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martedì 25 novembre 2025

Quando l'Oceano si scalda: coralli, clima e la voce di Emilia Fulgido


Da sinistra, Sara Rubeis ed Emilia Fulgido a Scrittorincittà




Lo scorso 16 novembre a Cuneo, nell'ambito di Scrittorincittà, ho avuto modo di conoscere Emilia Fulgido (qui e qui), autrice di "Cronache dal Mediterraneo. Storie biodiverse sotto le onde del mare" (qui) e "Foreste coralline" (qui), entrambi editi da Editoriale Scienza, libri che ha presentato a una ricca platea di bambini e adulti durante l'incontro "Il mare sopra di noi" che si è tenuto al Rondò dei Talenti.


Laureata in Biologia Marina presso l’Università di Ancona, Emilia si è specializzata nello sviluppo sostenibile degli ambienti marini fragili presso il distaccamento dell’Università di Milano-Bicocca alle Maldive, appassionandosi a uno stile di vita sempre più rigenerativo. Profonda amante della Natura sin da piccola, ha maturato nel corso del tempo molti interessi; il suo approccio aperto e curioso verso tutto quello che la circonda la vede attualmente esplorare una visione più olistica della conservazione ambientale, non solo basata sulla scienza e l’educazione, ma anche attraverso la consapevolezza dei legami profondi esistenti tra l’uomo e le altre forme di vita.



Questa curiosità e questa attenzione alla Vita lo si percepisce anche solo scambiando quattro parole e per questo ne ho approfittato per intervistarla. 

Indice del libro Cronache dal Mediterraneo



Indice del libro Foreste coralline




Come hai iniziato ad avvicinarti a questo mondo?

E.F: Da biologa marina, sono molti gli argomenti a cui ci si può appassionare. Io ho sempre fatto divulgazione su temi attuali quali lo sfruttamento delle risorse ittiche, specie aliene, inquinamento… ma una volta che i miei occhi hanno visto la magia delle barriere coralline ed anche come avviene un evento di sbiancamento, qualcosa dentro di me mi ha segnato. Tutto questo per me non doveva passare in sordina solo perché non tutti hanno la possibilità di visitare questi posti o mettere la testa sott’acqua. Così il Master con l’Università di Milano Bicocca che mi ha permesso di studiare su un’isoletta nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, ha segnato questo capitolo della mia vita finendo anche per essere l’ecosistema che più mi rappresenta e per cui lo sento mio!




Guardando con attenzione i due libri scritti per Editoriale Scienza, si percepisce l'impronta di una persona estremamente divulgativa con una narrazione allo stesso tempo tecnica (e precisa) ma semplice e scorrevole, con parole scientifiche spiegate sia a parole sia tramite le illustrazioni!
Ricordo che i coralli, a dispetto di quello che si può pensare, sono animali molto particolari, invertebrati molto "semplici", che riescono a creare un ecosistema unico grazie alla simbiosi con alcune alghe e al fatto di creare colonie... ma nel libro è spiegato tutto benissimo...

Perché hai sentito di dover scrivere questo libro?
“Foreste coralline”, illustrato dalla mia amica Alessandra Benigno ed edito da Editoriale Scienza, è il frutto della mia esperienza professionale alle Maldive, Paese che è stato la mia seconda casa e che mi ha permesso di vivere sulla mia pelle i suoi profondi cambiamenti nel corso di un decennio… basta pensare che il 99% del suo “suolo” è sommerso e che ci sono più barriere coralline di isole abitate. Ambienti così fragili ci aiutano a capire le conseguenze di una società malata di consumismo e non solo, in cui dovremmo fermarci a pensare sull’effetto delle azioni che compiamo ogni giorno, ignari di quanto questo possa significare su un più lungo periodo.
Tornando in Italia ho sentito il desiderio di far conoscere quel mondo così “lontano” e ambita meta turistica - così come Caraibi, Grande Barriera corallina, Mar Rosso – e proseguire la mia attività di sensibilizzazione di questo meraviglioso ecosistema
.

Qual è l'unicità di questo ecosistema e perché occorre proteggerlo?

Ci sono tantissimi motivi per cui le barriere coralline devono essere protette, al di là del semplice fatto che sono una meraviglia della natura con tutti i suoi colori e tutte le sue forme… Pensa che su tutta la superficie dell’Oceano, circa 2/3 del Pianeta, queste rappresentano solo lo 0,01%, e che in questa piccolissima percentuale si trova circa il 25% di tutte le specie marine, animali e vegetali, finora scoperte. È ciò che più tecnicamente chiamamo diversità biologica o biodiversità e permette agli ecosistemi di essere sani e resilienti e quindi funzionare molto bene. In più garantiscono una fonte di proteine grazie alla piccola pesca alle comunità locali, e una protezione fisica del litorale in caso di tempeste e tsunami, giusto per dare qualche esempio.

Come proteggerlo, dunque? Segui sempre buone pratiche ecologiche sia al mare sia a casa… e diffondi il più possibile ciò che hai imparato sull’argomento con amici e anche in famiglia!

Sicuramente la lettura del libro "Foreste coralline", abbordabile a bambini di 8 anni e, con l'aiuto di un adulto - a mio avviso - anche a bambini/e di 6 anni, può accendere la curiosità di scoprire questo mondo che, essendo sommerso, è più difficile da conoscere ed esplorare...

