendosi alla mantide “Comunque noi non ti vogliamo ammazzare, neanche la mamma, abbiamo organizzato tutte le cose per te, per non farti cadere...”.
….
Dopo un po' di osservazioni, decido di informarmi un po' sulle mantidi, sapendo che sul sito di FrancescoTomasinelli troverò molte risposte ai nostri quesiti. Ho conosciuto Francesco quando ha portato il suo book fotografico a Parchi e Riserve Naturali (una delle due riviste della casa editrice dove ho collaborato per alcuni anni come redattrice). Francesco è amante di tutte le creature bistrattate, come ragni, pipistrelli, serpenti e chi più ne ha più ne metta e ha scritto anche un libro su Mantidi e Insetti stecco. Scopro così che delle 2000 specie esistenti, le mantidi italiane sono solo 13, che la femmina si riconosce dal maschio per i segmenti addominali (6 al posto di 7/8) e che le mantidi possono essere allevate nutrendole con cavallete, grilli o mosche.


Io e Marco dedicidiamo così di catturarle qualche cavalletta. Con un po' di fortuna ci siamo riusciti abbastanza velocemente: abbiamo lasciato sotto un retino la cavalletta e la mantide e abbiamo aspettato. All'inizio il predatore sembrava indifferente, poi con uno scatto repentino delle sue due zampe raptatorie ha catturato la cavalletta e ha iniziato ad addentarla con le mascelle voraci. Ne ha succhiato tutte le interiora, poi ha abbandonato il cadavere, tornando a pulirsi il corpo.
Marco ha osservato con attenzione tutta la scena, mentre Andrea ha iniziato a chiedere “La facciamo uscire...ohh. Pecché, la vuoi fare tramortire? Ehi pecché mamma la fai mangiare a quella, alla cavalletta vedde (mantide)? Non deve mangiare quella!! Ma tu la vuoi fale mangiale? È un amico e tu la vuoi fale mangiare.."
e poi “Ma quando l'ha finita di mangiare? Ommai è motta...Povelina.”
E' difficile spiegare che i predatori per sopravvivere devono mangiare le prede. Ma forse a tre anni e mezzo è ancora presto. Ed è bello vedere questa sensibilità nei più piccoli, sperando che la mantengano a lungo.

PS La mantide l'abbiamo soprannominata Matilde, chissà che prima o poi non ne venga fuori una storia (una storia inventata da e con i bambini).













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