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martedì 25 marzo 2025

Il messaggio di Bimba Landmann, Storiedichi edizioni

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Avete mai pensato di scrivere qualcosa a voi stessi pensandovi ormai vecchi? Cosa raccontereste?


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L'incipit de "Il messaggio" di Bimba Landmann, Storiedichi edizioni (qui) inizia così:

"Cara me stessa del futuro, oggi ti penso. E cerco di immaginarti tra vent'anni. Tra cinquanta. Da vecchia, con i capelli bianchi"

Una bambina dagli occhi languidi e sognanti con le sopracciglia rosa e i capelli blu tiene in mano un piccolo cervo e ti scruta. Sotto al testo compare, un nido vuoto appoggiato su una sorta di nuvola blu e fucsia.

I suoi occhi entrano nei nostri - in quelli di chi legge o sfoglia le pagine - mentre lei parla alla sé stessa del futuro.

Le domande sono tante e di quelle importanti, mentre nelle illustrazioni si vedono quello che l'autrice considera qualcosa di prezioso, da non perdere nel corso degli anni.

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Dalle domande si passa ai consigli, con una doppia pagina che sembra un tramonto infuocato che lascia intravvedere una piccola casa circondata dagli alberi illuminata da una falce di luna e si intravvede una bambina dagli abiti fucsia che si incammina verso un lago dello stesso colore. Di qui i colori caldi hanno il sopravvento accompagnati da questa tonalità potente di fucsia.

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Le pagine che scorrono e le parole invitano a lasciarsi andare e al tempo stesso di custodire quella parte bambina che c'è in ognuno di noi. Una parte bambina capace di costruire una colomba bianca e volarci sopra, attraversare con tanta fantasia paesaggi di sogno che fanno - a osservarli - bene al cuore.

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In questo dialogo interiore le domande lasciano spazio ai consigli mentre le illustrazioni ci portano in una città, in una metropolitana, in spazi a noi noti (anche se questa metrò è davvero speciale come il Gatto/bus di Myazaki in Totoro). Infatti ogni persona ha con sé un animale custode, che forse rappresenta la propria anima o il suo istinto. Tutte le persone sono a occhi chiusi e sembrano essere in un'altra dimensione, forse di sogno.

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Il viaggio riparte su una barchetta di carta, attraversando le onde tempestose finché non si arriva agli stessi occhi pieni di rughe, ma con quello sguardo che non ha perso quella primitiva vivacità.

Il finale è emozionante.

In conclusione si legge come è nato il libro (dal documentario "Human" di Yann Arthus-Bertrand)  e che si tratta di un libro corale: per costruirlo l'autrice ha chiesto consiglio ai bambini alle bambine e alle ragazze e ai ragazzi che si sentivano di aiutarla e che hanno voluto rispondere a questa frase:

"C'è qualcosa che vorresti dire a te stessa o te stesso da vecchia/o?
Prova a scrivere un messaggio per lei o per lui"

Nel libro troviamo i messaggi per il futuro che Bimba ha ricevuto. L'invito è a continuare... ci penserete?



Per chi visiterà la fiera di Bologna sarà possibile incontrare l'autrice per una dedica.




Ecco qualche foto!!





E qui trovate l'intervista di Bimba.

 E ancora un incontro previsto ad aprile... qui sotto a Mestre!!!


venerdì 17 gennaio 2025

La coerenza di un libro - Domande in cerca di risposte

Diario di un'esplorazione attorno al mio stagno, appunti e scoperte di Marie-Louise Delpantano,Franco Cosimo Panini,Thierry Dedieu, domande, errori naturalistici, dubbi, coerenza, recensione, confusione A casa di Anna blog, annapisapiablogspot.com, critica naturalistica, cultura naturalistica

Quanto la licenza poetica in un libro per bambini può essere permessa a tal punto da fornire un "alibi" a informazioni sbagliate a livello naturalistico ? Possono diversi stili intrecciarsi in un libro per bambini senza creare confusione nei lettori? Quanto incidono la traduzione e la redazione?

