martedì 19 luglio 2016

Mamma anche le rondini sognano? Un libro poetico di Sandra Dema e Anna Curti, edizioni Abele


 "Mamma anche le rondini sognano?"  di Sandra Dema (link), con le illustrazioni di Anna Curti (link) edito da Edizioni Gruppo Abele nella collana "I bulbi" (link) è un libro molto poetico e al tempo stesso molto sfaccettato, che affronta tantissimi temi in modo delicato (perché parla di desideri, di diversità, della potenza del sogno). Al posto di raccontarvelo io stessa, ho sentito il desiderio di intervistare questa autrice e porle alcune domande su temi che mi avevano incuriosito o fatto riflettere.

Come sapete, mi piace trovare un file rouge nelle cose, è non so perché, ma questo libro mi ha fatto venire in mente alcuni altri albi che hanno a che fare con i sogni, racconti e con l'impossibilità di movimento: "L'albero e la bambina", di Arianna Papini (Fatatrac, qui una recensione, ma spero prima o poi di farne una io o intervistare questa meravigliosa illustratrice autrice e arteterapeuta), e "Album per i giorni di pioggia" di David Torrent (Edizioni Corsare, scoperto grazie alla mostra Ci sono anch'io organizzata da Lo Stampatello Editore di cui ho parlato qui; qui, qui alcune recensioni). Albi diversissimi tra loro ma che appunto possono fornire spunti diversi e vanno, a mio parere, nella direzione che ha intrapreso Sandra Dema nel suo libro.
 


Parto dal un pensiero postato di recente dall'autrice sulla sua pagina facebook "Senza tanti squilli di tromba né palmi di mano che applaudono, nei primi sei mesi di vita (giugno-dicembre 2015) abbiamo sfiorato le 1000 copie vendute".
Mi viene quindi da dire che sono molto felice di sapere che il libro sta avendo successo. Come si sente all'idea di questo traguardo che non è solo legato al numero di copie vendute ma all'interesse reale per il libro e per il tema che affronta?
Sandra Dema: Consapevole del fatto che si tratta di un libro particolare, un libro da accogliere tra le mani e nel cuore, la prima reazione nell'apprendere i risultati delle vendite è stata di stupore.
Poi, passata l'euforia iniziale, ho piantato i piedi per terra e ho detto a gran voce:” Ecco la dimostrazione tangibile che le persone vogliono e acquistano anche testi così... andiamo avanti!”


Come è nato e perché? Da una sua ricerca/esigenza personale o per altri motivi?
Sandra Dema: Questo, come molti altri miei libri, è nato da un pensiero rivolto a qualcuno o a qualcosa che mi interroga, con il desiderio di parlarne in modo non consueto, leggero ma profondo, poetico.
Credo che ai bambini (e agli adulti) si debba trasmettere la bellezza, lo stupore, la capacità di meravigliarsi, di sognare, di affrontare le difficoltà, di diventare RESILIENTI (
di resilienza ne ha parlato anche Marie-Aude Murail a Mare di Libri qui) e UORI ne è un esempio.

Le rondini sono il simbolo della primavera, della stagione nuova che segue al lungo periodo di buio.
Messaggere della vita che ricomincia esortano a rimettersi all'opera, come un segno di resurrezione, di cambiamento.
 

Uori le vede volare in cielo, sente l'arrivo della primavera con i suoi colori e profumi. Poi, rapita da quel volo, si distrae e perde il palloncino.
 
Entra nel suo sogno, nel suo volo.

Al risveglio, la bambina si sente rinnovata, una nuova forza-speranza fa muovere le sue membra verso un orizzonte inaspettato.

La domanda: "Mamma, anche le rondini sognano?” non fa che rimarcare il legame tra la piccola e quegli uccellini, tra il loro volo e il suo sogno, avvenuto proprio nella stagione della vita nuova.

Se lei, dopo il sogno, ha percepito un cambiamento, allora le rondini- messaggere di vita rinnovata- non possono non sognare!!!


Come è stato sviluppato il libro insieme all'illustratrice? E' un prodotto nato a quattro mani o quali sono stati gli andamenti?

Sandra Dema: Ho proposto il testo alla casa editrice. Dopo aver ricevuto la manifestazione di interesse, mi sono attivata per trovare la persona adatta ad illustrarlo. Un'attenta ricerca mi ha condotta a Anna Curti e le ho sottoposto la storia, in accordo con l'editore.

Il suo è stato un SI immediato. Nei mesi successivi ci siamo incontrate più volte per un confronto vis à vis, affinché entrambe fossimo parte del progetto che piano piano prendeva forma.

Anna, illustratrice di lunga esperienza e sensibilità, ha espresso, accompagnato e completato in modo sublime le mie parole. 


Che parte importante hanno i sogni nei bambini e qual è il modo migliore di alimentarli? Che importanza possono avere per chi ha un qualsiasi problema e in particolare nei bambini?

Sandra Dema: Il sogno è un”attività” utile, ricarica, supera i limiti, ammorbidisce la durezza del mondo, rendendolo meno aggressivo, permette di entrare in contatto con le parti più nascoste del proprio inconscio.

Durante il sogno il cervello crea immagini nuove che vanno oltre la realtà, parlano di una passione che può essere coltivata, diventano una spinta propulsiva carica di energia. Seguirne le tracce impegna la fantasia in un progetto di cambiamento.

Per questo è importante trovare le strade per alimentarlo, non cancellare il tempo del sogno sostituendolo con strumenti che solo apparentemente possono riempirlo, proporre buone letture che aiutano a “involarsi”...
All'inizio della storia, appena ripensa il sogno Uori (sarebbe interessante capire il significato di questo nome così strano che immagino sia una scelta precisa) piange. È un momento di consapevolezza - anche perché i suoi fratelli corrono sulla spiaggia - prima di lasciarsi trascinare dai sogni o cosa?