Volevi approfittare di questo spazio anche per lanciare un messaggio profondo, che ti sta particolarmente a cuore: cosa sta succedendo alle Barriere coralline?

Sì. Usciamo dal più devastante sbiancamento di massa delle barriere coralline della storia, registrato all’inizio del 2023. 

Ricordiamo che lo sbiancamento è un fenomeno causato principalmente dall'aumento della temperatura dell'acqua marina, che porta i coralli a espellere le alghe simbiotiche che vivono nei loro tessuti e che li "colorano". Questo processo priva i coralli di una fonte di nutrimento e li rende vulnerabili, potendo portare alla loro morte se le condizioni di stress persistono.

Il mese di novembre è anche dedicato alla campagna di sensibilizzazione proprio sulla scomparsa di questi meravigliosi ecosistemi e non posso fare a meno di parlarne soprattutto grazie al libro “Foreste coralline”. 
Recentemente inoltre, il mese scorso, è stato rilasciato un report scientifico, risultato di anni di ricerca, in cui si conferma che le barriere coralline purtroppo stanno scomparendo a un ritmo senza precedenti a causa dell’aumento delle temperature, con il rischio di non poter più controllarne il declino. Questo è solo il primo domino di una serie di fenomeni che si innescheranno a cascata secondo le previsioni dei ricercatori nell’ambito del cambiamento climatico.

Si è da poco conclusa la Cop 30: a tuo avviso cosa 
è accaduto di positivo per i mari e in generale?

La COP30 si è riunita con l’intento di ottimizzare le strategie di controllo del cambiamento climatico e mantenere l’aumento delle temperature sotto l’1,5°C, come inizialmente concordato per l’accordo di Parigi ( il trattato internazionale del 2015 che impegna i Paesi a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C, per altre info qui). Risultato? Sembra che non ci siano soluzioni decisive sulla scomparsa dell’uso dei combustibili fossili, una delle cause principali dell’emissione dei gas a effetto serra e, quindi, del surriscaldamento climatico. 

Questo non deve scoraggiarci. Non ci sono ancora decisioni definitive e bisogna mantenere attiva la pressione per un cambio decisivo.
PS: Una buona notizia è che sono state riconosciute nuove terre ai popoli indigeni dell’Amazzonia.

Sicuramente la conoscenza di un patrimonio unico al mondo può portarci a comprenderne l'importanza. I libri possono essere un primo passo per appassionarsi a questo ecosistema meraviglioso e delicato, che è in declino per colpa nostra. Grazie Emilia per averci avvicinato un po' di più a questo mondo che ti ha appassionato e grazie per la tua disponibilità. E ora... tutti in biblioteca o in libreria a scovare il libro e leggerlo! Aspettando di incontrare dal vivo Emilia.






sabato 22 aprile 2023

"L'incredibile plantoide e i superpoteri del regno vegetale" e "Piccolo seme": due libri di Editoriale Scienza per la Giornata Mondiale della Terra alla Biblioteca di Corbetta

 

In occasione della Giornata Mondiale della Terra - che si celebra il 22 aprile - per un laboratorio presso la Biblioteca Comunale di Corbetta (qui) abbiamo scelto due nuovi libri pubblicati da Editoriale Scienza: "L'incredibile plantoide e i superpoteri del regno vegetale" di Chiara Valentina Segré e Barbara Mazzolai con illustrazioni di Veronica Carratello e l'albo "Piccolo Seme" di Hector Dexet.

Un modo per comprendere quanto la celebrazione della vita sulla Terra vada fatta in parallelo con la scoperta del mondo delle piante, ancora poco conosciute nonostante gli incredibili benefici che portano all'Uomo e all'intero Pianeta. Senza dimenticarsi, in primo luogo, che la vita non avrebbe avuto origine senza la scoperta della fotosintesi, meccanismo speciale che consente da un lato agli organismi vegetali di essere autonomi (ovvero autotrofi, nutrirsi da soli) perché producono zucchero, dall'altro di sviluppare ossigeno senza il quale la nostra Atmosfera non sarebbe stata vivibile.

In effetti entrambi i libri, a modo loro, cercando di valorizzare questi esseri preziosi davvero speciali.

 

"L'incredibile plantoide e i superpoteri del regno vegetale" (qui) di Chiara Valentina Segré e Barbara Mazzolai si rivolge a bambini del secondo ciclo della primaria, ma lo trovo adattissimo anche per chi è all'inizio della scuola secondaria di primo grado con una storia di tre ragazzini nerd che compiono un'avventura in uno spazio che nulla ha da togliere ai romanzi di fantascienza. Nonostante l'autrice abbia inventato la storia quello che racconta all'interno con il contributo della scienziata Barbara Mazzolai è assolutamente vero. Questa è la bellezza di questo libro. Coniugare curiosità e sapere grazie a una storia avventurosa. In effetti, la vita della Terra e l'evoluzione delle piante, le loro numerose strategie per crescere, difendersi, diffondersi, non è altro che una storia molto affascinante, spesso poco nota.






