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venerdì 3 novembre 2017

"I miei bambini hanno i superpoteri" di Carlotta Jesi, Sperling & Kupfer

"Questo libro è nato sbirciando i miei figli dallo specchietto retrovisore, 
un pomeriggio come tanti, bloccati nel traffico di Milano 
mentre giochiamo ai "dislessici famosi". 
Meglio se premi Nobel, che rafforza l'autostima"



Sono 350mila i bambini che soffrono di disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia): "I miei bambini hanno i superpoteri" (qui) di Carlotta Jesi, edito da Sperling & Kupfer è dedicato in qualche modo a loro, ai loro genitori, perché forse non sentirsi soli è il primo modo per affrontare un problema così delicato che stravolge gli equilibri di un'intera famiglia. Con un linguaggio semplice ma appassionato, pieno di emozioni e "chiaroscuri", Carlotta Jesi riesce a raccontarci come siano riusciti a "imparare e a riconoscere e a usare i superpoteri che la dislessia si porta appresso: immaginazione, intuito e creatività". Sì, perché i bambini che hanno queste difficoltà a scuola nascondono un vero e proprio potenziale che deve essere solo scoperto e valorizzato. Non c'è nulla quindi di "sbagliato", solo un modo diverso di vedere il mondo. Una grande sensibilità che se non compresa fa rimanere nel bozzolo, rinchiudere in se stessi pensando di essere inadeguati. Il che non è affatto vero.

Questa consapevolezza è un prezioso traguardo, frutto di un percorso molto lungo, pieno di ostacoli quotidiani, ansie, mortificazioni, senso di inadeguatezza che si sono risolti pian piano grazie a una grande determinazione e a un cambio di prospettive.

Perché mi è piaciuto questo libro? Perché è molto intenso e appassionato, privo di sentimentalismi, con grande lucidità ci mette subito di fronte alle difficoltà e con grande empatia ci fa vivere le angosce e le riflessioni che hanno portato a vedere la luce in fondo al tunnel. Carlotta Jesi non ci nasconde la forte frustrazione che l'ha accompagnata nel momento in cui, insieme al marito, si è resa conto di avere due figli in difficoltà: perché in gioco non è solo quello che provano i bambini ma anche il senso di "non sentirsi all'altezza" come madre, la disillusione di non sapere come aiutare. Lo sforzo di fare un passo indietro per non giudicare secondo le proprie aspettative e subire i giudizi altrui, per lasciare spazio all'ascolto. Non ci nasconde la complessità delle scelte: cercare la strada "facile" prospettata a scuola (che si rivela impreparata ad accogliere chi ha tempi e modi diversi dalla maggior parte degli alunni) o seguire l'istinto e il cammino "più tortuoso" dell'apprendimento personale indicato da una specialista, disseminato da iniezioni di fiducia e piccole assunzioni di responsabilità.

Una madre che ci parla di figli che hanno bisogno di essere guardati con stupore e meraviglia, per quello che sono. Figli che ci insegnano ogni giorno qualcosa, attraverso le risorse che tirano fuori per "cavarsela da soli". Figli che hanno bisogno di crearsi anticorpi, riempirsi di orgoglio e diventare autonomi in modo creativo, per non sentirsi come "un pezzo di corda buttato per terra".
Non nascondo di essermi commossa a leggerlo. Perché anche se i miei figli non soffrono (almeno per ora) di disturbi specifici dell'apprendimento, penso che sia importante riflettere su quanto conti lo sguardo e la fiducia che riponiamo nei nostri piccoli, qualsiasi sia la sfida quotidiana da affrontare. E so quanto sia difficile passare dalla teoria alla pratica. Quindi, anche per questo, ringrazio Carlotta per aver scritto questo libro.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro, ideato da Paola Miseti, HomeMadeMamma (qui).

venerdì 18 marzo 2016

Storia di goccia e fiocco, Il Castoro editore

Mamma: ma non ti aveva fatto una corona Greta?
Andrea: sì, è una corona di fiocco di neve, 

è per quello che mi è venuto in mente di fare oggi Fiocco e Goccia. 
Magari domani faccio una corona da goccia, così ne ho una di goccia e una di fiocco.
Mamma: alllora potresti fare tu i laboratori al posto mio...
Andrea: Ma io sono piccolo... e timido. Magali pozzo fale il tuo assistente?

