I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla Natura, dagli albi illustrati all'educazione, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini. Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. Mettetevi comodi e leggete. E se avrete voglia di commentare mi farete solo piacere. Buona navigazione.
sabato 23 agosto 2014
Microcosmo lungo il torrente Agogna
Uno spiraglio di sole ha consentito una breve passeggiata al torrente.
Siamo tornati in Piemonte e ci accontentiamo anche delle briciole di bel tempo che qui regala questa strana, piovosa, estate. Mentre i bambini giocavano a lanciar sassi nell'acqua, sotto lo sguardo attento del papà, mi sono ritagliata uno sguardo sul microcosmo circostante. Bellissime libellule dalle colorazioni vivaci e metalliche posate sulla vegetazione adiacente all'acqua. E ancora, tantissime cavallette, diversi ragni e alcuni coleotteri scarabeidi. Tanti piccoli animali che passano inosservati ma che riservano la loro bellezza a chi li vuole osservare, con rispetto.
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giovedì 21 agosto 2014
Toscana, Natura sovrana
In terrazzo riecheggia lontano il garrulo chiacchiericcio delle rondini. Dai pini domestici le tortore dal collare orientale tubano monotone la loro litania (come dice mia mamma "Roberto, Roberto, Roberto", in effetti se ci si fa caso sembra proprio così), mentre una giovane
ghiandaia si aggira furtiva tra rami.
Quest'anno, complice il fresco, le upupe non hanno fatto le loro consuete apparizioni in giardino.
Quest'anno, complice il fresco, le upupe non hanno fatto le loro consuete apparizioni in giardino.
Appena cessa il vento riprende
frenetico il frinio delle cicale, che in prossimità diventa quasi
assordante. Ricorda il caldo, l'afa, l'estate. Lo scorso anno le ho sentite persino nei dintorni del Castello Sforzesco, a Milano.
Fioriture selvatiche multicolori si fanno spazio tra i campi coltivati a girasole, cardi e cocomeri. Se lo stridulo canto dei verzellini è stato meno frequente, nell'aria è un continuo sfarfallio di bombi, vespe, coccinelle e farfalle, in cerca di nettare. Tra i muri, furtivi, si
incrociano di sfuggita i gechi mentre nell'erba assolata o tra i ceppi di legno scappano veloci le
lucertole muraiole o saltano le mimetiche cavallette.
Nelle pozze d'acqua stagnanti si aggirano libellule azzurre e rosse, gli
elicotteri dell'aria. Al rapido avanzare
dei passi si sente improvvisamente "plof, plof, plof", sono le rane verdi che si tuffano tra le lenticchie d'acqua.
Il trattore lavora imperterrito nei
campi e, al passaggio, solleva gli insetti, seguito da un piccolo
stormo di rondini, che piroettano leggiadre nel cielo ventoso.
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martedì 19 agosto 2014
Sguardi
A volte ti guardo, amore mio, e mi sembra ieri, quando eri piccolo. E invece, eccoti qui, lettore in erba, che ha voluto una lucina tutta per te, come noi grandi, per leggerti il tuo Nocedicocco. Certo, la tua lettura stenta ancora a prendere il volo e a essere fluida. Ma pian piano ce la farai.
Ti piace ascoltare mentre ti leggo ad alta voce e a me piace leggerti. Con te ho recuperato il piacere della lettura ad alta voce (anch'io bambina amavo farmi leggere dal papà).
C'è qualcosa di magico e poetico nei bimbi addormentati. Che bello stare ad osservarti mentre dormi, finalmente hai ceduto alla stanchezza. Tu vivace ed energico birbante, cucciolino della mamma. Dormi sereno e tranquillo. Domani mi racconterai i tuoi sogni.
domenica 17 agosto 2014
Capitano, o mio capitano. Riposa in pace.
"Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità
e succhiare tutto il midollo della vita...
per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto".