Quale coerenza deve avere un libro per bambini e come deve essere strutturato per essere comprensibile? Queste sono solo alcune domande che mi sono venute da quando mi sono imbattuta in "Diario di un'esplorazione attorno al mio stagno, appunti e scoperte di Marie-Louise Delpantano", edito da Franco Cosimo Panini (qui)  di Thierry Dedieu.

Premesso che si parla di "appunti di un artista e curiosa e che non si parla di una protagonista che è naturalista, allo stesso tempo i disegni e alcune immagini sono fortemente naturalistici... da qui i miei dubbi a cui mi piacerebbe ricevere risposte da chi ne sa più di me, visto che un libro simile dell'autore ha preso un Premio Andersen nel 2023, quindi evidentemente mi sfugge qualcosa.. E vi chiedo aiuto.

Infatti in base alla mia esperienza sia di naturalista e sia di curiosa di albi illustrati, non ho potuto evitare di pormi delle domande fondamentali

Guardando questo libro non si riesce a capire qual è il target di riferimento e, mettendomi nei panni di un'insegnante della primaria - che potrebbe non essere esperta di natura - o nei panni di un genitore poco avvezzo al mondo naturalistico mi chiedo come possano "vivere" questo libro accanto a dei bambini. Alla fine, mi sono posta anche la domanda se questo libro possa essere letto in modo autonomo da un bambino ... ora vi spiego perché.

Quello che mi scombussola non poco è che non si parla di un autore ignoto ma di un esperto, laureato in scienze e autore di libri per l'infanzia.

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L'introduzione è molto chiara: si dice che ha la protagonista è una rana (sembra una "rana rossa" una specie più terricola delle rane verdi, ma non ne sono sicura) che ha una vera passione per le arti il disegno la pittura e la fotografia e non esce mai di casa con la macchina fotografica o il pennello e che ha scoperto una serie di sorprese nel suo stagno. 

Le aspettative sono chiare: un libro artistico, che vuole portarci a scoprire i dettagli della vita in uno stagno. Mi ha fatto subito pensare a un libro fiaba o comunque a un racconto in cui la protagonista è un animale - nello specifico una rana - e che poi la storia sarà di invenzione.

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Se si rimane nel tono della fiaba e del racconto poetico Allora l'immagine "il mio arcobaleno"può funzionare. Assolutamente.

Poiché sono una naturalista - e quella che viene mostrata è una foto  - mi sono fatta delle domande: una rana vede i colori come noi? Cosa fa una rana in autunno? Riesce a vedere le foglie cangianti in giallo e rosso o è già in ibernazione?

A un certo punto la rana - o meglio l'autore - ci presenta alcune specie che incontra: ecco una crisopa. Poiché quella che vedo è una crisopa, da questo momento in poi l'autore diventa un riferimento per le specie presentate: gli credo. Gli dò valore, perché non dovrei?

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Passiamo alla pagina successiva in cui compare una "Samara". Siamo sicuri che sia una samara? 

Che io sappia due samare unite come quelle di tanti aceri si chiamano disamare. Infatti, se guardo in qualsiasi dizionario:  "La Samara è un frutto secco appiattito, con un solo seme, a forma di ala per sfruttare la forza del vento per una più ampia diffusione del seme." La Disamara: è un frutto secco, formato da due samare affiancate simmetricamente, a formare una specie di elica che favorisce la disseminazione tramite il vento.

E allora perché tradurle con samara? È una svista o è voluto (perché comunemente si parla di samare)?

Proseguiamo... 

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C'è scritto: "a volte mi capita di imbattermi in un antico egizio".

Cosa vorrà dire? (si chiederanno un bambino o un ragazzino poco curioso o che non hanno amato molto gli antichi Egizi?) 

Beh certo se al posto di questa immagine fosse stata scelta quella di un Ibis sacro (qui), qualcuno forse avrebbe avuto qualche reminiscenza relativa agli animali sacri agli Egizi (ippopotamo, coccodrillo ... ibis sacro). Peccato che l'ibis sacro sia bianco e nero e non corrisponda all'immagine proposta, che quindi non è collegata al testo e può risultare ancora più incomprensibile.

