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mercoledì 19 maggio 2021

L'albero dei tulipani



Oggi, guardando con stupore i fiori a coppa dell'albero dei tulipani, o liriodendro, mi è venuta voglia di parlare di questa pianta che mi attira da sempre per le sue foglie inconsuete quadrilobate e per il nome così particolare.

Anche per chi non è così esperto di piante come la sottoscritta salta all'occhio quanto il fiore sia simile a quello delle magnolie (Magnolia grandiflora); in effetti, questa pianta appartiene alla famiglia delle Magnoliacee.

Questa pianta è conosciuta come Liriodendro, che deriva dal greco, e vuole dire "'δένδρον déndron', albero e léirion' giglio, quindi albero dei gigli, mentre L'epiteto specifico "Albero dei tulipani", deriva da 'tulipa' tulipano e 'fero' porto: che porta tulipani, è un accostamento legato alla forma dei fiori che ricordano i tulipani. Il nome latino è, appunto, Liriodendron tulipifera L. Per gli Indiani d'America settentrionale, luogo di origine di questa specie, la pianta è invece conosciuta come "legno da canoa", perché da un singolo tronco è possibile ricavare una canoa capace di portare anche 20 persone!

Le foglie sono decidue (ovvero caduche), hanno forma quadrata lobata con apici, che a me ricordano un pipistrello. Potreste confonderle con quelle del platano, ma ricordatevi che hanno solo 4 lobi e sono davvero particolari!

I fiori sono bisessuali o ermafroditi (contengono sia gli elementi femminili sia quelli maschili), sono color giallo-verde profumati, grandi, solitari, eretti e iniziano ormai a comparire a metà maggio (a Milano), per proseguire anche fino a luglio, a seconda del clima, e hanno un'alta concentrazione di nettare.


Sono formati da 3 sepali verdi (le foglioline più esterne) e 6 petali giallo-verdognoli con una base arancione. La parte maschile è costituita da molti stami color crema disposti a spirale. La parte femminile è formata da numerosi ovari (carpelli) disposti a spirale su un asse allungato. I fiori compaiono solo sulle piante che hanno almeno 15 anni di età (buono a sapersi per capire quanti anni potrebbe avere!)

Nel linguaggio simbolico, per la delicatezza dei suoi fiori, che si confondono e si nascondono tra le foglie, il liriodendro simboleggia la riservatezza ed il pudore.



Il frutto conico è secco, lungo 6–7 cm e ha le sembianze di una pigna squamosa, anche se più affusolata. Quando è maturo, a partire da ottobre, rilascia piccoli semi alati (samare), che sono diffusi dal vento (disseminazione anemocora).



In autunno capita di vedere un Liriodendro che ha una parte di foglie color cachi, che diventano pian piano più scure, accompagnate da quelli che diventeranno frutti secchi che rilasceranno molti semi.


Storia di una infestazione...
Oggi, sempre sullo stesso liriodendro dello scorso anno, ho trovato un'infestazione di afidi.
Memore di quanto è accaduto in seguito, proverò a raccontare una storia...
C'era una volta un albero un po' più fragile degli altri: le sue foglie vennero attaccate dagli afidi, piccoli insetti mangiatori di foglie. Ma ecco pronti i salvatori! Una squadra di coccinelle era pronta a difenderlo: il segreto è che andavano pazze per gli afidi!

Alcune coccinelle, ghiotte di questi insetti, decisero pertanto di deporre le uova proprio su quelle foglie...


Ed ecco spuntare le loro larve, così diverse dagli adulti... ma assai voraci...



A memoria dell'infestazione di afidi dopo alcune settimane rimasero solo alcuni gusci vuoti delle larve, metamorfosate in splendide coccinelle, e tanti puntini sulle foglie inizialmente verdi.


Per fortuna, nuove foglie spuntarono e i frutti giunsero a maturazione. E l'albero visse ancora felice e contento.

Per approfondimenti tecnico scientifici sulla pianta, vi rimando al sito Forum Acta Plantarum 
qui
Per saperne di più sul ciclo della coccinella, vi rimando invece al bellissimo libro di Gallimard Jeunesse. Non ve ne pentirete.



mercoledì 15 giugno 2016

"Il formicaio", di Jitka Petřeková e Tomáš Tůma, Editoriale Scienza: l'affascinante mondo delle formiche


Sono grata alla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano per avermi fatto scoprire "Il formicaio", di  Jitka Petřeková e Tomáš Tůma, edito da Editoriale Scienza (qui il link), un libro che mi era sfuggito in catalogo e che ha catturato subito la mia attenzione. Sarà perché sto tornando ad appassionarmi di animali, sarà perché i miei due bambini stanno scoprendo sempre più la natura, sarà, in particolare, perché quello di cinque anni è letteralmente affascinato da tutto quello che di piccolo gli ruota accanto, che abbia sei o otto zampe o anche centinaia... 

