giovedì 27 ottobre 2016

"Una vacanza quasi perfetta" di Anne Percin, Giralangolo


Diciassette anni, Maxime, per scampare all'ennesima vacanza in Corsica con i suoi genitori -supportato da Alice, la sorella più piccola che ha le idee più chiare di lui (passare del tempo in una colonia estiva con la sua migliore amica) - preso alla sprovvista, decide di trascorrere luglio e agosto con la nonna, in un quartiere poco distante da Ivry, un comune alla periferia di Parigi (link). Pochi chilometri separano i due edifici ma la distanza sembra siderale "Il quartiere Kremlin-Bicêtre pur essendo solo a qualche fermata di autobus da Ivry, per me era come se fosse oltre le steppe degli Urali. È lontano ed è bello perché laggiù c'è un giardino, e in quel giardino c'è un ciliegio, e in quel ciliegio c'è un gatto. ... E in mezzo al giardino, tra la strada e il ciliegio sorge ben dritta la casa di nonna Lisette, con le finestre dalle imposte di legno e il cancelletto arrugginito che cigola." Naturalmente quella abitazione nasconde una serie di tesori molto più cari al ragazzo, come l'intera collezione di libri di Agatha Christie, fumetti ingialliti a non finire, una "soffitta di scatole dal contenuto bizzarro, perché la nonna è stata maestra di scuola", una camera insonorizzata, e una stanza con il computer quasi nuovo da cui scaricare "film nell'illegalità più completa".

Così inizia in sordina il periodo di svago di Maxime in "Una vacanza quasi perfetta" di Anne Percin (edito da Giralangoloqui), un libro che propone in modo ironico come riuscire a crescere affrontando le piccole e grandi sfide che la vita ci riserva. Se infatti a Maxime si prospettano solo ore di ozio, nottate a chattare con gli amici, rintanato nel suo guscio ad ascoltare e comporre musica con la chitarra, il giovane si ritroverà all'improvviso catapultato in un'esperienza al di sopra delle sue aspettative.
Infatti, dopo la prima settimana tranquilla, in cui viene coccolato e vezzeggiato, lasciato libero di curiosare e di scoprire la vita piena che Lisette ha al di fuori delle faccende quotidiane, Maxime subisce un vero e proprio straniamento quando, un pomeriggio, si ritrova in cucina avvolto da un forte odore di caramello e dai vapori di fumo che si levano dalla pentola di rame sul fuoco:"Una vera marmitta da strega". Ma le sorprese sono appena iniziate, perché, evitato l'incendio, andando alla ricerca della nonna, la troverà accasciata e priva di sensi nel sottoscala alla "Harry Potter". Di fatto la nonna finisce in ospedale, e il lettore segue con grande interesse la serie di gag esilaranti che capitano una dopo l'altra al giovane protagonista, alle prese non solo con la polizia ma anche con le cartine dell'ospedale...

Inizia così un'estate diversa, in cui un adolescente si troverà ad affrontare da solo insolite avventure, dalla gestione quotidiana di una casa dove qualche ora prima era un semplice ospite - alle prese con le prime esperienze culinarie (con qualche sorpresa gastronomica), una caterva di panni sporchi o con lo scaldabagno che non funziona - alla relazione con la nonna, che all'inizio sembra avere perso la memoria, ma pian piano riuscirà a riprendersi, passando da un reparto all'altro.
Il ragazzo saprà cavarsela egregiamente e, senza volerlo, scoprirà una verità scomoda sulla sua famiglia, che metterà in discussione l'immagine "stereotipata" e forse "edulcorata" delle persone care, che celano molti più segreti di quanto uno possa immaginare.

Nel romanzo non manca anche una parte dedicata alla prima "cotta" che, come a volte succede, nasce da un'iniziale ostilità e dal pregiudizio, per trasformarsi in qualcosa di imprevisto, e quindi, ancora più bello ed emozionante.

Il libro, raccontato in prima persona, è bel mix di descrizioni sceniche, note ironiche e riflessioni non prive di emozioni e commozioni del protagonista. Lasciato in balia di se stesso, Maxime a volte è in preda alla nostalgia e alla solitudine, senza però lasciarsi mai prendere dallo sconforto e, grazie alle energie ritrovate, riuscirà a scoprire quanto sia in grado di badare a se stesso e agli altri molto meglio di quanto pensasse, perché "Bisognerebbe smettere di credere che prima dei vent'anni siamo dei vegetali."

Questo romanzo incolla il lettore pagina dopo pagina facendosi "divorare" in poco tempo con molta piacevolezza, senza togliere spazio alla riflessione, dimostrando come i giovani, lasciati liberi di agire senza pre-giudizi, siano capaci di sorprendere.
Non a caso il libro dell'autrice francese, ha ricevuto un riconoscimento in Francia (qui il suo commento in francese), e sono lieta che sia finalmente uscito nella versione italiana grazie a Giralangolo.

Per chi ne vorrà fare buon uso, ecco anche un link (qui) che suggerisce una serie di approfondimenti sui temi trattati e collegamenti utili (sempre in francese) specie a studenti e insegnanti.

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