martedì 14 marzo 2017

"Uffa che noia!" di Henrike Wilson, Beisler editore


"Uffa che noia!" di Henrike Wilson, edito da Beisler editore (qui la scheda) è un albo dedicato ai più piccoli che invita a considerare quanto possa essere proficuo anche il non far niente.

Ultimamente si sta ponendo sempre più attenzione a questo aspetto, perché i bambini di oggi sono sommersi di impegni e cose da fare e non sono abituati a stare fermi, con le mani in mano, come capitava a noi alla loro età. La noia è invece la linfa vitale di processi creativi, aiuta il bambino a crescere e a diventare autosufficiente, come spiegano diversi esperti, che invitano i genitori a non riempire di impegni le giornate dei figli, non solo durante l'anno scolastico ma anche quando arrivano le vacanze (qui e qui due articoli sul tema).


Questo albo delicato racconta come una giornata noiosa possa diventare avvincente attraverso lo sguardo di un orsetto che, per l'appunto, si annoia e non riesce a immaginare "una noia più noiosa" di quella che sta vivendo. E non sa che fare.


Inutile cercare la compagnia di amici o della mamma: sono tutti occupati (la frenesia sembra essersi impossessata degli abitanti del bosco) e il piccolo viene ignorato da tutti. Non resta allora che andarsene a zonzo sconsolato, senza una meta e senza un perché. Ma proprio quando il piccolo si abbandona alla noia, senza cercare di contrastarla, lasciando che il tempo scorra senza accorgersene, ecco che avviene la magia.



All'improvviso si accorge di piccole cose che accadono intorno a lui (il vento birichino che gli scompiglia la pelliccia, le nuvole che a guardarle bene hanno una forma strana - su questo tema vi rimando anche al bellissimo albo Luna e la camera blu, di cui ho parlato qui - una talpa che esce furtiva dalla sua tana, un uccellino che svolazza cinguettando).


Ed ecco che il piccolo orso è preso dall'euforia e dall'immaginazione e se ne torna a casa felice. Felice di sapere cosa fare quando si annoierà di nuovo (anzi, quasi quasi non vede l'ora di annoiarsi ancora).

lunedì 13 marzo 2017

Parole ed emozioni a Galliate - Storie Piccine 2017


Quest'anno ho avuto il piacere e la fortuna di tenere l'incontro Parole ed emozioni presso la scuola materna di Galliate (NO) nell'ambito della manifestazione Storie Piccine, (link qui, pagina fb di NPL Ovest Ticino qui), giunta alla sua dodicesima edizione.


Un mese, quello di marzo, ricco di appuntamenti dedicati alla lettura per i più piccoli. Un rendez-vous annuale che è un vero regalo che il coordinamento di Nati per Leggere Ovest Ticino offre da tempo al proprio territorio.


Ventidue bambini entusiasti e pieni di fantasia e stupore mi hanno tenuto compagnia in questo breve ma intenso viaggio alla scoperta degli albi senza parole. Libri speciali, di cui ho già avuto modo di parlare in diversi post - e che ho scoperto grazie al progetto sui Silent Book promosso da Ibby  (qui) - che riescono ad avvicinarsi ai bambini attraverso la potenza delle illustrazioni, che favoriscono il senso di immaginazione. Ogni volta che mi trovo a presentare alcuni dei tanti e bellissimi albi a disposizione, rimango sorpresa dal senso di stupore e di fascino che esercitano, lasciando i piccoli e grandi ascoltatori a bocca aperta e pieni di domande. Incredibile scoprire ogni volta come a seconda dell'età e del proprio bagaglio culturale e immaginativo i bambini scoprano nelle illustrazioni qualcosa di diverso. Se avete voglia di leggere altri post sono qui e qui.


