venerdì 9 gennaio 2015

Formazione dei giornalisti: il punto un anno dopo

 

Come tutti i colleghi giornalisti, pubblicisti o professionisti, dal 2014 sono alle prese con la formazione professionale continua, per mantenere l'iscrizione all'ordine (come indicato nel DPR 137/2012). Come si sa, per il triennio 2014-2016 bisognerà accumulare 60 crediti formativi, con un minimo di 15 all'anno (di cui 15 obbligatori ma gratuiti sulla deontologia). Sono esentate per un anno le persone in maternità o congedo parentale, in servizio militare o civile volontario, in malattia o per altri casi accertati di impedimento.
Su altre cose c'era e c'è ancora confusione, ma sul sito del Centro di Formazione Giornalismo Radio Televisivo leggo con piacere – incrocio anche le dita – che i crediti acquisibili attraverso la cosiddetta formazione a distanza sono stati portati a 30 (in attesa del vaglio ministeriale), mentre la frequenza di corsi di aggiornamento professionale sulle nuove tecnologie non può superare i 20 crediti per triennio (dovrò darmi una regolata! Ma a mio parere è un peccato perché le nuove tecnologie sono una delle chiavi per il futuro).
Secondo il Regolamento si possono raggiungere due crediti per ora di formazione, anche se in molti casi si acquista un solo credito all'ora.
Insomma, per tenersi aggiornati non solo bisogna conoscere il Regolamento e le disposizioni attuative sulla formazione professionale continua ma controllare periodicamente sulla Piattaforma S.I.Ge.F. il programma dei corsi (naturalmente bisognerebbe vagliarlo spesso dato che quelli gratuiti si esauriscono subito). L'iscrizione alla piattaforma può essere fatta sia con la mail personale sia con la Pec (posta elettronica certificata) che da diversi anni è obbligatoria per gli appartenenti agli ordini. 
E attendere pazientemente che nel proprio profilo siano caricati tutti i crediti acquisiti (la speranza è l'ultima a morire!).

I corsi che ho seguito e seguirò
Dopo aver frequentato diversi corsi posso fare un primo bilancio personale. Nonostante le polemiche, ho trovato il "Corso sui fondamenti di giornalismo digitale" organizzato dall'ODG (che fornisce 10 crediti) ben fatto (a dispetto di quello sulla deontologia). Sarà perché a tenerlo è Massimo Sebastiani, responsabile di Ansa.it, un giornalista che ha insegnato al liceo, dunque sa parlare e soprattutto sa spiegare. In proporzione, ho imparato di più qui che al corso su "Smart Social Media Marketing" (8 crediti), organizzato dall'Università Cattolica di Milano, dove ho speso non solo soldi ma anche due giornate piene del mio tempo. E le cose più interessanti sono state spiegate l'ultima mezz'ora dalla fine. Ma è solo il mio parere, altri lo hanno apprezzato (forse dipende anche dalle aspettative e dal background; in più io amo chi sa spiegare e insegnare e penso che queste siano una dote e una competenza che implica anche pensare a chi ti troverai davanti). Per fortuna ho conosciuto persone interessanti. I corsi servono anche a quello! 
Un altro corso che ho seguito con interesse, anche se con alcuni se e alcuni ma, è stato "Il giornalista editore di sé stesso" (8 crediti), organizzato dal Centro di Formazione Giornalismo televisivo a Roma. Anche qui, alcuni argomenti sono stati trattati approfonditamente, altri meno (è dipeso dai docenti), ma ho apprezzato che ci fosse un foglio di valutazione alla fine - di cui spero tengano conto - mentre trovo assurdo che non abbiano pensato a chi veniva da fuori organizzandolo alle 9.00 del mattino in un posto poco accessibile venendo dalla stazione (e considerando che durava solo mezza giornata).

Per iniziare l'anno nuovo mi sono iscritta invece al corso "L'immagine e il web" dedicato a chi vuole saperne di più su aspetti pratici, legali e deontologici dell'uso delle immagini nel giornalismo web e tv. Se volete a oggi c'è ancora posto (8 crediti, 10 ore di lezione spalmate su un giorno e mezzo). Devo dire che le proposte della Scuola Civica di Cinema sono tutte allettanti e a un costo accessibile.