 

In particolare questa storia è ambientata in un luogo che esiste davvero: si tratta dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (PI), dove è stato costruito un vero e proprio plantoide - uno dei primi robot pianta mai costruiti - che cerca di imitare alcune caratteristiche delle piante. Inoltre vengono effettuate ricerche in diversi ambiti per sfruttare le proprietà delle piante per una "robotica bioispirata".

Un viaggio affascinante, quello nel libro, che ripropone le tappe con cui l'uomo ha iniziato a "copiare" le caratteristiche del mondo vegetale e animale attraverso una disciplina che si chiama "biomimetica" (coniata nel 1969 dallo scienziato americano Otto Schmith). L'ispirazione viene dalle specie più incredibili presenti sul nostro Pianeta che si sono adattate a situazioni particolari, come vivere nel deserto o galleggiare sull'acqua. Allo stesso tempo attraverso questo racconto vengono anche spiegate con dovizia le diverse parti che compongono le piante collegandole a curiosità.

Scoprirete dunque come è nato il velcro, come fa il fiore di loto a rimanere così pulito nell'acqua e come mai Joseph Paxton si è ispirato a una pianta acquatica (nifea) per costruire il Crystal Palace di Londra.

Non voglio raccontare di più, ma consiglio vivamente questo libro a tutte le persone curiose che vogliono scoprire il meraviglioso mondo strategico delle piante e un istituto prezioso tutto italiano.

 


"Piccolo Seme" (qui) di Hector Dexet è un albo cartonato dedicato ai più piccoli (ma non solo) che racconta in modo circolare la storia di un seme di girasole dal suo distacco dalla pianta madre fino alla sua evoluzione in una pianta fatta e finita. Il tutto è un viaggio attraverso illustrazioni minuziose con tantissimi dettagli da esplorare, fustelle da aprire per immergersi nel mondo di un piccolo essere che in sé ha la totipotenzialità di una pianta. L'albo presenta anche un gioco di buchi per incuriosire i piccoli lettori e svelare man mano i diversi luoghi e tempi in cui si trova il Piccolo Seme.

giovedì 10 giugno 2021

Letture Amene, festival ad Ameno, 26 e 27 giugno



Con grande piacere annuncio un progetto che sto curando da diverso tempo con Susi Soncin, grande amica e grande professionista e ringrazio di cuore Paola Giroldini, di Dragolago, che ci ha messo a lavorare insieme, dandoci questa opportunità (piacevole per entrambe, data la nostra complementarietà), per ideare un Festival su due temi che ci stanno a cuore: gli albi illustrati e la Natura. Entrambi sono nutrimento non solo per la testa, ma anche per il corpo e l’anima, che spesso, nelle nostre vite frettolose, dimentichiamo di avere. In questo periodo difficile, riuscire a immergersi nella Natura, non giudicante, e godere della bellezza dei luoghi, delle immagini e delle parole, è un grande dono che possiamo offrire alle famiglie. Speriamo con questa prima edizione di aver messo a dimora un semino e di poter vederlo germinare e crescere.
 
Foto di Paolo Viglione.

Veniamo dunque a questa prima edizione, pensata per le famiglie e per i bambini, e che vedrà anche la presenza di una madrina, Emanuela Bussolati, che si adopera da tempo sia per ascoltare i più piccoli e trovare un modo perché la relazione con gli adulti sia sempre più feconda, sia per far scoprire le bellezze della natura.
Di lei hanno scritto 
"Seguire la mano di un narratore è come seguire un filo nascosto; la figurinaia si muove nel cammino della parola, sa cogliere una noce e nell'aprirla rivelare mondi, trovare magie al posto di gherigli. Emanuela Bussolati può essere raccontata solo così, come una narratrice, sia quando la mano disegna nell'aria il racconto che la voce sta costruendo sia quando si posa a rendere sul foglio l'architettura del pensiero. Le sue illustrazioni, dalle Ballate delle fiabe ai Piripù, al teatro delle ombre, sono l’alto risultato di una ricerca della chiarezza nella comunicazione, di semplicità del segno, di una modalità di portare il segno ad essere coinvolgente. E' la traccia di un pensiero sullo spazio-gioco della pagina, parte integrante di un libro pensato come progetto, parola sempre più preziosa, di un atto che va oltre il percorso finora tracciato. La sua arte è in fondo l’azione meravigliata di testa, cuore e mano, attenta e sensibile, tesa ad innalzarsi all’altezza del bambino
Vera e Guido (Vera Salton, libreria dei ragazzi “Il treno di Bogotà”, di Vittorio Veneto e Guido Affini, Nuova Libreria Il Delfino di Pavia).

Logo di Raffaella Castagna.


Il 26 e 27 giugno 2021 si terrà dunque "Letture Amene - Festival della Natura, degli albi illustrati e delle arti", Ameno (NO), in Piemonte, sopra al Lago d'Orta, grazie alle associazioni Mastronauta e Dragolago, nell’ambito del progetto Verde Vivente, finanziato da Fondazione Cariplo.