Ho provato a lasciare che fosse lui per primo a scoprire il libro (in realtà era così entusiasta che ha iniziato a sfogliarlo prima di chiedermi di leggerlo, come di solito accade) poi lo abbiamo guardato insieme.


Come in ogni settore, c'è sempre da imparare, anche per un'appassionata come me che però se ne intende di più di vertebrati, avendo fatto una tesi sulle testuggini di terra, ma è poco preparata al mondo dei cosiddetti invertebrati (che occupa la maggior parte del pianeta... eppure...), tanto da avere un pool di esperti/e da consultare alla bisogna.


Sarà per questo motivo, o per la semplicità e immediatezza di immagini e dei contenuti, peraltro molto ben fatti, che questo libro ci ha subito conquistati. Come avete visto il volume è diviso in due parti: il mondo delle formiche e Benvenuti nel formicaio!



Il mondo delle formiche
In questa prima parte con molta semplicità e chiarezza i bambini (e anche gli adulti) imparano tutti i componenti del formicaio e il ciclo di vita. Per esempio, non sapevo che una formica regina potesse vivere fino a 20 anni!!! Ognuna è disegnata con le sue caratteristiche ed elementi che provengono dall'immaginario comune per aiutare i più piccoli a distinguere facilmente i ruoli. C'è il maschio (con il cappello e le ali, pronto a partecipare al volo nuziale), la regina (con ali e corona), la guardiana (armata di tutto punto), la balia, la costruttrice, che si occupa di tenere in ordine il formicaio e costruire le gallerie).

Poi si passa a una breve descrizione delle formiche più comuni (certo, essendo le specie conosciute 12mila non si poteva certo pretendere di conoscerle tutte!) o più affascinanti. Per esempio, ho scoperto che la fantomatica formica rossa ha un pungiglione atrofizzato (quindi non funzionante) sulla punta dell'addome (la parte "retrostante" dell'animale) che però è in grado di spruzzare il famoso "acido formico", che provoca quei fastidiosi pruriti e arrossamenti, fino a una distanza di 30 metri (e se disturbata, quindi il consiglio è non avvicinatevi!).

Si passa poi al volo nuziale e alle notizie curiose, per scoprire quanto queste creature che spesso vengono schiacciate impunemente siano invece preziose per il terreno, perché lavorando gallerie sotterranee che ventilano bene, in realtà contribuiscono a renderlo areato e in salute. Inoltre, cacciano insetti dannosi ed eliminano le carcasse dal suolo, contribuendo a mantenerlo pulito. Insomma, vere e proprie custodi del suolo (insieme ai lombrichi!). 

Si finisce con i record di forza e prestanza (a loro Superman fa un baffo!).

Benvenuti nel formicaio!
La seconda parte è molto interattiva, perché costruita in modo da penetrare nei vari "strati" del formicaio e scoprire tutti i componenti (dalle guardiane e dalle formiche costruttrici alla regina e alle balie più all'interno), dove stanno e cosa fanno. Ci sono finestrelle da aprire e altre curiosità da scoprire.

Ogni pagina è dedicata a qualcosa: per esempio la dispensa di cibo

o la nursery dove sono tenute a balia prima le uova (contate una a una) prodotte dalla regina (una pagina è proprio dedicata a lei, poi le larve nel loro bozzolo, infine le pupe che vengono nutrite (non allattate come dico nel video!!) che si trasformano quasi sempre in operaie e ogni tanto in maschio alato o femmina alata (una volta all'anno) che daranno origine a un nuovo formicaio con una nuova formica regina.
Naturalmente esiste anche "la scuola" delle formiche, dove apprendono che cibi andare a cercare e come tenere ben areato il formicaio.

Nel libro si scopre anche che uno degli insetti preferiti dall'uomo (la coccinella) è in realtà molto temuto dalle formiche perché si mangia gli afidi che producono la famosa "melata", ricca di dolce, ottima fonte di energia. Un mutuo soccorso dunque: le formiche proteggono gli afidi e questi le ricambiano con dolcezza.
Le formiche, infine, allevano anche i funghi. Insomma, il formicaio (alto fino a 5 metri) è un vero e proprio microcosmo interessantissimo, tutto da scoprire.

E ora, chi glielo dice ad Andrea che della stessa serie è uscito anche il libro sull'Alveare?