Per finire vi rimando a un articolo simpatico e ironico che mette in luce tutte le magagne del sistema.

E voi cosa ne pensate dei corsi? Quali interessanti avete seguito? Mi piacerebbe avere un riscontro. Grazie!

lunedì 5 gennaio 2015

Il Villaggio delle meraviglie



A Milano ai Giardini Montanelli - ai più noti come Giardini di Porta Venezia - c'è il Villaggio delle Meraviglie. Aperto fino a domenica 11 gennaio, è ormai una piacevole consuetudine per chi rimane in città o per chi vuole fare una puntata nel capoluogo lombardo. Oggi anche noi abbiamo ceduto a questa attrazione, complice la bellissima e calda giornata di sole, che invitava a stare all'aperto. E chi ha i bambini sa che è quasi impossibile mancare l'appuntamento.
Ce ne è un po' per tutti i gusti, dalle piste da pattinaggio alla casa della Befana (fino al 25 dicembre di Babbo Natale) , dai tiri a segno alle giostre, dal tappeto elastico (giostra acro jump) al ponte tibetano. Qui potete consultare la planimetria. Il consiglio è di farvi un giro e poi scegliere quello che vi attira di più, considerando che esistono "pacchetti" di biglietti che vi faranno risparmiare rispetto al biglietto singolo. Qui invece trovate gli orari.


Marco ha provato la giostra acro jump (adatta a bambini che pesano da 15 chili in su) e poi insieme ad Andrea - che ha sperimentato le giostre per la prima volta, senza paura, ma senza lasciare un attimo il suo papà - si è divertito un sacco sul mini ottovolante e sullo scivolo toboga. Armati di un tappetino grigio su una pista colorata hanno simulato le discese con il bob sulla neve. Una piccola soddisfazione per chi, come noi, ha preferito il mare alla montagna.


Naturalmente lasciare tutte queste attrazioni non è privo di effetti collaterali. Armatevi, quindi, di tanta pazienza aspettandovi bizze e capricci prima di tornare ai giochi attrezzati dei giardinetti.
Dimenticavo, noi ci siamo fermati anche a pranzo a gustare polenta con i funghi e torta casereccia alle mele. I prezzi non sono proprio modici ma il palato ne rimane soddisfatto (e per i più golosi ci sono anche zucchero filato e frittelle).

Essendo questo il mio primo post dell'anno e il primo dopo una lunga pausa, ne approfitto per ringraziare chi ha continuato e continua a visitare il blog nonostante la mia "assenza" e chi per la prima volta ci si è imbattuto. Speriamo che questo nuovo anno porti con sé tanti progetti e nuovi incontri. E che si aprano infinite possibilità, per realizzare qualche sogno che abbiamo nel cassetto. Ma, soprattutto, speriamo di goderci le piccole cose ed essere felici e soddisfatti di quello che ci riserva il domani. Dunque, Buon Anno Nuovo.


venerdì 14 novembre 2014

Libri senza parole. Destinazione Lampedusa, al MUBA



Resterà aperta fino al 14 dicembre, la mostra inaugurata oggi al MUBA, Museo dei bambini Milano, a cura di IBBY Italia "Libri senza parole. Destinazione Lampedusa- Silent books. Final destination Lampedusa", realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Milano e con il MUBA. Un'occasione unica per scoprire veri gioielli dell'editoria per l'infanzia provenienti da ben 23 Paesi del mondo, oltre 100 silent book che portano a viaggiare nel tempo e nello spazio, ma soprattutto con la fantasia.

Quattro grandi libri aperti, dalla copertina arancio accolgono tanti libri che scendono da lunghi fili crema o sono appoggiati su una mensola. C'è da perdersi e rimanere incantati alzando lo sguardo verso le illustrazioni di Chiara Carrer, prima di decidere quale libro sfogliare. E chi vuole scoprire tutte le tappe che ha percorso finora la mostra non ha che da guardare sul tappeto color antracite...
(a cura di SetUp Allestimenti).

