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sabato 17 luglio 2021

Passeggiate al chiaro di luna






sabato,  17 luglio, ore nove

Il cielo è cosparso di nuvole rosa e dalle grida dei rondoni. Tu hai annusato l'aria e ora corri tra i boschi forse inseguendo un capriolo. Io sento solo movimenti e un abbaio forse della sua presenza. Sono qui nella radura e ti aspetto.
I pipistrelli volteggiano nell'aria e spero acchiappino le zanzare di cui odo il fastidioso tormento.
La Luna spaccata a metà mi fissa lassù nel cielo e io non posso fare a meno di guardarla.
C'e silenzio o forse no. I grilli gridano in coro. Un pettirosso echeggia la sua melodia e ora c'è anche il rintocco delle campane della chiesa. Da lontano le voci di alcune persone, l'abbaiare di alcuni cani e i campanacci sempre graditi delle mucche ancora al pascolo.
La campagna risuona in tutta la sua bellezza e io non posso fare a meno di rimanere estasiata.

Ore 22.00

Siamo nel fitto del bosco e ho appena sentito il richiamo di un rospo. Dove sarà? Nel frattempo scopro una lucina fissa e mi chiedo se siano finalmente arrivate le lucciole.  La prendo dolcemente in mano e riluce di un verde brillante, immobile. Quando arriveranno i maschi?

Nel fitto è buio buio. Notte fonda e cammino allietata dai canti dei grilli e dal rumore del ruscello che scorre lieve. Tu arrivi ansimante dopo aver corso nei prati circostanti. Spero tu sia soddisfatta. A malapena riesco a intravedere il tuo pennacchio bianco. Ti scuoti e sei già pronta a ripartire.

Si va verso la strada di casa. Incontreremo qualcuno? In lontananza il roco abbaiare dei cani e l"incessante cantilena dei campanacci. Qui le mucche sono all'aperto sempre.

Affondo i passi nel terreno morbido e mi compiaccio degli occhi che si sono abituati a questo buio pesto e mi conducono senza timore nel fitto del sentiero. Tra poco saremo nel pratone e, infine, a casa.

venerdì, 16 luglio


C'è qualcosa di indescrivibile nello stare in questa radura sul far della notte. Il pettirosso gorgheggia dal suo solito posto un canto di una melodia che incanta. Nel prato i grilli non smettono di cantare ovunque. Lontani i rumori delle auto, delle moto e delle mucche al pascolo. Ferma sento anche il tuo rumore nel prato e l'abbaio di un cane lontano. Dal prato arrivano anche i profumi dei fiori che sanno di estate e di libertà. Tu ti sdrai e ti ammanti del loro profumo e, ne sono sicura, dell'odore del capriolo che sarà passato prima da queste parti. Le sagome degli alberi diventano sempre più scure e le fronde si trasformano in macchie nere. Gli occhi cedono il passo agli orecchi che si fanno più fini e cercano di cogliere ogni suono. Ora anche quello delle campane che si mescolano ai campanacci, al ronzio delle zanzare e al pettirosso che ancora non ha smesso di cantare.
È ora di muoversi anche se rimarrei ancora qui ad ascoltare e inebriarmi di questi profumi.


venerdì 9 luglio 2021

Esploratori in paradiso: alla scoperta del cervo volante




Sarà il desiderio di riconnettersi con il bosco, coltivato in questi mesi, sarà la voglia di ritrovare le mie radici, comunque sia sono riuscita finalmente a coronare il sogno di tornare nella casa di campagna dove sono cresciuta e dove mi piace far scoprire la natura al mio giovane esploratore. In questi primi due giorni le nostre passeggiate sono state pienamente ricompensate e, anzi, lo stupore e la meraviglia ci hanno accompagnati da subito.


Ieri siamo usciti poco dopo un temporale e il bosco era molto fresco e tutto era ancora bagnato e i toni di verdi molto intensi. Intorno a noi tantissimi alberi caduti ormai da anni, e per fortuna lasciati nel bosco. Spero che questa sia una scelta... si sa infatti che nei luoghi maturi dove c'è il legno morto è possibile trovare un ecosistema molto ricco ed è quello che sto proprio osservando da qualche tempo. Capitati in quello che io ho soprannominato "Il viale dei castagni", una parte del sentiero nel bosco che si apre verso i prati e porta al fiume, dove si trovano piante secolari e ormai vetuste, di una bellezza incredibile, ieri abbiamo incontrato, con un pizzico di fortuna, uno degli insetti più interessanti. Almeno per me.



Sto parlando del cervo volante, un coleottero della famiglia dei Lucanidi, che può arrivare anche a otto centimetri di lunghezza. Il maschio che abbiamo osservato sopra il tronco di un castagno sembrava aver da poco partecipato a uno dei famosi combattimenti di cui si legge nei libri. 


Una delle sue corna (che in realtà sono mandibole trasformate e da cui deriva il nome) era rotta e sulla sua corazza sclerotizzata, ovvero, su una delle due un'elitre (le ali "dure" tipiche dei coleotteri, che proteggono le ali che servono a volare) compariva un buco, segno di qualche altra "offesa" di guerra. Già la vista di questo esemplare poteva migliorare la nostra giornata, ma poco dopo, lungo il sentiero, abbiamo trovato una specie di cimitero di cervi volanti, brandelli di altri maschi.
Cosa sarà accaduto, ci siamo domandati?
Non ho risposte ma molte domande, a partire da quell'unico esemplare vivo rimasto.


Naturalmente, mentre abbiamo lasciato in pace il maschio, abbiamo subito raccolto i resti degli altri, per poter poi osservare con migliore attenzione gli esemplari morti.




Non potevo non curiosare e informarmi su questa specie, una delle oltre 12mila di coleotteri presenti nel nostro Paese. Forse non tutti sanno che, grazie alla nostra posizione geografica, la fauna italiana risulta essere la più ricca di quella di tutti i Paesi europei!

Qualche informazione in più

Il cervo volante, secondo Linneo Lucanus cervus è il più grande coleottero europeo, inserito nell’allegato II della Direttiva Habitat. Nel Parco delle Foreste Casentinesi si è scelto di usare questo coleottero come specie bandiera, ovvero per sensibilizzare le persone sulla protezione degli ecosistemi
e delle foreste ricche di vecchi alberi e di legno morto. Ho scoperto che come succede in altri insetti - un esempio per tutti è la cicala - il coleottero vive come larva nei grandi tronchi morti di querce, da quattro a otto anni, per poi diventare adulto nell’ultima stagione estiva della sua vita. La femmina, per deporre le uova, scava gallerie in profondità nel sistema radicale della pianta o nel legno morto. La larva è xilofaga e saproxilofaga (si ciba del legno marcescente) e si sviluppa nel legno morto delle ceppaie, negli incavi dei tronchi e nelle radici delle vecchie piante, preferibilmente querce.  Dopodiché si trasferisce nel terreno dove costruisce una celletta, impastando terra con detriti di legno, impupandosi. Gli adulti compaiono tra giugno e luglio, vivono poche settimane e volano in prevalenza dal crepuscolo, "con volo lento, goffo e rumoroso" (chissà come sarebbe bello poterli ascoltare). Gli adulti si nutrono soltanto di sostanze zuccherine, quali linfa e frutta matura.