lunedì 25 agosto 2014

Dawkins e i bambini con sindrome di Down. Una riflessione.

 
La Settima Onda, mostra fotografica organizzata al Festival Occhiodibue, a Verolanuova, lo scorso settembre.


Sono rimasta molto colpita e amareggiata dalle parole di Richard Dawkins, lo scienziato britannico che a colpi di tweet ha dichiarato candidamente che è amorale mettere al mondo figli Down. Naturalmente le sue frasi hanno suscitato molto scalpore non solo tra i genitori di bambini e bambine Down (qui e qui le dichiarazioni di Rita Viotti e Martina Fuga, due mamme che conosco, che con grande coraggio affrontano ogni giorno, con caparbiertà e coraggio, la lotta a difesa dei diritti di chi ha la sindrome) ma anche tra anche di noi comuni mortali, o persone del calibro del medico e scrittore Alberto Pellai.

Devo dire che se all'Università la teoria di Dawkins del gene egoista mi aveva affascinata molto, una volta scoperto il pensiero di Stephen Jay Gould, ho capito che la sua visione era più simile a quella che una persona come me, con meno esperienza e meno cultura evoluzionistica, poteva avere. Mi chiedo allora cosa avrebbe ribattuto Gould ad affermazioni del genere. Visto che il dibattito tra i due era sempre molto acceso.
Comunque, tornando alle dichiarazioni, per me un conto è la selezione naturale, che opera su tutti gli esseri viventi e dunque anche sui feti umani con problemi o malformazioni (determinando gli aborti spontanei), un conto è la selezione che opera l'uomo con una scelta consapevole, qual è l'aborto, su un feto, anche sano. Non mi permetto di giudicare questa scelta, che spesso - ma non sempre - viene fatta in modo sofferto e consapevole e non oso pensare quale dolore e rimpianto porti con sé, e penso che ogni caso sia a sé (e che bisognerebbe trovarsi al posto di quella persona per capire cosa prova e quale scelta fare). Ma come ritengo giusto che uno possa scegliere di abortire e che possa farlo in ospedale – ricordando che c'è sempre la possibilità, se il feto è sano, di mettere al mondo un figlio e non riconoscerlo – ritengo che una madre - parlo di madri, soprattuto, visto che noi abbiamo l'onere e l'onore di portare avanti la gravidanza - sia libera di tenere un bambino che nasce già con un peso sulle spalle. Anzi, penso che ci voglia molto coraggio fare questa scelta, anche perché è una scelta che rivoluziona tutta la tua vita.

Proprio per questo trovo bello il messaggio del video Dear future mom realizzato da Coordown in cui bambini, bambine, ragazzi e ragazze con la sindrome rispondono a una mamma in attesa di un figlio Down. Raccontano quello che riescono a fare, come tutti, e che sono felici. E rendono felici i loro genitori. Ma anche questo video è stato oggetto di dibattito, come racconta Martina Fuga sul suo blog.

Vorrei concludere, segnando la terza edizione del concorso nazionale indetto dall'associazione Pinguini nel deserto "Tutti insieme, me compreso!", dedicato alle scuole di ogni ordine e grado sul tema della disabilità intellettiva. Spero davvero che ci sia una valanga di adesioni. Vi prego quindi di diffondere a vostra volta.

PS aggiornamento dalla pagina Facebook di Pinguini nel deserto del 26 agosto, leggo e riporto "Ed è arrivato anche il patrocinio del MIUR!! Così le scuole che aderiranno potranno farlo figurare nella programmazione del nuovo anno scolastico". ‪#‎unmipiacexogniscuola‬ ‪#‎tuttiinsiememecompreso‬

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