Naturalmente l'Italia la fa da padrone con alcuni bellissimi albi, dai capolavori di Iela Mari (L'albero, L'uovo e la gallina, Il palloncino rosso,  editi da Babalibri) a un piccolo gioiello qual è - a mio parere - Chiuso per ferie, di Maja Celija, edito da Topipittori (in cui si racconta cosa può succedere in casa quando i padroni sono in vacanza e le vecchie fotografie sul cassettone si animano e i protagonisti si divertono con quello che trovano, dal giocare a palla con una ciliegia a prendere il sole dentro al forno microonde o pagaiando su una spugna per lavare i piatti usando come remo un mestolo di legno).
Ci sono poi altri libri meravigliosi, come Wonder Bear di Tao Nyeu (dai colori decisi che, come storia mi ha ricordato Totoro di Hayao Miyazaki), e altri davvero divertenti come Boem di Leo Timmers,  ¿Dónde están mis gafas? di María Pascual de La Torre, e Trucas di Juan Gedovius (Messico). Questi che ho citato solo alcuni titoli presenti in mostra. Sono sicura che ognuno di voi troverà i suoi preferiti.

Sul blog di Edufrog potete trovare una bellissima presentazione della pedagogista Francesca Romana Grasso, che riassume i motivi per cui questa mostra è davvero imperdibile. E qui un video di Ugo Guidolin, di Koo-koo Books sull'inaugurazione.

Dimenticavo, l'hashtag ufficiale è #senzaleparole. Non dimenticate di seguirlo...

Con questo post aderisco al venerdì del libro di HomemadeMamma.










venerdì 7 novembre 2014

Vestiti con la fantasia / Laboratorio a merenda in Feltrinelli RED



Ci sono libri sorprendenti per quanto aprono gli orizzonti della fantasia. Uno di questi è sicuramente Vestiti impossibili (qui una bella presentazione di Cartastraccia), di Chiara Rapaccini (meglio nota come Rap), edito da Salani. Un libro che invita a sperimentare e a pensare lasciando libero sfogo all'immaginazione. I bambini rimangono incantati e al tempo stesso divertiti nello scoprire tutti i possibili pantaloni, scarpe, cappelli e accessori che si possono inventare. Ed è proprio quello che è successo anche domenica scorsa durante l'ormai consueto Laboratorio a merenda in Feltrinelli RED. Naturalmente non ci siamo fatti mancare altri spunti; un bellissimo piccolo albo Babalibri (edito nella collana tascabile Bababum), Il bucato della famiglia topini, di Kazuo Iwamura, dove una famiglia di piccoli roditori si ritrova alle prese con il bucato come quello che facevano una volta, dove si crea un bellissimo rituale che porta tutti non solo ad andare a lavare i panni al fiume, ma a stare anche insieme a divertirsi e godersi le piccole gioie della natura. Infine, per vivacizzare piccoli e grandi ascoltatori, ho proposto A tutta birra, ideato dalla mente originale e geniale di Cristian Voltz, edito da Jacka Book, in cui il piccolo protagonista un po' pieno di sé viene alla fine ridimensionato per la sua distrattaggine. Un albo che va letto e riletto insieme, possibilmente mimandolo e vivacizzandolo per quello che richiede. Questo illustratore mi piace particolarmente perché crea i suoi personaggi utilizzando materiali di ogni tipo, trasformando in piccole opere d'arte - come Re Mida - quello che per altri sono solo scarti.





E dopo esserci caricati con le letture... pronti via! I bambini e le bambine sono partiti a esplorare i materiali e scegliere quelli che più li ispiravano per la creazione dei loro vestiti. E' bellissimo in questi casi vedere le diverse reazioni: i maschi sul "pronti, via" come Nicola, il protagonista di A tutta birra, creavano velocemente le loro opere, mettendoci molti disegni e fantasia (come Pietro che ha disegnato un omino con una gamba "vera" e una di fuoco), mentre le femmine, più pazienti e meticolose hanno spaziato dai vestiti minimalisti, molto cool, di Alessia (che mi ha anche regalato una sua creazione, grazie!! mi sono commossa :) a quelli più ricchi e pieni di Maria Serena.
Ognuno con un suo tocco originale. E per questo prezioso.
Non sono neanche mancati i piccolissimi (un pienone di duenni, tra cui la mitica Vittoria che ha pronunciato senza nessuna esitazione il suo nome in modo perfetto!-non a caso mi è stato detto essere una quartogenita -).

