martedì 21 marzo 2017

Hoepli for kids: una "passeggiata" nel cielo e sulla luna con due albi Babalibri


Sabato 18 marzo, presso la Libreria Hoepli di Milano, in occasione della rassegna "Hoepli for kids", due bellissimi albi editi da Babalibri, "Una passeggiata nel cielo" di Yuichi Kasano (qui), e "Papà sulla Luna" di Adrien Albert (qui) ci hanno portato a viaggiare con la fantasia, dal cielo fino alla Luna. Cinquanta (ebbene sì!!) bambini, tra i tre e i nove anni, accompagnati da genitori, nonni e zii hanno partecipato a questo incontro, per me davvero emozionante.
Per l'occasione, con un giorno di anticipo, abbiamo anche festeggiato tutti i papà, perché i due albi hanno come protagonisti proprio loro.


Il primo è un divertente e piacevolissimo albo dello stesso autore di "Blub blub blub" (chi non lo conosce è invitato a scoprirlo qui), che riesce a far entrare in relazione adulti e piccini, perché i primi si devono mettere completamente a servizio della storia, mimando e verseggiando a più non posso. Il divertimento è assicurato e dovete essere pronti a sentirvi ripetere: lo rileggiamo ancora... e ancora? La mia prima lettura animata non poteva, quindi, essere da meno... Ma di cosa parla? Un papà sta preparando nella sua officina qualcosa di veramente speciale per poter viaggiare con il suo bambino: un biplano a motore (wow!). Ormai tutto è pronto per una bella "passeggiata", quando all'improvviso si presenta il cane di casa che, naturalmente non vuole essere escluso. E così comincia un piccolo tormentone: alla domanda se c'è posto, il papà, senza farsi prendere dal panico (o arrabbiarsi) risponde "Solo un momento, per favore" (è pure molto educato!) e, armato dei suoi attrezzi e di tutti i pezzi di legno occorrenti, con un sonoro "Tong Tong Tong" prepara la cuccia del cane sistemandola sopra l'aereo. Ma il cane non sarà l'unico degli animali "di casa" curiosi di viaggiare. Naturalmente questo papà dal cuore grande farà spazio per ciascuno di loro e ogni volta ci sarà solo da seguirlo mentre attrezza il biplano facendo rumori sempre più divertenti "Tong! Paf! Clong!" ... "Oh... Issa! Oh... issa!" (pronti a mimarlo?). Non resta poi che partire a tutta velocità "Broom broom broom" e godersi il volo. Ah, che meraviglia! Ricominciamo?


"Papà sulla Luna" (ne ho parlato già qui), è un dolce albo che racconta il viaggio che compie Maia per andare a trovare il suo papà che è molto, ma mooolto lontano! La mamma  - qui entra in gioco anche questa figura, che non si scompone per nulla ed è super attrezzata - predispone tutto per il viaggio: del resto, basta "solo" avere a portata di mano: un razzo, un'astronave e una navicella spaziale (lo avete tutti in garage, vero?). La piccola è abituata a viaggiare da sola e anche la mamma a lasciarla andare in tutta tranquillità (... non a casa di una compagna, né a scuola da sola... ma sulla Luna!). Partire è semplice: basta solo muovere una leva (e avere una mamma forzuta!) e la piccola viaggia nello spazio - divertendosi un sacco! - fino all'allunaggio (grazie a questo libro i vostri piccoli scopriranno il significato di "allunaggio", "ammaraggio" e forse - come è capitato durante la lettura "atterraggio"). Qui ritroverà il suo papà, potrà goderselo e scoprire qualcosa di speciale che ha in serbo la mamma al suo ritorno. Questo albo consente di "affrontare" senza neanche rendersene conto tanti temi: l'autonomia, il distacco, il piacere di ritrovarsi dopo un'assenza, il gusto delle sorprese.