Una due giorni dedicata alle famiglie, ai bambini e alla Natura, insieme ai libri: i partecipanti potranno seguire un convegno con Emanuela Bussolati, autrice e illustratrice di grande fama, Raffaella Castagna, autrice, illustratrice e ideatrice del Logo del Festival, alcuni editori (Patrizia Zerbi, Carthusia, Francesca Archinto, Babalibri e Sabrina Stavro, Editoriale Scienza, queste due ultime da remoto), Franco Pistono, scrittore, educatore e musicista. A coordinare il convegno sarà Alessandra Starace, libraia e libroterapeuta, grande esperta di letteratura per l’infanzia.



I bambini avranno a disposizione 12 laboratori, distribuiti in tre mezze giornate, per un totale di oltre 130 posti (su prenotazione).
Ecco la bellissima mappa realizzata da Andrea Ruschetti


I partecipanti potranno usufruire anche di letture libere (destinate chi non riuscirà a prenotarsi) e potranno sfogliare o acquistare i libri scelti per l’occasione dalla Libreria dei ragazzi di Milano (qui).

Verranno realizzati alcuni podcast di narrazione del Festival a cura di Chiara Bongiovanni (casa editrice Pulci Volanti)
 
Non mancherà anche la possibilità di poter visitare Ameno e i dintorni che contraddistinguono questo bellissimo posto immerso nel verde, grazie alla collaborazione con il Comune di Ameno, la ProLoco di Ameno qui e Ameno Turismo (qui).


Il programma in dettaglio, scaricabile in pdf, si trova sulla pagina di Dragolago qui. Per tenervi aggiornati e conoscere tutti gli ospiti in programma, vi invito a mettere mi piace sulla pagina facebook di Letture Amene qui.

Concludo con le parole di Susi Soncin, “Ideare un festival, oltre alla bellezza di dar vita a qualcosa che hai dentro, è come comporre un quadro, che si definisce man mano che arrivano le proposte, proprio come i colori o le forme che prendono vita. Questo luogo fantastico intorno al verde dona l’opportunità di parlare di Natura, un argomento fondamentale che non va dato per scontato, perché scontato non è. Però, nel momento in cui se ne parla, si riesce a risvegliare e riscuotere le persone, che riscoprono qualcosa che appartiene davvero alla nostra essenza.

giovedì 19 novembre 2020

Libri di Editoriale Scienza per bambini curiosi


Se avete voglia di accompagnare nella crescita i vostri figli, o i vostri alunni, e volete alimentare il loro senso di curiosità e meraviglia, ci sono due libri che, a mio parere, sono perfetti per voi.

Si tratta di due volumi editi da Editoriale Scienza, una case editrice delle più note nel settore divulgativo per ragazzi, per la qualità del rigore scientifico, a cui non manca, però, anche il senso estetico.

Da qualche mese collaboro con l'Asilo nel Bosco di Milano (qui) e ho avuto modo di osservare con quanto interesse i bambini siano attirati da tutti gli esseri "minuscoli" che incontrano, che si tratti di una lumaca "bavosa" (nota anche come limaccia) o di un lombrico. Quello che serve è un adulto in grado di sostare con loro, capace di alimentare le loro domande e di indirizzarli a scoprire, magari, insieme le risposte. 

In questo senso "Il grande mondo degli animali piccoli - osserva e scopri gli invertebrati" di Nathalie Jordjman, con le bellissime illustrazioni di Emmanuelle Tchoukriel e Julien Norwood, (qui la scheda) può essere di grande supporto. La premessa si vede già nelle due pagine che seguono e precedono la copertina e la quarta di copertina (il retro del libro, per intenderci).


Il libro si articola in modo molto semplice e accattivante (sviluppandosi suddividendo gli animali che vivono in terra, in aria e in acqua), presentando prima la panoramica degli invertebrati, per poi rispondere a tante curiosità, quali "come crescono gli animali?" "dove trovano riparo in inverno?" "come crescono?"


Seguono alcune tavole a doppia pagina in cui si ritrova un bambino immerso in un ambiente dove si possono cercare quali sono i posti più comuni dove andare a cercare gli animali, a partire anche dalle "tracce" che lasciano.

Non mancano spunti per cercare di indagare a fondo la vita di alcuni insetti classici (es. formiche o api) o per provare a catturarli senza danneggiarli (ricordandosi che poi vanno lasciati nel posto dove li avete trovati), o come costruire terrari temporanei, ad esempio, per le chiocciole, per avere il tempo di compiere una serie di osservazioni.

Quello che mi ha colpito è la perfetta sintesi con cui vengono spiegati gli elementi essenziali per distinguere i vari animali (e che poi i bambini ricorderanno per sempre): ad esempio che gli insetti hanno sei zampe, gli aracnidi (ovvero ragni, scorpioni, zecche...) otto.

Anche solo nell'osservare una sola illustrazione con la sua spiegazione si possono scoprire pian piano, una serie di caratteristiche della vita di una specie, per poi sapere cosa troveremo in giro quando andremo in esplorazione (es. sotto terra può capitare di trovare tante piccole palline lucide, che sono le uova delle chiocciole, provate a cercarle sotto a un masso o a un tronco marcio).

Come tutti i libri adorati dai bambini, non manca una parte dedicata ai "Piccoli animali incredibili", con i record sugli animali più grandi o belli al mondo, quelli che possono dare fastidio, o quelli che possiamo trovare comunemente nelle nostre case. Magari servirà a rassicurare i genitori e rendere entusiasti i bambini quando sapranno dare un nome a qualche nuovo inquilino che si incontra per caso.