Come al solito lasciatemi ringraziare tutti quelli che sono passati (in particolare Laura con Maria Serena, Anna con Matilde... che emozione avere la maestra di Marco con la sua bambina, per una volta si sono invertiti i ruoli), da Gaia a Pietro, a Riccardo, Samuele, Sofia, Vittoria, Jacopo e Tommaso e quelli di cui ho scordato solo il nome.

Vi lascio alla carrellata di creazioni e con questo post, aderisco anche questa settimana alla bellissima iniziativa venerdì del libro di HomemadeMamma che questa volta parla di un libro molto interessante sull'inclusione, per cui vi consiglio di andare a leggervelo.

Dimenticavo, questa domenica, Barbara Archetti vi aspetta con un laboratorio sull'arca. Alle 16.30 alla Feltrinelli RED di piazza Gae Aulenti. Poiché l'iniziativa sta avendo successo vi consiglio di arrivare un poco in anticipo per essere sicuri di trovare posto. Qui sotto i dettagli.














venerdì 31 ottobre 2014

Laboratorio a merenda / Halloween


a casa di Anna

Alla Feltrinelli RED di piazza Gae Aulenti di Milano, nell'ambito dell'appuntamento "Laboratorio a merenda" domenica scorsa ci siamo preparati ad Halloween. Come consuetudine, prima di metterci a "pasticciare" e creare, armati di tutta la fantasia possibile, ci siamo "riscaldati" con alcune letture.
Siamo partiti con Gisella Pipistrella - i pipistrelli sono d'obbligo ad Halloween no? - un libro di Jeanna Willis, illustrato da Tony Ross ed edito da Il Castoro, che è un inno alla diversità e a guardare le cose dal punto di vista degli altri, soprattutto di quelli che a prima vista ci possono sembrare "strambi" o "matti".
Ci siamo poi portati verso il mondo delle magie con Tre streghe, un albo illustrato di Grégoire Solotareff, edito da Babalibri, che racconta di "tre sorelle che non ridevano mai", con tre nomi strani e buffi Scolly, Schelly, Scory, che decidono di fondare l'associazione delle "3S" (e qui via con associazioni di nomi che iniziano per S a partire da stricnina per finire con supposta). Insomma, per farla breve, queste streghe che non ridono mai avranno un incontro con due bambini che cambierà il loro modo di essere. Del resto i bambini hanno spesso questo effetto, ti stravolgono la vita in meglio nonostante tutto. Una storia bella che conquista ogni pagina in più.
Infine, non potevano mancare 10 mostri sul mio letto di Katie Cotton e Aaron Blecha, edito da AbraCadabra, in cui ogni mostro ne combina di ogni con effetti rumorosi (bisogna premere a ogni pagina in un punto diverso) e molto divertenti per i bambini. Il tutto in rima (il divertente è creare attesa tra una pagina e l'altra aspettando che i bambini trovino proprio la parola in rima ... per esempio "uno di loro, in un angolino, sentì il bisogno di fare un... RUTTINO!").

Feltrinellilaboratori Feltrinelli

Laboratori Feltrinelli
Dopodiché ci siamo dedicati alle creazioni. Questa volta, anche se l'imperativo è sempre quello di lasciare spazio alla creatività, ho portato degli esempi perché creare in tre dimensioni è sempre più difficoltoso. E' stato bello vedere tutti all'opera, i genitori si sono spesi molto nell'aiutare e supportare i piccoli creativi. Bambini che si sono inventati ragni di vario tipo partendo da materiali semplici e altri che hanno effettuato variazioni sul tema proposto. Soprattutto è stato un laboratorio davvero affollato, in cui si sono alternati fino ad almeno 17 bambini e bambine. La soddisfazione più grande è stata una mamma, la mamma di Francesco, che è arrivata dicendo che era in difficoltà perché imbranata dal punto di vista creativo e che alla fine, insieme al figlio ha creato un bellissimo e originale pipistrello. L'invito è quello di lasciarsi andare. Questi incontri vogliono essere un momento di relazione tra grandi e bambini, per divertirsi insieme, lasciandosi ispirare dai materiali a disposizione.
Finisco con un ringraziamento a tutti quelli che sono intervenuti: Vittoria, Varinna, Michelangelo, Tommaso, Francesca, Chiara, Elisa, Paolo, Noemi ... e gli altri (però al momento mi sono ricordata tutti i nomi, davvero!) e vi lascio con una piccola carrellata di creazioni. 