Walden, di Henry David Thoreau
Sono passati alcuni giorni da quando
Robin Williams ha deciso di lasciarci, prematuramente, e sono ancora
molto scossa. Inevitabile chiedersi il perché di quel gesto e perché
questa morte, più di altre, abbia colpito nel segno, abbia lasciato
un vuoto in molti di noi (Il mio cuore è spezzato – ha scritto Jeff Bridges
– Lui è uno scrigno di creatività”).
Dopo tantissimi anni - mi fa effetto
pensare di essermi portata dietro questa estate in vacanza proprio
quel DVD che ho tenuto incellophanato in casa per almeno un decennio
- ho rivisto “L'attimo fuggente”, capolavoro di Peter Weir che lo
vede protagonista con un ruolo di un professore maieutico, di quelle
persone speciali che capita di incontrare per una serie di
coincidenze fortunate e che ti cambiano la vita. E non ho potuto non piangere, sia per
la bellezza della storia, sia ancora per il tragico destino che Robin Williams ha scelto per uscire di scena, proprio come uno dei
protagonisti del film. A quasi sei mesi di distanza da un
altr'altrettanto bravo e disperato, Philip Seymour Hoffman.
Viene da pensare cosa sia successo a un
uomo sensibile e generoso. Padre di tre figli, che forse non a caso,
ha voluto lasciare un ultimo saluto su twitter proprio alla sua
“bambina”. Ultimo dolce pensiero a Zelda. Chissà che cosa sarà
poi passato nella sua testa. O chissà se la sua testa era vuota. O, invece, invasa
da mille pensieri, orribili pensieri, che lo attanagliavano. La
depressione purtroppo è una “brutta bestia” che si insinua nella
tua vita stravolgendo quello che sei e quello che pensi. In poco
tempo, ti ritrovi avvolto nel suo manto che annebbia e trascina
vorticosamente dentro un buco nero. Se non hai appoggi e aiuti,
precipiti in un'oceano buio, come la protagonista di "Lezioni di
piano", quando viene improvvisamente trascinata giù dal pianoforte
nell'acqua. In quel caso lei ha scelto la vita.
Ma non sempre quella
è la strada che viene facile percorrere, spesso la via più semplice
e liberatoria sembra essere proprio cessare di vivere. Ma in quel
momento non si è pienamente coscienti di quello che accade. C'è
un'altro te che ti accompagna nei luoghi bui della tua esistenza dove
ci sono ancora i nodi che non sei riuscito a sciogliere, dove c'è
una fitta trama, una rete invisibile che ti avvolge e cattura a sé. In
quei momenti serve non rimanere mai soli, non essere lasciati soli, e
sentire l'affetto delle persone accanto; anche se le dolci e
confortanti parole degli affetti più cari scivolano via come l'acqua
sul petrolio; ma alla lunga parole, gesti, affetto contano. Eccome.
E, magicamente, un giorno ti ritrovi di
nuovo a provare piacere in quello che fai, desideri di piccole cose.
Si riparte sempre dalle piccole cose. Come sono le piccole cose che
di colpo, quando ripiombi, diventano macigni insopportabili che ti
trascini dietro come catene, bellissima ma anche inquietante immagine della sposa nel film di Lars Von Trier, "Melancholia".
Capitano, o mio capitano. Ci hai fatto
piangere e ridere, ci hai regalato momenti di pura poesia e rimarrai
nel cuore di molti, per sempre. Nel mio di sicuro. Buon viaggio.
mercoledì 13 agosto 2014
Il fascino dei Dinosauri
Anche se non ho mai amato molto i
dinosauri - anche se ho dovuto studiarli all'università - , forse
grazie a Marco cambierò idea.
