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venerdì 15 agosto 2025

Appunti sparsi dei doni che mi porto dalla Toscana



Da questa vacanza in Toscana mi porto a casa in dono (in ordine sparso):

i gruccioni colorati con un volo leggero simile ad aquiloni di carta velina

il tasso sbucato dal sentiero lungo la strada per la strada Populonia

il garrulo volo delle rondini

i gechi i piccoli (dove sono finiti i grandoni intorno alla casetta?)

 

il tramonto a Cala Violina, il primo bagno in mare alle 20, la Luna piena che ci ha guidato al ritorno

salire sulle balle di fieno insieme, con l'aiuto dei ragazzi

vedere la Luna piena sorgere veloce come una palla infuocata,

esprimere un desiderio alla vista della prima stella cadente

 

i prati incolti pieni di ombrellifere sullo sfondo degli ulivi 

i sorrisi e le risate dei ragazzi,

 

le ombre al tramonto, tra le foto più belle di questa stagione (qui) 

l'aria fresca verso sera

 

l'Acropoli di Populonia (qui), 

le ombre lunghe della sera, 

 

la luce sui girasoli al tramonto

Sally che crea un polverone rosso mentre corre 


 gli equiseti neri

 

le femmine di ragno vespa (qui)

le luci del treno che passa la sera illuminando il buio 

il canto cadenzato dell'assiolo

il frinire delle cicale, anche alle 4 del mattino!

I lampi intermittenti prima del temporale

il canto rilassante dei grilli la sera

 

Massimo (e Sara) che fa lezioni guida a Marco 

Sally che rincorre la macchina mentre Marco guida

questo 5 agosto: la "doppietta" ovvero i 18 di Marco e i 96 anni di Nado

 

i frutti dei papaveri secchi e fragili, ma incantevoli, sopra un contenitore arrugginito e scrostato

il tempo passato noi quattro In famiglia

il tempo trascorso con Sara



i fichi gustati poco dopo averli raccolti dall'albero

il profumo intenso del rosmarino

le partite a ping pong con Andrea 

         gli incontri furtivi tra la gattina Clide e Sally

le coccole a Sally dei ragazzi 

l'ultima camminata prima di partire, nell'aria fresca del mattino e tra la rugiada che bagnava i piedi, vedendo sorgere il sole

martedì 2 luglio 2024

Diario del buongiorno


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Oggi il sole ha iniziato a risplendere presto.
La finestra con i vetri appannati e in controluce che scintillavano.
 
 
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Il prato era immerso dalle ombre lunghe degli alberi 
 
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e la casa era dipinta dal noce, ogni volta, mi riempie di emozione. 
 
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Ho camminato nel a piedi scalzi - ora si parla di earthing o grounding ma lo praticava già il mio papà quando ero piccola - respirando il profumo delle erbe tagliate e sentendo quanto fossero soffici da calpestare. 
 
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Sally si è fatta le sue corse mattutine, mentre osservavo le colline immerse nel sole e sentivo il canto dei grilli che, alla mia comparsa, si zittivano. Qualche farfalla volteggiante nel cielo e tra le piante - ancora l'amata 𝑀𝑒𝑙𝑎𝑛𝑎𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑔𝑎𝑙𝑎𝑡ℎ𝑒𝑎 esattamente nella stessa zona di ieri e una completamente bianca.
 
Il gracchiare risuona lontano e io sono pronta a immergermi nelle letture, grata di essere in questo luogo per me magico
 
Buona giornata a tutte e tutti voi

domenica 9 aprile 2023

Ode alla Natura


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Il vento accarezza dolcemente i miei piedi e fa rotolare le foglie secche
Porta al mio naso i profumi delicati delle piante selvatiche
Il sole scalda il mio viso e i fiori del prato
In cielo le nuvole viaggiano nel cielo blu
Navi leggere che mutano forma
Da lontano si ode lo stridulo verso del fagiano
Più vicino il gorgheggio dei fringuelli
Nel prato qualcuno smuove le foglie... chi sei?
So che appena tenterò di avvicinarmi te ne andrai e allora provo a immaginare
Intanto un merlo verseggia
Le auto scivolano lungo la strada
Poi di colpo il silenzio regna nel prato
Solo nostri profumi, canti e vento
Solo per noi. Qui sdraiati nel prato

 

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giovedì 29 luglio 2021

Diario naturale




29 luglio, ore 18
Caro bosco mi sei mancato tanto. E dopo alcuni giorni sei diverso. Sarà perché il muschio con la pioggia è diventato vigoroso e rigoglioso e di un verde più intenso non solo sul fusto degli alberi ma anche sui muretti a secco.
Ho vagato curiosa senza sapere dove sarei arrivata. Ho sentito un tamburellare leggero e ho avvertito che ci fosse un picchio. Poi un garrulo chiacchiericcio delle ghiandaie. 