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Passiamo alla pagina successiva dove viene vista una formica che in realtà non è un solo una banale formica ma è una formica "soldato" o "guardiana" con delle mascelle molto grandi per difendere il nido (premetto che non sono esperta)  perché nelle formiche ci sono tanti individui molto differenti a livello "estetico" tra di loro, Nella pagina destra accanto l'autore "azzarda" un'associazione che potrebbe non essere compresa (anche se corretta).

Ho chiesto a diverse persone cosa rappresentasse e mi hanno detto: ma sono mosche?
In realtà si tratta di un periodo ben preciso in cui le formiche diventano di colpo alate e hanno una sciamatura in gruppo. Ora mi chiedo: quante persone lo sanno? Qualcuno sarà così curioso da cercarlo? Se un bambino chiede a un adulto che risposta riceverà? Quanti adulti saranno capaci di dire: non lo so, lo scopriamo insieme?

Quanti lo sanno così tanto sulla vita delle formiche a tal punto da poter analizzare con coerenza a questa immagine? Non ho una risposta, ma mi piacerebbe confrontarmi.

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Dopo essere tornati in un'atmosfera fiabesca e ironica, ecco un'altra pagina che non mi è chiara. Il testo dice: :"non sono la sola ad adorarlo. Anche il ragno granchio ha i suoi pasti preferiti "

A chi si sta riferendo la rana? Alla preda del ragno granchio femmina, che è una mosca? Se è così, allora la frase non sta in piedi a livello di italiano.

Al fiore rosa? Si sa che i ragni granchio sono esseri affascinanti, le cui femmine hanno quell'aspetto e di solito sono mimetiche e assumono il colore del fiore su cui stanno. Ma questo è un ragno bianco su un fiore rosa che mangia una mosca o un suo parente (guardate che occhi grandi, tipici degli insetti imparentati con le mosche) 

Cosa vuole raccontarci l'autore? La predazione o il fiore? Come ha fatto a catturare la preda senza essere visto dalla Mosca? Mistero! (Mi piacerebbe molto chiederlo all'autore del libro o alla traduttrice).

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Ecco un'altra pagina che mi ha messo in crisi come naturalista perché questo è proprio un vecchio luogo comune difficile da levare dalla testa delle persone e che viene invece rinforzato da questa immagine

Viene presentato "il mio Raymond": il lettore associa questa immagine di un rospo comune allo spasimante della nostra rana rossa. Eh sì perché il vecchio luogo comune che tanti ancora pensano, ovvero è che la rana sia la femmina del rospo (quante volte l'ho sentito dire non solo da bambini ma anche da adulti?).

La biologia ci dice altro: la rana è una specie e il rospo è un'altra specie. Non possono quindi fare uova. E se anche venissero fuori, i girini riuscirebbero a vivere? Bella domanda (indaghiamo insieme).

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Voltiamo pagina e anche qui anche se non si vuole tornare solo al tono della fiaba e della magia (ma in questo momento il bambino crede a quello che vede e legge, o no?) c'è un errore naturalistico molto comune che non si può lasciare perdere.

L'autore scrive "si chiama Jonas, è il mio figlio prediletto. Ma non ditelo agli altri 327!"

Questo, forse, mi ha detto una persona che ha guardato con me il libro: vuole essere un modo carino per dire che la rana fa tantissimi piccoli. ok

Però c'è quella parola: "prediletto" che non può essere associato ad una rana femmina!!!

E sapete perché? Perché nei pesci e negli anfibi soltanto i maschi si occupano della prole.Come mai? Qui c'è dietro una bellissima ipotesi che ha a che fare con la biologia. Se qualcuno vuole saperlo sarebbe bello che lo andasse a scoprire. Non è che sono pigra, ma penso che le domande che portano a essere curiosi siano più interessanti di risposte preconfezionate.

Ecco qui... ecco un bel merlo maschio. Con il suo becco giallo, la coda all'insù e quell'occhio contornato di giallo. Fa cip cip

Cosa?