L'onda e La piscina
I due albi che mi hanno accompagnato sono "L'onda" di Suzy Lee (Corraini editore, qui) e "La piscina" di Ji Hyeon Lee (Orecchio Acerbo editore, qui), due albi che mi sono "entrati dentro" e che mi emozionano tantissimo ogni volta che li guardo e che li propongo ai bambini, perché ogni volta sono allo stesso tempo uguali e diversi.
Nel primo caso protagoniste sono una bambina, che scopre il mare a lei ancora sconosciuto, e l'onda: esse si si incontrano e giocano proprio come fanno due amici che si vedono per la prima volta. A fare da eco ai movimenti della bambina un gruppo di gabbiani (che ricordano un po' il "coro" del teatro greco). Come ha avuto modo di spiegare ne "La trilogia del limite" (Corraini editore, qui), l'autrice e illustratrice coreana ha impiegato la piega centrale della rilegatura come momento di passaggio dalla realtà alla fantasia (in una pagina la mano della bambina scompare proprio nella piega, ma è un passaggio voluto, un passaggio tra due mondi, quasi una porta segreta) e da quel momento tutto sarà possibile e nulla sarà più uguale (se volete approfondire vi rimando a un articolo molto ben fatto di Milkbook qui).
Una delle peculiarità dei libri senza parole è che hanno spesso un "andamento circolare" e che iniziano dalla copertina o dalle risguardie e quindi vanno proprio assaporati pagina per pagina, pensando che i protagonisti ultimi sono i bambini che osservano con voi il libro.


L'immagine che ha maggiormente stupito i bambini è questa sopra: ognuno ha trovato un suo significato ed è questo in effetti il bello dei libri senza parole perché possono essere "raccontati" e "visti" con tanti occhi e sfumature diverse, anche forse diverse dai significati ricercati dall'autore.

Nel secondo caso, questa opera prima racconta di una piscina speciale, che può essere scoperta davvero solo da chi la rispetta e la osserva con ammirazione. Protagonisti sono due bambini che si incontrano in fondo alla piscina, mentre in superficie un'onda barbarica di persone goffe e impacciate  - che ricordano quelle che si potrebbero incontrare in una spiaggia affollata - non si accorge delle meraviglie che quel posto può offrire (e alla fine escono deluse e insoddisfatte come quando ci sono arrivate). Qui, il passaggio dal mondo reale a quello fantastico avviene attraverso il colore. Non appena il bambino si tuffa e supera la folla diventa colorato e si imbatte in una ragazzina che lo accompagna di un mondo che esiste sotto la piscina.


Qui i due incontreranno creature fantastiche di ogni forma e dimensione, la bambina più a suo agio, il bambino più timoroso. Mentre sfogliavo e "raccontavo" le pagine de "La piscina" i bambini a bocca aperta e in contemplazione hanno visto giraffe, squali e altri animali. Avrei voluto avere più tempo a disposizione per lasciare spazio a ognuno di loro.



Le opere dei bambini e delle bambine
Uno dei "rituali" che amo di più, specie quando ho un po' di tempo a disposizione, è "apparecchiare la tavola" ovvero preparare i materiali in modo da disporli secondo una logica e renderli il più appetibile possibile per i bambini. Uno degli inviti che faccio loro è quello di farsi ispirare non solo dalle illustrazioni e dal libro o dai libri che hanno ascoltato, ma anche dai materiali, cercando di osservarli con attenzione prima di prenderli. Succede sempre che qualcuno si appassioni a qualcosa in particolare, per questo mi piace portare sempre molto materiale.
Ecco una carrellata dei lavori (cerco sempre di sottolineare che le loro sono opere d'arte e non come si è solito dire "lavoretti" perché quando i bambini lavorano e mettono tutto il loro impegno esprimono parte di loro stessi, alcuni riuscendo a esplicitarlo meglio, altri meno, anche in base all'età e alla consuetudine a trattare con materiali "strani").





Esempio di collaborazione tra fratelli di diverse età.



