Andrea l'amante della natura. Andrea l'amante delle storie. Ieri ne ha inventata una. I protagonisti sono due bambini che si trovano in una foresta magica...
Cosa succederà??
I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla Natura, dagli albi illustrati all'educazione, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini. Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. Mettetevi comodi e leggete. E se avrete voglia di commentare mi farete solo piacere. Buona navigazione.
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domenica 7 novembre 2021
Il libro della foresta di Andrea
sabato 24 aprile 2021
Osservazioni e disegno dal vivo di una talpa
Mi è capitato tra le mani un ricordo del 24 aprile del 2017 e penso sia bello condividerlo.
Quel giorno ci trovavamo in campagna e mi ero avventurata nel bosco da sola. Lungo la strada che ho percorso ancora alcune settimane fa, ricordo di aver trovato una talpa morta. Non era la prima volta ma l'emozione è stata fortissima. La prima volta ricordo che avevo concluso da poco l'università e stavo facendo un tirocinio sulle rondini nelle cascine. Lungo la strada avevo trovato una talpa e l'avevo portata a casa (i miei genitori in questo sono stati sempre molto disponibili e accoglienti... un po' come la madre di Gerald Durrell che gli consentiva di tutto, almeno per quel che lui racconta nel bellissimo libro "La mia famiglia e altri animali", ancora un best seller).
Avendo fatto da poco un corso con lo strepitoso Massimo Demma, da cui avevo cercato di apprendere il più possibile sull'arte del disegno naturalistico, mi ero messa a disegnarla. Chissà dove sono ora quegli schizzi...
Tornando a quattro anni fa, periodo in cui non disegnavo più, ho deciso che fosse una ghiotta occasione per proporre l'animale ai miei bambini, allora di 10 e 6 anni e mezzo. Così, con le dovute precauzioni l'ho portata a casa e l'ho fatta osservare ai bambini e poi disegnare. Per poi, riportarla in natura, al suo destino.
Quel giorno ci trovavamo in campagna e mi ero avventurata nel bosco da sola. Lungo la strada che ho percorso ancora alcune settimane fa, ricordo di aver trovato una talpa morta. Non era la prima volta ma l'emozione è stata fortissima. La prima volta ricordo che avevo concluso da poco l'università e stavo facendo un tirocinio sulle rondini nelle cascine. Lungo la strada avevo trovato una talpa e l'avevo portata a casa (i miei genitori in questo sono stati sempre molto disponibili e accoglienti... un po' come la madre di Gerald Durrell che gli consentiva di tutto, almeno per quel che lui racconta nel bellissimo libro "La mia famiglia e altri animali", ancora un best seller).
Avendo fatto da poco un corso con lo strepitoso Massimo Demma, da cui avevo cercato di apprendere il più possibile sull'arte del disegno naturalistico, mi ero messa a disegnarla. Chissà dove sono ora quegli schizzi...
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| La talpa di Marco "Le ho fatto gli occhi così sembra più bella". |
sabato 3 aprile 2021
Disegno dal vivo e i libri di Edith Holden
Alzi la mano chi tra gli amanti della natura e dell'illustrazione naturalistica, specie della mia generazione, non è cresciuto con i libri di Edith Holden.
Edith Holden era una bravissima disegnatrice dal vivo, che usava gli acquarelli in modo fenomenale. Autrice di due diari, che ha tenuto nel 1905 e nel 1906, è morta troppo presto (affogata nelle acque del Tamigi a 49 anni, mentre raccoglieva fiori per il suo erbario).
"Il diario di una signora di campagna del primo del Novecento" è il più noto, e uscito prima, anche se risale al 1906. Qui, si trovano appunti naturalistici legati ai mesi dell'anno, con annotazioni che si intrecciano alle poesie che amava.
Io ho passato la mia infanzia e giovinezza immersa nei boschi di Miasino, un luogo in collina in provincia di Novara. Grazie ai miei genitori sono cresciuta libera di esplorarli, di conoscere piante e uccelli, di provare a disegnarli e creare i miei primi erbari.