E voi cosa farete oggi con i vostri bambini?

PS con questo post partecipo alla bellissima iniziativa "Il venerdì del libro" di HomemadeMamma.










giovedì 23 ottobre 2014

Quando i più piccoli entrano nel carcere / Bambini senza sbarre



A volte un incontro apre nuove finestre e nuovi orizzonti. Come ha detto Carlo Ridolfi, il bello della rete è che ci sono tanti nodi e ognuno ha un suo senso. E alla rete mancava forse questo "pezzetto", che si è aggiunto. Sono quindi felice che Emanuela Bussolati sia riuscita "a portare" al convegno della Rete di Cooperazione Educativa Lia Sacerdote, presidente di Bambini senza sbarre un'associazione onlus che lavora da 12 anni nelle carceri milanesi (Opera, Bollate e San Vittore) e ora in rete sul territorio nazionale.

E' incredibile pensarlo, ma ogni anno sono 100mila i bambini in Italia involontari "ospiti" del carcere. Infatti quotidianamente c'è un flusso "silenzioso" di minori che vi entrano per incontrare un genitore detenuto. Lia ha invitato ad andare all'esterno di Opera o Bollate al mattino perché sembra proprio di essere fuori da scuola. Solo a Milano ci sono 5mila bambini, spesso invisibili, perché vivono con un segreto che non possono raccontare a nessuno, i cui genitori sono spesso vittime di esclusione sociale. L'associazione - costituita da un gruppo di pedagogiste e psicologhe - lavora anche su questo aspetto, invitando i genitori detenuti e i partner che portano con sé questo peso a raccontare alle insegnanti la verità. Ma è dura.

Tornando ai dati impressionanti, questi sono frutto di una prima indagine - coordinata in Italia da Bambini senza Sbarre e realizzata anche in Danimarca, Polonia e Irlanda - per individuare gli standard minimi per adeguare il sistema penitenziario alla Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Solo il 35% degli istituti carcerari è provvisto di locali destinati alle visite dei bambini. Ulteriori informazioni le trovate qui.

Lia ha raccontato l'esperienza dell'associazione e la creazione dello Spazio giallo, un luogo di accoglienza per i bambini che aspettano la visita con il genitore detenuto. Il primo spazio pilota è nato nel 2007 a San Vittore, seguto da quello di Bollate nel 2010. Si tratta di "uno spazio integrato socio-educativo, ambiente di socializzazione, luogo di intercettazione del sommerso e di promozione socio-culturale che facilita l'attesa del colloquio". E' un luogo dove il bambino "si sente previsto". Infatti, i bambini hanno bisogno di attenzione, hanno il diritto di essere considerati uguali agli altri bambini e il diritto a mantenere relazione con il proprio genitore, (e qui il prezioso e delicato lavoro perché in loro nasca la consapevolezza: per poter cambiare stile di vita, i bambini hanno bisogno del contatto fisico e il mantenimento della relazione con il genitore che adotta uno stile di vita sbagliato). A scuola questi bambini hanno bisogno di insegnanti che sappiano accogliere il loro segreto e di essere accettati. Al tempo stesso lo spazio giallo è un luogo importante anche per il genitore, che trova supporto, ascolto, scambio con altre persone e colloqui individuali. Qui trovate una presentazione molto esplicativa.
Che dire, se non che fino a qualche giorno fa ignoravo il problema. Ed ecco perché occorre prima di tutto sapere, per poter fare cultura e supportare chi fa già molto. Come questa associazione.

mercoledì 22 ottobre 2014

Dal convegno della Rete di Cooperazione Educativa / 3



"Ciao sono Enrico, sono il fondatore di Radio Magica"

Ci sono persone che dimostrano quanto l'amore di una madre possa generare cose meravigliose e sorprendenti, con ricadute positive su un'intera "comunità". E' il caso di Elena Rocco, docente universitaria, mamma e ideatrice di Radio Magica, fondazione onlus, la prima web radio dedicata ai bambini. Ho avuto il piacere di ascoltarla lo scorso week end al quarto incontro della Rete di Cooperazione Educativa. Elena (qui trovate una sua intervista su youtube) è mamma di Enrico, 12 anni, un ragazzino speciale con bisogni speciali (appena nato ha dovuto subire un importante intervento cardiochirurgico). Proprio dall'attenta osservazione di suo figlio, Elena ha scoperto quanto l'ascolto fosse importante per lui. Radio Magica nasce quindi dal connubio tra il suo percorso di studi (è specializzata nello studio di beni collettivi alla Università della California e ha fatto ricerca per alcuni anni alla Università del Michigan, occupandosi di modelli innovativi per lo sviluppo della cooperazione digitale) e la sua esperienza materna. Quando ha cercato di aiutare suo figlio, ha capito che poteva aiutare al tempo stesso molti altri bambini.