Pronti... via!
Il laboratorio di costruzione di "veicoli spaziali" (astronavi, razzi e quanto ha suggerito la fantasia a piccoli e grandi inventori) è stato un momento di grande collaborazione, relazione tra grandi e piccini, relazione tra persone diverse e un grande momento di civiltà. Perché va detto: essere in una stanza con oltre 100 persone non è semplice. Va quindi riconosciuto un grande merito a tutti i partecipanti che si sono scambiati materiali vari (colle, scotch colorati... scovolini mancanti...) e che hanno pazientato per prendere tutto quanto era "apparecchiato" per l'occasione.
Sono sempre sbalordita da quello che si riesce a fare con quello che spesso viene definito "materiale di scarto" e che per me è un materiale prezioso per i laboratori (prezioso sia perché ha un significato di recupero e di conferirgli non solo una nuova vita ma anche un valore), ma questa volta abbiamo davvero raggiunto un'apice di beatitudine per gli occhi. Vedere tanti papà e mamma, nonne, zie, mettersi in gioco insieme ai bambini nel progettare e realizzare qualcosa è meraviglioso. Anche perché significa dedicare un momento esclusivo ai propri figli che rimarrà un ricordo di una bellissima esperienza vissuta insieme.
















Nel ringraziare Ilaria, Anna, Sara (ufficio stampa) e il resto dello staff della Hoepli che ha seguito l'iniziativa, sono grata di cuore a tutti i partecipanti (ho segnato quasi tutti i nomi, non me ne voglia chi non compare... arrivato quando ero ormai partita con le letture): Diana (4 anni e mezzo), Edoardo (3 anni e 1/2), Andrea (4 anni), Achille (4 e mezzo), Lena (6 anni), Federico (3 anni), Maximilian (6 anni), Damiano (8 anni), Daniele (7 anni), Leonardo e Agata (7 e 5 anni e mezzo), Ilaria e Grace (9 e 7 anni), Giulio e Giorgio (7 e 4 anni e mezzo), Virginia (5 anni), Gaia (4 anni), Leonardo e Alessandro (3 e 7 anni), Giulia (5 anni), Pietro (3 anni), Lucrezia (4 anni), Elisa (3 anni), Andrea (5 anni), Matteo (7 anni), Alessandro (7 anni), Matteo (8 anni), Matilde (9 anni), Aurora (9 anni), Samuele (7 anni), Manuel (6 anni), Lucia (6 anni), Giacomo (6 anni), Edoardo (4 anni), Cecilia (6 anni e mezzo), Gregorio (4 anni), Ferdinando (3 anni), Sofia (4 anni), Emma, Caterina, Beatrice, Leonardo, Lorenzo, Sascha, Miranda...

Ecco una carrellata delle opere. Spero di averle fotografate tutte!














































martedì 14 marzo 2017

"Uffa che noia!" di Henrike Wilson, Beisler editore


"Uffa che noia!" di Henrike Wilson, edito da Beisler editore (qui la scheda) è un albo dedicato ai più piccoli che invita a considerare quanto possa essere proficuo anche il non far niente.

Ultimamente si sta ponendo sempre più attenzione a questo aspetto, perché i bambini di oggi sono sommersi di impegni e cose da fare e non sono abituati a stare fermi, con le mani in mano, come capitava a noi alla loro età. La noia è invece la linfa vitale di processi creativi, aiuta il bambino a crescere e a diventare autosufficiente, come spiegano diversi esperti, che invitano i genitori a non riempire di impegni le giornate dei figli, non solo durante l'anno scolastico ma anche quando arrivano le vacanze (qui e qui due articoli sul tema).


Questo albo delicato racconta come una giornata noiosa possa diventare avvincente attraverso lo sguardo di un orsetto che, per l'appunto, si annoia e non riesce a immaginare "una noia più noiosa" di quella che sta vivendo. E non sa che fare.


Inutile cercare la compagnia di amici o della mamma: sono tutti occupati (la frenesia sembra essersi impossessata degli abitanti del bosco) e il piccolo viene ignorato da tutti. Non resta allora che andarsene a zonzo sconsolato, senza una meta e senza un perché. Ma proprio quando il piccolo si abbandona alla noia, senza cercare di contrastarla, lasciando che il tempo scorra senza accorgersene, ecco che avviene la magia.



