domenica 19 gennaio 2020

La Prima Neve di LupoGuido alla Feltrinelli





Adoro quelle ditina che scoprono i materiali o si fissano su un fagiolo per attaccarlo al foglio. Amo chiedere ai bambini cosa hanno voluto realizzare perché hanno spesso idee precise e senza una spiegazione ti perderesti la magia delle parole. 




C'è chi ha creato un bosco improvvisandosi architetto per sovrapporre diversi materiali come il sughero e cortecce con i licheni (come Elisa, 10 anni). 
C'è chi come Margherita, che ha solo cinque anni ma è stata aiutata da mamma e papà, che ha creato un albero con fagioli e legnetti e accanto una tana bianca con la volpe. E dentro del pizzo bianco. Del resto lei è un'esteta e aveva un vestito di pizzo rosa antico che le stava d'incanto e che ha scelto. 



C'è chi era timido all'inizio tanto da non aver avuto il coraggio di dirmi il suo nome ma si è lasciato incantare dalla storia e ha fatto un lavoro complesso con le montagne definite da cotone e legnetti che sarà un regalo per la sua mamma. 

Tante storie. Un momento di condivisione tra grandi e piccini. Ci siamo lasciati incantare dalla neve come la bambina del libro di LupoGuido e la magia e siamo rimasti ovattati dalla neve. 









Ho anche scoperto grazie a Marina Petruzio che oggi è la #giornatamondialedellaneve.
Meglio di così non potevamo ricominciare i laboratori.

sabato 18 gennaio 2020

Racconti naturali dal Parco Agricolo Sud



Dove si nasconde la vita? Lontano dalla "pazza folla" in luoghi più discreti, compare.







Basta sollevare un mattone accanto a un albero o un tronco in decomposizione ed eccoli: tanti invertebrati come anellidi o crostacei come i rinomati porcellini di terra. Prima appallottolati, poi disturbati, iniziano a muovere le zampette, come a volerle sgranchire una alla volta.
E diverse uova. Sono minuscole e tonde. Ne trovo diverse, in diversa quantità sotto vari nascondigli.
Sorgono spontanee tante domande. A chi apparterranno? Quando saranno state deposte? Quando nasceranno?


E ancora in alto lungo un filare defilato un gruppo di codibugnoli, i folletti con la lunga coda e quel fischio sibilante sottile.


E in alto i versi stridenti dei parrocchetti che ormai hanno colonizzato la città e i suoi dintorni. Mi fermo sotto un albero e vedo finalmente le loro sagome in controluce. Sono tre e con il loro becco aguzzo staccano con destrezza i frutti deiescenti prendono i semi e fanno cadere in terra ciò che resta. Sono metodici e ogni tanto fanno il loro richiamo. Cosa vorranno dire?

Ci spostiamo in un'area aperta, più frequentata, ed ecco il canto delle cinciallegre.
Qui siamo già nel parco Agricolo sud e la vita sorprende. Direi molto.


La vita nuova. Non importa se siano le prime giovani foglie che compaiono su un ramo spoglio, teneri e ancora di quel verde chiaro e non definitivo. Non importa se sia un tarassaco che si fa strada nella lettiera umida o se sia una piantina che sorge sopra un muschio sopra un tronco. Non importa se sia il 18 gennaio. La vita va avanti. Vicino alle samare secche e bagnate c'è un verde intenso. Giovani piantine sotto la lettiera, sotto i sassi o il legno morto si preparano.



Intanto le facce mi guardano... che siano quella del Guardiano del bosco, come l'ho soprannominato visto che osserva gli alberi del boschetto, o il signore baffuto pieno di buchi di picchio.

Per finire, al rientro ci oltrepassa un airone con il suo collo sinuoso piegato a S. È più bianco di un airone grigio ma ha la sua stazza. È passato in  volo cosi veloce da non darmi la certezza, ma la speranza sì. Che sia un airone bianco?

