giovedì 11 aprile 2019

Bilancio della prima settimana con Sally

 



Ecco un bilancio della prima settimana con Sally

- ormai è diventata di casa, nel senso che si sente a casa e sta diventando furba, lasciandosi andare
- ha consumato tre kg di croccantini
- adora strusciarsi nell'erba, specie se bagnata (come darle torto?)
- si fa pulire le zampe e il pelo a meraviglia
- ascolta i NO decisi
- con il peluche a papera di Marco e Andrea in bocca sembra un cane da caccia 🙃😂😂
- adora correre come una pazza e travolgere
- da quando ha incontrato sua sorella Gala ha scoperto che è bello stare sulle panchine dell'area cani
- inizia a rincorrere i legnetti
- stasera per la prima volta ha saltato la panchina da dietro lo schienale da ferma💓🤪
- adora il cucciolo di casa e lui adora lei, sono quasi in simbiosi e lui mi tiene il muso questi giorni visto che è malato e non può portarla fuori
- abbaia ancora a Massimo ma ce la faremo: al mare sarà tutto più semplice
- è un cane allegro, dolce, coccolonissimo e buono
- si è fatta coccolare per tre ore da bambini in piazzetta ed è rimasta viva (!!) poi nell'area cani mi ha guardata come per dire: finalmente altri amici a quattro zampe
- è sempre la mia ombra
- ha imparato a far saltare in aria i giochi
- con lei sto riscoprendo la bellezza di camminare, uscire anche al buio senza avere paura, ritrovare i silenzi e conoscere gente
- ho scoperto come essere una padrona pulita (quindi si può non sporcare il marciapiede anche se il cane la fa sul marciapiede): ho sempre dietro una bottiglietta d'acqua che uso all'occorrenza #sapevatelo
- ho scoperto che in zona esiste addirittura un gruppo fb dei padroni degli animali da compagnia per conoscersi: potevo non farne parte?
- Sally russa specie quando è in camera nostra visto che a Massimo da fastidio, così oltre a me che russo si trova un'altra femmina che fa rumore😜
- Sally non russa mai di giorno, neanche quando è messa strana sulla sua cuccia: ma vuol fare un dispetto a Massimo? 🤪
- Sally è ancora di proprietà di una signora siciliana ma spero che presto il passaggio di proprietà avvenga (è più veloce acquistare una macchina che adottare un cane secondo le regole) 🙃
- Sally, nonostante sia stata abbandonata, ha avuto la fortuna di crescere con i fratelli ed è senza traumi. Per una che ha avuto un cane pieno di traumi fino ai suoi 16 vuol dire tanto
_ Sally è adorabile con gli altri cani
_ Sally conquista tutti gli sguardi dei passanti e dei negozianti
_ Sally ha un pelo fantastico. Anche se si sporca torna pulita in un attimo: alla Whisky si attaccava di tutto, anche questa è una grande fortuna
- Sally fa finta di dormire dai bambini ma poi viene da noi sempre
–Sally penso stia sognando e vi augura la buona notte
Tutte le reazioni:
Cinzia D'alessandro, Elisa Bolchi e altri 22

giovedì 4 aprile 2019

Benarrivata Sally!


Non sono ancora passate 24 ore e già ci sembra di averti qui da sempre. Marco ha voluto tenerti con sé dopo che siamo andati a prenderlo a scuola, Andrea ha smesso immediatamente di avere paura dei cani. Ha chiacchierato, chiacchierato, chiacchierato con i proprietari di cani - nell'area cani che lui chiama a volte canile

🤪 forse perché il posto dove stavi era proprio bello - si sta informando su come tenerti. Ha voluto passare dai suoi amici, anche grandi a presentarti e mi ha detto che è disposto a rinunciare ai giochi elettronici se tu giochi con lui. Ieri sera è venuto con me alle 22 fuori e stamattina sotto il diluvio alle 6.30. Eravamo zuppi e tu Sally ci guardavi stupita ferma nell'area cani (hai pensato che fossimo pazzi??) mettendoti sotto la mia mantella e l'ombrello.
Hai un pelo lucido e splendente che si pulisce in un baleno.
Stamattina mi hai emozionata guardandoci con aria scondinzolante come per dire "Sogno o son desta, sono ancora qui con voi!". Andrea ti ha già regalato i suoi peluche (anche Lucky il cane perché sei un cane) per farti sentire a tuo agio. Così sentirai un po' del suo odore e di quello di Marco e ti faranno compagnia. Sappi che il paperotto ha passato tutto il tempo alla scuola d'infanzia per l'ambientamento di Marco e poi di Andrea quindi è magico.