Quando un libro "Stora di Goccia e Fiocco", scritto da Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti poeticamente illustrato da Simona Mulazzani, Edito da Il Castoro, entra nel cuore di un bambino, che ogni sera ti chiede di leggerlo e rileggerlo ancora... (meno male che lo abbiamo scoperto nella biblioteca Sant'Ambrogio a Milano!!), ecco che a scuola scocca la magia. Le educatrici - meravigliose! - invitano i bambini a comporre immagini con la carta: Andrea ha creato Goccia e Fiocco. Sono emozionata!

Il libro è, a parer mio, molto interessante per diversi motivi. Come mi dice sempre Andrea, cinque anni e furbizia all'ennesima potenza "ti ho fegato: pecché non è un libro solo sono duee!". Infatti, questo è un libro che esplora due punti di vista: quello di una goccia d'inchiostro e quello di un fiocco di neve. Lei, nera e panciuta anche se a forma di lacrima, lui bianco - candido come la neve di cui fa parte - arzigogolato e meraviglioso.
La storia si può leggere come si vuole: prima da un verso, quello di Goccia, ad esempio, poi, voltando fisiacamente il libro, dall'altro verso quello di Fiocco.

La cosa meravigliosa è che le due storie si intrecciano e anche a livello figurativo si hanno due punti di vista (la stessa immagine vista da un lato e dall'altro, che aiuta molto il bambino a osservare le inquadrature da angolazioni diverse).

Goccia
Partendo da Goccia...è una "semplice" goccia d'inchiostro che aspetta con tanta smania di comparire in una delle illustrazioni. Ce ne sono tante...
Ma mentre Goccia immagina sognando a occhi aperti, un vento birichino apre all'improvviso la finestra, facendo volteggiare i disegni in una bellissima danza. Le passano vicini "come tanti sogni" e lei pensa (naturalmente il pensiero è a macchia d'inchiostro!) che vorrebbe camminare tra i fiori (e i bambini scoprono di cosa si tratta), correre in posti misteriosi....

finché la boccetta che la contiene la fa scivolare proprio via dalla finestra (il gatto di casa, prima placidamente accoccolato si accorge e osserva la scena quasi ipnotizzato) e lei si dispera a tal punto che sembra una lacrima.
Poi lo incontra... e la magia ha inizio.


Fiocco
Fiocco è in viaggio sopra una città trasportato da nuvole d'argento e non vede l'ora di buttarsi giù - proprio come un paracadutista - ma non è ancora il momento. E mentre viaggia sopra la città, osservando dall'alto i tetti delle case colorate e i comignoli pieni di fumo, scivola e sogna... sogna di posarsi in un canale per proseguire il suo viaggio in acqua, sogna di confondersi tra gli animali di un circo, sogna di giocare con i bambini, usciti all'aperto per godersi la neve.

E invece, il soffio di un illustratore dalle gote rosse, appena uscito dalla panetteria, lo riporta inalto, proprio quando aveva deciso di posarsi sul vetro di quella vetrina piena di pane e colori.
Risale in alto e là la incontra. Ed è ancora magia.

Provate a sfogliarlo e risfogliarlo con i vostri bambini e ditemi cosa ne pensate. Mi piacerebbe tanto saperlo. Io devo dire che ho imparato a gustarmelo pian piano, non è un libro che di primo acchito può far innamorare, mci vuole tempo per trovare tutti i dettagli della storia. Poi una volta amato, non ci lascia più.

Con questo post partecipo alla bella iniziativa di HomeMadeMamma del Venerdì del libro.

venerdì 15 gennaio 2016

"Un giorno, senza un perché" di Davide Calì e Monica Barengo


Ci sono libri che ti prendono e non ti lasciano andare. Con "Un giorno senza perché" di Davide Calì e Monica Barengo (Kite edizioni) è stato così. Amore a prima vista.

