Visualizzazione post con etichetta disegni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disegni. Mostra tutti i post

venerdì 21 agosto 2026

Bruno Calvani: gli eredi della sua memoria

Bruno Calvani innanzi ai marmi del Partenone, Archivio Nico Lioce

Bruno Calvani, Pulcinella, acquaforte su carta.
Collezione privata Pietro Ungaro. Ph. MG. 


Prosegue l’approfondimento sull’artista Bruno Calvani, protagonista della mostra “Bruno Calvani. La luce sull’antico”, aperta fino al 30 settembre 2026 al Castello Angioino Aragonese di Mola di Bari (ne ho parlato qui con Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università del Salento e qui con mio padre Antonio Pisapia che mi ha cresciuta immersa nelle sue opere). 

Il racconto dell’artista passa anche attraverso le testimonianze di chi ne ha apprezzato l’arte fino a scegliere di diventare collezionista delle sue opere.

Oggi ascoltiamo tre voci diverse, quelle di chi ha contribuito in prima persona alla realizzazione dell’esposizione e che da tempo ne custodisce e tramanda la memoria attraverso le proprie collezioni: Pietro Ungaro, Nico Lioce e Orazio Lepore, che ringrazio immensamente per la disponibilità.


Pietro Ungaro

Ritratto di Carlo Carrà, 1950 gesso.
Collezione privata Pietro Ungaro 


Bruno Calvani, Grande testa, 1968, bronzo.
Collezione privata Pietro Ungaro. Ph. Luciano Redavid 



Quando e da dove è nato il suo grande interesse per Bruno Calvani?


Pietro Ungaro: La mia passione per Bruno Calvani risale ai primi anni in cui iniziai ad avvicinarmi all’arte. Ricordo ancora la figura di quest’uomo taciturno, spesso seduto nei pressi della buvette di Elvira: era lo scultore della “Doña Flor”. Erano i primi Anni Ottanta, e già allora quella presenza discreta ma intensa aveva acceso in me una curiosità particolare.


Quella curiosità si è trasformata in un interesse più profondo nella primavera del 2010, quando ho avuto il piacere di conoscere sua figlia Giuliana. Da quel momento si è riaccesa in me la volontà di approfondire davvero l’opera e il pensiero artistico di Calvani, intraprendendo un percorso di conoscenza più consapevole e strutturato.


Collezione privata Pietro Ungaro (non presente in mostra).


A quali pezzi è più affezionato e perché?

P. U.: È una domanda alla quale faccio sempre fatica a rispondere, perché ogni opera presente nella mia collezione è stata scelta con attenzione, cercata con pazienza e, soprattutto, vissuta. Ogni pezzo è legato a un ricordo, a un momento, a una storia.

Per la crescita della collezione è stato fondamentale il rapporto con Giuliana, alla quale ho sempre chiesto un parere: molte opere provengono proprio da lei. Anche dopo la sua scomparsa ho continuato la ricerca, riuscendo a individuare alcuni pezzi importanti, ma i ricordi più significativi restano legati al periodo in cui lavoravamo insieme. Se proprio devo individuare un legame più profondo, questo è con il percorso umano e culturale che ogni opera rappresenta, più che con un singolo pezzo.


Collezione privata Pietro Ungaro (non presente in mostra).


Ci parla del volume “Bruno Calvani percorsi d’arte”?

P. U.: La realizzazione del libro “Bruno Calvani percorsi d’arte”, curato nel 2012 insieme all’architetto Nico Lioce e a Giuliana Kreis Calvani, è stata un’esperienza intensa e profondamente coinvolgente. Si è trattato di un lavoro di ricerca lungo, appassionante e a tratti anche complesso. Giuliana, grazie alla sua straordinaria cultura artistica, era molto esigente: spesso il lavoro si fermava, si rimetteva in discussione, si rivedeva. Ma proprio questo rigore ha permesso di costruire un catalogo serio, rispettoso e completo. Il volume, interamente edito dalla farmacia Mangiolino della mia famiglia, rappresenta per me non solo un contributo culturale, ma anche un gesto di riconoscenza verso l’artista e verso Giuliana.


Locandina della presentazione del volume.
Si ringrazia Nico Lioce per lo scatto.

Il momento della sua presentazione è stato uno dei più emozionanti di tutto il percorso.

Nota di redazione: il libro pubblicato nel dicembre del 2012 (curato da Pietro Ungaro, Nico Lioce, con la supervisione della figlia Giuliana Kreis Calvani) è stato finanziato dalla Farmacia Mangiolino di Mola di Bari, stampato in edizione privata e fuori commercio. La monografia raccoglie scritti critici - tra cui un inedito di Renzo Modesti - e decine di immagini di sculture, dipinti e opere grafiche del maestro pugliese. 



giovedì 3 agosto 2017

Attività naturalistiche con i bambini

Stare in campagna offre un'opportunità unica per portare i bambini alla scoperta del mondo che li circonda. L'ideale è fare passeggiate al mattino presto o al tardo pomeriggio, quando il sole non è troppo caldo e gli animali sono già in piena attività. Lungo le stradine di campagna si possono osservare i nidi delle formiche indaffarate a trasportare le provviste all'interno.