Ora sei qui accanto a me, ti piace accoccolarti sui miei piedi o sulle mani e leccarci ma sei delicata.

Mi guardi con aria dolce di chi non sa ancora bene come comportarsi (ieri ti sei spaventata con Leon, un cagnolino microscopico dal carattere da gigante) ma stai prendendo le misure, lo sappiamo. Sei già educata, se ti scappa la pipì la fai sul telo apposito: dove lo hai imparato?

Sei pulita, coccolona, non hai ancora abbaiato neanche quando ieri sera è tornato Massimo e non conosciamo la tua voce. Sarà forte come quella di Gala? o diversa?

Riconoscerai tua sorella?
Chissà...
Eccoci qui come ha detto Marco nella nostra nuova vita. Benarrivata.

martedì 26 marzo 2019

"Una gallina nello zaino" di Guia Risari e AnnaLaura Cantone, Terre di Mezzo Editore



Se inizierete a leggere "Una gallina nello zaino" di Guia Risari e AnnaLaura Cantone, Terre di Mezzo Editore (qui la scheda) penso che vi capiterà come alla sottoscritta: ovvero, non lascerete questo libro per nessun motivo al mondo finché non lo avrete finito. Alla fine ne avrete solo guadagnato in salute, visto che è dimostrato che ridere fa bene e questo libro, ve lo assicuro, vi metterà di buonumore.


La storia non voglio/posso troppo raccontarla, altrimenti rischio di rovinarvi la sorpresa e il piacere di gustarvela fino in fondo con i vostri figli. Posso solo dirvi che alla fine non guarderete più una gallina come prima ma come capita a Orazio, il protagonista della nostra storia - insieme naturalmente a Carmen (il volatile in questione) - che prima la considera solo un pollo, poi la "promuove" a gallina e in seguito la considera decisamente una bella gallina.

Se Orazio all'inizio del racconto sembra solo un bambino considerato piccolo da tutti e continuamente preso in giro dal fratello più grande Francesco, si rivelerà invece pieno di risorse e l'unico in grado di comprendere, come dice sua mammam "il gallinese".

Così dopo una gita iniziata malvolentieri una domenica mattina in cascina, con la pancia semivuota, Orazio si troverà a ritornare a casa con una gallina nello zaino. Una gallina speciale, in grado di essere, allo stesso tempo, esilarante nei dialoghi e saggia, facendogli apprezzare di più la scuola (chissà cosa accadrebbe se ne portassi io una in casa? Ne avrei proprio bisogno!!).


Il testo scorre piacevolmente accompagnato dalle ormai riconoscibili e sempre belle illustrazioni in bianco e nero di AnnaLaura Cantone. Un libro che accompagna l'ironia alla saggezza, scritto in un italiano che arricchisce l'immaginario dei bambini con le sue descrizioni poetiche.
Insomma, io spero proprio che ci sia un seguito, visto che in copertina c'è un bollino in alto che dice "Un'avventura di Carmen e Orazio".

sabato 2 marzo 2019

"Wunderkammer Le stanze della meraviglia", al cinema dal 4 al 6 marzo

Tutto ciò che è ignoto si immagina pieno di meraviglie
Tacito



Molti naturalisti o esperti di musei sapranno forse già molto sulle "Wunderkammer Le stanze della meraviglia", ma non avranno certo avuto occasione di entrare in luoghi inaccessibili, come case o castelli privati. Quindi come tante altre persone, comodamente seduti in una poltrona dal 4 al 6 marzo avranno la possibilità di visitare al cinema luoghi davvero incredibili, dove da secoli vengono collezionate curiosità di ogni tipo.

Scoprire anche l'evoluzione delle camere da quelle rinascimentali, inaugurate dai potenti - dotti o appassionati - dopo la scoperta dell'America, quando animali incredibili sono stati scoperti e portati in Europa, a quelle costituitesi con l'avvento dell'Illuminismo, fino ai più conosciuti musei moderni, è davvero interessante.