Ho esplorato immersa scoprendo da dove si origina il riccio della castagna. Non avevo stranamente mal pensato che fosse legato all'aumento pendulo e pensato che solo un fiore venisse fecondato. 

In terra tante foglie ingiallite e i ricchi verdi e piccoli ancora morbidi. E ancora tantissimi funghi, licheni su un albero a creare disegni ramoficati. Le radici piegate come delle ginocchia e gambe a sostenere la pianta tra i muretti a secco.
E lungo il greto del piccolo rivolo le impronte di ungulati. Chi sarà passato di lì?

 
Infine, sulla via del ritorno, eccolo! Un capriolo femmina che brucava nella radura al sole. Mi sono fermata a osservarla per un po" e la vedevo con una zampa alzata. Ho temuto fosse ferita ma poi è rimbalzata con eleganza nascondendosi. E quando mi sono avvicinata un po' si è dispersa nel pratone al tramonto.
Che spettacolo.
Ma ancora non era finita... mentre cercavo l'alula di ghiandaia persa per strada ho trovato una exuvia di serpente che deve essere mutato tra i nostri tronchi a fianco a casa. 

E su una foglia traforata ho scoperto un minuscolo bruco. Felicità



24 luglio alle ore 21

Il sentiero è un continuo gocciolio. Dalle fronde degli alberi piove. Una civetta canta timidamente poi smette. Sally accanto a me alita. Forse l'avrà sentita?
Nonostante la pioggia le zanzare ronzano intorno ma io procedo. Respiro i profumi dell'estate




23 luglio 

ore 21:31 ·
Il rintocco delle campane, il fruscio strano delle foglie non secche che cadono di schianto. I grilli. Inizia la nostra avventura al calar della sera tea le sagome scure degli alberi. Evviva. Un po' di fresco ci accompagna.

ore 22:03
Le zanzare vengono a banchettare sul mio corpo. Intorno l'ultimo rintocco rosa del sole prima che spunti la luna. Sono nel pratone immersa nel profumo dei prati e tra campanacci e ululati di cani. C'e ancora luce e anche quella rossa dei freni di una macchina che si avventura nel sentiero. Le sagome nere degli alberi e il canto dei grilli. Mi immergo in profumi e suoni che sanno di libertà.





22 luglio
Sono le 22 passate e abbiamo camminato nel buio del bosco. Un sentiero, interminabile intrico di rami e ragnatele. Le grida dei grilli e delle cavallette in amore. Poi siamo sbucati in un prato che profuma di erbe selvatiche. Dove si staglia una Luna abbagliante e giallo oro. Sopra la cima di un monte.

 

Nel bosco abbiamo udito le fragili grida di due civette. Saranno stati i piccoli? Era vicino alla casa diroccata. Ora torneremo ancora nei boschi di castagni e chissà se udremo gli abbai dei caprioli. Ora solo i campanacci delle mucche mi allietano e hanno il sapore si casa e radici. Sono felice anche così. Mi basta poco. O forse è molto.


C'è qualcosa di magico nel camminare di notte, illuminati da quell'enorme faro che è la Luna. Passare senza timore nelle pozzanghere create dal temporale del mattino, ascoltando il gracidio delle rane e i campanacci delle mucche. Poi inoltrarsi nel bosco sempre più buio e fitto. Affidarsi a tutti i sensi, per ritrovare il sentiero di sempre, che sembra lungo e interminabile. Godersi le sagome scure degli alberi che sembrano uscite da Lupo nero di Antoine Gallouppé. Sentire il vocio delle civette e il caldo appiccicarsi addosso. Camminare sicuri nonostante tutto, sapendo che si rientrerà a casa, ritrovando il profumo del prato prima di entrare. Buonanotte ai sognatori


21 luglio

Se questo è l'anno di una o più specie lo chiamerei l'anno dei cervi volanti e dei caprioli. Il primo purtroppo l'ho trovato morto lungo il sentiero e spero che abbia fatto in tempo ad accoppiarsi. È così bello e intatto. 
Oggi sono strani gli incontri cercando di deviare le ragnatele. 

 

Strani esseri gialli sui tronchi morti (la mia amica Sybille Kramer mi ha rivelato essere protisti #slimemold! ... da ignorante pensavo a funghi)


molte piume, foglie colorate e altri dettagli che regala questa passeggiata sempre uguale e sempre diversa.






ore 19

Assisto emozionata e chiedo agli esperti. Per caso è una femmina e sta deponendo le uova?
Mi risponde di getto il fotografo e naturalista Marco Colombo (qui sito) dicendomi che si tratta di un esemplare di Prionus coriarus, poi la conferma arriva anche dall'entomologo e conduttore di Geo Emanuele Biggi (qui bio e info qui). La fortuna di conoscere gente competente e gentile!