Mene vado piena di gratitudine con impressa ancora l'immagine del germoglio che sembra appoggiarsi a una samara.

giovedì 16 gennaio 2020

Sveglia notturna



Sono le quattro e mezza di notte e dalle due sono sveglia. Dopo una tisana sono ancora qui in cucina. Tra il ticchettio dell'orologio e il rumore del frigorifero, ogni tanto mi arrivano i tuoi sbuffi. Cerchi di appisolarti e appena mi sposto ti alzi per vedere dove sto andando.
La casa è per il resto silenziosa.
Sento lievi rumori delle macchine fuori. Starà piovendo?
Decido di dedicarmi a una lettura che avevo in programma. Stefano Mancuso mi incanta mentre scopro conferme su Goethe botanico e la mirmecofilia di Federico Delpino. Quante cose dovremmo sapere dei grandi uomini che ci hanno preceduto. Senza pregiudizi su chi possa amare la botanica o la Natura e contribuire al progresso della scienza.
Perché "solo attraverso la capacità creativa (poietica) si può immaginare il processo creativo della natura".


mercoledì 15 gennaio 2020

Sotto una pioggerellina sottile



Una pioggerellina sottile accompagna questa giornata dove i colori appaiono scialbi e il cielo slavato.
In terra le foglie cadute ormai in parte decomposte nascondono il prato verde. Gli alberi mostrano i tronchi e i rami spogli eccezion fatta per le due querce in fondo, per le conifere e per chi ha appeso i baccelli.
Anche tu mostri il tuo profilo con i rami carichi di frutti che attendono il momento giusto per cadere. Quando sarà?
In terra ai tuoi piedi parecchio muschio caduto dal tuo tronco.
Tra le scanalature vado in cerca delle cimici ma per la prima volta non le trovo.
Intanto il ticchettio è aumentato. La pioggia anche se sottile sta diventando progressivamente più intensa.
Oggi sento solo rumori antropici: il passaggio delle macchine, metallo che viene spostato. Non odo ancora gli uccelli.
Cerco tra i grumi dei lombrichi e tra le foglie ma sembra che oggi a parte le tracce nessun animale si voglia far trovare o sentire.
O forse io non sono abbastanza connessa con la natura.
Oggi non riesco a trovare la bellezza, lo stupore. Devo accogliere queste sensazioni anche se faccio fatica.
Anche i fiori nel prato hanno la corolla chiusa. So che è per la pioggia e il tempo ma sembrano volermi dire: oggi silenzio stampa..

domenica 12 gennaio 2020

Racconti urbani


Stamattina il sole è alto, l'aria fresca
Le sagome spoglie dei bagolari disegnano le facciate dei palazzi.





Camminiamo per i viali in una città quasi deserta, eccezion fatta per il passaggio delle auto e degli autobus.

Serrande chiuse.

Quasi nessuno in giro. Solo proprietari di cani.

Odo il canto delle cince e mi rallegro.

Assaporo il piacere del silenzio quando arriva dopo un portone sbattuto o un motorino che viene acceso. L'udito è così fine che riesco s percepire i passi sull'asfalto compresi i miei. Cerco di andare oltre e percepire i richiami della natura ma non è semplice. Sento persino il suono ritmico delle tue zampe muoversi veloci e il muso che odora ogni centimetro di marciapiede.

Il sole illumina le macchine parcheggiate e fa da specchio ai palazzi.


Siamo arrivati al parco. Il sole abbaglia. L'erba è ancora gelata. Scopro due paulonie che non avevo mai notato. Sono molto più giovani del mio albero tana. Quanto avranno?


I rami disegnano con le ombre sopra ai loro tronchi. Non è buffo?


Incontro un acero (?) con grappoli di samare. A terra le sue foglie caratteristiche.




Poi lo spino di Giuda. I suoi grandi baccelli rosso porpora sono sinuosi come un serpente sono distesi come un esercito colpito. Intorno a loro mucchietti caratteristici dei lombrichi. La comunità è ricca e il terreno fortunato.

Il suo tronco mostra tantissime spine che spuntano a gruppi: acute e protese a raggiera verso l'orizzonte.

Pungono. Eccome se pungono. Sono tanti aghi per cucire i materassi.

Le ombre degli alberi sul prato sono lunghe. Mentre osservo di riflesso vedo un movimento: è un giovane merlo che zampetta. Alzo lo sguardo verso il cielo azzurro e vedo una sagoma di cornacchia grigia che passa fugace.

Mentre sto per uscire osservo il tronco caratteristico del faggio, con i suoi nodi e le cicatrici. Come avrà vissuto?



In terra appare un tappeto di foglie marrone caldo e lisce. Chissà cosa ci sarà sotto la lettiera umida?


Mentre torniamo a casa ripercorriamo il viale di bagolari. Le sagome spoglie ore disegnano i palazzi con le loro ombre. In fondo è solo questione di sguardo per trovare qualcosa di meraviglioso e naturale in città.

PS in un altro parco oggi ho osservato la prima violetta. Sono stupita da queste fioriture dovute alle temperature molto alte.