Luca, 5 anni, e i suoi "pesci di tutti i colori".

Francesco, 5 anni, e i suoi "Bamboppi" (mi piacerebbe tanto sapere cosa sono!).

Lorenzo (7 anni) e Giulia (3 anni) e il loro pesce elefante.

anonimo.

Quando la fantasia non ha regole: uscire fuori dal foglio per creare un'opera originale.

Filippo (5 anni) e la sua balena di rete.

Edo (5 anni) ha creato la piscina, i maialini (tondi), i pesci arcobaleno (cannucce) e il cielo (in alto). 

Melissa (3 anni) e Tommaso (6 anni) e i loro pesci "coccodrillo", "quadrotto" e "apri bocca".
Ludovico (4 anni) e il suo "Tassuch".



Chiara (4 anni).

Valentina (4 anni).

Pietro e il suo utilizzo "tridimensionale" degli scovolini.

Viola, 8 anni, e tutti i nomi che ha dato al suo popolato mondo marino.

Alessandro (4 anni) e i suoi pesci "dritto", "lungo", "croce", vuoto", "palla", "occhio" e il pesce "pesce".

Vittoria (6 anni) e il suo pesce "stella".

Aurora (4 anni).

anonimo.

Prima di concludere, lasciatemi ringraziare: tutti i bambini intervenuti (- di età compresa tra 3 e 8 anni - Tommaso, Riccardo, Chiara, Francesco, Diamont, Matteo, Edoardo, Valentina, Aurora, Pietro, Matteo, Ludovico, Edoardo, Filippo, Giulia, Luca, Viola, Melissa, Alessandro, Tommaso, Vittoria, Greta e Lorenzo); i loro accompagnatori, le educatrici e le ausiliarie della scuola d'infanzia; Giulia, per avermi accompagnata, coccolata e aiutata in questo laboratorio.
Grazie anche a Marco Nicolotti per la sua disponibilità e per la chiacchierata.

Infine, un ringraziamento speciale va a Susi Soncin, donna vulcanica, piena di energie, fantasia e sempre "sul pezzo", colonna portante di molte iniziative, e a Barbara Archetti, collega, compagna e amica di avventure, per averci fatte incontrare. 

lunedì 20 febbraio 2017

"Andrea non ha più paura", di Lorenza Farina e Manuela Simoncelli, Edizioni Paoline


"Andrea non ha più paura", di Lorenza Farina, illustrato da Manuela Simoncelli, Edizioni Paoline (link qui) affronta con delicatezza un tema con cui ogni bambino si confronta specie quando è piccolo, quello delle ansie notturne.


Se poi quel bambino si ritrova senza un papà - sarà andato via per sempre o solo per un lungo viaggio? - e in una casa di campagna "diventata troppo grande" per lui e la mamma, tutto diventa ancora più difficile da affrontare.


Ogni rumore o scricchiolio, che le case vecchie producono, può far pensare a qualche essere strano venuto appositamente per spaventare. Inutile allora contare sulle dolci rassicurazioni della mamma perché una volta sotto le coperte ci si ritrova soli. Soli, a contatto con i propri spettri e i propri fantasmi. Personaggi inquietanti, dai nomi terribili (un Drago dagli occhi di fuoco o un Fantasma minaccioso), che potrebbero spuntare da ogni dove.


La situazione sembra insostenibile, ma ecco che il bambino trova un alleato in un vecchio albero di ulivo. Una specie di nonno, saggio, che lo prende tra i suoi rami - che cullano il bambino come fossero braccia e lo accarezzano con le tenere foglie - e gli trasmettono un senso di pace e serenità. Ogni cosa che sembra terribile si dilegua e diventa qualcosa di reale, tangibile e innocuo.


Una serenità che Andrea conquista nel corso della nottata e che gli darà quella forza per affrontare con fiducia il domani. E sognare che il papà torni presto.