Il libro è perfetto anche per tutti gli educatori che hanno voglia di scoprire la natura in modo diverso, accompagnando magari questa materia anche all'italiano. Un libro per esplorare insieme e scoprire quanto sia affascinante anche questo gruppo numerosissimo i cui rappresentanti si possono trovare praticamente ovunque e sempre (quindi perfetto da osservare spesso!). 

PS anche se il libro è consigliato dai 7 anni, penso che se come la sottoscritta, avete in giro bambini curiosi da piccoli, possiate prenderlo anche prima e curiosare in compagnia!



Se, invece, siete in cerca di un libro che approfondisca un argomento specifico, visto il periodo (vi è capitato di vedere gli stormi di storni compiere acrobazie nel cielo?), vi consiglio "Migrazioni - Gli incredibili viaggi degli animali" di Mike Unwin e Jenni Desmond (scheda qui).

Si parte con un'introduzione affascinante, in cui si chiede al lettore di immedesimarsi in una giovane rondine e compiere insieme il suo lunghissimo viaggio in Africa, per poi accompagnarlo a incuriosirsi sul fenomeno dello spostamento degli animali spiegandone i motivi.


Questo di fatto è un viaggio nel viaggio: venti storie di animali più o meno noti, in cui grazie alle portentose e potenti illustrazioni ci sembra di essere lì immersi in quelle atmosfere. Dall'oceano insieme a una piccola megattera, che a soli sei mesi si trova a compiere una grandissima avventura accompagnata dalla sua mamma, alla tundra artica insieme ai caribù (parenti prossimi delle renne che vivono in America e non in Europa) che si spostano a Sud nelle foreste per trovare cibo e riparo. 


I viaggi sono tra i più incredibili: il mio piccolo Andrea è rimasto affascinato dal volo delle libellule che in sciami appaiono alle Maldive (!!), un insieme di isole che si trovano in mezzo all'Oceano Indiano. Questo insetto riesce a sfruttare i venti tropicali per muoversi. Ma la cosa più incredibile è che lo spostamento avviene generazione per generazione. Per i dettagli naturalmente vi rimando al libro (non posso svelare tutto).


Sinceramente, non sapevo che anche i colibrì, i più piccoli uccelli al mondo, potessero spostarsi tanto.


Andrea è rimasto abbagliato dalla bellezza della illustrazione e l'ha riprodotta. Cosa ve ne pare?

Penso che anche questo libro possa essere adattissimo a maestre e maestri non convenzionali, quelli che amano associare le diverse discipline. Oltre a una lettura insieme, i testi potrebbero essere oggetto di un piccolo dettato, di riflessioni personali da comporre e materia di arte. Le illustrazioni sono di grande fascinazione e possono anche spingere sia a copie dal libro, sia a libere produzioni.

Sarà, ma dopo aver letto con grande interesse il saggio di Antonella Capetti "A scuola con gli albi" di Topipittori (qui la scheda), sono sempre più convinta che i libri belli andrebbero proposti in ambito scolastico per aumentare conoscenze, competenze e immaginazione.


PS suggerisco di consigliare subito ai bambini di leggere la storia guardando in fondo al libro dove troveranno una mappa che illustra tutti gli spostamenti: un ottimo sistema anche per imparare a localizzare i continenti e iniziare a visualizzarne le posizioni.

Insomma, spero di avervi dato dei buoni motivi per cui ricercare questi due libri. E ricordatevi: essere curiosi non è una questione di età ma di atteggiamento, quindi potrebbero anche fare al caso vostro!

domenica 16 dicembre 2018

"Lupinella", di Giuseppe Festa, Editoriale Scienza


Quando ero studentessa alla facoltà di biologia, mi ero fatta assegnare una tesi sui lupi in Casentino. Iniziai a gennaio, quando metri di neve ricoprivano il paesaggio e la casa forestale che ci ospitava era gelida come un ghiacciolo. Avevo persino imparato a lavarmi i capelli con l'acqua riscaldata sul fuoco, (in un'atmosfera da vecchio far west), e a mettere su le catene da neve con la macchina inclinata.
Ho trascorso momenti meravigliosi - anche se poi ho deciso di lasciare - ma quello in assoluto più bello è stato quando mi sono ritrovata sola tra i boschi, nel silenzio ovattato dalla neve, caduta poche ore prima, a percorrere un sentiero appena attraversato da un piccolo branco di lupi.
Se torno indietro con la memoria, quella è una delle emozioni più grandi che abbia mai provato nella mia vita, e che mi fa ancora venire i brividi: l'idea di essere l'unico essere umano ad aver lasciato una traccia dopo i lupi.

Comprendo quindi, perfettamente, l'amore e la passione che ha Giuseppe Festa, e che si riflette nelle sue opere, perché questo connubio uomo-natura lascia tracce profonde nel cuore di una persona così sensibile come lui.


