Ci sono albi che ci catturano all'istante e altri che risultano più difficile interpretazione. Come mai? Sicuramente c'entra
a mio parere tutto il nostro vissuto, il nostro stato d'animo del momento e se un libro "richiama" qualcosa dentro di noi
o ai nostri bambini. Sicuramente la lettura di un libro, l'attenzione che noi adulti poniamo, le pause, i toni, il piacere che traiamo noi stessi da un libro possano contribuire a interessare i bambini. Certo, ognuno ha i suoi gusti e i suoi tempi. Ma non bisogna rinunciare a proporre nuovamente un albo se questo di primo acchito sembra non piacere.
I bambini vanno educati anche al gusto di storie originali, diverse, dirompenti, e a vedere il più possibile stili e illustrazioni differenti, per riuscire a scoprire nel mondo illustrato quello che è più attinente al loro sentire. Spesso i primi a essere spaventati dalle novità siamo noi adulti. E sono i bambini invece a orientarci nella scelta.
È il caso dell'intramontabile "
Piccolo blu e piccolo giallo", di Leo Lionni, edito da Babalibri. A volte, nel corso dei laboratori quelli più disorientati sembrano i grandi. I piccoli invece lo apprezzano quasi sempre, con molta naturalezza.
Queste riflessioni prendono spunto da un recente scambio avvenuto all'interno del gruppo
La biblioteca di Filippo creato da Federica Rossi,
alias Mamma moglie e donna, che vi invito a visitare e frequentare. In particolare, Lucia ha chiesto come leggere ai suoi bambini il libro "
E poi... è primavera" un bellissimo albo illustrato scritto da Julie Fogliano, magistralmente illustrato da Erin Stead, edito da Babalibri.
Sarà che da subito l'ho sentito "nelle mie corde" e quindi non ho avuto remore a leggerlo. Elisa, invece, ha tirato fuori la difficoltà di lettura che diverse persone hanno riscontrato. Dal canto suo, Maria ha suggerito che questo albo si nutre di "
silenzi e pensieri". Andando a leggere il suo
post sul blog
Scaffalebasso, Maria dice due frasi davvero interessanti "
ed è anche la storia della pazienza e del silenzio essenziali per aspettare che le cose crescano" e sottolinea come il piantare un seme sia "
un gesto piccolo, impalpabile ma capace di mettere in moto l’universo".
Da biologa non posso non amare questo libro poetico che racconta l'attesa. L'attesa è qualcosa
che ha bisogno di silenzi e sospensioni finché qualcosa di magico
accade, all'improvviso, proprio quando sembrava che non ci fosse nulla
di diverso.
E invece una trasformazione è avvenuta, lenta e inesorabile, anche se noi a prima vista non ce ne siamo accorti. Del resto ogni cosa bella, lo è ancora di più se desiderata. La passione fa scattare la magia.
Se non lo conoscete guardate anche il booktrailer qui. E alcune recensioni qui, qui, qui.
Non a caso questo albo è stato accostato a "
Se vuoi vedere la balena", delle stesse autrici. Anche questo libro delicato e poetico è un inno alla noia nel senso più bello del termine. La noia generatrice di qualcosa di nuovo. La noia che ripaga. Nella vita odierna siamo costretti a correre senza fermarci a pensare, a vedere, a osservare. Solo i piccoli sono capaci di vedere con occhi sempre freschi. Forse perché nonostante tutto continuano a cercare ritmi loro. Per approfondimenti su questo libro vi rimando al booktrailer
qui e alle recensioni
qui qui e
qui.
NB
aggiunta postuma: siamo nel 2016 ed è appena uscita una bellissima recensione su Milkbook che trovate qui e che vi invito a leggere.
A proposito di libri "
facili o difficili", vi rimando a una vivace e interessante dialettica tra la titolare della libreria Radice Labirinto e Giovanna Zoboli, Topipittori. In ordine di sequenza potete leggere il loro scambio "
Libro elegante, libro distante", "
Fin da quando ero piccola", e ancora "
Libri scomodi". Sicuramente una riflessione importante, da non lasciarsi sfuggire.
Con questo post aderisco al
venerdì del libro ideato da HomemadeMamma:
qui il post di oggi, in cui tratta un argomento delicato ma sembra che il libro sia bellissimo.