In questo libro ho trovato un riferimento (voluto?) all'albo "Grat grat cirp splash" di Kitty Crowter, edito da Babalibri (link qui) , anche se in quel caso il piccolo ranocchio che ha paura di tutti i rumori si ritrova a vivere un'avventura insieme al suo papà. Qui invece il protagonista è inizialmente solo e l'inquietudine si respira in ogni pagina. Ci si ritrova, insieme ad Andrea, a rivivere le angosce di quando eravamo bambini. Soffriamo con lui - da genitori sappiamo quanto è brutto per il proprio figlio avere paura - e si tira il fiato quando finalmente il bambino riesce a trovare un amico (vero o immaginario che sia), che gli regala una sorta di talismano da tenere sempre con sé, una piccola oliva che il bambino stringe forte nella mano e che lo aiuta a prender sonno.


Un dolce sonno su cui veglia un vecchio albero di ulivo.
Qui un'intervista all'autrice su "Il posto delle parole".

lunedì 13 febbraio 2017

Già sei anni!

 


 
Sembra ieri eppure sono passati già sei anni.
Tu, piccolo folletto deciso, pieno di carattere e fantasia...
Ti sei inventato la "macchina dei baci, delle coccole e delle carezze", che si carica con i baci ed è provvista pure di "sparabacini" (bacini a raffica).
Tu, che continui a dirci che saremo presto nonni, che quando vedi mamma e papà darsi un bacio sulla bocca dici "il papà e la mamma si sposano!!!" e lo ripeti all'infinito...
Tu, che ami tutti gli animali, dalle api ai bradipi, senza eccezioni.
Sei capace di prendere con le tue ditine i piccoli paguri che scappano veloci, le cavallette che saltano, i piccoli geki impauriti (e li vorresti tenere tutti con te).
Tu che saluti per strada le persone che non conosci.
Tu che vorresti stare alla scuola dell'infanzia non uno, non due ma addirittura tre anni ancora, (e chi ti da torto? con le educatrici che ti ritrovi?).... ma vorresti essere già grande come tuo fratello.
Tu, che hai già imparato a fare il tuo primo Sudoku, sei curioso dei numeri e delle scritte.
Tu, che ami "fare libri nonsense" (e farteli leggere e rileggere) insieme al nonno o al papà, giocare a Monopoli con la nonna, ai gormiti con Marco, a costruire case di lego con la mamma.
Tu che sai maneggiare qualsiasi cosa tecnologica con abilità, come tutti i bambini della tua generazione. E com'è difficile separartene.
Tu che stai iniziando ad apprezzare il piacere dei libri e della lettura e ami le storie che si inventa per te il tuo papà ogni sera.
Tu sei entrato prepotentemente nelle nostre vite e come uno tsunami ci travolgi spesso con la tua allegria e, a volte, con i tuoi bronci e il tuo fare deciso.
Ti osservo e ti vedo già grande, prezioso scrigno di pensieri profondi, lo sguardo birichino di chi la sa lunga.
Ti auguro di continuare a sorprenderti, avere voglia di scoprire il mondo insieme a tuo fratello, compagno e complice di tante avventure.
Un abbraccio al mio grande tesoro
la mamma

lunedì 6 febbraio 2017

Laboratorio a merenda "I contrari" di Pittau e Gervais, Il Castoro



Domenica 5 febbraio protagonista del Laboratorio a merenda, condotto da Barbara Archetti, Cristina Zeppini e dalla sottoscritta ormai da oltre due anni presso la Feltrinelli RED di piazza Gae Aulenti a Milano è stato il bellissimo albo "I contrari" di Pittau e Gervais, edito da Il Castoro (qui).
Un libro che si presta a una lettura divertente, appassionante e istruttiva sia con un pubblico di piccoli ascoltatori, sia con bambini e bambine che sono già alla scuola primaria.
La trovata dei due autori è a dir poco geniale: riuscire a far comprendere alcune parole "opposte" attraverso una visione grafica accattivante che ha come unico soggetto un elefante. Un elefante che viene gonfiato, ingrassato, dimagrito, aperto e richiuso... Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Un modo davvero intelligente per imparare il vocabolario dei contrari.