"Lupinella", scritto per Editoriale Scienza (qui la scheda), racconta "La vita di una lupa nei boschi delle Alpi" e contribuisce alla conoscenza di un animale per cui l'uomo nutre da sempre sentimenti contrastanti. L'opera è stata realizzata per diffondere anche il progetto europeo Life WolfAlps (volto alla conservazione e alla gestione a lungo termine della popolazione alpina del lupo) appena concluso. Qui il sito per ulteriori approfondimenti molto interessanti.


"Nasco a metà primavera, in una profonda tana scavata da mamma Brina.
Appena vengo al mondo, un'enorme lingua mi solletica il pancino. Mi accoccolo al calduccio vicino alla mamma e mi godo il dolce sapore del suo latte.
Che pacchia!
Poi, arrivano i miei fratelli.
Fine della pacchia.
Il primo a nascere, dopo di me, è Mugo. Mamma lo lava con un sacco di leccate lunghe e pazienti. Poi il mio forzuto fratello mi rifila un paio di robuste zampate sul muso, mi passa sopra, e si attacca alla mammella accanto a quella che sto succhiando io. E non basta ancora: poco dopo arriva Sasso, che si attacca all'altra mammella libera, stritolandomi contro Mugo. Per poco non mi soffocano!
L'ultimo della cucciolata è Mirtillo. Confuso, comincia a strisciare nella tana, è proprio impacciato. Sento mamma che si allunga per afferrarlo con la bocca e riportarlo al calduccio tra noi. O meglio, su di noi, visto che me lo ritrovo sulla testa. Ehi, fai piano!
Come inizio non promette bene."

Ecco il primo capitolo in cui si assiste alla nascita di Lupinella e dei suoi fratelli minori. Con parole calde e allo stesso tempo "scientificamente corrette" (ma essere mai "pedante" o troppo "tecnico) Giuseppe ripercorre la vita di una lupa dalla sua nascita al momento dell'abbandono del branco, con un racconto in prima persona che cattura subito l'attenzione dei lettori. Grandi o piccini che siano.


Mentre la crescita inizia, si scopre cosa succede progressivamente: dalla scoperta della vista (i lupetti nascono ciechi come i cani) alle prime incursioni fuori dalla tana, alla definizione del branco e delle relazioni. I mesi passano veloci, Lupinella cresce, e scopre la meraviglia degli ululati di mamma e papà (il sistema con cui i lupi comunicano nel branco, quando è distaccato, o con altri branchi)... scopre la "magia" della caccia e le prime "delusioni" (un fratello che si allontana dal branco). Con la crescita iniziano le difficoltà e i compiti, finché anche Lupinella non si trova pronta a percorrere la sua strada.


Alcuni box ben differenziati dal testo in cui compare quella che Festa chiama "la Lupologa" spiegano particolari della biologia e dell'etologia, ossia del comportamento degli animali, con curiosità e dettagli comparati all'uomo che fanno venire voglia di approfondire ancora di più.


In fondo al libro si trovano anche "I giochi nel bosco", proposte di attività da fare in natura per conoscerla meglio ed esplorarla.

Insomma, questo libro ci ha conquistati (e ci teniamo stretta la nostra copia autografata) il mio consiglio è di fare una sopresa a chi ama la natura e farglielo trovare sotto l'albero.


Ho avuto il piacere di ascoltare ben due volte Giuseppe Festa e ne sono rimasta affascinata. La seconda volta, per Avventure di carta 2018, grazie a Susi Soncin, ho avuto il piacere e l'onore di presentarlo. Sentirlo parlare di Natura e animali è un grande regalo, perché con grande empatia trasmette l'amore per questo mondo ancora tutto da esplorare e da proteggere.

giovedì 25 ottobre 2018

"Per un pugno di ghiande" di Papik Genovesi e Sandro Natalini, Editoriale Scienza


I mari, i boschi, i prati e moltissimi altri ecosistemi di tutto il mondo sono invasi ormai dagli alieni. Non si tratta, come si potrebbe pensare di creature strane che vengono dallo spazio, bensì di specie esotiche, ossia specie che l'uomo ha introdotto, quasi sempre volontariamente, in ambienti diversi da quelli di provenienza, provocando danni irreparabili sia alla biodiversità sia alle economie dei Paesi ospiti (si stima che i costi in Europa superino i 12 miliardi di euro all'anno).

Il fenomeno è molto complesso e con la globalizzazione è diventato sempre più imponente, imprevedibile e veloce. Non tutti si rendono conto dei rischi reali di questa "catastrofe" che ci sta pian piano travolgendo, passando inosservata sotto i nostri occhi. Ecco perché un libro come "Per un pugno di ghiande", scritto da Papik (Piero) Genovesi, zoologo dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e illustrato da Sandro Natalini per Editoriale Scienza (qui la scheda) si rivela particolarmente prezioso. Un libro che, con un linguaggio giocoso, per nulla difficile (anzi accattivante) ci porta a scoprirne l'origine e fornisce utili indicazioni per poter diventare paladini della grande ricchezza che abbiamo in eredità, un patrimonio animale e vegetale da salvaguardare "con le unghie e con i denti".

Il volume fornisce un quadro generale e globale: sono state scelte venti vicende (sia quelle più famose, dove ci sono dati storici più corposi, sia quelle poco conosciute) ambientate in diverse parti del mondo che parlano di animali e piante molto differenti. Questi esseri viventi sono ricercati - proprio come accadeva nei film western - e nelle schede, ricche di storia e informazioni curiose e interessanti, sono trattati come veri e propri "criminali" con diverso grado di pericolosità.