Da un anno ha iniziato a interessarsi
a queste creature misteriose vissute in passato e così, per la prima
volta, in casa sono entrati alcuni libri che li riguardano. Il primo
è stato un regalo del suo papà “Sulle tracce dei dinosauri”,
Edicart, che raccoglie il diario di Samuel King, un paleontologo
vissuto all'inizio del Novecento. L'idea è bellissima, raccontare
l'esplorazione e le scoperte sotto forma di avventura e missione. In
effetti si diventa “cercatori di fossili”, dotati di un vero e
proprio kit, con cartine, adesivi e fotografie speciali (a sagoma di
uovo fossilizzato o artiglio di dinosauro), viaggiando al tempo
stesso con Samuel King e venendo aggiornati sulle scoperte odierne.
Marco ha passato gran parte dell'anno scolastico facendosi leggere e
raccontare la storia e portando a scuola il libro come una sorta di
trofeo.
Per questo motivo, per il suo settimo
compleanno, mi è sembrato il momento di regalargli il kit da
paleontologo, con tanto di fossile da ripulire e martello per
scavare, ideato da Geoworld, della serie Jurassik- Edubooks
collection. All'interno si trova anche un libretto che racconta la
storia del dinosauro in questione - nel nostro caso uno spinosauro
(ma esistono anche il triceratopo e il tirannosauro), con i luoghi
dei ritrovamenti, i paleontologi che hanno effettuato le ricerche e
dove si possono trovare i resti nei musei (questa parte curata da
Cristiano dal Sasso, un paleontologo del Museo Civico di Storia Naturale di
Milano, grande esperto di dinosauri italiani, che ho avuto il piacere
di conoscere di persona). Tutto il libretto è corredato da
affascinanti illustrazioni a colori che rendono l'idea di come
potesse essere la vita ai tempi degli spinosauri. Un elemento che mi
ha convinto è il fatto che la collana sia stata ideata da un
paleontologo e che le ricostruzioni possano essere fedeli alle ultime
scoperte.
Inutile dire quanto Marco sia stato
felice di scavare, con pazienza e attenzione, e trovare il suo primo
“fossile” (anche si tratta di una fedele ricostruzione in
plastica). E il fratellino felice e curioso di osservare, per imparare in fretta con i suoi neuroni specchio!
Per completare la collezione di libri
in suo possesso – scelti direttamente dal piccolo esploratore –
ci sono “Il T-REX”, IdeeAli -Il Castello, che consente di
ricostruire il grosso predatore e scoprire come viveva, e “Dinosauri con immagini lenticolari”, De Agostini, che racconta molte
curiosità su questi rettili terrestri del passato con una panoramica
anche sugli pterosauri (che avevano colonizzato l'aria) e gli
ittiosauri (che dominavano gli oceani). In entrambi i casi le
immagini spettacolari e i dettagli rendono questi libri molto
appetibili anche per i più piccoli.
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domenica 10 agosto 2014
A tu per tu con la Mantide religiosa
Stamattina abbiamo avuto una bellissima
sorpresa. Siamo in Toscana, in campagna, e il nonno ci ha portato una
bellissima mantide religiosa. I bambini sono rimasti subito
affascinati da questo insetto che ha due zampe raptatorie con cui
cattura le sue prede.
Per un sacco di tempo la mantide è stata a pulirsi antenne
e zampe.
Andrea ha chiesto“mangia anche i legni?” e Marco gli ha risposto “I legni li mangiano i picchi, forse...”. Gli ho spiegato che i picchi fanno i buchi nel legno, ma esistono insetti che fanno tante gallerie nel legno, come i tarli.
Andrea ogni tanto diceva “Mangiaaa” e Marco lo zittiva dicendo “Magari mangia nello stesso momento che mangiamo noi.” E ha aggiunto “Possiamo tenerla? Fino a stasera...”
Andrea “dopo che noi dormiamo”
Marco “Le prepariamo un lettino. Mami, come fanno a dormire?”
E io ho dovuto ammettere “Non lo so”.
Marco “Comunque le prepariamo un bastoncino con una piccola coperta,
noo? Un bastoncino piccolo magari. Qualcuno può mangiarla lei?”