I bambini al lavoro
Ieri i piccoli artisti hanno realizzato le loro opere con l'aiuto dei loro genitori che si sono messi in ascolto, aiutandoli ad appiccicare, creare senza essere invadenti. Un momento di relazione prezioso che ha consentito di passare del tempo insieme a divertirsi e lasciarsi andare. 
Eccoli impegnati, come potete osservare nel breve video (questa volta mi sono cimentata sperimentando una nuova modalità, sperando che vi piaccia).


Le opere
Naturalmente la cosa più importante nel corso dei nostri laboratori è che i bambini non si sentano messi alla prova, che il processo è più importante del risultato (anche se i lavori mi lasciano sempre piacevolmente sorpresa) e che ci sia un pizzico di fantasia e creatività. I materiali variano e anche questa volta, ognuno ci ha messo del suo.



Non posso che ringraziare tutti gli intervenuti, grandi e piccoli e darvi appuntamento alle 15.30 per settimana prossima.
Settimana prossima, alle 15.00 saremo anche presenti alla Feltrinelli RED di Locate Triulzi, in via Milano 5.

giovedì 2 febbraio 2017

"Abbraccia questo libro!" di Barney Saltzberg e Fred Benaglia, Phaidon


Abbraccia questo libro! di Barney Saltzberg e Fred Benaglia, edito da Phaidon (qui), è un inno al tempo stesso alla lettura e alle mille occasioni che questa fornisce ai bambini (e agli adulti) di vivere in mondi paralleli, giocare e divertirsi - perché no? - con un libro.


L'autore e l'illustratore (che usa toni accesi e vivaci che catturano facilmente l'attenzione) ci forniscono alcuni spunti per cui un libro non solo dovrebbe essere letto ma anche coccolato, cantato, passando da pagine più ironiche e divertenti ad altre più dolci e delicate.


Un vero e proprio viaggio avventuroso (come è stato riportato anche in una recensione del New York Times, qui), che conduce i bambini dall'acqua del fiume dove incontrano un ippopotamo su su in aria, fin sopra i grattacieli, a bordo di una mongolfiera, naturalmente sempre leggendo l'albo a qualcuno (anzi, in questo ultimo caso non proprio a qualcuno, ma a tutta una città)!


Quanti modi ha un libro per essere utile? Tantissimi! Ecco alcuni spunti: un libro può trasformarsi all'occasione in una tenda in cui schiacciare un pisolino o rendere più piacevole un pasto (però non occorre dargli da mangiare). Questo albo, non solo è un stimolo a leggere ma anche a creare un proprio libro sull'onda della creatività, sempre spinti dalle ali della fantasia.
Non a caso l'invito arriva dall'americano Barney Saltzberg (qui link al suo sito), autore di una cinquanta libri per bambini, per cui ha ricevuto diversi riconoscimenti. Esiste anche un bellissimo video (qui) in cui il libro viene cantato (Saltzberg ha anche creato alcuni libri musicali). Che diventi un bellissimo "tormentone" come il grande classico "A caccia dell'orso"? Glielo lo auguriamo proprio!

giovedì 12 gennaio 2017

Il GGG di Roald Dahl, Salani editore


Complice l'uscita del film di Steven Spielberg a fine dicembre (qui il trailer), il GGG di Roald Dahl (qui il link alla sua fondazione), edito nella collana Gli Istrici della Salani editore (qui il link), è uno dei libri per ragazzi più venduti al momento. Anche se è un classico della letteratura per l'infanzia, confesso di non averlo mai letto prima ma ora so che cosa mi ero persa finora. I motivi sono molti, provo a elencarne alcuni...