Grazie a esperti (professori universitari, curatori di musei - anche del Mudec di Milano o della Tate Modern, di Londra) storici dell'arte, appassionati collezionisti e galleristi) viaggeremo tra Italia, Inghilterra e Francia.
Oggi le Wunderkammer vengono suddivise in quattro categorie. La prima è quella dei Naturalia, dove si trovano reperti naturali, come coralli, fossili, animali tassidermizzati disposti ovunque (tipici i coccodrilli sui soffitti!... perché evocavano mostro che si avvicinavano al drago secondo la tradizione medievale... erano dunque sospesi nelle Wunderkammer come citazione alle collocazioni medievali nelle chiese, simbolo del demonio), con alcune specie frutto dell'invenzione umana (le cosidette "chimere" che intrecciano animali diversi per spaventare o incuriosire il visitatore). 
La seconda è quella degli Artificialia ovvero oggetti che sono il risultato di una lavorazione artigianale, come avori e madreperle, come i nautilus trasformai in boccali elaborati e anche automi.
La terza è quella degli Scientifica strumenti tecnici usati per le prime osservazione degli astri e del cielo, quali cannocchiali, orologi o globi. Infine, gli Exotica che riuniscono maschere e manufatti tribali e testimonianze di animali mitologici (es. unicorni o draghi).

Tra gli italiani citati c'è Ulisse Aldovrandi, di Bologna, che aveva collezionato ben 17mila reperti (scoperti anche grazie ai disegni che ha lasciato) e Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che nel suo palazzo voleva raccogliere tutto lo scibile umano.

Durante l'anteprima stampa Luca Cableri, collezionista di Arezzo (Theatrum Mundi, qui), ha spiegato come oggi quello che interessa il mercato siano oggetti particolari: tute spaziali (russe), dinosauri, meteoriti. Ha parlato anche di cifre: per uno scheletro di Tyrannosaurus rex intero ci vuole almeno un milione di euro (!). Naturalmente l'acquirente è interessato alla qualità e bellezza del reperto, alla sua provenienza, al restauro ma quello che lo spinge più di tutti all'acquisto è il desiderio di possedere per sé quel reperto.
Come è spiegato nel film, oggi esiste un'etica ben precisa (meno male, direi!) per il trattamento degli animali delle collezioni, che non sono prelevati in natura ma hanno una certificazione che documenta la loro origine da parchi faunistici.

Il film documentario è stato realizzato da Magnitudo Film - la regia è di Francesco Invernizzi -e sarà distribuito nei cinema aderenti grazie alla collaborazione con CHILI. L’elenco delle sale è disponibile  su www.magnitudofilm.com. 
Per quel che mi riguarda, se vi ho incuriositi, val la pena spendere i soldi del biglietto, tanto in pochi possiamo permetterci di acquistare un oggetto da collezione (non solo per i soldi, ma anche per lo spazio!). Qui potete vedere il trailer.

martedì 26 febbraio 2019

"Julián è una sirena", di Jessica Love, Franco Cosimo Panini



Appena si sfoglia "Julián è una sirena", di  Jessica Love, edito in Italia da Franco Cosimo Panini (qui), si capisce subito perché abbia conquistato quest'anno il BRAW, (Bologna Ragazzi Award) premio prestigioso conferito dalla Bologna Children's Book Fair. Come tutte le storie semplici, che riescono a narrare temi complessi, l'albo illustrato conquista innanzitutto per i suoi colori e l'illustrazione che racconta a tal punto da sembrare quasi un libro senza parole.

Julián è un bambino che ama le sirene: come tutti i bambini persi tra i libri, si perde nella fantasia e vede le sirene anche laddove forse non ci sono (o dove gli adulti non riescono a vederle). Per sua fortuna, ha una nonna all'apparenza burbera, Abuela, dalle forme morbide (che ricorda la Venere di Willendorf) e che contrasta nella sua "aggraziata corpulenza" con il corpicino magro del bambino, che nel suo silenzio "comprende e ascolta".


Anche se sono in metrò, Julián si immagina di immergersi nell'acqua e svestirsi con grazia di tutti i suoi abiti, finché i suoi capelli non si disperdono morbidi e immensi nel fluido. Ed è così che ci si ritrova immersi in una doppia pagina (che definire splendida è riduttivo), in cui il bambino si trova attorniato in una sorta di danza ondeggiante da tantissime meravigliose forme marine capitanate da una manta nera punteggiata di bianco e con una "coda" di meduse viola con i tentacoli color del fuoco. E in mezzo a queste creature sembra avere uno strascico come le sue amate sirene. E poi il "miracolo" accade, con un pesce che gli fornisce una collana di coralli rosa. Proprio quando è nel mentre del suo sogno a occhi aperti la nonna lo "sveglia" per farlo scendere.