Ritornare qui oggi, durante la pandemia, ha un significato profondo e, per la prima volta, mi è sembrato di passare davvero il testimone a qualcuno. Andrea è sempre cresciuto con un profondo amore per la natura: senza che lo invitassi, parlava già da piccolo con alberi, fiori e animali. Io, questa dimensione forse dimenticata, l'ho scoperta (o riscoperta?) durante il corso di Christian Mancini e Raffaella Cataldo (H3 educamp, ne ho parlato qui) e devo dire che la prima volta che ho parlato a un fiore, nel 2019, ero in estremo imbarazzo. Poi, di colpo, ho sentito un dialogo molto forte. Ora quando vado in giro mi fermo ad abbracciare gli alberi, a osservare le loro ferite. A osservare cosa succede intorno.
Il primo incontro è stato quello da sola, mediato dalla mia passione per il disegno. Dopo tantissimi tentativi di disegno dal vivo e dopo avere iniziato a 11 anni un corso di disegno sulla porcellana (e non solo) dalla Meris, che è stata non solo la mia Maestra, ma anche la mia mentore, oltre che zia e un riferimento ancora presente nel cuore, ho scoperto i libri di Edith Holden.
Edith Holden era una bravissima disegnatrice dal vivo, che usava gli acquarelli in modo fenomenale. Autrice di due diari, che ha tenuto nel 1905 e nel 1906, è morta troppo presto (affogata nelle acque del Tamigi a 49 anni, mentre raccoglieva fiori per il suo erbario).
"Il diario di una signora di campagna del primo del Novecento" è il più noto, e uscito prima, anche se risale al 1906. Qui, si trovano appunti naturalistici legati ai mesi dell'anno, con annotazioni che si intrecciano alle poesie che amava.
"Appunti sulla natura di una signora inglese del primo Novecento" è stato pubblicato in Italia da Mondadori dopo il successo del primo e riprende la stessa struttura.
Da quando siamo arrivati a Miasino, abbiamo iniziato a osservare i fiori spontanei nei prati, che grazie al sole caldo, si stanno tinteggiando di colori ogni giorno di più. Mentre i denti di cane sono quasi spariti e sono solo presenti ancora nei boschi (anche se molto secchi), i prati sono pieni di primule, anemoni dei boschi, alcuni crochi (di solito fioriscono presto), violette, pervinche minori (quelle maggiori le ho viste in Toscana, proprio negli stessi mesi), i favagelli, e infine, anche le delicatissime acetoselle (dalle foglie triangolari, simili a quelle dei trifogli).
Oggi abbiamo deciso di prendere in mano i libri di Edith Holden e Andrea ha voluto che gli spiegassi come disegnare un fiore. Siamo partiti con la struttura del fiore (petali, pistillo e antere), a osservare la disposizione dei petali e la forma e poi via... ho lasciato che guardasse dal vivo i fiori e provasse a disegnarli mentre anche io mi cimentavo in questa arte che ho quasi del tutto abbandonato e in cui sono un po' arrugginita.
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martedì 10 novembre 2020
Disegniamo insieme?
"Mamma disegniamo insieme?"
...
"Ma disegnare con te è come una droga. Ti ricordi quando ci siamo messi a schiacciare i ricci di quella pianta? (ippocastano)
Comunque mi sono divertito.
Mamma comunque tu sei una mamma mammosa"
Comunque mi sono divertito.
Mamma comunque tu sei una mamma mammosa"
Chiedetemi se sono felice...
mercoledì 28 ottobre 2020
Disegnare per conoscere
Caro liriodendro,
le tue foglie mi hanno affascinato da sempre. In questi giorni le osservo, scoprendo quanto siano cangianti nei colori. Ti stai arrossando pian piano, e le fronde verdi lasciano spazio a colori caldi, quali giallo e arancio caki. Oggi ho provato a chiedere ad Andrea di osservare qualche tua foglia caduta che ho raccolto, insieme ad altre di quercia. In tantissimi sostengono caldamente il disegno dal vivo quale strumento di conoscenza. Solo allora, aiutati magari da alcune domande, si può esplorare a tutto tondo.
Proveremo ancora altre volte. E ogni domanda porterà a nuove esplorazioni.


Settimana scorsa siamo partiti dal frutto della maclura.
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