Sarà perché le immagini sono potenti e poetiche al tempo stesso, con un gusto "retrò" che immerge la storia in una dimensione atemporale. Sarà perché il protagonista è accompagnato da un dolce bassotto, femmina, che segue il protagonista in modo partecipe e affettuoso, con uno sguardo innamorato e incondizionato, che solo i nostri amici a quattro zampe sono capaci di mostrare al loro padrone. Sarà perché i miei due bambini sono rimasti a bocca aperta ad ascoltare la storia fino in fondo, senza fiatare. Anche loro stupiti, estasiati.

Quando un libro è bello, è per ogni età. E si capisce sin dalla prima lettura.


Ma veniamo alla storia, semplice ma appassionante. Il protagonista di cui non sappiamo il nome, un "fantomatico" signor I, si ritrova dietro la schiena due ali. Sono ali piccole, aggraziate, trasparenti come quelle di una libellula. Lui ci guarda con un'espressione quasi maliziosa e consapevole al tempo stesso. Non ha l'aria preoccupata o stupita. Ci guarda mentre sorseggia il caffè.
Nonostante questo fa le indagini del caso, come andare dal dottore o chiamare la madre. Si sa, quando c'è da chiedere un consiglio ci si rivolge sempre ai genitori che sono i nostri primi confidenti, specie se si è soli.
Non mi dilungo troppo sulla bellezza delle immagini che ripropongono il vecchio telefono in cui bisognava infilare il dito in ogni numero e ruotare a destra fino in basso (telefono che i nostri bimbi non hanno mai visto se non forse in qualche casa di campagna o dai nonni, purtroppo sono stati spariti dalla circolazione).

Naturalmente ognuno fornisce le sue spiegazioni (come succede sempre quando si parla con i vicini di casa) o vuole aiutarlo a suo modo... Certo, anche in ufficio non è ben visto.

Ma ecco la svolta. La persona che gli da finalmente il consiglio giusto e gli apre un mondo di possibilità: "L'uomo saggio disse che tutte le cose hanno un perché". In effetti, quando c'è qualcosa che stravolge la nostra vita c'è sempre una spiegazione. E a volte il corpo comunica quando la testa vuole andare per la sua strada...



Ora sta a lui cercare di capire il perché. E continua a chiedere in giro... per esempio al negoziante che vende le cravatte. Ho inserito questa illustrazione perché la trovo molto poetica e interessante. Primo per lo sguardo malizioso che ci lancia ancora una volta il protagonista con la coda dell'occhio, secondo perché sa scegliere con la sua testa e, guarda caso, sceglie proprio la cravatta con i cagnolini disegnati e il suo bassotto semba approvare, scodinzolando felice.

L'"uomo dei palloncini disse soltanto "Ehi belle quelle ali". Chissà se per quel complimento o perché si sente più leggero con i palloncini colorati il signor I. sembra quasi alzarsi in volo mentre pedala felice con aria beata e gli occhi chiusi, e anche il bassotto si protende verso l'alto a gustarsi il momento (e, non so perché, mi ricorda tanto l'immagine di E.T. quando scappa con il bambino in bicicletta e volano in cielo).

Poi tutto diventa chiaro.
Succede al parco, il cane corre e qualcuno riporta al padrone, al signor I. la palla.

Di solito non metto il finale, ma questo è talmente poetico e "alla Chagall" che non potevo proprio evitarlo!
Che dire, se non che vi consiglio caldamente di leggerlo, perché scalda il cuore. Qui trovate il booktrailer (che potete anche scaricare).

Con questo post, finalmente - dopo una pausa infinita - partecipo al Venerdì del Libro ideato da Paola Miseti, alias HomeMadeMamma, il cui link trovate qui.

venerdì 12 giugno 2015

Le edizioni Emme di Rosellina Archinto alla Biblioteca di Melegnano


Rimarrà aperta fino al 20 giugno la mostra "La Emme Edizioni di Rosellina Archinto - vent'anni di successi in mostra (1966-1985)" (#mostraemme), per celebrare (come del resto la mostra "Inventario tra le parole e le immagini di Emme edizioni di Rosellina Archinto  1966-1985", in giro anch'essa per l'Italia, l'ultima tappa è stata Pistoia dopo Palazzo Reale a Milano, ne hanno parlato qui qui qui qui qui qui) una casa editrice con proposte per bambini coraggiose e inedite, come dice la presentazione "capace di stupire e precorrere i tempi sia per la sperimentazione grafica sia per gli autori presenti nel catalogo".