I due vanno a casa con una nonna apparentemente distratta in uno scenario in cui ci si perde a osservare con cura i diversi personaggi in strada. Mentre Abuela si fa una doccia, il ragazzino si agghinda con cura con quello che trova, con una creatività da far rimanere a bocca aperta, impiegando le felci e la tenda della nonna.


E proprio quando lui mostra fiero la sua creazione, la nonna si imbroncia... come finirà la storia? Sarà la nonna capace di comprendere il nipotino o lo rimprovererà? A voi leggerla...

Io mi sono innamorata di questo albo prezioso, che con delicatezza e naturalezza, anche nei gesti delle immagini, racconta la storia di un ragazzino che sa chi vuol essere, nonostante tutto. Un albo che tutti dovrebbero leggere e rileggere. Noi lo abbiamo fatto più volte...


PS non perdetevi i risguardi (ovvero le pagine seguenti alla copertina - qui sopra - e che precedono il retro di copertina).

Di seguito le motivazioni della giuria, che ha conferito il premio Opera prima
"Un bambino, ispirato da incontri reali e da visioni fantastiche, gioca a creare - con una tenda e fronde di piante da appartamento - e indossare un costume da sirena. Sua nonna lo aiuta a perfezionare il travestimento con una collana e i due si recano ad una festosa parata a tema marino. Due generazioni a confronto, il carnevale, il gioco della maschera, la libertà e la festa. La giuria ha apprezzato la maturità del lavoro grafico, dalla copertina ai risguardi, per la qualità della concezione complessiva e del disegno, del ritmo e della capacità narrativa. I ritratti dei personaggi sono dotati di precise sfumature espressive e affettive, le scene sono rappresentate con semplicità ed equilibrio compositivo in tavole realizzate a tecnica mista di acquerelli e tempere. È il lavoro - straordinariamente compiuto - di una nuova artista."

giovedì 21 febbraio 2019

Tintoretto Un ribelle a Venezia, al cinema dal 25 al 27 febbraio

"Il primo regista della storia"Jean-Paul Sartre



Avete solo tre giorni di tempo (25, 26, 27 febbraio 2019), per andare a vedere il docu-film Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, prodotto da Sky Arte in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di un pittore straordinario, istintivo e appassionato qual è stato Jacopo Robusti (1519-1594). Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato da Stefano Accorsi e arriverà in anteprima mondiale nelle sale cinematografiche italiane, grazie alla distribuzione di Nexo Digital (elenco sale su nexodigital.it), in collaborazione con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it. Contenuti e approfondimenti anche sul sito: arte.sky.it/tintoretto. Trailer qui.

L’appuntamento si inserisce nel calendario della Grande Arte al Cinema, un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital (seguiranno: Gauguin a Tahiti a marzo, Il Museo del Prado ad aprile, Il giovane Picasso e Dentro Caravaggio a maggio), qui. 

(Copyright: Scuola Grande di San Rocco e Chiesa di San Rocco) - La strage degli Innocenti
(Copyright: Scuola Grande di San Rocco e Chiesa di San Rocco) - La fuga in Egitto.
Inutile dirvi che il documentario merita perché Tintoretto non solo è un grande artista, di cui vanno conosciuti (o riconosciuti forse?) il genio e il talento, ma anche perché quello che sorprende sono anche il suo carattere e la sua vita straordinaria. In effetti, si scopre molto di lui, grazie agli studi compiuti da Melania G. Mazzucco (vi consiglio il romanzo “La lunga attesa dell’angelo, Rizzoli, qui). Per esempio, sono rimasta stupita che il pittore non abbia lasciato Venezia quando è arrivata la peste, nonostante avesse già nove figli (!). Mi ha sorpreso anche il suo modo inconsueto di “conquistare” commesse, come regalare un vero dipinto al posto di un bozzetto per aggiudicarsi l’appalto. Insomma, un artista talmente appassionato della sua arte da non smettere mai di produrre (le opere realizzate visibili nel documentario sono davvero tante e, molte, a portata di tutti, visto che si trovano in chiese o altri luoghi a Venezia). Pensate che Tintoretto, rivale da sempre del suo maestro Tiziano (che lo aveva cacciato dalla sua bottega per invidia), realizzò un’opera più grande di quella compiuta dallo stesso Michelangelo.
Insomma, un artista che nonostante le umili origini (era infatti figlio di un tintore, da cui il soprannome), riuscì ad affermarsi in una Venezia aristocratica, grazie al suo impegno incessante a livello pittorico.


