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martedì 21 novembre 2023

"Prima di tagliare un albero" di Arianna Papini, Camelozampa, in Feltrinelli

 

Per festeggiare la 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢 non c'è albo più adatto di "Prima di tagliare un albero" di Arianna Papini, vincitrice del 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐀𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐞𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞, edito da Camelozampa (qui). Un albo scritto con il cuore, da una persona, un'artista che li ama e li difende strenuamente, anche attraverso il suo lavoro, ma non solo. 

Arianna Papini, con poche frasi e immagini che aprono la mente e l'anima, ci trasporta all'essenza di queste creature, spesso poco considerate, che ci donano tantissimo e alle quali dobbiamo letteralmente la vita. Infatti, se non esistessero le piante, non esisterebbe la vita sulla Terra perché esse producono non solo gli zuccheri, essenziali per il cibo, ma soprattutto l'ossigeno per respirare.

E dunque in questo albo, amato e compreso anche dai piccolissimi, ma non solo, Arianna Papini ci invita a riflettere su quanto preziosa sia la relazione con questi esseri viventi così speciali, capaci sia di farci stare bene (e donarci benessere sia nelle piccole sia nelle grandi cose) sia di essere utili anche a tanti altri esseri viventi, dalle formiche ai cani, dalle cicale agli uccelli.. e ancora...

Pagina per pagina si aprono mini racconti e spunti per riprendere un pensiero, far riaffiorare un ricordo o un'esperienza.


E proprio l'albo ci ha accompagnati domenica scorsa alla Feltrinelli di corso Buenos Aires di Milano, durante un laboratorio.  

Ognuno ha creato il suo albero, con i materiali che preferiva e nel modo prescelto. C'è chi lo ha realizzato singolarmente, chi ha chiesto aiuto per tagliare o incollare ai genitori, chi ancora lo ha fatto in coppia.

L'emozione è sempre viva, peccato non poterla esprimere meglio in parole. Ecco il video con i lavori per chi vuole..

sabato 3 aprile 2021

Disegno dal vivo e i libri di Edith Holden






Alzi la mano chi tra gli amanti della natura e dell'illustrazione naturalistica, specie della mia generazione, non è cresciuto con i libri di Edith Holden.

Io ho passato la mia infanzia e giovinezza immersa nei boschi di Miasino, un luogo in collina in provincia di Novara. Grazie ai miei genitori sono cresciuta libera di esplorarli, di conoscere piante e uccelli, di provare a disegnarli e creare i miei primi erbari.

Ritornare qui oggi, durante la pandemia, ha un significato profondo e, per la prima volta, mi è sembrato di passare davvero il testimone a qualcuno. Andrea è sempre cresciuto con un profondo amore per la natura: senza che lo invitassi, parlava già da piccolo con alberi, fiori e animali. Io, questa dimensione forse dimenticata, l'ho scoperta (o riscoperta?) durante il corso di Christian Mancini e Raffaella Cataldo (H3 educamp, ne ho parlato qui) e devo dire che la prima volta che ho parlato a un fiore, nel 2019, ero in estremo imbarazzo. Poi, di colpo, ho sentito un dialogo molto forte. Ora quando vado in giro mi fermo ad abbracciare gli alberi, a osservare le loro ferite. A osservare cosa succede intorno.





Il primo incontro è stato quello da sola, mediato dalla mia passione per il disegno. Dopo tantissimi tentativi di disegno dal vivo e dopo avere iniziato a 11 anni un corso di disegno sulla porcellana (e non solo) dalla Meris, che è stata non solo la mia Maestra, ma anche la mia mentore, oltre che zia e un riferimento ancora presente nel cuore, ho scoperto i libri di Edith Holden. 



Edith Holden era una bravissima disegnatrice dal vivo, che usava gli acquarelli in modo fenomenale. Autrice di due diari, che ha tenuto nel 1905 e nel 1906, è morta troppo presto (affogata nelle acque del Tamigi a 49 anni, mentre raccoglieva fiori per il suo erbario).



"Il diario di una signora di campagna del primo del Novecento" è il più noto, e uscito prima, anche se risale al 1906. Qui, si trovano appunti naturalistici legati ai mesi dell'anno, con annotazioni che si intrecciano alle poesie che amava.
"Appunti sulla natura di una signora inglese del primo Novecento" è stato pubblicato in Italia da Mondadori dopo il successo del primo e riprende la stessa struttura.




Da quando siamo arrivati a Miasino, abbiamo iniziato a osservare i fiori spontanei nei prati, che grazie al sole caldo, si stanno tinteggiando di colori ogni giorno di più. Mentre i denti di cane sono quasi spariti e sono solo presenti ancora nei boschi (anche se molto secchi), i prati sono pieni di primule, anemoni dei boschi, alcuni crochi (di solito fioriscono presto),  violette, pervinche minori (quelle maggiori le ho viste in Toscana, proprio negli stessi mesi), i favagelli, e infine, anche le delicatissime acetoselle (dalle foglie triangolari, simili a quelle dei trifogli).



Oggi abbiamo deciso di prendere in mano i libri di Edith Holden e Andrea ha voluto che gli spiegassi come disegnare un fiore. Siamo partiti con la struttura del fiore (petali, pistillo e antere), a osservare la disposizione dei petali e la forma e poi via... ho lasciato che guardasse dal vivo i fiori e provasse a disegnarli mentre anche io mi cimentavo in questa arte che ho quasi del tutto abbandonato e in cui sono un po' arrugginita.