ore 03.20

Stasera anzi stanotte (sono le 3.20) è impossibile riprendere sonno. Ho provato ad alzarmi e fissare alcuni pensieri. Niente.
Ho provato a passeggiare... ho sentito l'erba bagnata intorno nonostante gli stivali alti mentre procedevo nel prato guidata dalla luce delle stelle nascoste tra le nuvole.
Poi richiamata dal suono di una civetta ho provato ad addentrarmi nel sentiero che porta al bosco e mi sono mezza persa. Mi sono accoccolata in silenzio ad ascoltare i rumori lontani dei cani e delle mucche al pascolo. Poi qualcosa di grande. Pensavo fosse Sally ma a posteriori penso sia un capriolo. Si è accorto all'ultimo della mia presenza e io di lui. Curiosità e spavento reciproco e si è volatilizzato portandosi dietro il suo grande peso. Forse era una femmina chissà. È stato un lampo ma anche un'emozione forte. Poi poco altro se non il rumore delle foglie che cadevano ogni tanto e i grilli che ancora risuonano nella testa. Ho provato a camminare a caso nel buio. Unico rumore quello della mia compagna di avventure che mi stava accanto. Entrambe mezze perse senza capire dove fossimo. Penso di avere girato in tondo perché quando ho deciso di accendere la torcia per un attimo magicamente mi sono ritrovata sul sentiero lungo la via di casa. C'erano tante limacce rosse in terra. E un po' di fresco.
In casa ora non si respira dal caldo e forse per quello mi sono svegliata.
Ora una tisana ristoratrice spero mi darà il conforto necessario al mio stomaco per tornare a letto. Il profumo dell'alloro.
Ancora nella testa che sembra ritornata dai suoni leggeri e fastidiosi delle zanzare che si avvicinano a disturbare la quiete i suoni dei cani e il rintocco dell'orologio mentre la casa è assopita.

20 luglio

Di ragnatele piccole e gigantesche, a rete e a imbuto, di felci più alte di me, di qualche cosa simile ai funghi sul tronco marcescente. Di passi che scricchiolano e foglie che rischiano, ragnatele che si appiccicano e lingue che penzolano. Di boschi secchi e sete. Di umidità addosso. Di penne perse o abbandonate. Meraviglie da scoprire passo passo. Ogni volta uguali ogni volta diverse



19 luglio
Camminare nel bosco sentendo i piedi che fracassano il legno morto. Molto rumore. 


E schivare le ragnatele appiccicose che non si intravedono se non controluce: rovinare per sbaglio i capolavori e le fatiche dei ragni e chiedere scusa. Ma è quasi possibile passare evitandone tutte. 

Accanto alla casa in rovina trovare prima l'alula di una ghiandaia, tesoro prezioso per ogni naturalista, 


e poi una ragnatela impregnata di mosche. Un lauto banchetto. 


Poi immergersi nei prati assolati che profumano di fiori selvatici ed essere grati nonostante il caldo e le zanzare e tu che arrivi all'improvviso felice con la lingua a penzoloni. Cosa ci aspetta ora?

domenica 27 dicembre 2020

Attesa e riflessione



 
 
Sono giorni di attesa e riflessione. 



Attesa di poter camminare, spostarsi, respirare in un bosco, tornare a godere dei colori delle ultime foglie, dei profumi delle piante che fioriscono in inverno, del muschio umido dopo la pioggia, della brina e della rugiada, dell'alito che si fa nuvola. Dei sorrisi bambini, delle corse sfrenate, delle guance che sentono il freddo sulle gote nude, del vento gelato che arrossa il naso.
Ora tutte queste piccole cose sono possibili solo in posti solitari o nascosti. Sono piccole gioie proibite per il bene comune. Eppure, quanto godimento ci perdiamo.
 
 
 
Riflessione su ciò che siamo ora e ciò che siamo stati. 
Come ho appena letto, siamo come un tronco d'albero con tanti strati sovrapposti, nascondiamo le nostre ferite, che riaffiorano di tanto in tanto quando la corteccia si frantuma. Intanto la vita fluisce, si continua a cambiare e rimanere se stessi, come un fiume che scorre, uguali e diversi al tempo stessi, fragili e forti a seconda dei momenti.
Approfittiamo delle bellezze improvvise, non scontate. Gioiamo per ogni piccola conquista, di qualsiasi tipo sia. Accumuliamo piccoli tesori e scorte di meraviglia. Potranno servirci nei momenti più bui.
Cerchiamo di essere grati di quello che accade.
Non diamo per scontato nulla, perché nulla è scontato.
Forse cambia solo il nostro sguardo, il nostro punto di vista.
Assaporiamo le parole che ci vengono donate.
Ringraziamo quando possibile. Anche questo non è mai superfluo. Almeno per me.
Aspettiamo il canto di un pettirosso. Prima o poi arriverà.