La piattaforma è nata alla fine 2012 per creare una radio per bambini e ragazzi pensata per i nativi digitali, una radio "per loro e con loro" (nello studio radiofonico a Trieste bambini e ragazzi possono provare a lavorare in questo ambiente radiofonico). Questa web radio è attiva dalle 7.00 alle 19.00 con un palinsesto variegato, dato che la radio copre una fascia d'età compresa tra 0 e 13 anni, ognuna con bisogni diversi da soddisfare. Si tratta anche di una biblioteca digitale gratuita inclusiva. Chiunque visiti il menu, troverà quattro mascotte (pesce, riccio, aquila, leone) a cui corrispondono i quattro elementi (acqua, terra, aria, fuoco), che esplicitano i diversi livelli di complessità dei contenuti. In questo villaggio biblioteca, si possono trovari sia libri concessi in liberatoria gratuita sotto forma di audio e video, libri in simboli (secondo la comunicazione aumentativa), testi scaricabili con carattere ad alta leggibilità per bambini con dislessia. Sono quasi mille le tracce audio.
L'idea è di offrire strumenti di qualità e diventare un punto di riferimento, cercando di fare rete.

In pochi mesi il progetto ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Andersen 2014 "Per aver saputo costruire, in breve tempo, una rete virtuosa e una piattaforma capaci di rendere pienamente accessibili le narrazioni per l’infanzia a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro abilità di lettura; per la caparbietà nell’aver portato un’idea a diventare una realtà concreta, sapendo trasformare i bisogni individuali in un’azione rivolta alla collettività" e il marchio Designed for You and All "che contraddistingue interventi e prodotti di alta qualità prestazionale, a misura d’uomo, che consentano ad ogni cittadino il miglioramento della propria qualità di vita, l’esplicazione dei diritti civili e la facilitata partecipazione ad attività pubbliche e private, minimizzando le situazioni di discriminazione".
Si tratta quindi di un bene collettivo originale e dinamico basato sul paradigma della "open innovation" (innovazione aperta), in rete con musei e case editrici (da cui la radio ottiene la liberatoria per alcune opere). Il tutto per arricchire l'offerta culturale destinata alle famiglie. La metodologia pedagogica impiegata è quella dello story telling, (stimolante per tutti bambini, ottimo strumento per coinvolgere bambini che hanno bisogno di una trama narrativa che crea la giusta tensione emotiva per favorire l'apprendimento). Alle storie classiche si sono aggiunte anche le storie d'arte (es. percorso nei musei a Venezia). Con il Centro per il libro e la lettura è nato il programma “A caccia di parole”, ovvero il racconto di una parola attraverso lo storytelling.
A suo modo di vedere - e non posso che ritrovarmi d'accordo - riprendendo Marco Geronimi Stoll i bambini di oggi hanno bisogno di esperire minimi e massimi tecnologici (“quanto più utilizziamo mezzi digitali, incorporei, senza spazio e senza tempo, tanto più dobbiamo bilanciarli con esperienze materiche, primordiali, analogiche e muscolari").

Radio Magica sta per iniziare un tour, dal 26 ottobre 2014 al 16 maggio 2015, in collaborazione con rivista Andersen, andrà nelle scuole e nelle biblioteche a raccontare il progetto. Il viaggio si concluderà a Treviso, con un concerto di beneficenza di Stefano Bollani.

Ultima nota, di questo incontro mi è rimasto come "pulce nell'orecchio" di saperne di più su Elenor Olstrom, che nel 2009 ha ricevuto il Nobel in economia e secondo la quale - come ha sintetizzato Elena Rocco  - "le comunità se rispettano certe regole possono creare beni collettivi".