Mi sa che questa rana non conosce proprio gli uccelli e ha scambiato il merlo per un passerotto

Alzi la mano chi ha mai sentito dire cip cip a un merlo

Alzi la mano chi non ha mai sentito la melodia che il merlo continua a fare all'inizio della mattina o alla fine della sera o a quelle quei versi sgraziati che emette quando qualcuno lo fa impaurire e che lo fanno scappare di botto

Il merlo non fa cip cip

Non l'ha mai fatto e non riuscirà mai a farlo (qui un esempio di canto)

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In una bellissima immagine in cui si vede l'occhio di un rapace notturno e un topo si scrive mondo crudele

In che storia siamo? È il pensiero di una rana? O è il pensiero degli uomini? Questo è un rapace e quella è la sua preda. Il mondo degli animali "non è crudele", non c'è moralità: se un rapace che non mangia muore. Questa in ecologia si chiama rete alimentare. Non esiste la cattiveria negli animali: esiste il vivere o il morire, il predare o l'essere predati. La compassione o il giudizio fanno parte della sfera umana. Quindi, la domanda è: chi si fa la domanda? Passiamo da un tono ironico a un piano filosofico o morale?

Mi sono un po' persa in questa storia e non riesco a capire questa rana che cosa voglia di dirmi

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L'Airone cenerino non è un buon vicino : mi è stato fatto notare che forse è stato scritto così perché fa rima

Eh sì fa rima però ma questo non è un airone cenerino ma si tratta di un airone rosso molto più rare molto più interessante di un comune (anche se bellissimo) cinerino, che ormai è ovunque, anche a Milano.

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qui sorvolo perché proprio non ho capito a chi si rivolge la falena

Sono sempre più in confusione guardando questo libro ... eppure è un'esplorazione, eppure con qualche domanda al posto di affermazioni poteva incuriosirmi...

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Ecco che arriva una citazione dotta : bellissima e per "volare alto". Ma se la leggo a un bambino o a un ragazzo devo spiegarla? O devo prendere in mano il quadro di Magritte?

Ci sarà chi cogliere questa sfumatura, ma deve essere anche una persona che ha studiato storia dell'arte, conoscere la storia dell'arte francese, e poi sapere che questo è un insetto che assomiglia a una foglia ... un po' complesso (a mio avviso)

 non so se l'accostamento con un intrico di foglie voglia dire la stessa cosa ovvero questa non è una foglia perché sono tante foglie ma dovrei chiedere l'autore


Insomma, ho provato a guardare questo libro con tanti occhi e sono confusa. Possiamo dire che a livello naturalistico 

si scambino tante lucciole per lanterne 

Eppure, cavoli, l'autore si era proposto in modo chiaro: mi ha fatto vedere una crisopa (non tutti la conoscono, è un insetto bellissimo e molto utile) e io ho pensato che fosse un riferimento da quel momento in poi. Eppure... ha tradito la mia fiducia.

Ho letto e riletto il libro, ho cercato il filo narrativo, ho seguito il tono ironico, i riferimenti fiabeschi, ma non ho compreso se tutti gli errori naturalistici siano voluti e nel caso perché.

Vorrei essere guidata da un libro e non vedere solo delle belle immagini o leggere delle parole che mi fanno a volte sorridere, vorrei capirne il senso al di là delle frasi in rima o della poesia delle immagini.

Mi chiedo come mai ancora oggi ci sia questa disattenzione verso il mondo naturalistico nel uno dei temi centrali che stiamo affrontando come Umanità è quello della biodiversità, prezioso conoscere e soprattutto amare animali e piante perché solo così avremmo la competenza e il rispetto per non distruggerle e per poterle salvare.

Invece siamo ancora qui, con questi "errori soliti "e con il mondo naturalistico che è considerato sempre di serie B rispetto al mondo culturale/artistico.