Il nome della piccola protagonista nasce da un pensiero, dal seme che ha dato vita alla storia. Ricordo che in quel periodo stavo meditando sui CUORI, metaforicamente parlando possono essere grandi, aridi, piccoli, invisibili, spavaldi... una miriade di cuori che si incontrano ogni giorno. È stato un gioco togliere la C e lasciare UORI, come simbolo della moltitudine di cuori che batte in ognuno di noi.

UORI piange, nel mio immaginario, solo perché ha perso il palloncino distratta dal volo delle rondini.


Non appena entra nel suo mondo fantastico Uori subisce una trasformazione, perché le sue perle si intrufolano nella bocca e sente il sapore del mare. ..

Sandra Dema: Il palloncino di UORI che vola via rappresenta la prima perdita, il distacco da qualcosa di concreto e vicino.

La figura del signore dal cuore grande appeso alla giacca a righe, reale o immaginaria, si inserisce nella scena in punta di piedi, come un fuori onda. Con un gesto semplice porge alla bambina un altro palloncino a forma di cuore, (metafora del dono incondizionato). Stringendo il filo tra le dita per non farlo scappare, UORI sente che qualcosa sta cambiando, si sente leggera e capace di muoversi, si invola in quella bolla del sogno accompagnata dal tutum tutum del cuore.


Un palloncino rosso come un grande cuore la porta a viaggiare con la fantasia e lei osserva le cose con occhio critico - quelle grigie che fanno parte del mondo - poi riparte felice in una completa immersione nella natura, meravigliandosi del mondo che scopre quasi per la prima volta.

Dall'alto riesce a vedere e sentire i battiti, a distinguerne il ritmo a seconda dell'ambiente in cui si immerge, a fare sue nuove esperienze che la aiutano a crescere e a operare un cambiamento.


Come nel libro di David Torrent, solo alla fine si vede che la bambina non può camminare: questo momento nel suo libro è preparato dal guscio in cui si rifugia la bambina, come un bozzolo, un involucro che da un lato la protegge anche. È una chiusa che è certamente scelta e però spiega. Spiega la diversità. Forse è l'unico modo per farla vedere o poteva esserci un'alternativa? È stata una scelta condivisa con l'illustratrice?

Sandra Dema: Quando scrivo una storia, vedo le immagini di ciò che sto raccontando, sento i rumori, percepisco i silenzi e le pause, entro nei personaggi e vivo con loro.

In questo caso, fin da subito, la carrozzina è stata quella conchiglia e ho chiesto ad Anna di tenere fede a quell'immagine. Entrambe abbiamo concordato che avremmo svelato il piccolo segreto di UORI solo alla fine, nelle ultime due pagine, per stupire, spiazzare il lettore. Un modo per raccontare in modo diverso la diversità.


Come è stato accolto il suo libro e da chi è stato particolarmente richiesto? Ci sono domande dei bambini che si è portata dentro e che mi vuole raccontare o disegni che le hanno inviato o hanno fatto durante magari qualche incontro?

Sandra Dema: Non ho dati precisi in merito a chi abbia acquistato il libro, ma so con certezza che è presente anche presso le biblioteche di alcuni ospedali o specializzate su certe tematiche, è stato diffuso da associazioni e gruppi che diffondono la lettura dei libri accessibili, da insegnanti per la lettura in classe...

Ricordo in particolare due frasi che mi hanno colpito.

Un bambino mi ha detto:”Sandra, hai fatto bene a non raccontarci che Uori è su una carrozzina, così non ci siamo concentrati sul suo problema, ma abbiamo viaggiato con lei nel sogno, senza limiti. Solo alla fine abbiamo capito dall'immagine cosa intendevi dire con la conchiglia con le ruote “.

Un altro bambino, apparentemente distratto durante la lettura, alla fine mi ha detto:”Mi è piaciuto questo libro, dico alla mamma di comprarmelo”.


Che impatto ha avuto il suo libro sui bambini che non possono camminare? Ha qualche riscontro?

Sandra Dema: Sinceramente devo dire che questo libro è stato letto/raccontato da me e, in alcuni casi insieme ad Anna, nelle classi, nelle biblioteche, in eventi organizzati ma non ricordo particolari reazioni da parte dei bambini. Si lasciavano trasportare nel mondo di Uori con leggerezza, esprimevano il desiderio di poter fare la sua stessa esperienza, parlavano dei loro sogni...

Ho visto che ha fatto anche interventi sull'uso del libro con i bambini con disabilità. Quale pensa possa essere il suo contributo a livello di formazione e consapevolezza negli adulti.
Sandra Dema:  Ho avuto l'opportunità di partecipare ad alcuni momenti di presentazione e formazione per adulti (perlopiù insegnanti) collaborando con associazioni che si occupano di disabilità (AREA.TO, qui il link al libro, Fondazione Carlo Molo link...).

Il confronto a più voci, anche con chi non vive da vicino o sulla propria pelle quella situazione, è una crescita personale importante e spero di aver potuto dare il mio piccolo contributo con parole e immagini lievi.

Grazie di cuore a Sandra Dema per le sue preziose risposte. Spero che questa intervista vi abbia fatto venire delle domande e soprattutto la voglia di scoprire questo libro in cui si entra piano piano e che ha bisogno di un suo tempo per essere amato e apprezzato e gustato. Dimenticavo, il libro è accompagnato da un'arricchente postfazione di Angela Articoni, esperta di letteratura per l'infanzia dell'Università di Foggia. Ps qui trovate una intervista molto carina fatta da alcuni ragazzi di 5° della scuola primaria.

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