Esempi di specie esotiche invasive
Per esempio, chi avrebbe mai pensato che il castoro americano, considerato da tutti l'architetto dei boschi, potesse diventare nocivo se trasportato in America meridionale (Argentina e Cile), per la sua pregiata pelliccia (si trattava del resto di una ventina di esemplari)? Qui, infatti, grazie al clima caldo è riuscito a proliferare a più non posso e a "scombussolare" gli alberi, che rimangono con le radici sommerse dagli stagni creati dal roditore, si degradano, con il risultato che milioni di ettari di bosco sono ormai distrutti.

Un suo parente è la nutria, conosciuta come castorino: importata in Italia per il commercio della pelliccia, scappata o rilasciata intenzionalmente, è riuscita a combinare un sacco di guai. Abile nuotatrice, si riproduce a dismisura (la madre riesce ad allattare i piccoli mentre nuota !), causando danni non solo alla vegetazione (mangia a più non posso) ma anche agli argini dei canali e dei fiumi che rende più fragili e vulnerabili, per esempio durante le inondazioni.

Inoltre sarà capitato anche a voi, a Roma o Milano, di sentire strani stridii chiassosi: si tratta delle grosse colonie del parrocchetto monaco, un pappagallo di orgine sudamericana dal piumaggio verde acceso (che in Toscana riesce "a dar fastidio" a un piccolo rapace notturno, l'assiolo).


L'ignoranza, ovvero la mancata consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, sta spesso alla base delle invasioni. Basti pensare alle testuggini dalle guance rosse: acquistate in grandi quantità in passato al mercato o nei negozi di animali, una volta nutrite (troppo) dai proprietari, sono diventate presto ingombranti e scomode. Il risultato è stato quello di "sbarazzarsene" (si sa le testuggini hanno anche una vita lunga!). Ora fiumi e stagni sono pieni di queste creature che minacciano in Italia la testuggine palustre europea.


E che dire dello scoiattolo grigio americano? Così carino e accattivante, è riuscito per anni a "depistare" tutti i tentativi di contenimento da parte degli esperti, proprio perché tante persone "amanti della natura" si sono ribellate a qualsiasi opera di controllo. Il risultato è che ora sta pian piano invadendo il nostro territorio.... Cugino del nostrano scoiattolo rosso (famoso per i suoi ciuffetti auricolari), è tre volte più grosso, terricolo, non ha paura quasi di nulla (vi sarà capitato di vederlo anche da vicino nei parchi londinesi... a proposito, in Inghilterra ha determinato praticamente l'estinzione del rosso) e causa non solo un danno diretto al rosso - privandolo delle risorse alimentari - ma anche per esempio alle colture (si ciba anche di gemme e cortecce).


Si potrebbe andare avanti a lungo, ma è più utile leggersi il libro. Nella parte finale, grazie a infografiche molto chiare, si possono scoprire, per esempio, in quanti modi questi alieni possono arrivare anche "incidentalmente" da noi, anche se noi uomini restiamo sempre la causa primaria (pensate che il calabrone asiatico - che ora minaccia le nostre api da miele - è arrivato in Francia insieme a un carico di ceramiche, che i semi di piante invasive si possono attaccare alle suole delle scarpe... e così via). Potrete anche trovare una mappa con la distribuzione dei venti alieni e un poster con le 100 specie più pericolose al mondo (tanto per saperlo!).

Qualche informazione dall'autore: breve intervista a Papik Genovesi
Non contenta di essermi letta il libro ho chiesto qualche piccola informazione in più a Papik Genovesi che mi ha spiegato che "I dati che abbiamo sulle specie aliene e quelle invasive - cioè quelle realmente dannose - indicano che di fatto solo circa il 10% delle specie aliene presenti nei diversi Paesi del mondo sono classificabili come invasive. Questo è il caso dell'Europa, dove sono sono presenti 12mila specie aliene di cui solo il 15% pericolose. In Italia sono presenti 3000 specie esotiche introdotte e di queste più di 400 causano impatti sulla biodiversità o sulla vita dell'uomo." (ps: nel libro sono stati inseriti anche gli "alieni" buoni come le fragole o il pomodoro...).

"Uno dei messaggi che abbiamo cercato di fornire con questo libro" ha aggiunto "è che nessuna specie è "cattiva" di per sé, soprattutto ogni specie è un tassello importante nell'ecosistema in cui si è evoluta. Per questo abbiamo voluto raccontare storie come quella dell'ermellino, che da noi è una specie importantissima, minacciata, un predatore efficace ed efficiente negli ecosistemi di montagna. Ma anche questa specie quando è stata introdotta in Nuova Zelanda ha causato una vera e propria catastrofe ecologica. Il messaggio di fondo è, quindi, questo: anche la specie più bella, che nel suo territorio di origine è rara e protetta, se introdotta al di fuori può diventare una minaccia."

Quindi ognuno, nel suo piccolo, può fare la differenza. A volte, pensando di fare la cosa migliore per la "povera bestiola" creiamo solo danni. Mai liberare, dunque, un animale preso in cattività.