Se dunque molto scoprirete attraverso il film (di cui vi svelerò poco, per non rovinare l’attesa e la sopresa, perché merita), mi interessa soffermarmi sull’incontro riservato alla stampa con il cast artistico e tecnico che ha realizzato il documentario. 


Melania Mazzucco ha seguito Tintoretto da una ventina d’anni. Qui sotto il video in cui racconta la sua passione per Tintoretto, nata come “una vera e propria storia d’amore”. 

 

Mi è piaciuto moltissimo anche l'intervento di Stefano Accorsi, per la sua spontaneità e la passione con cui ha parlato del privilegio che abbiamo nel nostro Paese di godere di opere d'arte straordinarie, che possono essere viste anche solo frequentando una chiesa (e non per forza andando a visitare le mostre). Inoltre, da madre, ho apprezzato il suo desiderio di avvicinare i figli all'arte, fosse anche lasciandoli scorrazzare per le stanze di un Museo, perché anche quello fa.


Sono inoltre felice di altre due cose. 
Tra gli esclusivi contributi presenti nel documentario, infatti, figura anche il dietro le quinte di un fondamentale intervento di recupero e conservazione di due capolavori che, grazie al sostegno di Sky Arte, verranno esposti in tutto il loro splendore al termine delle delicate fasi di restauro, all'interno della grande mostra in programma nel 2019 alla National Gallery of Art di Washington. Quindi, che nell'ambito del progetto ci sia anche l'intento di recuperare due teleri dipinti negli stessi anni, tra il 1582 e il 1583, raffiguranti la Vergine:Maria in meditazione e Maria in lettura. Iniziato a maggio del 2018, il restauro è stato condotto proprio nella Scuola Grande di San Rocco a cui Tintoretto lega il suo nome: smontate le due tele dalla loro sede storica, sono state collocate nella Sala Terrena e affidate agli esperti restauratori della CBC Conservazione Beni Culturali di Roma.

Secondo, che tutti i titoli della Grande Arte al Cinema possono essere richiesti anche per speciali matinée al cinema dedicate alle scuole. Questo mi sembra particolarmente importante per i docenti per avvicinare in modo diverso i loro allievi alla storia dell'arte.
Per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633.

mercoledì 13 febbraio 2019

Otto


Le conchiglie sono pronte e io mi sono imbozzolata nella sirena e mi sento un po' come ti sentivi tu allora.
Otto anni fa a quest'ora Marco aveva deciso che un mal d'orecchi eccezionale non lo faceva dormire. A nulla sono servite coccole e tachipirina. Solo dopo quattro ore si è riaddormentato. Ed è lì che è iniziata la nostra avventura: contrazioni regolari ogni cinque minuti. Attesa prima di svegliare i nonni, in ospedale alle 7 e alle 10.15 ti stringevo tra le mie braccia. 
 
Sembra ieri ma sono passati 8 anni. 
 
Sei caparbio, testone, ti offendi facilmente, hai una risata contagiosa, i dentoni da coniglietto, ti imbozzoli tra le coperte e mi chiedo come tu possa riuscire a respirare. 
Sei attento agli altri, premuroso, sei sensibile a chi offende i tuoi compagni e a volte fai discorsi così profondi da commuovermi. Sei il mio #insettajones, catturi insetti e animali piccolissimi con le tue diitine prensili. 
Ora hai paura dei cani - persino di Gala - e dei gatti. 
Sei geloso di tuo fratello, di Gala e di tutti. Pensi che non ti voglia bene e non so come dimostrartelo se non riempiendoti di coccole e carezze. 
Sei bravissimo a disegnare ma non ci credi. 
Sei bravo a scacchi ma ti senti incapace. Hai bisogno di continue conferme, 
non so perché. 
Ti piace farmi il gioco dei bacini che hai inventato e domenica mi hai fatto un regalo bellissimo "un frutto che sta per trasformarsi in seme". 
 
Sei la mia cozzetta, il mio angioletto, il mio diavoletto.
Auguri cucciolo mio. Auguri Andrea. Spero che tu possa crescere felice e ridere sempre più. Arrabbiarti meno e amare quello che fai.
Ti voglio bene. Mamma