Io “Gli uccelli”
Marco “Gli uccelli notturni?”
Io “Non so se la civetta mangia le
mantidi”
Marco “Allora dobbiamo costruirle una
capanna, perché se la mangiano...Le costruiamo una capanna di legno
tutta per lei, ce la facciamo entrare dentro e non si fa male. La
attacchiamo con lo scotch così la mattina dopo le portiamo un sacco
di formiche dentro la capanna, quando ha fame. D'accordo? Intanto ha
il suo spuntino qua – la formica (lo scorso anno abbiamo visto una
predazione di una formica da parte di una mantide, anche se non sono
sicura che si trattasse della stessa specie) -”
Andrea “Fermi tutti, ho sentito un
uccello!”
Marco “Lo so però ci siamo noi
adesso e gli uccellini hanno paura degli umani. Hai sentito la storia
di Cipì? Cipì ha perso tanti amici perché c'erano delle trappole
di granelli.
Adesso sta esplorando il legno. Non
facciamola scappare!"
Io "Attenzione che non vada sulla frutta"
Marco “Forse mangia la frutta?”
Andrea “Ho fame di futtaaa”
Marco “Io mi siedo”.
Mamma “Guarda che si sta pulendo gli
occhi?”
Marco “Lasciamola nelle sue pulizie”
Mamma “Hai visto che ha un occhio
scuro e uno chiaro?”
Marco “La lasciamo qui tranquilla a
fare quello che vuole, d'accordo?”
Mamma “Ma lei andrà via”
Marco “Ma noi la fermiamo. Le
costruiamo una bella capannina”
Mamma “Lo sai che gli animali
selvatici vogliono andarsene”
Marco “Lo so ma io voglio che resta
con noi, almeno fino a stasera...Cerchiamo di tenerla fino a stasera?
Mami, cos'è che ama fare di più?Hai detto che mangia gli
insetti..Mmm allora, con cosa giocano? Cosa amano di più?”
Mamma “Lo sai che non ti so
rispondere? Non è che si sa molto delle abitudini degli insetti. E'
difficile scoprirle. Già è difficile osservarli”
Marco “Allora la lasciamo fare quello
che vuole lei...” e rivolgendosi alla mantide “Comunque
noi non ti vogliamo ammazzare, neanche la mamma, abbiamo organizzato
tutte le cose per te, per non farti cadere...”.
….
Dopo un po' di osservazioni, decido di
informarmi un po' sulle mantidi, sapendo che sul sito di FrancescoTomasinelli troverò molte risposte ai nostri quesiti. Ho conosciuto
Francesco quando ha portato il suo book fotografico a Parchi e
Riserve Naturali (una delle due riviste della casa editrice dove ho
collaborato per alcuni anni come redattrice). Francesco è amante di
tutte le creature bistrattate, come ragni, pipistrelli, serpenti e
chi più ne ha più ne metta e ha scritto anche un libro su Mantidi e
Insetti stecco. Scopro così che delle 2000 specie esistenti, le
mantidi italiane sono solo 13, che la femmina si riconosce dal
maschio per i segmenti addominali (6 al posto di 7/8) e che le
mantidi possono essere allevate nutrendole con cavallete, grilli o
mosche.
Io e Marco dedicidiamo così di
catturarle qualche cavalletta. Con un po' di fortuna ci siamo
riusciti abbastanza velocemente: abbiamo lasciato sotto un retino la
cavalletta e la mantide e abbiamo aspettato. All'inizio il predatore
sembrava indifferente, poi con uno scatto repentino delle sue due
zampe raptatorie ha catturato la cavalletta e ha iniziato ad
addentarla con le mascelle voraci. Ne ha succhiato tutte le
interiora, poi ha abbandonato il cadavere, tornando a pulirsi il
corpo.