Infine, se non vi siete ancora stancati, potete vedere e ascoltare Papik Genovesi, intervistato a Geo da Emanuele Biggi, ecco il link alla puntata andata in onda a settembre qui. Forse dal vivo vi convincerà ancora di più.

Il progetto Life Asap: ora tocca a noi!
Se dopo avere letto il libro vi siete appassionati alla vicenda, come la sottoscritta, non potrete non consultare il sito di Life Asap (www.lifeasap.eu), un progetto europeo che coinvolge diversi enti italiani, con Ispra in prima linea, per cercare di arginare il fenomeno con il coinvolgimento attivo della popolazione (L'acronimo indica sia "Life Alien Species Awareness Program" sia "As soon as possibile"). Ora, per esempio, sono in cerca di "Alien ranger". Volete far parte della squadra anche voi? Basta scaricare l'app gratuita Life Asap, disponibile sia per dispositivi IOS che Android, "che consente di raccogliere le segnalazioni di specie aliene invasive e inserirle, previa validazione degli esperti, in database nazionali e internazionali che forniranno informazioni preziose agli istituti scientifici interessati."
Dimenticavo, oggi al Salone Blu dell'Acquario di Genova, in occasione del Festival della Scienza, sarà allestita una mostra sulle specie aliene invasive.

Editoriale Scienza in festa
PS dimenticavo: in occasione dei 25 anni di Editoriale Scienza (un bellissimo traguardo, non trovate?) sul sito trovate i libri con lo sconto del 25%. Vi consiglio di approfittarne. 

domenica 24 giugno 2018

"Ti presento la mia famiglia - I Pesci" di Lucia Scuderi, Editoriale Scienza



Siete già al mare o state per andarci? Allora approfittatene per portarvi dietro un libro davvero prezioso "Ti presento la mia famiglia -I Pesci" di Lucia Scuderi (qui), Editoriale Scienza (qui la scheda), che con una grande bellezza e molta competenza esplora il mondo di questi animali affascinanti di cui sappiamo sempre troppo poco.



I suoi acquarelli delicati ma precisi ci portano a scoprire le diverse parti come le pinne, e le loro funzioni, l'impiego della coda - a seconda della specie - e delle branchie. Qui si parla di scaglie (e non squame come erroneamente riportato in tanti testi, specie quelli scolastici!) e ci si meraviglia a sapere che, come le testuggini e gli alberi, anche loro riportano anelli concentrici che ne determinano l'età. Un consiglio, la prossima volta che prendete un pesce, magari anche al mercato, prima di "squamarlo" prendete le scagliette e osservatele da vicino con i vostri bambini. Oltre a farne scoprire la consistenza delicata a volte trasparente e quasi traslucida, potrete trasformarvi in veri e propri detective.


Il libro è al tempo stesso semplice e ricco di curiosità che attraggono i bambini e fanno sentire meno impreparati gli adulti... per esempio secondo voi i pesci dormono? Ecco, certo non ve lo svelo, ma vi rivelo che neppure all'università mi hanno insegnato queste cose.


Adatto insomma a chi vuole immergersi in questo mondo affascinante, scoprirne alcuni segreti, fare bella figura al mare: lo consiglio sia per chi è alle prime letture in solitaria, sia per gli insegnanti che a scuola hanno quella mesta paginetta che in poche righe spiega cosa sono i pesci. Così potrete unire più discipline: quella scientifica a quella artistica. Perché anche l'educazione all'immagine è importante e queste illustrazioni vi rimarranno impresse. Magari vi verrà voglia di prendere in mano un pennello e provare a usare l'acquarello. A me sta già tornando...

venerdì 4 maggio 2018

"Dalla testa ai piedi" di Andrea Valente e Gek Tessaro, Editoriale Scienza



Se siete in cerca di un libro ironico, simpatico, curioso, preciso e accattivante per studiare il corpo umano, "Dalla testa ai piedi" di Andrea Valente e Gek Tessaro, Editoriale Scienza (qui la scheda) è il libro che fa per voi.


Testi brevi ma divertenti, senza essere pedanti, ricchi di informazioni per conoscere la terminologia corretta legata alle parti del nostro corpo.



Le illustrazioni di Gek Tessaro sono molto dettagliate e con il suo stile affascinante fatto di collage e colori contrastanti.

Insomma, lontano anni luce dai noiosi sussidiari scolastici, questo è il libro che può avvicinare bambini curiosi - vi dico solo che il mio settenne si vede e si rivede "Noi siamo fatti così" e questo libro lo ha conquistato - senza far passare la voglia di imparare. Di questi tempi una rarità. Come ha detto del resto Franco Lorenzoni al convegno di qualche tempo fa in Bicocca (ne ho parlato qui) chi pensa che il libro di testo sia il programma scolastico non ha ben presente le indicazioni nazionali. Quindi, quando i vostri figli hanno una ricerca o devono studiare e lo fanno controvoglia, perché non proporre alternative che possano affascinarli senza tediarli?
Qui si parla di cuore come "motore del corpo", che "pompa e stantuffa come i pistoni di un'automobile". Come vedete testo semplice con analogie e paragoni alla portata dei bambini. Molto utile anche per i grandi che vogliano "ripassare".