E voi? Avete mai provato a guardarvi intorno mentre camminate? Se avete voglia raccontatemi la vostra esperienza.

venerdì 10 gennaio 2020

In esplorazione...




Oggi avevo bisogno di cercare la natura intorno a me. Ero curiosa di scoprire qualcosa in più sulle paulonie in un posto diverso dal mio albero tana che ho scelto per le mie sedute.
Quante sorprese! Siamo in una zona più centrale e in un parco protetto dalle mura quindi il microclima è sicuramente diverso.







Qui i frutti stanno già cadendo anche se gli alberi sono carichi e spogli. Tanti sono aperti a metà o presentano piccole fessure. I piccioli che li tengono attaccati ai rami tinteggiati di fessure bianche sembrano piccoli fiori marroncini. Il guscio è cangiante di un verde quasi smeraldo.
Inizio a riconoscere la parte superficiale delle radici che emerge globosa e con un color marrone rosaceo.
Ma la scoperta più interessante è avvenuta quando ho iniziato a "scavare" sotto la lettiera costituita dalle foglie. 






Quelle in superficie sono ancora morbide e pelose, anche se a volte frammentate, quelle sotto sono ormai nere e umide. Sotto erano custoditi piccoli tesori, come una forbice e altri invertebrati che non ho saputo individuare. Uno dei due alberi ospita anche una colonia di funghi.

mercoledì 8 gennaio 2020

Prima seduta del nuovo anno


Cara Paulonia,
Sono le 9.10 del nuovo anno e ti ritrovo immersa tra la nebbia. Nel prato saltella tranquillo un merlo, penso sia giovane perché non si è spostato al passaggio di una mamma e di un bambino. Si avvicina sfrontato a me. Mi avrà vista? È qui di fronte e saltella impavido o imprudente. Si sposta solo al passaggio in volo di un merlo maschio che si è posato su un ramo di fronte a me. Anche quest'ultimo è sceso ora nel prato e smuove le foglie.
A parte la nebbia che sfuma la profondità del paesaggio tutto sembra uguale alla volta scorsa. C'è ancora la quercia con le sue foglie. E anche l'olmo alla tua sinistra non sembra volersi spogliare del tutto.
Tu ti ergi maestosa mostrando i tuoi frutti. Le tue foglie sono a terra ormai spezzettate e grigie o nere per l'umidità.
Il muschio sul tuo tronco appare fresco al tatto, almeno la parte che non si è "bruciata" ovvero morta. Faccio un giro intorno al tronco e trovo una cimice infilata in una delle tue scanalature. Dove saranno le altre? Più nascoste? Girando ancora vedo dei licheni sul tronco e delle piccole ragnatele.
Le tue foglie cadute hanno perso la morbidezza della peluria e acquistato i granelli di terra.
Trovo un tuo frutto: lo apro e ne escono tanti semini ovali candidi con il centro scuro e due strani "chicchi di caffè" marroni morbidi che li circondano.
Osservo le tracce dei lombrichi.
Ora soltanto mi accorgo del passaggio di una moto e di una macchina e di suoni di clacson lontani. La natura oggi è più silenziosa.
Per terra trovo anche tracce di muschio strappato, le samare bruno rosse, le foglie di olmo e quercia bruno rossicce che si stagliano sul fondo grigio delle tue foglie. Qualche nuova piantina verde è coperta di brina che la rende candida ai bordi.
Sul tronco tagliato sono apparsi dei funghetti bianchi che si stagliano sul fondo bruno marrone.
Alzo lo sguardo un attimo e vedo la sagoma grigia e lontana dello scoiattolo che sale velocemente su una delle querce spoglie. È come un folletto che si muove veloce sui rami e li fa ondeggiare. In pochissimo tempo si è spostato su quattro alberi diversi ed è arrivato alla quercia frondosa. Come è comparso è sparito.
Osservo i fili d'erba e noto che ognuno di loro porta in cima un goccia di brina. Alcuni hanno tante gocce che li ricoprono, altri solo una. Uno spettacolo per la vista.
Intanto sento degli stridii di uccelli e mi chiedo di chi siano. Sembrano simili a quelli dei parrocchetti che odo al parco di porta Venezia ma non so se ci sia una colonia anche qui. Chissà.
Intanto il tempo passa velocemente.
Sono già le 9.40 e sento solo il rumore delle seghe.
Una foglia mi cade addosso. Che sia un segnale per la fine della mia seduta?
Ho sentito, visto e toccato abbastanza?
Non ne sono sicura. Ma lo prenderò come un sì.