La mostra nasce in collegamento al libro "La casa delle Meraviglie" a cura di Loredana Farina e Alessandra Mastrangelo, edito da Topipittori (qui e qui alcuni approfondimenti), che vuole "ripercorrere le tappe di un'impresa professionale e umana singolare ed entusiasmante".


Ecco alcune proposte della Biblioteca di Melegnano (qui il post della caccia al tesoro a cui abbiamo partecipato e che ha celebrato anche i 15 anni di Babalibri, che ripropone alcuni titoli interessanti della Emme di Rosellina Archinto) a cui partecipare.

Tutte le proposte animate e i laboratori sono gratuiti, ma essendo a numero chiuso, è necessaria la prenotazione: melegnanobiblioteca@gmail.com e tel. 02 98230653).

Sabato 13 giugno
10.30 Da lontano sembra... laboratorio artistico con l'illustratrice Alice Beniero. Facendosi ispirare dal libro di Bruno Munari "Da lontano era un'isola" i bambini (età: 5-10 anni) creeranno un paesaggio reale o inventato.
14.30 A ogni naso il suo vaso, sempre l'illustratrice Alice Beniero creerà con i bambini (6-10 anni) composizioni floreali a partire dal libro di Munari "Un fiore con amore".

Giovedì 18 giugno

17.00 Le avventure di Babar lettura animata per bambini (6-10 anni) ispirata all'elefantino di Jean Brunhoff, con la partecipazione di Adriana Milani di Teatrodipietra Onlus.

Venerdì 19 giugno
10.30 Mai contenti lettura animata a partire dal libro di Bruno Munari, per bambini fino a 3 anni.

Sabato 20 giugno
10.30 e alle 14.30 Alfabeto disegnato- Delaunay Lab laboratorio con l'illustratrice Francesca Zoboli, ispirandosi al libro "Alfabeto" dell'artista Sonia Delaunay. Per bambini da 6 a 10 anni.
21.30 La notte della Emme. Una notte in biblioteca con i libri della Emme da tenere con sé nel sacco a pelo. Per bambini da 8 a 10 anni. I più piccoli potranno partecipare se accompagnati da un genitore.

Oltre agli incontri programmati, spero di farvi capire perché dovete fare un salto alla mostra. E lo farò con il mio solito modo, quello del fotoracconto....  La mostra presenta un centinaio di titoli (tra gli 800 pubblicati dalla casa editrice).



Grazie a Franco Fornaroli che si è prestato sia a far indossare tutti i costumi ai miei bimbi sia a posare lui stesso.


I costumi provengono dalla Biblioteca di Carpi che li ha ideati e creati. Una galleria dei personaggi e travestimenti. Come racconta Franco Fornaroli "scelgo un personaggio, qui c'è la storia ma anche il travestimento. Le sedie tematizzate sono spettacolari: lo scopo è lo leggiamo qua".

 si può trasformarsi in chiocciola...

si può diventare Babar...

si può diventare una coccinella... non arrabbiata, ma provando a volare :)


si può diventare Peter Coniglio anche mischiando i personaggi...

 diventare Max e sedersi sulla sedia del Paese dei mostri Selvaggi...


 oppure trasformarsi nel topolino Federico di Leo Lionni...
il divertimento è assicurato e non solo per i bambini...



La biblioteca ha a disposizione anche una riproduzione di carte tratte dal libro "Palloncino rosso" di Iela Mari, che diventa una sorta di gioco.

Insomma, vale proprio la pena fare un salto, perlomeno alla mostra.
Questi gli orari della Biblioteca di Melegnano: lunedì (chiusa), martedì (14.30-18.30), mercoledì-sabato (10-12.30 / 14.30-18.30).

Con questo post partecipo all'iniziativa di HomeMadeMamma del Venerdì del libro.