All'improvviso si accorge di piccole cose che accadono intorno a lui (il vento birichino che gli scompiglia la pelliccia, le nuvole che a guardarle bene hanno una forma strana - su questo tema vi rimando anche al bellissimo albo Luna e la camera blu, di cui ho parlato qui - una talpa che esce furtiva dalla sua tana, un uccellino che svolazza cinguettando).


Ed ecco che il piccolo orso è preso dall'euforia e dall'immaginazione e se ne torna a casa felice. Felice di sapere cosa fare quando si annoierà di nuovo (anzi, quasi quasi non vede l'ora di annoiarsi ancora).

lunedì 13 marzo 2017

Parole ed emozioni a Galliate - Storie Piccine 2017


Quest'anno ho avuto il piacere e la fortuna di tenere l'incontro Parole ed emozioni presso la scuola materna di Galliate (NO) nell'ambito della manifestazione Storie Piccine, (link qui, pagina fb di NPL Ovest Ticino qui), giunta alla sua dodicesima edizione.


Un mese, quello di marzo, ricco di appuntamenti dedicati alla lettura per i più piccoli. Un rendez-vous annuale che è un vero regalo che il coordinamento di Nati per Leggere Ovest Ticino offre da tempo al proprio territorio.


Ventidue bambini entusiasti e pieni di fantasia e stupore mi hanno tenuto compagnia in questo breve ma intenso viaggio alla scoperta degli albi senza parole. Libri speciali, di cui ho già avuto modo di parlare in diversi post - e che ho scoperto grazie al progetto sui Silent Book promosso da Ibby  (qui) - che riescono ad avvicinarsi ai bambini attraverso la potenza delle illustrazioni, che favoriscono il senso di immaginazione. Ogni volta che mi trovo a presentare alcuni dei tanti e bellissimi albi a disposizione, rimango sorpresa dal senso di stupore e di fascino che esercitano, lasciando i piccoli e grandi ascoltatori a bocca aperta e pieni di domande. Incredibile scoprire ogni volta come a seconda dell'età e del proprio bagaglio culturale e immaginativo i bambini scoprano nelle illustrazioni qualcosa di diverso. Se avete voglia di leggere altri post sono qui e qui.


L'onda e La piscina
I due albi che mi hanno accompagnato sono "L'onda" di Suzy Lee (Corraini editore, qui) e "La piscina" di Ji Hyeon Lee (Orecchio Acerbo editore, qui), due albi che mi sono "entrati dentro" e che mi emozionano tantissimo ogni volta che li guardo e che li propongo ai bambini, perché ogni volta sono allo stesso tempo uguali e diversi.
Nel primo caso protagoniste sono una bambina, che scopre il mare a lei ancora sconosciuto, e l'onda: esse si si incontrano e giocano proprio come fanno due amici che si vedono per la prima volta. A fare da eco ai movimenti della bambina un gruppo di gabbiani (che ricordano un po' il "coro" del teatro greco). Come ha avuto modo di spiegare ne "La trilogia del limite" (Corraini editore, qui), l'autrice e illustratrice coreana ha impiegato la piega centrale della rilegatura come momento di passaggio dalla realtà alla fantasia (in una pagina la mano della bambina scompare proprio nella piega, ma è un passaggio voluto, un passaggio tra due mondi, quasi una porta segreta) e da quel momento tutto sarà possibile e nulla sarà più uguale (se volete approfondire vi rimando a un articolo molto ben fatto di Milkbook qui).
Una delle peculiarità dei libri senza parole è che hanno spesso un "andamento circolare" e che iniziano dalla copertina o dalle risguardie e quindi vanno proprio assaporati pagina per pagina, pensando che i protagonisti ultimi sono i bambini che osservano con voi il libro.


L'immagine che ha maggiormente stupito i bambini è questa sopra: ognuno ha trovato un suo significato ed è questo in effetti il bello dei libri senza parole perché possono essere "raccontati" e "visti" con tanti occhi e sfumature diverse, anche forse diverse dai significati ricercati dall'autore.

