lunedì 9 marzo 2015

Luna e la camera blu e Viaggio


"Luna e la camera blu", di Magdalena Guirao Jullien, illustrato da Christine Davenier, edito da Babalibri è vincitore del premio Orbil 2015, assegnato dall'Associazione librerie indipendenti dei ragazzi, nella sezione albi illustrati. Questa la motivazione "Silenzio è immaginazione. È voglia di andare oltre, di attraversare lo spazio che delimita, che traccia confini che solo la fantasia può varcare. Luna, la bambina protagonista dell’albo di Magdalena Guirao Jullien illustrato da Christine Davenier, incarna la potenza massima della fantasia che ogni bambino possiede.
Il viaggio di Luna inizia attraversando i paesaggi bianchi e blu della tappezzeria toile de jouy, e anche lei come la piccola Alice troverà lì il suo mondo fantastico."



Era da tempo che volevo parlare di questo albo illustrato, per cui ho avuto un "colpo di fulmine". A incuriosirmi sono state due recensioni: quella di Marina Petruzio (la trovate qui) e quella di Francesca Romana Grasso (la trovate qui).
Nell'albo le parole sono poche, ma esaustive. Il libro inizia presentandoci la protagonista, una bambina molto timida, che parla poco e osserva tutto. In effetti, già dalle prime pagine si vede che Luna non solo osserva, ma sa vedere oltre, lasciandosi trasportare dalla fantasia. E così anche le nuvole possono trasformarsi in squali o altri animali. E' una bambina che osserva anche attraverso il disegno. Probabilmente è rimasta talmente colpita da un cagnolino rosso che ha visto per strada che questi diventa il suo compagno di avventure immaginarie. A proposito di rosso, mi viene in mente quello che ha detto Gabriella Marinaccio (lo trovate qui)



Quello che mi ha colpito di questo albo è la profondità dello sguardo sul bambino, che a una lettura superficiale viene visto come "diverso" e per questo subito "etichettato" con problemi (succede a scuola). Ma uno sguardo attento sul suo mondo interiore, che non a caso arriva dalla nonna, con cui Luna passa molto tempo, riporta l'attenzione sulla forza dell'immaginazione, che può far vivere bellissimi viaggi. Come quelli che Luna affronta ogni volta che entra nella camera blu della nonna, dove la tappezzeria diventa spunto per mille avventure.
Questo albo è un inno alla noia, intesa nel senso più bello del termine, l'otium dei latini, indicata come un'attività prevalentemente intellettuale. Oggi, invece, noi adulti - e mi ci metto anch'io - siamo quasi spaventati dagli spazi vuoti che possiamo offrire ai nostri figli, mentre il vuoto è importante per essere riempito dalla fantasia e dal gioco, due "nutrimenti" dell'anima essenziali per i bambini.


Un altro albo è collegato da un filo rosso al precedente. Mi riferisco al silent book "Viaggio" di Aaron Becker, edito da Feltrinelli (che sarà uno dei protagonisti del prossimo laboratorio a merenda, condotto da Barbara Archetti domenica 15 marzo alle 16.30 nella Feltrinelli di Gae Aulenti). Anche in questo caso mi è bastato sfogliarlo e leggerlo una volta ai miei bambini per capire che aveva una potenza straordinaria. Anche qui ho letto diverse recensioni interessanti che vi segnalo: questa di Librolandia (dove ho scoperto che questo libro è il primo di una trilogia), questa di Libreria Librabambini perché parla anche dell'incontro LIA (leggere insieme ancora) dedicato ai silent book.


In questo caso la protagonista, sempre una ragazzina, si annoia invece perché non viene vista. I suoi genitori e sua sorella non si accorgono di lei perché troppo occupati a fare altro (la mamma è al telefono, il papà al computer, la sorella sul divano con un gioco elettronico). Lei prova a cercare attenzione, con alcune proposte "rosse"(il monopattino, un aquilone o la palla), ma senza risultati. E così si rifugia nella sua camera. Capiamo che è una bambina che ama viaggiare da piccoli indizi: un lampadario a forma di mongolfiera, una carta geografica appesa alle pareti. Dopo la noia - necessaria per riaccendere la voglia di fare - la scoperta di un pastello rosso, che le apre le porte per un mondo fantastico.

La bellezza di questo libro è il passaggio dalla linea (che rappresenta l'immaginazione) a un mondo che sembra reale, ancora "più reale" del mondo a cui la bambina appartiene (grigio, privo di senso). E così la ragazzina si ritrova in un bosco con lanterne orientali appese a illuminarlo, in un'atmosfera sospesa, qualcosa che sa di casa, accogliente, nonostante sia tutto da esplorare. E ancora un corso d'acqua: la bambina disegna e compare una barca che la porta alla scoperta di un castello senza tempo. Il viaggio diventa ancora più avvincente quando la ragazzina decide di liberare un uccello lilla che viene imprigionato in una gabbia dorata su una strana "nave" che si muove sospesa tra le nuvole(e qui il richiamo a "Il castello errante di Howl" di Hayao Miyazaki viene spontaneo). L'incontro con l'uccello, porterà a una svolta nelle sue peregrinazioni.

Dopo aver sorvolato con un tappeto volante - sempre da lei disegnato - un paesaggio notturno alla "Mille e una notte", arriverà a scoprire la porta di ingresso per tornare nel mondo reale. Dove incontrerà un amico vero, con cui partire per nuove avventure, sempre all'insegna della fantasia.
Qui trovate il booktrailer. Qui invece un bellissimo racconto di Aaron Becker sulla realizzazione del libro, in cui si può vedere anche l'autore all'opera, mentre dipinge con gli acquarelli. E scoprire un pizzico del suo mondo.

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