giovedì 21 febbraio 2019

Tintoretto Un ribelle a Venezia, al cinema dal 25 al 27 febbraio

"Il primo regista della storia"Jean-Paul Sartre



Avete solo tre giorni di tempo (25, 26, 27 febbraio 2019), per andare a vedere il docu-film Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, prodotto da Sky Arte in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di un pittore straordinario, istintivo e appassionato qual è stato Jacopo Robusti (1519-1594). Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato da Stefano Accorsi e arriverà in anteprima mondiale nelle sale cinematografiche italiane, grazie alla distribuzione di Nexo Digital (elenco sale su nexodigital.it), in collaborazione con i media partner Radio Capital, Sky ArteMYmovies.it. Contenuti e approfondimenti anche sul sito: arte.sky.it/tintoretto. Trailer qui.

L’appuntamento si inserisce nel calendario della Grande Arte al Cinema, un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital (seguiranno: Gauguin a Tahiti a marzo, Il Museo del Prado ad aprile, Il giovane Picasso e Dentro Caravaggio a maggio), qui

(Copyright: Scuola Grande di San Rocco e Chiesa di San Rocco) - La strage degli Innocenti
(Copyright: Scuola Grande di San Rocco e Chiesa di San Rocco) - La fuga in Egitto.
Inutile dirvi che il documentario merita perché Tintoretto non solo è un grande artista, di cui vanno conosciuti (o riconosciuti forse?) il genio e il talento, ma anche perché quello che sorprende sono anche il suo carattere e la sua vita straordinaria. In effetti, si scopre molto di lui, grazie agli studi compiuti da Melania G. Mazzucco (vi consiglio il romanzo “La lunga attesa dell’angelo, Rizzoli, qui). Per esempio, sono rimasta stupita che il pittore non abbia lasciato Venezia quando è arrivata la peste, nonostante avesse già nove figli (!). Mi ha sorpreso anche il suo modo inconsueto di “conquistare” commesse, come regalare un vero dipinto al posto di un bozzetto per aggiudicarsi l’appalto. Insomma, un artista talmente appassionato della sua arte da non smettere mai di produrre (le opere realizzate visibili nel documentario sono davvero tante e, molte, a portata di tutti, visto che si trovano in chiese o altri luoghi a Venezia). Pensate che Tintoretto, rivale da sempre del suo maestro Tiziano (che lo aveva cacciato dalla sua bottega per invidia), realizzò un’opera più grande di quella compiuta dallo stesso Michelangelo.
Insomma, un artista che nonostante le umili origini (era infatti figlio di un tintore, da cui il soprannome), riuscì ad affermarsi in una Venezia aristocratica, grazie al suo impegno incessante a livello pittorico.


Se dunque molto scoprirete attraverso il film (di cui vi svelerò poco, per non rovinare l’attesa e la sopresa, perché merita), mi interessa soffermarmi sull’incontro riservato alla stampa con il cast artistico e tecnico che ha realizzato il documentario. 


Melania Mazzucco ha seguito Tintoretto da una ventina d’anni. Qui sotto il video in cui racconta la sua passione per Tintoretto, nata come “una vera e propria storia d’amore”. 

 

Mi è piaciuto moltissimo anche l'intervento di Stefano Accorsi, per la sua spontaneità e la passione con cui ha parlato del privilegio che abbiamo nel nostro Paese di godere di opere d'arte straordinarie, che possono essere viste anche solo frequentando una chiesa (e non per forza andando a visitare le mostre). Inoltre, da madre, ho apprezzato il suo desiderio di avvicinare i figli all'arte, fosse anche lasciandoli scorrazzare per le stanze di un Museo, perché anche quello fa.


Sono inoltre felice di altre due cose. 
Tra gli esclusivi contributi presenti nel documentario, infatti, figura anche il dietro le quinte di un fondamentale intervento di recupero e conservazione di due capolavori che, grazie al sostegno di Sky Arte, verranno esposti in tutto il loro splendore al termine delle delicate fasi di restauro, all'interno della grande mostra in programma nel 2019 alla National Gallery of Art di Washington. Quindi, che nell'ambito del progetto ci sia anche l'intento di recuperare due teleri dipinti negli stessi anni, tra il 1582 e il 1583, raffiguranti la Vergine:Maria in meditazione e Maria in lettura. Iniziato a maggio del 2018, il restauro è stato condotto proprio nella Scuola Grande di San Rocco a cui Tintoretto lega il suo nome: smontate le due tele dalla loro sede storica, sono state collocate nella Sala Terrena e affidate agli esperti restauratori della CBC Conservazione Beni Culturali di Roma.

Secondo, che tutti i titoli della Grande Arte al Cinema possono essere richiesti anche per speciali matinée al cinema dedicate alle scuole. Questo mi sembra particolarmente importante per i docenti per avvicinare in modo diverso i loro allievi alla storia dell'arte.
Per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633.

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