Il GGG e i cetrionzoli.

Innanzitutto si tratta di una storia che racconta di un bellissimo incontro tra due persone sole al mondo, che sanno capirsi e imparano a volersi bene, pur nella loro diversità e unicità. Il GGG, a dispetto del nome (Grande Gigante Gentile) è alto "soli" sette metri, denigrato per la sua taglia dagli altri suoi "compaesani", che non ha mai avuto una mamma (sigh!), non ama mangiare i "popolli" - ovvero gli umani - e per questo si autoinfligge come cibo orribili cetrionzoli "un legume tremendamente schifiltoso e nausea-abbondo", dalle "protuberanze rugose".


Il suo cuore è buono e il suo lavoro è il più fantastico al mondo. Infatti, egli va in giro ad acchiappare sogni meravigliosi che si librano leggeri nell'aria e, grazie a un portentoso marchingegno, riesce a regalarli ai bambini più bisognosi. Naturalmente acchiappa velocemente con il suo retino anche incubi che tiene ben chiusi e pronti per occasioni speciali. La sua "tana" è piena di scaffali ricolmi di sogni belli e brutti racchiusi in giganteschi barattoli, e catalogati per filo e per segno.

Sofia - il nome che indica "saggezza" non penso sarà stato scelto a caso - è una giovane orfanella di 8 anni, molto miope, che soffre di insonnia e solitudine e non si trova a suo agio nel posto in cui sta e con le persone con cui abita. Amante della lettura (come diversi protagonisti di Dahl), è piena di fantasia e coraggio.

In questa storia, poetica e ironica al tempo stesso, non mancano i cattivi, mostri altissimi dai nomi che fanno venire i brividi solo a pronunciarli: Inghiotticicciaviva, Crocchia-ossa, Trita-bimbo, Vomitoso, Ciuccia-budella, Spella-fanciulle, San Guinario e Scotta-dito. Rozzi e corpulenti, i giganti si animano la notte in cerca di carne fresca di cui cibarsi.

Oltre al racconto che tiene incollato il lettore - grande o piccolo che sia - alle pagine del libro, Dahl sa incantarci con le sue trovate meravigliose. Dopo aver letto questo romanzo, non si potrà fare a meno di desiderare gustarsi almeno una volta nella vita lo "squizzito sciroppio scoppiettante" dolce e gustoso, con le bolle che vanno all'ingiù, e soprattutto, immaginarsi di offrilo a qualcuno pensando alla possibile reazione (!). Non si potrà neanche fare a meno di iniziare a creare un vocabolario di parole inventate, scoprendo quanto è bello storpiarle a piacimento e leggerle ad alta voce, alla presenza di qualche bambino.


Non so, io mi sono innamorata del gigante dalle orecchie talmente fini da riuscire a sentire persino il chiacchiericcio delle formiche e di una bambina che ha il coraggio di chiedere aiuto - e in che modo! - alla Regina d'Inghilterra. Mi sono innamorata di parole come "canniballo" "cocodrindillo" e "ippopot'amo", che continuo a utilizzare per divertimento con i miei bambini... continuo a ridere ripensando alle scene comiche.
Ma non posso neanche dimenticare le osservazioni sempre acute e pungenti che Dahl fa sul genere umano e sulla cattiveria insita in molti adulti, che invitano alla riflessione.

Il tutto, come un dolce prelibato e squisito, è sapientemente dosato: ironia e divertimento, tristezza e poesia, avventura e coraggio, cattiveria e bontà. D'ora in avanti nulla sarà come prima e verrà voglia di scoprire - se già non siete esperti - gli altri libri della sua ricca produzione.
Dimenticavo, le bellissime illustrazioni, sono opera di Quentin Blake.
Se volete fare un'excursus con una madrina d'eccezione, vi invito a leggere le riflessioni di Alessandra Starace - libraia doc - su Libri calzelunghe (link qui).