Sarei curiosa di vedere l'edizione originale per capire se ci sono tutti questi errori naturalistici visto che l'autore è un esperto di scienze


Concludo con una grande domanda: avete voglia di dirmi con sincerità cosa ne pensate? Mi interessa il vostro parere in qualsiasi caso, ma in particolare se siete degli insegnanti o degli educatori, dei genitori o dei bibliotecari o delle persone che lavorano con i libri, li progettano, li creano  li leggono ai bambini.

Grazie

venerdì 2 aprile 2021

Seduta accanto all'Ontano



Caro Ontano

Questa è la mia prima seduta qui.
Sono emozionata.
Sono attorniata dai canti degli uccelli: fringuelli, merli, cinciallegre, cornacchie. È un continuo vociare nel silenzio.

Tu ti stagli solitario nel prato con il tronco ammantato di licheni. 




Mostri gli abbozzi di nuova vita. E qualche pignetta secca dello scorso anno.
I miei pensieri sono travolti dai canti degli uccelli, qui veri protagonisti.
In lontananza ho appena sentito un fagiano. E un gallo.

Il sole caldo mi scalda il viso e un venticello lieve alla mia destra porta sollievo.
Sento il ronzare di api e mosconi.
Il prato è ricoperto da anemoni, primule tarassachi, violette e qualche croco.
Quanti anni hai? So di avertelo già chiesto ma forse non ho sentito la risposta.
Chi viene a trovarti? I picchi? E hanno dato dei buchi in alto?
Chi ha lasciato nel terreno quelle specie di grufolata? Sono davvero curiosa e non ho ancora risolto il mistero.
Nel prato accanto alle anemoni ricche di polline vedo anche le tue pignette e gli amenti penduli. Sono quelli dei noccioli?
Il tuo tronco è molto secco. Cosa posso dare per te? So che vivi in terreni che amano l'acqua.
Quanti anni hanno i licheni che abitano il tuo tronco? Alcuni sono tondi e piccoli, altri giganteschi e i loro confini si confondono in mezzo ad altri licheni.
Ci sono altri ontani vicino alla siepe. Le vostre radici sono connesse? Cosa vi dite? Sarei curiosa di saperlo.
Ma tu ti ricordi del grande noce che c'era nel nostro prato? Era abbastanza vicino a te. È stato fulminato e ora non c'è più. Era altissimo. Ora guardo l'altro noce vicino alla casa e direi che si è fatto grande e bello. Sovrasta la casa rosa di un bel po'. Ha più di 40 anni.
Verrò a trovarti anche più tardi o stasera.
Sono curiosa di sentire e vedere le differenze.
Buona giornata


mercoledì 28 ottobre 2020

Disegnare per conoscere



Caro liriodendro,
le tue foglie mi hanno affascinato da sempre. In questi giorni le osservo, scoprendo quanto siano cangianti nei colori. Ti stai arrossando pian piano, e le fronde verdi lasciano spazio a colori caldi, quali giallo e arancio caki. Oggi ho provato a chiedere ad Andrea di osservare qualche tua foglia caduta che ho raccolto, insieme ad altre di quercia. In tantissimi sostengono caldamente il disegno dal vivo quale strumento di conoscenza. Solo allora, aiutati magari da alcune domande, si può esplorare a tutto tondo.
Proveremo ancora altre volte. E ogni domanda porterà a nuove esplorazioni.





 Settimana scorsa siamo partiti dal frutto della maclura.







mercoledì 14 ottobre 2020

Racconti urbani intorno alle foglie



Capita di osservare da lontano gli alberi di quercia, notando che ognuno ha una colorazione differente.
Poi avvicinandosi la meraviglia. 





Scoprire ricami compiuti da chi?
Sarà la foglia che inizia a decomporsi sull'albero?
Sarà opera di qualche insetto?
Ci sarà messo anche il vento? 

Io ho solo tante domande e nessuna risposta.
Rimane lo stupore.



Stupore che continua osservando le singole foglie e come "decidono" di cambiare la colorazione. In alcuni casi è a tratti come se un pittore avesse dato una spruzzata di colori caldi. In altri casi c'è l'omogeneità.
Come mai accade?
Sarà diverso a seconda dell'individuo o del ramo?
Della sua esposizione al sole?