Marco ha osservato con attenzione tutta
la scena, mentre Andrea ha iniziato a chiedere “La facciamo
uscire...ohh. Pecché, la vuoi fare tramortire? Ehi pecché mamma la
fai mangiare a quella, alla cavalletta vedde (mantide)? Non deve
mangiare quella!! Ma tu la vuoi fale mangiale? È un amico e tu la
vuoi fale mangiare.."
e poi “Ma quando l'ha finita di
mangiare? Ommai è motta...Povelina.”
E' difficile spiegare che i predatori
per sopravvivere devono mangiare le prede. Ma forse a tre anni e
mezzo è ancora presto. Ed è bello vedere questa sensibilità nei
più piccoli, sperando che la mantengano a lungo.
PS La mantide l'abbiamo soprannominata Matilde, chissà che prima o poi non ne venga fuori una storia (una storia inventata da e con i bambini).
PS La mantide l'abbiamo soprannominata Matilde, chissà che prima o poi non ne venga fuori una storia (una storia inventata da e con i bambini).
sabato 2 agosto 2014
La passione per gli animali e la natura
“Mamma, pozzo pottarlo a cassa? Mi
pace motto quetto gattino, pozzo pottallo a cassa?”
Come mi ritrovo in questa richiesta di
Andrea. Da piccola ho chiesto un cane dall'età della parola e prima
di riuscire a conquistarne uno, a undici anni, i miei genitori mi
hanno consentito di tutto. Tenere per un'estate Matisse, una giovane
femmina di coniglio (abbiamo scoperto il sesso solo dopo averle dato
il nome a cui ormai ci eravamo affezionati), due paperotti –
naturalmente il più grande era di mio fratello Tomaso e il più
piccolo seguiva il più grande, che seguiva Tomaso! – e ancora
canarini, pulcini. E persino uno scoiattolo. Erano gli anni Settanta
ed era “normale” trovare uno scoiattolo rosso al mercato, a
Milano. Ora la specie è super protetta. Meno male.
E così, un animale via l'altro, tenuto
con il massimo rispetto – grazie a uno sguardo attento dei miei
genitori – o riportato ai legittimi proprietari se ne combinavamo
qualcuna di troppo (come nel caso del piccolo scoiattolo, a cui
abbiamo fatto una doccia improvvisata, e che mia mamma, dopo averlo
tranquillizzato e asciugato ha riportato al venditore di animali).
Animale dopo animale la mia passione è cresciuta sempre più. Sono
cresciuta a pane e Quark, i primi anni in cui le trasmissioni
avvenivano il primo pomeriggio e in cui ho scoperto Gerald Durrell e
deciso, alle medie, che avrei fatto la scienziata. Complice forse
un'insegnante di scienze che, come tutti i Maestri di vita, mi ha
appassionato alla Natura. E la passione è aumentata e si è
concretizzata in una laurea in scienze biologiche, dove ho incontrato
altrettanti maestri, sia delle materie preferite (Giulio Melone, per
zoologia e zoologia II - che ho avuto anche il piacere e l'onore di
avere come relatore alla mia tesi -, Aldo Zullini per Zoogeografia e
il mitico e insuperabile Marco Ferraguti per Evoluzione biologica)
sia per discipline che a priori non mi avrebbero detto gran ché
(es Francesco Nicotra per chimica organica).
Spero che i miei figli possano incontrare persone che li facciano appassionare, non solo a quelle che diventeranno materie di "lavoro" ma anche a quelli che diventeranno gli interessi che uno ha nel corso della sua vita. Per ora Marco ha trovato lungo la sua strada educatrici creative e attente alla persona, alla scuola materna, tre meravigliose insegnanti (Anita, Laura e Lina), che mettono al centro i bambini, alla scuola primaria. Andrea seguirà per ora le fortunate orme del fratello (quanto a scuola infanzia). E speriamo che sia solo l'inizio di tante giornate appassionanti.
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