Nel secondo caso, questa opera prima racconta di una piscina speciale, che può essere scoperta davvero solo da chi la rispetta e la osserva con ammirazione. Protagonisti sono due bambini che si incontrano in fondo alla piscina, mentre in superficie un'onda barbarica di persone goffe e impacciate  - che ricordano quelle che si potrebbero incontrare in una spiaggia affollata - non si accorge delle meraviglie che quel posto può offrire (e alla fine escono deluse e insoddisfatte come quando ci sono arrivate). Qui, il passaggio dal mondo reale a quello fantastico avviene attraverso il colore. Non appena il bambino si tuffa e supera la folla diventa colorato e si imbatte in una ragazzina che lo accompagna di un mondo che esiste sotto la piscina.


Qui i due incontreranno creature fantastiche di ogni forma e dimensione, la bambina più a suo agio, il bambino più timoroso. Mentre sfogliavo e "raccontavo" le pagine de "La piscina" i bambini a bocca aperta e in contemplazione hanno visto giraffe, squali e altri animali. Avrei voluto avere più tempo a disposizione per lasciare spazio a ognuno di loro.



Le opere dei bambini e delle bambine
Uno dei "rituali" che amo di più, specie quando ho un po' di tempo a disposizione, è "apparecchiare la tavola" ovvero preparare i materiali in modo da disporli secondo una logica e renderli il più appetibile possibile per i bambini. Uno degli inviti che faccio loro è quello di farsi ispirare non solo dalle illustrazioni e dal libro o dai libri che hanno ascoltato, ma anche dai materiali, cercando di osservarli con attenzione prima di prenderli. Succede sempre che qualcuno si appassioni a qualcosa in particolare, per questo mi piace portare sempre molto materiale.
Ecco una carrellata dei lavori (cerco sempre di sottolineare che le loro sono opere d'arte e non come si è solito dire "lavoretti" perché quando i bambini lavorano e mettono tutto il loro impegno esprimono parte di loro stessi, alcuni riuscendo a esplicitarlo meglio, altri meno, anche in base all'età e alla consuetudine a trattare con materiali "strani").





Esempio di collaborazione tra fratelli di diverse età.



Luca, 5 anni, e i suoi "pesci di tutti i colori".

Francesco, 5 anni, e i suoi "Bamboppi" (mi piacerebbe tanto sapere cosa sono!).

Lorenzo (7 anni) e Giulia (3 anni) e il loro pesce elefante.

anonimo.

Quando la fantasia non ha regole: uscire fuori dal foglio per creare un'opera originale.

Filippo (5 anni) e la sua balena di rete.

Edo (5 anni) ha creato la piscina, i maialini (tondi), i pesci arcobaleno (cannucce) e il cielo (in alto). 

Melissa (3 anni) e Tommaso (6 anni) e i loro pesci "coccodrillo", "quadrotto" e "apri bocca".
Ludovico (4 anni) e il suo "Tassuch".



Chiara (4 anni).

Valentina (4 anni).

Pietro e il suo utilizzo "tridimensionale" degli scovolini.

Viola, 8 anni, e tutti i nomi che ha dato al suo popolato mondo marino.

Alessandro (4 anni) e i suoi pesci "dritto", "lungo", "croce", vuoto", "palla", "occhio" e il pesce "pesce".

Vittoria (6 anni) e il suo pesce "stella".

Aurora (4 anni).

anonimo.

Prima di concludere, lasciatemi ringraziare: tutti i bambini intervenuti (- di età compresa tra 3 e 8 anni - Tommaso, Riccardo, Chiara, Francesco, Diamont, Matteo, Edoardo, Valentina, Aurora, Pietro, Matteo, Ludovico, Edoardo, Filippo, Giulia, Luca, Viola, Melissa, Alessandro, Tommaso, Vittoria, Greta e Lorenzo); i loro accompagnatori, le educatrici e le ausiliarie della scuola d'infanzia; Giulia, per avermi accompagnata, coccolata e aiutata in questo laboratorio.
Grazie anche a Marco Nicolotti per la sua disponibilità e per la chiacchierata.

Infine, un ringraziamento speciale va a Susi Soncin, donna vulcanica, piena di energie, fantasia e sempre "sul pezzo", colonna portante di molte iniziative, e a Barbara Archetti, collega, compagna e amica di avventure, per averci fatte incontrare.