domenica 12 gennaio 2020

Racconti urbani


Stamattina il sole è alto, l'aria fresca
Le sagome spoglie dei bagolari disegnano le facciate dei palazzi.





Camminiamo per i viali in una città quasi deserta, eccezion fatta per il passaggio delle auto e degli autobus.

Serrande chiuse.

Quasi nessuno in giro. Solo proprietari di cani.

Odo il canto delle cince e mi rallegro.

Assaporo il piacere del silenzio quando arriva dopo un portone sbattuto o un motorino che viene acceso. L'udito è così fine che riesco s percepire i passi sull'asfalto compresi i miei. Cerco di andare oltre e percepire i richiami della natura ma non è semplice. Sento persino il suono ritmico delle tue zampe muoversi veloci e il muso che odora ogni centimetro di marciapiede.

Il sole illumina le macchine parcheggiate e fa da specchio ai palazzi.


Siamo arrivati al parco. Il sole abbaglia. L'erba è ancora gelata. Scopro due paulonie che non avevo mai notato. Sono molto più giovani del mio albero tana. Quanto avranno?


I rami disegnano con le ombre sopra ai loro tronchi. Non è buffo?


Incontro un acero (?) con grappoli di samare. A terra le sue foglie caratteristiche.




Poi lo spino di Giuda. I suoi grandi baccelli rosso porpora sono sinuosi come un serpente sono distesi come un esercito colpito. Intorno a loro mucchietti caratteristici dei lombrichi. La comunità è ricca e il terreno fortunato.

Il suo tronco mostra tantissime spine che spuntano a gruppi: acute e protese a raggiera verso l'orizzonte.

Pungono. Eccome se pungono. Sono tanti aghi per cucire i materassi.

Le ombre degli alberi sul prato sono lunghe. Mentre osservo di riflesso vedo un movimento: è un giovane merlo che zampetta. Alzo lo sguardo verso il cielo azzurro e vedo una sagoma di cornacchia grigia che passa fugace.

Mentre sto per uscire osservo il tronco caratteristico del faggio, con i suoi nodi e le cicatrici. Come avrà vissuto?



In terra appare un tappeto di foglie marrone caldo e lisce. Chissà cosa ci sarà sotto la lettiera umida?


Mentre torniamo a casa ripercorriamo il viale di bagolari. Le sagome spoglie ore disegnano i palazzi con le loro ombre. In fondo è solo questione di sguardo per trovare qualcosa di meraviglioso e naturale in città.

PS in un altro parco oggi ho osservato la prima violetta. Sono stupita da queste fioriture dovute alle temperature molto alte.

E voi? Avete mai provato a guardarvi intorno mentre camminate? Se avete voglia raccontatemi la vostra esperienza.

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