Con grande stupore abbiamo visto non solo le operaie ma anche le formiche soldato. Non sono sicura ma forse potrebbe trattarsi di un nido di formicaleone (ma chiedo conferma agli amici entomologi).


In mezzo alle stoppie del grano mietuto si possono incontrare tantissimi insetti ortotteri della famiglia degli Acrididi, talmente mimetici da essere assolutamente invisibili.

Il mio piccolo #insettajones è abilissimo sia a individuarli sia a catturarli a mano libera.

Al Muse abbiamo comperato uno strumento per osservarli da vicino con le lenti. Come sempre il patto è che li prendiamo, li osserviamo, li teniamo per un po' e poi li liberiamo.

Ogni giorno la campagna riserva delle sorprese.

Stamattina al risveglio, sul terrazzo, Andrea ha trovato un bruco enorme: è molto colorato e ha una sorta di “pungiglione” , sull'undicesimo segmento presentano un cornetto arcuato e in molti casi si atteggiano a “Sfinge” da qui il nome della famiglia degli Sfingidi. (fonte: Gabriele Pozzi “Insetti d'Italia e d'Europa”, Editoriale Giorgio Mondadori). Non abbiamo ancora individuato a quale specie appartiene per capire di quali foglie si nutre.

La voglia di toccarlo, manipolarlo è grande: ma forse è anche il modo in cui la curiosità viene soddisfatta e forse da alcune domande ne nascono altre...


Uno degli scorsi pomeriggi è venuto invece a trovarci in giardino un riccio: è davvero strano incontrarlo di giorno e come potete immaginare ha destato l'entusiasmo dei bambini che hanno voluto prenderlo in mano e si sono accorti di quanto punge. 
 I bambini hanno osservato anche come si appallottola sparendo quasi tutto quando cerca di difendersi.

La mia amica Paola mi ha suggerito questo link (qui) per sapere cosa fare quando lo si incontra e se ha bisogno di aiuto (c'è il riferimento anche a un libro e a una pagina facebook).


In giro poi si trovano piccoli gechi, appena schiusi dall'uovo...


borre e penne di civette che hanno i loro posatoi nella carraia.


Lungo il sentiero terroso è bellissimo scoprire ogni giorno le impronte lasciate dagli uccelli. Di chi saranno? Un altro mistero da risolvere.

Se al mattino presto si sente il garrulo chiacchiericcio delle rondini che volano a pelo dell'erba pronte a catturare gli insetti, appena il sole si fa alto il frinire delle cicale è incessante, ogni tanto con l'intercalare del suono monotono delle tortore dal collare orientale. La sera invece, oltre a sentire ogni tanto il canto della civetta, abbiamo iniziato a sentire quello molto più strano e misterioso dell'assiolo (ho dovuto chiedere ai miei amici ornitologi per scoprire a chi appartenesse).

Quando la canicola incombe e non c'è un alito di vento, si può stare rintanati a disegnare insetti e osservare libri per scoprire qualcosa in più sul meraviglioso mondo naturale.


Anche voi siete curiosi e andate in giro con i vostri bambini o le vostre bambine? Quali esperienze avete da raccontare?

lunedì 12 maggio 2014

Festa della mamma




Con voce un po' indispettita stamattina dico ai bambini che nessuno si è ricordato della festa della mamma. Subito Andrea smette di fare quel che stava facendo e mi chiede un foglio e dei pennarelli e si mette a scarabocchiare. Poco dopo arriva tutto felice da me dicendo "Ecco il tuo regalo"
Che cos'è? gli chiedo "Un elefante".

Marco nulla. Lascio passare la giornata e glielo ricordo dicendogli che ci terrei anche solo a un bacio o a un disegno. Dopo mangiato anche lui mi chiede un foglio e i pennarelli e si mette a creare.

 #marcopensiero "Mamma, apri il biglietto, dentro c'è un regalo d'amore."

 #marcodisegno "Mamma, fammi vedere come sei vestita. Vabbè ti disegno in pigiama. Anch'io mi sono disegnato in pigiama. Ti faccio tutta rossa."

#marcodisegno "Mamma, tu hai gli occhi verdi, vero?"

#marcodisegno "Mamma finisci tu il disegno."
 
#marcopensiero Mamma "Marco hai finito?"
Marco "no, perché le cose belle si fanno con dolcezza."


Alla fine il mio cucciolo arriva con un sacchetto con dentro un disegno (su entrambe le facciate), un bigliettino in cui è avvolto un cuoricino di carta, tantissimi altri cuoricini argentati e una figurina ("visto che a te piacciono tanto gli animali, ti metto un po' di natura").
E così ho festeggiato nel modo migliore la festa della mamma.

E a voi, com'è andata?