martedì 11 ottobre 2016

Laboratorio a merenda in Feltrinelli RED: Papà è connesso, di Philippe De Kemmeter, Emme edizioni


 
La scorsa domenica, presso la Feltrinelli RED di Milano, ho sperimentato con un nutrito gruppo di bambini e ragazzini la lettura di Papà è connesso, di Philippe De Kemmeter (Emme edizioni), un esilarante libro che ci invita a riflettere su come spesso ormai ci allontaniamo dalla realtà per accedere a un mondo sempre più virtuale.

Il protagonista è un piccolo pinguino che ha un padre sempre collegato al computer da cui non si stacca mai (alzi la mano chi non si riconosce un po' in questa figura): guarda i film non più alla televisione e insieme alla famiglia, ma sul pc, si interrompe non appena riceve una email,

ha tanti amici su Icebook (con nomi divertenti e improbabili) con cui dialoga più facilmente che con i suoi familiari.

La moglie da accogliente diventa sempre più indispettita (lui si dimentica il pranzo, non l'ascolta...) e anche il piccolo - che appare un po' come il saggio della situazione, "con i piedi ben piantati per terra", che ci descrive il comportamento di suo padre un po' "fuori dalle righe" e si pone delle domande - inizia a non poterne più. Sì, perché non ha più un papà che giochi con lui o che stia connesso con il mondo.

Si accorge di avere un papà virtuale. E non sa bene cosa sia. Sa solo che è più triste e si sente più solo.

La situazione precipita quando il computer sembra non funzionare più e il padre, che ha un diavolo per capello, cerca di ritrovare la connessione allontanandosi dall'igloo fino ad avventurarsi su una banchisa di ghiaccio dove c'è un enorme cartello che indica pericolo.

Se ne accorgerà in tempo? Ma piuttosto, riuscirà in qualche modo a riconnettersi con la realtà? Il finale è pieno di speranza e creatività.
Questo libro che è ironico e quasi a modalità fumetto (di cui utilizza in parte alcune simbologie) ci  invita a soffermarci su questo nostro mondo moderno un po' folle, che trova spiazzati adulti e bambini quando ne sono ancora immuni. Non è certo il mezzo da demonizzare ma, come sempre, l'utilizzo che se ne fa.

Pronti via...
Stimolata da questo libro, ho deciso di inventare un laboratorio in cui i bambini potessero creare il loro computer (alcuni sono partiti da un tablet o da un cellulare), mettendoci come al solito tutta la loro possibile fantasia e creatività. Come sempre ho un po' abbondato con i materiali (vi dico solo che chi mi vede uscire di casa pensa che stia per andare a fare un viaggio... magari proprio al Polo Sud dove abitano i pinguini) e uno strabiliato Niccolò - che ho ritrovato spesso nel corso degli incontri - era così meravigliato dalla quantità di "ingredienti" con cui avevo apparecchiato la tavolata da non sapere più cosa scegliere.

Ognuno, singolarmente o con il supporto dei genitori, ha creato un computer più bello dell'altro. E' sempre interessante vedere come i bambini riescono a sorprendermi/ci, partendo dagli stessi materiali per arrivare a capolavori completamente diversi, a secondo del gusto estetico, della precisione o meno, dell'età, della predilezione per un particolare oggetto piuttosto che per un altro (alcuni se li sono anche annusati prima di utilizzarli, con sommo gaudio da parte della sottoscritta). Ho osservato anche molti piccoli creativi concentrati per oltre un'ora e questo non può fare che piacere.
Ecco una carrellata...
Penso che qualche papà o mamma sarà un pizzico invidioso di quel computer così unico e capace di fare di tutto.

Ringrazio tutti i partecipanti, grandi e piccoli (chi è tornato ancora una volta - come Stella e la piccola Alice - e in particolare Maurizio, Patrizia e Zeno che sono venuti appositamente a trovarmi).  Vi ricordo che il laboratorio a merenda vi aspetta tutte le domeniche alla Feltrinelli Red. Potete trovare il programma su internet o sul calendario eventi presente alle casse. La sottoscritta, Barbara Archetti e Cristina Zeppini vi aspettano a braccia aperte.

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